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domenica 17 febbraio 2019

La frase del giorno: Torquato Tasso

In questa sorte avversa io mi affido a te, 
o bel gatto, alle tue pupille sacre; mi sembra
di avere davanti a me due stelle e di ritrovare
la tramontana in mezzo alla tempesta.
Torquato Tasso 
 
 
 
Una citazione di rara bellezza e sensibilità, per festeggiare oggi la "giornata nazionale" dedicata al nostro amato felino domestico! Questa parafrasi del Tasso è tratta da un sonetto dedicato alle gatte dell'Ospedale Sant'Anna, l'ospedale della mia città Ferrara, dove il poeta venne rinchiuso per sette anni, per "curare" la sua "follia". In questo periodo di sofferenza e prigionia, a consolarlo vi erano proprio delle gatte, a cui Tasso dedica il sonetto e a loro si affida per poter continuare a scrivere le sue opere:

Come nell’Ocean, s’oscura e ‘nfesta,
procella il rende torbido, e sonante,
alle stelle, onde il polo è fiammeggiante,
stanco nocchier di notte alza la testa;
così io mi volgo, o bella gatta, in questa
fortuna avversa alle tue luci sante,
e mi sembra due stelle aver davante,
che tramontana sia nella tempesta.
Veggio un’altra gattina, e veder parmi
l’Orsa maggior colla minore: o gatte,
lucerne del mio studio, o gatte amate,
se Dio vi guardi dalle bastonate,
se ‘l Ciel vi pasca di carme e di latte,
fatemi luce a scriver questi carmi.

Quanto è vero che, seppur in mezzo alle tempeste della vita e alla sorte avversa, incrociare lo sguardo del nostro gatto riesce sempre a portare un po' di sereno nel nostro cuore. Impossibile restare indifferenti, o arrabbiati, o preoccupati: negli occhi del gatto a cui vogliamo bene troviamo complicità, affetto e conforto... ed è per questo che, dopo una giornata piena di problemi, non vediamo l'ora di tornare a casa per incontrare il nostro micio, che ci aspetta con la solita calma e fiducia, con quello sguardo saggio e al tempo stesso partecipe. E in quelle "pupille sacre", che sembrano capaci di guardare oltre il nostro presente, troviamo una specie di forza inspiegabile, un magnetismo ancestrale, una calma serafica che ci affascina e ci consola. Il gatto è già di per sè un animale obiettivamente bello, elegante, intelligente, ma probabilmente oggi il pregio che più lo rende un compagno insostituibile è proprio questo: l'essere per noi una piccola stella, affettuoso e discreto, che ci rende la vita migliore e ci illumina il cammino, anche in mezzo alla buia tempesta. Buona festa del gatto a tutti!

domenica 21 maggio 2017

Una casa-famiglia per i mici speciali: il nostro sogno di "Casa Gledis"!

Cari amici, stasera vi rendo partecipi del più recente progetto della mia associazione "A Coda Alta"... oltre che festeggiare un altro anno di gestione del Gattile Comunale di Ferrara, ci stiamo infatti impegnando in una nuova impresa, nata dalle tante (troppe) emergenze di gatti disabili che ci troviamo ad affrontare. Che siano affetti da problemi neurologici o vittime di incidenti stradali, il nostro amato gattile è pieno di mici "speciali", che devono seguire una dieta specifica, oppure che necessitano della quotidiana manovra di spremitura della vescica, o al contrario gatti incontinenti o paralizzati... per questi mici l'adozione in famiglia è purtroppo un'ipotesi molto remota e non sempre in gattile riusciamo a prenderci cura al meglio di loro. E così è nata l'idea, prima semplice sogno e poi concreto progetto, di realizzare una nostra "casa-famiglia" per accogliere i gatti disabili, più bisognosi di cure costanti. Non un gattile, non un ricovero temporeaneo, non un rifugio, ma una vera e propria casa, dove questi mici possano sentirsi in famiglia. 

