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martedì 24 dicembre 2019

Buon Natale, proprio a tutti!

Cari amici, eccoci giunti ormai al fatidico Natale... prima di lasciarvi i miei auguri, validi per tutte le prossime festività ed estesi a tutti i vostri cari (umani e non), vi racconto com'è andato il mio "Avvento in natura". Vi dirò che mettere in pratica quotidianamente i propositi e le attività che avevo pianificato è stato più complesso del previsto: complici gli impegni (quest'anno in realtà in modica quantità), spesso il meteo non favorevole, talvolta altri pensieri per la testa, non ho sfruttato a pieno il mio "calendario d'avvento". Ad ogni modo le cose che sono riuscita a concretizzare le ho davvero fatte con coinvolgimento e hanno arricchito le mie scorse settimane d'attesa... Il momento più creativo è stato un fugace pomeriggio di sole, nel quale mi sono industriata per realizzare - sotto la fedele supervisione di Paciocca - un piccolo presepe con materiali naturali... ho sfruttato un fondo di muschio già esistente (senza danneggiarlo ovviamente!), sassi, foglie, rametti. Avendo più tempo e idee a disposizione, sono sicura che avrei potuto creare qualcosa di ancora migliore... ma sono molto soddisfatta del risultato, per essere il primo tentativo!


La parte più divertente del mio Avvento è stata sicuramente quella del birdgardening: tanti volatili si sono avvicendati alla mia postazione-mangiatoia, tenendomi compagnia! Certo, fotografarli alle giuste condizioni non è stato uno scherzo... e anche qui, mi sarebbe servito tanto più tempo in più, oppure più giornate di sole a disposizione, per riuscire a "catturare" tutti gli uccelli al loro meglio. Quest'anno la "new entry" è una grossa ma educatissima ghiandaia (niente a che vedere con le insolenti gazze dello scorso anno, che mi distruggevano una palla di grasso al giorno, lasciando gli altri uccelli senza niente), che ha capito come acchiappare la palla di grasso dalla retina e nutrirsene. Vi dirò che a questo punto, continuerò sempre a lasciare almeno una palla nella retina, giusto per lei.




Sì, perchè in realtà per gli altri uccellini ho sperimentato e trovato altre soluzioni molto soddisfacenti! Quest'anno ho esposto una mangiatoia in ferro battuto, un prodotto artigianale comprato la scorsa primavera, nel quale ho iniziato a mettere semini di girasole e soprattutto i prelibati pellet per insettivori (una leccornia per i pettirossi). Il problema fondamentale è che questa mangiatoia, nonostante sia installata su una sottile barra d'acciaio ben piantata in terra, è accessibile anche a ratti e topi (forse dovrei "ungere" la barra, per far sì che i roditori scivolino quando si arrampicano?)... purtroppo i ratti, anche quest'anno, non hanno tardato a farsi vedere. A quel punto ho dovuto trovare un'alternativa che fosse valida sia per le cince (le quali in realtà possono appendersi e appigliarsi ovunque) ma soprattutto per i pettirossi, che non riescono ad aggrapparsi. Così ho acquistato anche un altro tipo di mangiatoia, sospesa e utile per esporre palle di grasso senza retina (c'è chi dice che tra l'altro la rete sia pericolosa per le zampette degli uccelli... io a dire il vero, in tanti anni, non ho mai notato alcun problema... ma tant'è), con un piattino nel quale speravo che si posassero i pettirossi.

Ecco il mio "parco mangiatoie" al completo! Piattino, mangiatoia sospesa e palla di grasso in retina.




Quest'anno ho preparato io stessa le "tortine" per gli uccelli: ho usato la ricetta che avevo già pubblicato anni fa, a partire da 1/4 di dose e omettendo la mela fresca (ne sono venute fuori 8 belle "polpette"). Al dunque, quando ho esposto la nuova mangiatoia con le mie palle casalinghe, ho purtroppo appurato che il piattino sottostante (utilissimo raccogli-briciole) non era abbastanza sporgente per permettere ai pettirossi di posarvisi in comodità. Così ho risolto fissando un rametto solido, con un pò di fil di ferro da recinzione, all'esterno della mangiatoia, abbastanza in basso perchè gli uccellini potessero scegliere se mangiare direttamente le palle o le bricioline nel piattino. A quel punto ho risolto tutti i problemi: anche i pettirossi hanno iniziato a frequentare la nuova mangiatoia, molto utile perchè tra l'altro in caso di pioggia fa sgrondare l'acqua (cosa che non accade alle altre) e il cibo esposto non deve essere rimpinguato quotidianamente.



Anche la cincia approfitta del rametto!

Ho continuato comunque a mettere nell'altra mangiatoia i pellet energetici per insettivori, perchè grazie al tanto cibo esposto ho capito che anche gli uccellini hanno i loro gusti, nonostante si adattino poi a quello che c'è... i pettirossi preferiscono in assoluto i pellet (che continuo ad esporre, ma in quantità molto ridotte affinchè durante la notte i topi non pasteggino con gli avanzi del giorno), le cince invece non fanno troppi complimenti e divorano felici sia le palle di grasso industriali che quelle casalinghe. Il pettirosso sembra apprezzare in particolare l'uvetta della mia palla di grasso artigianale! La ghiandaia, come detto, predilige la palla di grasso industriale. Quest'anno i grandi assenti sono i fringuelli... forse arriveranno quando il freddo sarà maggiore (per ora, solo un paio di giorni è stato davvero freddo), ma più che altro loro si nutrono sul terreno, forse approfittano delle briciole che cadono a terra? Ammetto però di non averne ancora visto uno... ma li aspetto fiduciosa, anche perchè sono i meno scattanti, senza dubbio i più facili da fotografare!




Per il resto ho fatto delle belle passeggiatine in giardino, spesso in compagnia di Paciocca, e ho potuto osservare diversi fenomeni a cui non avrei altrimenti dato importanza... mi sono accorta di piccole cose che mi hanno rivelato qualche segreto in più sulla natura viva che mi circonda. Ad esempio, quando sono andata alla ricerca apposita di bacche per fotografarle, mi sono accorta con dispiacere che nell'enorme giardino (quasi parco) dei miei genitori, pieno di ligustri, biancospini e piracanta, di bacche non c'era rimasto più nulla! Immagino che, considerando l'invasione di ratti a cui i miei sono sopravvissuti in novembre, i responsabili siano ancora una volta questi roditori... o almeno così penso, perchè gli uccellini ci sono sempre stati in quantità nel giardino dei miei (non così i ratti, questo è un fenomeno recente), eppure di solito, per Natale, riuscivo sempre a rintracciare tanti rametti carichi di bacche di piracanta e ligustri, per farne un centro tavola natalizio. Quest'anno: ciccia! Giusto un mio piccolo ligustro ha conservato le sue bacche, ma ho preferito lasciarle attaccate alla pianta!