https://buonacausa.org/cause/casagledis

La nostra idea è quella di un ambiente domestico, dove i mici possano sentirsi veramente come se fossero in una casa, con volontari che si dedicano a loro e alle loro esigenze. Vorremmo acquistare un immobile da adibire a ciò, possibilmente con un piccolo terreno per creare uno spazio esterno per i mici dove possano stare anche all'aria aperta in totale sicurezza. Le idee su come sviluppare questo progetto sono tante ma manca la base: i fondi per acquistare l'immobile e, possibilmente, il terreno. Ed è per questo che abbiamo aperto la nostra pagina su  BuonaCausa.org, per chiedere di aiutarci, con le vostre donazioni, a far sì che questo progetto diventi realtà. Se lo diventerà, si chiamerà “Casa Gledis” in onore di Gledis, un meraviglioso micio disabile che è stato ospite del gattile e che da poco è venuto a mancare con nostro grande dolore. Gledis rimarrà sempre nei nostri cuori e siamo sicuri che lui sarebbe felice se i suoi amici disabili e in difficoltà avessero un posto interamente dedicato a loro. Non occorre neppure dire che la cifra che ci serve è importante, ma che ancora più importanti sono i piccoli gesti di solidarietà, perchè se ciascuno facesse anche pochissimo, il risultato finale e collettivo sarebbe enorme. Detto questo, spero di potervi dare in futuro buone notizie sull'effettiva realizzazione di "Casa Gledis"... e per ora buona domenica sera a tutti, grazie fin d'ora di cuore se deciderete di aiutarci!

mercoledì 6 aprile 2016

Un mese da pecore, nel sottomura di Ferrara!

Oggi vi parlo con molto piacere e simpatia della mia città, Ferrara, che negli ultimi giorni ha ricevuto anche una certa attenzione mediatica per una curiosa scelta dell'amministrazione comunale... un'idea che, in realtà, non è esattamente una novità, eppure in Emilia Romagna è certamente il primo comune ad aver assunto un gregge di pecore per lo sfalcio di una vasta area verde pubblica! Da fine marzo, infatti, tutto il sottomura ferrarese sta ospitando centinaia di pecore, sotto l'attento controllo del pastore bresciano Massimo Freddi e dei suoi due cani Moro e Flay: il gregge stazionerà sul verde pubblico che circonda la città fino a maggio, per poi tornare nel bresciano per l'alpeggio estivo. L'idea è accattivante e vincente: le pecore "tosano" l'erba e si nutrono gratuitamente (concimando peraltro in maniera ottimale il terreno), con un risparmio economico rispetto alle normali imprese di sfalcio del verde e con un approccio certamente più ecologico. Senza contare che le pecore sono simpaticissime!


Notate la differenza tra il prato "tosato" dalle pecore e quello ancora da brucare!
 

Ma tra i migliori risultati di quest'impresa c'è soprattutto il sollucchero dei ferraresi, che hanno incontrato il gregge in una delle zone più amate e caratteristiche della città: le mura medievali immerse nel verde, popolate di pecore belanti, agnellini e qualche capretta, per un insolito e simpatico spettacolo bucolico. Certo, andando indietro di un lustro, qualche piccolo gregge era diffuso anche nelle nostre campagne... ma ormai si tratta di un mestiere scomparso nella nostra zona. Così, poter incontrare a tu per tu animali pacifici, mansueti e candidi come le pecore, ha fatto letteralmente "impazzire" i ferraresi, che si fermano incuriositi ad osservare gli animali, scattando foto ed emettendo gridolini compiaciuti, perchè a dire il vero... il gregge nel sottomura è proprio un bello, bello spettacolo: mentre la primavera sta sbocciando, in un sottofondo di belati e campanacci, è davvero un piacere fermarsi nel prato ad osservare centinaia di pecore che brucano, alcune vistosamente gravide, mentre agnellini appena nati compiono i primi passi e i più grandicelli inseguono la mamma per una poppata. 