Allo stesso modo mi sono incantata, in una delle poche giornate di sole, ad osservare i riflessi dello stagno in dicembre... mi aspettavo che il colore dello specchio d'acqua sarebbe stato tendente al grigio acciaio, o al massimo azzurro cielo. Invece... rossastro! Come le foglie che, cadute in acqua, stavano decomponendosi regalando questa strana sfumatura allo stagno. 
Questo dicembre, per un giorno, è perfino nevicato a Ferrara, ma non sufficientemente per uscire il giorno dopo e fotografare paesaggi imbiancati... è stata giusto una spruzzata, che ha reso gli uccellini ancora più industriosi! 
Ho provato pure a fare qualche scatto ad una bella luna piena, attorno alle 17.00 del pomeriggio, sul fare del crepuscolo... ma ancora devo imparare parecchie cose sulla fotografia, per riuscire ad immortalare la luna che sorge! In compenso, me la sono ammirata dal vivo... che è la cosa più importante, oltre le foto che troppo spesso ci sentiamo in dovere di fare, a testimonianza del momento che stiamo vivendo. Un ricordo peraltro resta meglio impresso nella nostra memoria, se riusciamo a dedicare a quell'attimo la nostra piena attenzione... senza smartphone o macchine fotografiche di mezzo, che ci distraggono dalla vita che intanto passa e va.




Vi saluto infine con qualche scatto "selvatico" della mia Paciocca in perlustrazione: come sempre le è piaciuto tanto accompagnarmi, spesso condurmi, nei giretti in giardino... adesso che non abitiamo più insieme e che solo con me può esplorare l'ambiente in compagnia (i miei non si prendono la briga di farlo), è probabilmente la cosa che più le piace fare con me... con buona pace mia e di tutti i gatti più casalingoni e coccoloni che invece preferiscono dormire sulle ginocchia del proprio umano.




Bene, cari amici, che altro dire? Vi saluto con affetto e vi auguro davvero di trascorrere delle festività serene, lo auguro a voi, ai vostri famigliari, ma anche ai vostri animali e perchè no... anche ai miei e vostri uccellini nei giardini e così a tutta la natura selvatica (topi e ratti compresi, suvvia)... perchè è proprio vero che "Non importa cosa trovi sotto l'albero, ma chi trovi intorno" (S. Littleword). E il nostro intorno, come a me ha dimostrato il mio avvento selvatico, si estende certamente anche a tutta la natura circostante! Augurissimi a tutti!

domenica 15 dicembre 2019

"La volpe alla mangiatoia" di Pamela Lyndon Travers

Oggi vi propongo un breve e piacevole racconto natalizio, firmato dalla penna di Pamela Lyndon Travers che - per chi non la conoscesse - fu l'autrice di Mary Poppins
Il racconto è ambientato nel secondo dopoguerra londinese: durante la messa di Natale nella cattedrale di Saint Paul, a cospetto di una folla adulta desiderosa di tornare a dedicarsi alla vita in tempo di pace,  ci sono tre bambini irrequieti e un po' burloni. Non seguono la cerimonia, parlottano a mezza voce interrogandosi sulle grandi questioni dell'infanzia: cosa si vorrebbe ricevere in regalo; cosa potrebbe fare Dio per accontentarli; se sia giusto lasciare i propri giocattoli usati in dono ai bambini più poveri...
Ad un certo punto la messa termina, la folla si disperde al suono delle campane, che finalmente suonano di nuovo a festa, e davanti al presepe con i classici bue, asinello e pecore, il filo del discorso porta i tre bambini ad una domanda che sembra altrettanto fondamentale: "Perchè nel presepe non c'erano animali selvaggi? Non avevano niente da regalare, loro?". 




A raccogliere il quesito è una donna adulta, la narratrice del racconto, che è al contempo una sorta di tutore o accompagnatrice dei tre bambini, e si prepara a raccontare loro una storia adatta a rispondere alla domanda. 
E così torniamo indietro nel tempo, alla nascita di Gesù, nel miracoloso momento del primo Natale, quando gli animali avevano il dono della parola... e se per gli animali domestici era quasi ovvio rendersi utili al bambinello, donandogli calore, lana o protezione, che dire degli animali non addomesticati? Come reagirono all'arrivo di Gesù? 
I selvatici vengono rappresentati dalla volpe Reynard che, quando si avvicina furtiva alla mangiatoia, genera grande scandalo e allarme tra le altre bestie. Cosa fa un animale selvatico, un aggressivo predatore, nei paraggi del bambino? Cosa mai potrà portare in dono, quali sono le sue intenzioni? 
La volpe viene pesantemente criticata e giudicata dagli animali domestici, che la temono ma ancor più la disprezzano... eppure Reynard ha davvero qualcosa da donare, forse qualcosa di più prezioso di lana, calore o protezione, perfino di più pregiato dei doni umani di oro, incenso e mirra. 
E quando porta il suo dono al Bambino, anche gli altri animali capiscono che nella stalla c'è posto per tutti, domestici e selvatici...  "Così la ruota gira, il cerchio si chiude, e le creature domestiche e selvatiche stanno riunite nel presepe. Il leone insieme alla tortora, animali da cortile accucciati accanto alla volpe. Infatti creature domestiche e creature selvatiche non sono che due metà, e qui, dove tutto finisce e tutto ha principio, ogni cosa dev’essere riunita nel suo intero".
Una gradevole storia a sfondo natalizio, senza la pretesa d'essere un capolavoro, ma solo di allietare un'oretta durante la sua lettura, magari proprio in queste settimane d'attesa o nelle prossime di Natale.

venerdì 6 dicembre 2019

Un labirinto natalizio per il tuo gatto!

Dopo un post "impegnato" e riflessivo sul Natale, quest'oggi vi propongo invece qualcosa di più scanzonato ma sempre in tema... sono andata a scovare un curioso video che vi mostra il micio Pusic alle prese con un bellissimo labirinto natalizio! Un'alternativa all'albero di Natale, che magari darà anche modo di giocare o nascondersi in libertà al vostro gatto...


Certo, dovete comunque mettere in conto che il felide giocherà con le palline anche di questo "palazzo di Natale"! Comunque complimenti all'autore di questo maxi-gioco per gatti (è lo stesso del labirinto di bottiglie d'acqua) che si è dato tanto da fare per allietare il periodo natalizio anche per il suo amico peloso!
Io di solito evito di "antropizzare" gli animali rendendoli partecipi di tradizioni prettamente umane (come ad esempio fare regali natalizi ai gatti, oppure "vestirli a festa" con accessori ad hoc, tipo un collarino rosso...) ma in questo caso è bello essere riusciti a coinvolgere il micio in qualcosa di speciale ma al contempo rispettoso della sua natura: la voglia di esplorare, di nascondersi e di entrare nelle scatole!
E voi, preparate qualcosa di particolare per i vostri animali durante le feste?
Fatemi sapere e intanto buon weekend a tutti!

sabato 30 novembre 2019

Aspettando il Natale... un po' controcorrente!

Ultimo giorno di novembre: da domani, anche i più recalcitranti (come ahimè lo sto diventando io), dovranno rassegnarsi ad entrare a pieno diritto nell'atmosfera natalizia, che ci è stata imposta ormai con diverse settimane d'anticipo. Devo essere sincera... amerei molto il periodo di Natale, adoro decorare la casa fuori e dentro, fare i dolci tipici, così come mi piace organizzare cene e pranzi festivi con amici e parenti. Altrettanto amo pensare ai regali per le persone care, mi immergo volentierissimo in letture natalizie, mi sciolgo in brodo di giuggiole di fronte ai mielosi film di Natale, programmo sempre almeno un giorno in qualche località famosa per mercatini natalizi, meglio se con la neve... eppure, anche per un'entusiasta come me, negli ultimi anni trovo che si stia amaramente esagerando, soprattutto per quanto riguarda le tempistiche: al supermercato il primo panettone l'ho avvistato (non scherzo) a fine settembre. In ottobre, mentre imperversava il marketing spinto per Halloween, in tv iniziavano già a comparire le pubblicità con jingle natalizi completamente fuori luogo. Con l'arrivo dei primi di novembre, non c'è stato più freno... sembrava che fosse già pieno periodo natalizio: alberi di Natale e decorazioni ovunque nei negozi, eventi in città pompati all'inverosimile (inaugurazione delle bancarelle a metà novembre, con annesse luminarie già tutte completamente accese... spettacolari, lo ammetto, ma ora di Natale non ci avremo già fatto l'abitudine?), perfino qualche coraggioso (?) cittadino ha decorato il giardino e acceso le luci natalizie in contemporanea, aumentando il mio fastidio.

Le vie di Ferrara già illuminate a Festa a metà novembre...

E' come se la nostra società volesse cancellare i periodi "normali", come lo era un tempo novembre: un mese forse un po' lugubre, lo ammetto, molto piovoso... ma era l'anima più cupa dell'autunno, forse proprio quel periodo che poi faceva salutare con ancora più gioia il primo albero di Natale, il primo balcone illuminato dalle lucine, l'idea di iniziare a pensare ai regali, il desiderio di un weekend sulla neve tra i mercatini, l'aspettativa delle festività, la festa in tavola per un dolce dal sapore tipicamente natalizio. 
E' chiaro che il Natale fa vendere molto e di più di un anonimo novembre... ma a questo punto, se guardassimo a come gira il mondo in Occidente, potremmo comodamente cancellare novembre dal calendario o cambiargli nome, rinominandolo ad esempio "Predicembre". L'anima di novembre è stata uccisa, neanche troppo lentamente o timidamente, da una società dove è il marketing a dettare il calendario e come ci dobbiamo sentire: Natale sta arrivando, è già ora di pensarci e fare compere, di sentirci felici! 
E invece, affrettando così le cose, felici probabilmente ci sentiamo sempre meno... e arriviamo al 25 dicembre già nauseati, sicuramente già assuefatti al clima festivo, per cui non resta più nulla da apprezzare davvero: la piazza illuminata a festa è solo un insieme di edifici e di lucette a led, il panettone in tavola ha il sapore usuale come quello di un Buondì (in fondo, lo stiamo mangiando da settimane, no?), le musiche natalizie ci fanno lo stesso effetto di un ripetitivo e martellante tormentone estivo. Che bel guadagno!

Un bel panettone: sicuri di averne ancora voglia a Natale, se iniziamo ad assaggiarlo a novembre? Foto di Nicola Wikipedia.

Ovviamente sta ad ognuno di noi vivere in maniera personale e critica ciò che la società ci propone/impone, decidendo cosa accogliere e cosa rifiutare, eppure è sempre più difficile sfuggire a questa finta euforia natalizia che si scatena fin dai primi di novembre... e parlo io che vivo in campagna, per cui per fortuna non devo ritrovarmi ad ogni uscita da casa le vie di Ferrara illuminate a festa, le vetrine con la neve finta e le palle di Natale! 
Se guardo fuori dalla mia finestra, siamo ancora in un autentico e naturale novembre: le foglie ormai quasi tutte a terra, tanta pioggia, gli uccellini che visitano ormai quotidianamente la mia mangiatoia, nessun segno del Natale che sta arrivando. Per carità, a brevissimo inizierò anche io i preparativi tradizionali, ma mi secca tanto avere sempre meno entusiasmo per un periodo che adoravo... 
Ad ogni buon conto, questo post non vorrebbe essere solo uno sfogo personale e abbastanza fine a sè stesso sul marketing natalizio... anzi, l'idea principale sarebbe un'altra! 
Girellando in internet ho trovato una bella idea per vivere un po' diversamente l'attesa natalizia, per riempire questo periodo che ci separa dal 25 dicembre con attività legate alla natura. Si tratta di un vero e proprio "calendario d'avvento" in versione "wild", inerente solo e unicamente al mondo naturale o, eventualmente, agli animali domestici. L'idea mi è piaciuta tanto e ho pensato di riproporvela!



L'originale arriva dal sito americano "Wilder Child" (per incentivare nei bambini un legame più quotidiano e stretto con la natura, soprattutto grazie all'educazione e al coinvolgimento dei genitori e delle famiglie): se conoscete l'inglese, potete seguire comodamente anche la loro versione (graficamente più bella e curata della mia). Oggi come oggi il "calendario d'avvento" è una pratica destinata ai bambini più o meno grandi, ma se impostata in maniera seria può dare degli spunti di riflessione anche a noi adulti... in particolare una versione come questa, che si propone di darci l'occasione di entrare quotidianamente a contatto con la natura e il mondo non umano. Un bell'antidoto contro il folle marketing "natalizio", non trovate?
E così vi offro la mia versione, ispirata chiaramente a quella di Wilder Child ma tradotta in italiano e riadattata... l'idea sarebbe di ritagliare ogni bigliettino (ciascuno corrisponde ai giorni 1-24 dicembre), piegarli e metterli alla rinfusa in un contenitore a vostra scelta: ogni giorno estrarre a sorte un bigliettino e cercare di mettere in pratica il suggerimento scritto. Ovviamente c'è ampia libertà di adattamento: se alcune attività proposte non si adeguano al meteo o ai vostri impegni di quel giorno, si può liberamente scegliere un altro bigliettino. Così come si può, al contrario, non ritagliare i bigliettini e tenerli semplicemente così, in bella vista, scegliendo giorno per giorno l'attività che ispira di più... o cambiandola, modificandola a proprio piacimento. L'importante è trovare un po' di tempo quotidiano, da qui a Natale, per la natura. Forse arriveremo alle feste un po' meno nauseati, sicuramente molto arricchiti dalle esperienze che avremo maturato a contatto con il mondo selvatico... l'opposto del mondo umano patinato (e spesso finto) che ci circonda in questo periodo. E poi, chissà... forse in questo modo scopriremo che anche dicembre ha un'anima tutta sua speciale e selvatica, indipendente dalle feste di Natale... vi va di provarci insieme?


Clicca sull'immagine per visualizzarla grande e poi salvala sul pc. Altrimenti... contattami via email (rumoredifusa@gmail.com) ti spedirò il PDF!