 
  


Io stessa non ho resistito e sono andata a vedere il gregge prima che ho potuto... sono partita entusiasta e sono tornata estasiata, perchè osservare le pecore è stata un'esperienza sinceramente rasserenante: agnelli grandicelli che si sfidavano a "testate", pecore accovacciate e pecore trotterellanti, caprette guardinghe ma molto voraci, ed infine perfino un agnellino appena nato, ancora sporco di muco, mentre veniva leccato amorevolmente dalla mamma. Vedere gli sforzi del piccolo per reggersi in piedi, ma anche la tranquillità serafica della madre mentre lo puliva e lo sosteneva con il suo stesso muso, è stata una visione pacificante. 
Iniziative come questa credo siano davvero da elogiare, al di là del vantaggio economico, perchè sono in grado di riavvicinare, con semplicità, persone di tutte le età alla natura e ai suoi cicli: in questo caso sottoforma di simpatiche e miti pecorelle! 

L'agnellino nato da poco, mentre la mamma lo accudisce e lo incoraggia nei suoi primi passi.


Gli ovini, rigorosamente controllati a livello sanitario, sono tenuti in sicurezza all'interno di un recinto che viene periodicamente spostato, in modo che gli animali abbiano costantemente erba fresca da brucare. Nelle varie interviste pubblicate sui quotidiani, il pastore Freddi esprime soddisfazione per quest'accordo con il comune di Ferrara, anche perchè non è scontato trovare luoghi adatti dove portare gli animali per la transumanza: "Per noi è importantissimo avere a disposizione spazi verdi come questi perché agricoltura e industria stanno spopolando e non è più possibile fermarsi per far pascolare i capi" (Estense.com). Nel mese di permanenza saranno organizzate anche iniziative per le scuole, magari in occasione della tosatura di qualche capo, dal momento che la pastorizia è un mestiere antico, ormai sempre meno diffuso ma per questo forse ancora più affascinante, per grandi e piccini. Insomma, un’iniziativa autenticamente sostenibile, dal momento che permette di ottenere al contempo benefici ecologici, economici ma anche sociali: ne è prova il genuino stupore dei cittadini, di tutte le età, che si fermano ad osservare le placide pecore al pascolo, nella cornice delle mura medievali della città. Del resto, con buona pace dei soliti detrattori e dei noiosissimi cinici di turno, il belante gregge è dotato di una simpatia naturale irresistibile!

domenica 25 ottobre 2015

Il mio menù autunnale, per l'Independence Day!

Torna l'Independence Day, la giornata dedicata all' "autoproduzione alimentare", da colazione a cena! Dopo il mio menù primaverile ed estivo, eccomi anche a partecipare all'edizione autunnale, per i miei gusti la migliore dal punto di vista dei prodotti ortofrutticoli che si possono trovare sui banchi dei mercati contadini: zucche, funghi, castagne, patate dolci, caki, pere e molto altro. Una vera gioia per gli occhi e per il palato, in queste settimane i mercati contadini sono davvero uno spettacolo. Ma iniziamo subito...
Per colazione vi offro un'ottima ciambella sofficissima alla farina di castagne! E' un dolce morbidissimo e davvero eccellente, adattissimo per iniziare una giornata autunnale con tutto il gusto inconfondibile delle castagne. La ricetta la trovate qui, tenete conto che io ho però modificato la ricetta semplicemente togliendo le gocce di cioccolata (sostituite con uvetta) e sostituendo la percentuale di farina bianca con un'ottima farina integrale comprata al mercato contadino.


Per pranzo vi propongo invece un piatto che non è certo semplice nè frugale, ma è semplicemente il piatto più famoso di Ferrara, la mia città: i cappellacci di zucca, conditi con un buon ragù casalingo. La zucca arriva dal contadino che abita vicino a me, mentre la carne per il condimento arriva dalla macelleria di uno dei piccoli paesi limitrofi. Ormai sappiamo che la carne è un alimento da consumare con parsimonia, sia per una questione di salute che di impatto ambientale (senza contare le ragioni etiche), ma in questo caso ho voluto presentarvi il piatto della tradizione culinaria ferrarese per eccellenza, che prevede che il condimento sia proprio il ragù... un sapore forte e sapido, che si sposa divinamente con il dolce ripieno alla zucca nella pasta fresca all'uovo. Una specialità!