Io ci proverò senz'altro e vi aggiornerò a iniziativa finita di com'è andato il mio "avvento selvatico"! Vi consiglio davvero di lanciarvi in questa (o in una simile) iniziativa, non perchè sia io a proporla, bensì perchè ho già sperimentato come un piccolo proposito come questo possa davvero dare una qualità diversa alle giornate e alle settimane... e ai più fortunati di voi dico: non chiudetevi dietro al pensiero "beh, tanto io vivo già abbastanza a contatto con la natura, non ho bisogno di un'attività così strutturata", perchè tante volte l'ho pensato anche io per me stessa... per poi ricredermi e scoprire che un piccolo impegno effettivamente progettato e ideato per ogni singolo giorno, vi dà modo di assaporare anche meglio il vostro "vivere selvatico". Un po' come è successo a me per l'estivo "30 days wild", di cui vi parlai anni fa... per cui amici, se l'idea vi piace e come me siete davvero già nauseati dal Natale commerciale, vi aspetto per questa piccola avventura natalizia controcorrente!
Buon inizio dicembre a tutti... e buona autentica attesa del Natale!

venerdì 21 dicembre 2018

"Il pastore d'Islanda" di Gunnar Gunnarsson

Un racconto semplice, essenziale, dal sapore di storia autentica o quanto meno molto credibile: Il pastore d'Islanda è una lettura tipicamente invernale e natalizia, dello scrittore islandese Gunnar Gunnarsson, di cui tanto avevo sentito parlare e che quest'anno finalmente sono riuscita a leggere. 
Atmosfere rigidamente invernali, come la stagione che proprio oggi comincia, montagne ghiacciate e aspre tormente di neve sono lo scenario in cui si svolge la particolare missione di cui si fa carico il pastore Benedikt: rintracciare sui monti islandesi le pecore disperse, sfuggite ai raduni autunnali, prima che l'inverno nordico le uccida. Come ogni anno allora, Benedikt si mette in cammino nella prima domenica d'Avvento, convinto di farcela a riportarle a casa, sane e salve, entro Natale. 
L'unica compagnia del pastore è data dal fedele cane Leò e dal montone Roccia: insieme i tre si avviano nella neve, nelle lande solitarie, gelide e inospitali, alla ricerca di pecore da riportare a casa, creature considerate sacrificabili anche dai loro stessi pastori, che non sarebbero mai tornati a cercarle. Ma per Benedikt è invece una missione: non meritavano forse anche loro l'opportunità di salvarsi? Forse valevano meno delle loro compagne che erano state regolarmente radunate in autunno? E inizia il cammino, lo stesso che Benedikt ripete ogni anno da 27 anni... anche se quell'anno, lo sente, sarà particolarmente difficile: lui è vecchio, la stagione avversa, gli imprevisti dietro l'angolo. Eppure ha bisogno di quella solitudine umana e insieme di quella compagnia e solidarietà animale, con Leò e Roccia, così come ha bisogno di dare un senso, con quella missione di recupero, alle settimane che preparano al Natale.


Come va a finire la storia non ve lo rivelo, vi invito piuttosto a tuffarvi in queste pagine piene d'inverno, di solitudine ma anche di fede incrollabile nel fare del proprio meglio, con i propri mezzi. Ormai famoso racconto natalizio, spesso interpretato in chiave prettamente religiosa, devo dire che in realtà a me è parsa una lettura più che altro invernale e di grande bellezza descrittiva, così come è meravigliosa l'empatia uomo-animale che emerge dal rapporto tra Benedikt, Leò e Roccia: "Da anni i tre erano inseparabili quando c'era da fare quella gita, e ormai si conoscevano a fondo, con quella dimestichezza che forse è possibile solo tra specie animali molto diverse, e che nessuna ombra del proprio io o del proprio sangue, nessun desiderio o passione personale può confondere o oscurare".
Vi consiglio davvero di leggere questo breve racconto, apprezzabile durante le prossime festività ma indipendentemente dal vostro credo, perchè pur essendoci riferimenti cristiani, più che una storia religiosa mi sembra convincente l'interpretazione del poeta Matthìas Johannessen: è la narrazione di come gli uomini possono porsi di fronte alla vita, "essere responsabili, cercare la verità e il nocciolo dell'esistenza, tentare di capire il posto che ci spetta".
E con questo, che mi sembra un buon proposito sia per Natale che per ogni giorno e ogni stagione della vita, auguro a voi miei lettori di trascorrere serene festività natalizie! Auguri di vero cuore a tutti voi e ai vostri cari, compresi naturalmente i vostri animali!

domenica 2 dicembre 2018

Una casetta di pan di zenzero... per gatti!

Cari amici, con dicembre è iniziato ufficialmente il mese di preparativi al Natale! Quest'oggi, invece di parlarvi di alberi e presepi perennemente minacciati dagli agguati felini, voglio proporvi un video con un'idea davvero originale per addobbare la nostra casa e al contempo creare un ambiente speciale per i nostri gatti... con materiali di recupero, un po' di fantasia e una buona manualità, è possibile allestire una vera e propria "gingerbread house" a misura di micio! L'idea si deve alla famiglia umana di Cole e Marmalade, due gatti già star di Youtube che ho avuto modo di farvi conoscere anche in altre occasioni natalizie... guardate che meraviglia!



Palestra, tana, cuccia, luogo segreto per nascondigli e appostamenti di caccia: ha tutte queste funzioni una casetta di pan di zenzero del genere! E farà felici i vostri mici, oltre a creare un bell'angolo natalizio e spettacolare nel vostro salotto. 
Se avessi più tempo, non nego che mi piacerebbe tantissimo farla... al pari del classico albero addobbato e del tradizionale presepe natalizio. E sono certa che Paciocca ne andrebbe pazza! Che mi dite, qualcuno di voi vorrebbe provare a costruirla per il proprio felino? Intanto buon dicembre e buon atmosfera festosa a tutti!

giovedì 21 dicembre 2017

Atmosfere d'inverno... e di Natale!

Per dare il benvenuto all'inverno, che proprio oggi si inaugura con il solstizio, ammiriamo insieme gli scatti magici che mi ha spedito il nostro amico Filippo a inizio dicembre, quando in Borgogna è arrivata la prima nevicata! La neve, che già cade a fine autunno, è uno degli spettacoli più incantevoli dell'inverno... soprattutto se possiamo godercela nel fine settimana, insieme ai propri gatti!






Ringrazio di nuovo l'autore Filippo, ormai un nostro "amico virtuale", per queste foto speciali, che ci permettono di addentrarci anche solo con la nostra fantasia nell'incantevole Borgogna innevata... tra casette, paesini e boschetti imbiancati. Cosa c'è di più natalizio?






Beh, di più natalizio della neve c'è certamente un gatto che "impasta" con soddisfazione, davanti al camino acceso, dopo una passeggiata nella natura innevata! Ed ecco a voi un'impegnatissima Maud! Ma quanto è bello avere un micio in casa sul divano, d'inverno?


Non mi resta che augurarvi buon inverno, ma a questo punto anche un buon Natale... perchè sia un periodo di feste serene, ma anche un momento per godersi un pizzico di riposo, di silenzio, di raccoglimento, di ritrovo insieme ai propri cari... gatti compresi! Augurissimi a tutti voi che passate dal mio blog!

sabato 16 dicembre 2017

"Una stella all'orizzonte" di Elizabeth Marshall Thomas

Lo ammetto, mi aspettavo una storia più spiccatamente natalizia: in fondo, il titolo "Una stella all'orizzonte" si riferisce proprio alla cometa più famosa della storia dell'umanità, quella che annunciò la nascita di Cristo ormai 2017 anni fa. In realtà questo romanzo di Elizabeth Marshall Thomas è più che altro una storia di animali, che con il Natale c'entra relativamente: la capretta Ima e la fedele amica Lila, un forte cane da pastore, si mettono sulle tracce della cometa insieme al gregge che dovrebbero custodire, colte da un'improvvisa inquietudine esistenziale. La vita tranquilla ma estremamente povera con il pastore sembra non soddisfarle più e, vista la stella, si metteranno in cammino fino a Betlemme, talvolta scortate da un vero e proprio "stormo" di angeli a sua volta diretto alla mangiatoia. Originali tante idee di questa storia: la cometa che "profuma" di un odore speciale avvertibile solo dall'olfatto animale; gli angeli che sono visibili altrettanto solo dalle creature non umane; la consapevolezza di Lila e di Ima delle brutture dell'umanità, del dolore che gli uomini recano costantemente agli animali, ma anche la loro arrendevolezza a questo, come se fosse inevitabile che il mondo umano schiacci, domini e sfrutti il mondo animale. Nel racconto la figura di Gesù Bambino resta sullo sfondo e la sua presenza, in realtà, non ha una una vera importanza per i protagonisti animali di questa storia... Ma questo è annunciato fin dalle prime pagine, dalla scrittrice: la venuta di Gesù influenzò ben poco gli animali, diversamente da quanto accadde per l'umanità. 



E così, a Betlemme, Lila e Ima non avranno chissà quali grandi sorprese: si scontreranno ancora con la grettezza umana, sperimenteranno ancora la loro impotenza di fronte al dominio degli uomini, cercheranno di fuggire da luoghi troppo affollati e situazioni pericolose. Ma incontreranno anche altri animali, alcuni amici per la vita (un cane che diventerà il compagno di Lila), altri ben meno socievoli (un ghepardo in cattività tenuto per la caccia, un'aquila altrettanto sfruttata per la caccia agli uccelli). Curiose le vicende dei Re Magi, che di solito tutti noi ci immaginiamo come bonari e stravaganti uomini che recano doni esotici: nella storia sono invece descritti come nobili potenti e viziati, che spadroneggiano sui servi e sulle bestie della loro carovana. Alla fine Lila e Ima torneranno, insieme al loro gregge di pecore, a casa: per riprendere un'esistenza fatta di gioie e dolori, libertà e costrizioni. Un libro senza dubbio originale, ma ammetto che ha disatteso le mie aspettative: pensavo di trovarmi in mano una storia più dolce, più natalizia, più rassicurante... forse un pizzico più ipocrita, diciamocelo. Invece è soprattutto lo spaccato realistico della Betlemme di duemila anni fa, raccontata dal punto di vista di animali addomesticati o in cattività, trattati e tenuti in considerazione solo per la loro utilità. Un racconto che fa riflettere sul candore, sulla fedeltà e sulla vulnerabilità degli animali domestici, specie a confronto con il genere umano... e in effetti sì, allora si comprende perchè la venuta di Cristo riguardò e riguarda solo noi uomini: a differenza nostra, gli animali erano (e sono) ancora le anime candide del paradiso dell'Eden, senza alcun bisogno di essere salvati da loro stessi. La loro salvaguardia, piuttosto, è in mano nostra.

venerdì 8 dicembre 2017

Tutti pronti a fare l'albero di... Gattale?!

Cari amici, tutti pronti a fare l'albero di Natale? Immagino di sì! Anche i mici star del web Cole e Marmalade sono prontissimi per partecipare ai preparativi e agli addobbi... tra scatole e scatoloni, festoni e nastri, carta da pacchi luccicante e luci intermittenti, per loro si può proprio dire che il Natale sia arrivato prima! Chissà che feste da qui all'Epifania...!


Noi faremo l'albero proprio oggi, ma senza la compagnia di felini pericolosi: Paciocca infatti vive a casa dei miei e non entra in casa mia, se non per veloci e furtive capatine. Per la mia gatta ci saranno quindi poche occasioni di incontrare il mio grande albero natalizio, ma sapete che vi dico? Ammetto che sarei disposta a sacrificare qualche pallina per avere la mia gatta acciambellata sul divano durante le feste natalizie, anche se in realtà tutte le ragioni che mi hanno fatto decidere di lasciarla vivere nella casa dei miei genitori (ad un passo dalla mia si intende) restano tutte valide. Eppure, il Natale senza gatto in casa è meno Natale, la casa è meno casa... e, beh sì, si salva proprio solo lui: l'albero di Natale è un po' più al sicuro, senza gatti nei dintorni! Buon weekend dell'Immacolata a tutti!

venerdì 1 dicembre 2017

Regali sotto l'albero? Sì, ma amici di animali e ambiente!

Cari amici: buon dicembre! Con questo mese iniziano a tutti gli effetti - anche sul mio blog - l'attesa e i preparativi per il prossimo Natale, ecco quindi che partiamo subito con un post ad hoc! Già in passato vi ho parlato di regali "buoni per davvero", pensieri che fossero non solo utili concretamente ma che avessero soprattutto una ricaduta positiva verso animali e ambiente. Anche quest'anno propongo quindi qualche ideuzza che potrebbe fare al caso vostro, alle prese con la scelta dei doni per parenti, amici e colleghi, badando a non spendere troppo ma soprattutto... a spendere bene, aiutando le associazioni di volontariato locali, nazionali o le organizzazioni mondiali che si occupano di salvaguardia del pianeta e benessere animale.

Partiamo con un oggetto essenziale, semplice e ben augurale come... un'agenda per il prossimo 2018! Tantissime associazioni la propongono, ma quest'anno vi suggerisco in particolare quella del WWF, creata appositamente con... residui di lavorazione degli scarti di mela! Ci credereste? Bella ed ecologica, utile a voi e al WWF per proseguire il suo grande impegno in tutto il mondo a favore del pianeta vivente. Se vi interessa, vi rimando alla pagina PandaGift, dove tra l'altro potrete trovare mille altre idee per regali solidali, aiutando il World Wildlife Found.

Cambiamo totalmente genere e andiamo sui regali gastronomici. Un classico dei classici, che non mi stancherò mai di comprare per me e di regalare per i miei cari, sono i prodotti della LIPU: lenticchie, pasta e vini biologici, tra l'altro venduti in confezioni natalizie davvero accattivanti. Non perdetevi le lenticchie e gli altri prodotti che LIPU vende - a sostegno delle sue attività - proprio questo weekend (domani e domenica!) nelle principali città italiane... e se ve le perdete, ricordatevi che c'è sempre il fornitissimo Emporio LIPU, con una sezione dedicata anche al Natale, oppure le sedi LIPU sul territorio.



Un regalo perfetto per amanti dell'abbigliamento, nonchè per "gattofili DOC", è quello proposto da OIPA sul suo shop online: una maglietta (disponibile rossa e nera, modello donna o uomo) con una frase davvero speciale sui nostri amati piccoli felini domestici! Sullo shop online di OIPA troverete molto altro, oltre all'abbigliamento... motivo in più per darci un'occhiata, che ne dite?


Un altro "classico dei classici" è il calendario 2018, sempre ben augurale e soprattutto un oggetto utile, da poter usare in casa come al lavoro. Ben sapendo che quasi tutte le associazioni locali (compresa la mia "A Coda Alta") hanno il loro calendario da proporre ai loro concittadini, quest'anno vi segnalo però il calendario del Centro Fauna Selvatica "Il Pettirosso", centro di recupero che sta diventando sempre più famoso in Italia per l'abnegazione dei suoi volontari, che stanno dedicando davvero l'intera esistenza al salvataggio e recupero degli animali selvatici. Credo si meritino tutta l'attenzione e il supporto possibile, perchè persone che nel cuore della notte lasciano la loro casa per accorrere ad una segnalazione di un capriolo incidentato, o di una volpe ferita, sono Persone con la "P" maiuscola. Il calendario si vende nella zona di Modena, ma è pronto per arrivare a casa vostra in tutta Italia tramite spedizione. QUI tutte le informazioni.


Il bellissimo calendario de "Il Pettirosso"

Un'idea morbida e calda, simpatica e accattivante anche per i bambini, sono le nuovissime "Mascottine" di ENPA: due cuscini artistici, a forma di cane e gatto, dipinti dall'artista Luciana Tonetto. I cuscini sono a grandezza naturale di cagnolino e micetto, sono bellissimi, made in Italy e soprattutto hanno un grande valore: adottare una "mascottina" significa aiutare ENPA ad accogliere, salvare e nutrire le migliaia di animali di cui si prende cura in tutta Italia. Che ne dite, non è una bellissima alternativa rispetto a un peluche acquistato in un negozio di giocattoli o al supermercato? Tutte le info nel link sopra riportato!


Se siete invece alla ricerca di un regalo originale per ragazzi già più grandi e consapevoli, meno attaccati al valore materiale di un oggetto, l'idea giusta potrebbe essere un'adozione a distanza di un animale abbandonato, che sia un cane, un gatto, un cavallo o un animale selvatico. Già il WWF propone da sempre l'adozione con bellissimi peluche di specie in pericolo, ma se invece volete sottolineare l'importanza del gesto a sé stante, dando l'occasione di svincolarsi da un "oggetto" per sottolineare invece il valore ben più concreto delle vite degli animali in difficoltà, LAV propone tutta una varietà di adozioni a distanza, per grandi e piccoli (c'è la speciale "Adozione Junior" per chi ha meno di 18 anni). Forse oggi è una sfida, per Natale, regalare qualcosa di "simbolico" come un'adozione a distanza (tramite la quale si ricevono comunque un certificato d'adozione e regolari aggiornamenti e foto dell'animale), ma potrebbe essere una bella sfida educativa, oltre che a sostegno delle associazioni che la propongono.




Infine, cerchiamo qualche buona lettura per appassionati e voraci lettori! Sto per riciclare un consiglio dello scorso anno, ma ne vale davvero la pena, anche perchè il loro progetto è "in crescere" e più persone acquisteranno il libro, più loro saranno in grado di aiutare sempre più ricci in difficoltà! Di chi sto parlando? Del Centro di Recupero "La Ninna" e del toccante romanzo "25 grammi di felicità" di Massimo Vacchetta e Antonella Tomaselli. Potete scegliere il formato che preferite: con copertina rigida, formato economico e perfino in ebook, acquistabile in libreria o sui principali siti online. Inoltre avverto chi lo avesse già letto (e amato!) che nei prossimi mesi uscirà un secondo romanzo, sempre sui ricci salvati dal dott. Massimo Vacchetta e dalla sua squadra... non perdiamo l'occasione di fare conoscere questo libro ancora a tante persone, Natale è l'occasione giusta!



Che altro dirvi? Come vedete ce n'è per tutti i gusti, per tutte le età, ma soprattutto c'è sempre tanto bisogno di contribuire con un piccolo gesto al benessere, alla salvaguardia e alle emergenze che affliggono animali e ambiente sul nostro territorio locale e nel nostro intero pianeta. Comunque scegliate, gli auguri e i regali di Natale varranno doppio per voi e per i vostri cari, se avrete nel frattempo aiutato chi ha bisogno di tutela, di rispetto, di cure e di protezione! Voi che regali metterete sotto l'albero?

martedì 20 dicembre 2016

Auguri di buone feste natalizie a tutti!

Cari amici: mancano ormai solo cinque giorni a Natale! Mentre le feste si avvicinano, tra frenesia da ricerca dei regali e scadenze lavorative, voglia di riposo e casa, preparazione di cene e pranzi conviviali... il mio pensiero va a voi lettori, alle vostre famiglie ma anche ai vostri animali, così come a tutti gli animali selvatici e a quelli abbandonati che aspettano di trovare famiglia in un rifugio. Perchè quest'anno non dedicare almeno mezza giornata delle feste a queste creature? Potreste portare a passeggio un cane del canile, o andare a coccolare i mici di un gattile, oppure ancora informarvi sui CRAS (Centro recupero animali selvatici) della vostra città per lasciare a loro una piccola offerta in cibo o in denaro. Senza dimenticare che per accorgersi degli animali che ci circondano e aiutarli basta poco: anche solo lasciare le briciole di pane e di panettone in giardino, a beneficio degli uccellini


In questo dicembre avrei voluto essere molto più presente qui sul mio blog, con post natalizi ad hoc, riflessioni e spunti per idee regalo utili anche agli animali, qualche foto della mia micia in versione "invernale"... e invece, complici i miei pressanti impegni lavorativi, ho trascurato quest'angolino ancora di più! Del resto, si deve anche dire che fintanto che i motivi della mia assenza riguardano il lavoro e il tran-tran famigliare, si può solo esserne grati: meno male che il lavoro c'è! Eccomi quindi a farvi direttamente i miei più cari e sinceri auguri di buon Natale, a tutti voi che mi leggete assiduamente, a spizzichi e bocconi o addirittura solo casualmente... che siano buonissime feste per tutti! Auguri di cuore!

lunedì 5 dicembre 2016

La tentazione degli addobbi natalizi, per tutti i gatti del mondo!

Buona settimana a tutti! Avete già fatto l'albero di Natale? C'è chi lo prepara a fine novembre, chi invece aspetta religiosamente la "scadenza ufficiale" dell'8 dicembre per addobbare a festa la propria casa, con tanto di abete decorato, palline e ghirlande... e chi più di noi aspetta con ansia questo momento? Probabilmente i nostri amati gatti, per i quali il Natale è un periodo di grazia, dove tutto sembra fatto apposta per il loro sollazzo: festoni, palline, nastri, lucine e fiocchetti... non c'è che dire, un vero parco giochi straordinario! E su questa idea è stato realizzato lo spot natalizio di Temptations: un villaggio natalizio dei sogni che viene completamente distrutto da una folla di giocosi gatti!



Ma davvero i nostri mici sono così CATastrofici, nel periodo delle feste, per addobbi, alberi decorati, tavole imbandite e quant'altro? No, non ci credo! In fondo, basta dedicare loro la giusta attenzione, "tenerli occupati" (come dice lo spot)... e sì, magari può essere una buona idea tenere chiusa a chiave la stanza dell'albero. Ma tant'è: è Natale anche per loro!

martedì 29 dicembre 2015

Botti di San Silvestro: consigli di sopravvivenza per cani e gatti

Al grido di "No ai botti, più biscotti!", negli ultimi anni sono sempre di più le persone, ma anche i gruppi e le associazioni, che hanno chiesto ai sindaci delle città italiane di vietare l'uso di petardi, mortaretti e botti per le festività di Natale, Capodanno ed Epifania. In particolare è la notte di San Silvestro la più critica, quando allo scoccare della mezzanotte partiranno i festeggiamenti "istituzionali" per il nuovo anno: musica a palla, fuochi d'artificio e spumanti stappati tra le piazze e le vie cittadine, tra grida e urla d'auguri. Ma la pratica dei "botti" è stata per lungo tempo diffusa anche tra i privati, in città come in campagna: un caos assordante e improvviso, che solo noi uomini riusciamo a concepire come "festoso", mentre per gli animali si tratta di un frastuono spaventoso e pericoloso. Cosa ne sanno il nostro cane e il nostro gatto che, per festeggiare l'arrivo di nuovi 365 giorni, ci sembra sensato scatenare un vero e proprio bombardamento, tutto concentrato nei folli minuti che precedono e seguono la mezzanotte? Il rischio, purtroppo concreto e grave, è che i nostri animali non solo si spaventino a morte, ma che possano anche scappare di casa, ferirsi o entrare in uno stato di shock per ore. 

Indhira, micia in attesa di adozione al gattile di Ferrara

Per fortuna, ormai ogni anno di più si allunga la lista di comuni dove vengono vietati i botti "casalinghi" e lasciati all'iniziativa dei privati. Questo non implica, purtroppo, che il divieto basti per tenere al sicuro i nostri animali: tante persone sembrano non poter rinunciare a questo inutile e fastidioso "festeggiamento", che sicuramente metteranno in pratica nonostante le ordinanze. Inoltre il divieto non riguarda appunto le feste di Capodanno "istituzionali", organizzate dai Comuni nelle piazze a mezzanotte (a Ferrara, ad esempio, verrà comunque proposto il famoso "incendio del Castello", tra musica e fuochi d'artificio). Cosa fare allora? Arcaplanet ha realizzato una bella infografica con 6 indicazioni per aiutare gli amici a quattro zampe, in particolare i cani, a passare in tranquillità la notte di San Silvestro.

http://www.arcaplanet.it/

E per quanto riguarda il nostro micio? Alcuni di questi consigli valgono anche per lui: non lasciarlo solo nè all'aperto (ci mancherebbe, la notte di Capodanno!), permettetegli di nascondersi se la sua paura è tale, oppure cercate di tranquillizzarlo con voce calma e qualche coccola delicata. Non chiudetelo mai in una stanza (il senso di "prigionia" potrebbe peggiorare la paura data dai botti, rendendola vero e proprio terrore) ma anzi lasciatelo libero di circolare per la casa. Occhio ai balconi e alle porte aperte: potrebbero essere viste come vie di fuga, con conseguenze non sempre indolori. Se avete ospiti per il cenone e il vostro micio è timido e diffidente, probabilmente il felide si volatilizzerà all'istante, trovando rifugio nella zona più tranquilla della casa. Ricordatevi di lui durante la serata: andate a trovarlo per rassicurarlo... e allo scoccare della mezzanotte, oltre agli auguri in compagnia, abbiate cura di tranquillizzare il vostro micio, che ahimè non apprezzerà per niente una serata così movimentata e rumorosa.
Detto questo, auguri a tutti voi e ai vostri animali per un buon 2016, perchè sia ricco di belle sorprese, amicizia, salute e soddisfazioni. E per augurarcelo facciamo un bel brindisi in compagnia, che un "cin-cin" è un suono decisamente più gradevole e benaugurale dei botti!

mercoledì 23 dicembre 2015

"Il gatto di Natale" di Robert Westall

E' con questo gioiello che vorrei augurarvi "Buon Natale": un libro ormai introvabile, purtroppo fuori dal mercato del libro (anche usato), che dovrete probabilmente cercare in biblioteca, per potervi immergere nella magia delle sue pagine. E, credetemi, tanto questo libro merita di essere letto, quanto meritiamo noi di leggerlo, per questo prossimo Natale, per tornare bambini giusto il tempo della sua lettura, e ricordarci che lo spirito natalizio, quello dell'incanto e della gratitudine, della solidarietà e della meraviglia, dorme sopito nei nostri cuori di adulti. "Il gatto di Natale" è un racconto di Robert Westall, scrittore inglese per ragazzi meritevolmente celebre che, come ogni autore di "serie A", parla di temi importanti e complessi.
Questo meraviglioso racconto ci trasporta nell'Inghilterra degli anni Trenta, chiaramente nel periodo natalizio, dove le vetrine luccicanti e i dolciumi sono il sogno proibito di bambini e adulti che vivono nelle ristrettezze economiche e tra mille difficoltà, sullo sfondo fumoso e grigio delle fabbriche. Un racconto delicato e crudo, al tempo stesso: la protagonista è una ragazzina che giunge a North Shields, mentre i genitori sono all'estero, per passare il Natale dallo zio Simon, un triste e mesto parroco. Non appena arrivata, la nostra protagonista farà la conoscenza della signora Brindley, l'arcigna e autoritaria governante dello zio, la quale in effetti governa con pugno di ferro la parrocchia e lo stesso povero parroco Simon: per questo, la chiesa si è svuotata di fedeli. Ma la nostra ragazzina, sveglia e poco propensa ad accettare le imposizioni restrittive della signora Brindely, incontrerà anche Bobbie, suo coetaneo povero di averi ma ricco di intraprendenza e generosità, grazie al quale le giornate diventeranno più divertenti. 


Nel giardino della parrocchia scopriranno che ha trovato rifugio una micia in dolce attesa: i nostri protagonisti inizieranno a fare di tutto per garantire la sua incolumità e quella della prole che partorirà, trovandole un caldo rifugio nella stalla e portandole gli avanzi della tavola, di nascosto dalla cinica governante che, trovando la gatta, non esiterebbe ad ucciderla sul posto. E così, tra le piccole e grandi preoccupazioni dei due ragazzini per la micia gravida, si tratteggia un mondo estremamente realistico: la povera ma unita famiglia di Bobbie, il parroco succube della governante e incapace di richiamare fedeli alla sua chiesa, una società che guarda al Natale con rassegnazione mista a speranza, mentre povertà, fame e fatica sono il pane quotidiano di troppe famiglie. Sullo sfondo buio e grigio del dicembre londinese, inizia a risaltare la stalla illuminata e riscaldata dove trova riparo la gatta che, dando alla luce quattro meravigliosi gattini proprio alla Vigilia, darà vita anche ad una Natività segno di speranza per ogni creatura. E da questo, vero e proprio Natale che rivoluziona i cuori degli uomini, cambieranno tante cose: il parroco deciderà di troncare i rapporti con la governante, aprendo le porte della sua chiesa ai più umili; i ragazzini poveri del quartiere - tra cui Bobbie - finalmente riceveranno cibo e calore in abbondanza; la parrocchia si riempirà di persone e diventerà una vera comunità; la ragazzina tornerà a casa dei propri genitori senza dimenticare le nuove amicizie. Questo meraviglioso racconto di Natale riesce perfino a far risuonare una nota romantica, per un finale che - a mio parere - più perfetto di così non poteva essere: perchè se l'amore è un miracolo quotidiano e per Natale lo è alla sua ennesima potenza, da una Vigilia così speciale non poteva che nascere l'amore di tutta una vita.
Cercate questo libro e leggetelo, perchè vi farà bene, e io non saprei fare a ciascuno di voi auguri di Natale più sentiti, emozionati e migliori di questi.
Auguri di cuore a tutti voi e alle vostre famiglie!

venerdì 11 dicembre 2015

Gatti e disavventure natalizie: l'imperdibile Mog’s Christmas Calamity

Come stanno procedendo i vostri preparativi natalizi? Avete già fatto l'albero e addobbato casa? Avete preparato il presepe e le lucine accese? Magari state usando sempre più il forno, nelle piacevoli "biscottate" natalizie, oppure ancora state apparecchiando le vostre tavole con particolare cura, usando tovaglie e stoviglie a tema... ebbene, mentre ci stiamo tutti preparando - tra momenti di relax e corse frenetiche - al momento più speciale dell'anno, oggi voglio condividere con voi una vera chicca: lo spot di Natale 2015 della catena britannica di supermercati Sainsbury. Protagonista un micio tigrato stupendissimo (goffo, dolce ed elegante come la mia Pacioccona!) che, suo malgrado, si ritrova ad essere il protagonista di una vera "calamità di Natale". Con una morale: per le feste natalizie la cosa importante è condividere, non necessariamente avere in forno un tacchino da arrostire! E ora godetevi il video, è spettacolare!



Un video davvero speciale per ogni amante dei gatti e del Natale. Tra l'altro, ho scoperto che Mog è un gattone celeberrimo in Gran Bretagna, creato dall'illustratrice e scrittrice Judith Kerr. Si legge sul profilo youtube di Sainsbury (la traduzione è mia): "Quest'anno, abbiamo lavorato in collaborazione con i libri per bambini dell'editore Harper Collins e con l'illustratrice di fama mondiale Judith Kerr, per creare una storia di Natale basata su Mog, suo personaggio molto amato. Ci auguriamo che le famiglie si riuniranno questo Natale per godersi questa speciale storia. Se ti è piaciuto il racconto, è possibile acquistare il libro splendidamente illustrato qui. Ogni centesimo del profitto dalla vendita del libro sarà devoluto a Save the Children per essere utilizzato per migliorare l'alfabetizzazione infantile nel Regno Unito". Che altro dire? Un video perfetto per il nostro Natale, da festeggiare tutti insieme, persone e animali, nell'ottica di una solidarietà che non conosce confini e si attua per aiutare i più deboli.

domenica 6 dicembre 2015

"Il grande albero" di Susanna Tamaro

"In un tempo di crisi e di cose opache c'è bisogno di qualcosa di luminoso..." scrive Susanna Tamaro a proposito di questo libro, che è davvero una piccolo gioiellino in grado di regalarci attimi di leggerezza, riflessione e speranza. "Il grande albero" è una storia insolita, che riesce a catturare il cuore e l'attenzione di tutto coloro che amano la natura e che, di fronte alle troppe storture di questo nostro mondo, non smettono di credere che sia ancora possibile salvarci. 
Tutto parte da un seme, un piccolo seme trasportato dal vento, al centro di una radura nel bosco: siamo a qualche secolo di distanza dal presente, perchè questa è una storia che richiede i tempi della natura, non i tempi umani. E così Susanna Tamaro, per tutta la prima parte de "Il grande albero", con immancabile poesia ci descrive il crescere di questo abete secolare, che tra le sue fronde ospita uccellini e covate, ma è anche testimone dei cataclismi naturali e degli innamoramenti umani. La prima parte del libro è semplicemente incantevole e ci fa riflettere sul valore del tempo che scorre, sugli sforzi della vita che cresce e che sfida la morte ogni giorno, sulla forza, l'equilibrio e la bellezza di una natura che verrà sempre più messa da parte dall'uomo. E sulla tristezza che questo comporta.


E, pagina dopo pagina, cambiamento dopo cambiamento, arriviamo ai giorni nostri: si avvicina il periodo natalizio e il grande abete secolare sente di essere arrivato alla fine dei suoi giorni. E' sopravvissuto a intemperie, siccità, perfino alle due guerre mondiali... e ora cadrà per mano umana, come la maggior parte degli alberi. Verrà tagliato e portato nella piazza che più di ogni altra si affolla di fedeli: San Pietro. Il destino del grande abete è infatti quello di diventare un enorme e maestoso albero di Natale, a Roma. E nel momento in cui le motoseghe abbattono l'abete, ecco che il Grande Albero esce di scena: la linfa che scorreva dentro di lui si ferma, i rami coperti di aghi iniziano impercettibilmente ma immancabilmente a spogliarsi, la vita tace. 
Il libro qui continua in maniera più favolistica, quando lo scoiattolo di montagna Crik si risveglia, dal suo letargo dentro l'albero, proprio in piazza San Pietro: da qui cercherà instancabilmente un miracolo, per riportare il grande abete al suo bosco, nel disperato tentativo di ridargli la vita perduta. 

Fonte immagine QUI
Tutti noi lettori lo capiamo bene, fin dall'inizio, quanto disperata sia l'impresa di Crik. Forse solo i lettori più piccoli potrebbero effettivamente nutrire la stessa speranza dello scoiattolo: noi adulti, disincantati e cinici, non crediamo più nei miracoli e abbiamo smesso di cercarli. Ma Crik no, non sa neppure cosa sia esattamente un miracolo, eppure ci spera con tutte le sue forze... e alla fine? Alla fine non vi rivelo niente, vi dico solo che questo è il libro perfetto per questo Natale.
"Ogni Natale ho avuto davanti agli occhi un magnifico abete come questo. (...) Solo oggi ho aperto gli occhi, solo oggi, all'improvviso, ho capito: questo albero siamo noi! Questo albero senza più radici è la rappresentazione della nostra vita. (...) Cari fratelli e sorelle, senza radici non c'è nutrimento e senza nutrimento non c'è vera vita. Non abbiamo forse ridotto così le nostre esistenze? (...) E se non affondiamo la radici nella terra, come facciamo ad alzare lo sguardo verso il Cielo? (...) La nostra vita è come quella degli alberi, il seme si schiude e cerca la luce. Continua a cercarla e a nutrirsi di lei per tutti i suoi giorni. Per questo vi dico: ricordatevi della luce e del seme. Il seme dell'amore riposa nel cuore di ogni uomo" (S. Tamaro, Il grande albero, pp. 136-137).