Preparare i cappellacci è abbastanza laborioso e richiede tempo, ma il risultato è tale che ne vale davvero la pena! Per il ripieno bisogna mescolare 500 g di polpa di zucca cotta al forno (al netto della buccia) con 150 g di grana grattugiato, 100 g di pangrattato, sale, pepe e noce moscata, fino a raggiungere una buona consistenza (se la zucca fosse acquosa, si possono aggiungere ulteriori formaggio e pane grattugiati). Per la pasta all'uovo, si conta in genere 1 uovo per persona e 1 etto di farina, quindi in questo caso abbiamo fatto 4 uova biologiche e 4 etti di farina, fino ad ottenere una bella sfoglia non troppo sottile (ma neppure troppo grossa!), che va stesa con la macchina apposita. Ammetto che in questo caso è stata necessaria la manualità di mia madre, dalla quale ancora non ho imparato a dovere l'arte della pasta fresca all'uovo... ma del resto, ogni volta in più che mi cimento, riesco a chiudere i cappellacci in maniera sempre più regolari! Sono soddisfazioni.
I cappellacci alla zucca si cuociono in acqua bollente salata e dalle mie parti vanno conditi al ragù, però in altre zone d'Italia si trovano anche nella più delicata versione con burro e salvia, un'alternativa peraltro vegetariana che salvaguardia maggiormente animali e ambiente.


Per merenda i "sugali", un goloso e sanissimo budino di mosto d'uva! Il merito è della piccola vigna dei miei futuri suoceri, che ogni anno mi passano qualche bottiglia di mosto prodotto da loro. Fare i sugali è semplicissimo: in una casseruola, mescolate per un litro di mosto d'uva 3 cucchiai colmi di farina integrale e 1 cucchiaio colmo di farina gialla; aggiungetevi poi due cucchiai di zucchero e cuocete a fuoco lento mescolando sempre, finchè non si addensano (come per fare la crema pasticciera). Una volta addensato il composto, versatelo in coppette singole da porre in frigo: i sugali si gustano freschi!


Per cena ho messo in tavola dei funghi prataioli farciti, un piatto che scalda anima e corpo, ed è veramente delizioso. Servono: 12 funghi prataioli, mollica di pane raffermo circa 150 g, 200 ml di panna fresca, 60 g di grana grattuggiato, 2 uova di galline "felici", 3 scalogni, prezzemolo, olio d'oliva extravergine, burro, noce moscata, sale, pepe. Procedimento: lavate i funghi, staccate i gambi torcendoli e tirandoli, senza danneggiare le cappelle. Tritate a pezzetti molti piccoli i gambi e metteteli da parte. Mettete quindi in ammollo la mollica di pane raffermo versandovi sopra la panna, lasciate riposare il tutto 10 minuti. Intanto sbucciate gli scalogni con il coltello e tritateli, insieme a qualche ciuffo di prezzemolo. Mettete questo trito in olio a rosolare per un paio di minuti, aggiungetevi quindi la mollica e la panna, cuocendo il composto finchè non vi sembra abbastanza asciutto (circa 10 minuti). A questo punto togliete il composto dal fuoco, aggiungetevi i gambi dei funghi a pezzetti, il grana, le uova e mescolate tutto, insaporendo con sale, pepe e noce moscata. Se il composto vi sembrasse troppo molle, potete aggiungere altro grana o pangrattato. Spennellate di burro le cappelle, dentro e fuori: farcitele con il composto che avete preparato e mettetele su una placca da forno rivestita di carta forno, poi cuocete per circa 30-40 minuti in forno a 180°C (o finchè il ripieno è colorito e sodo).


Li ho accompagnati con una bella padellata di topinambur, una radice dalle mille proprietà benefiche, che apprezzo tantissimo sia in giardino per i suoi bellissimi fiori gialli, sia in cucina. I topinambur si trovano sulle bancarelle dei mercati contadini proprio in questi giorni e io amo comprarli e gustarli in padella. Vanno lavati accuratamente per togliere ogni residuo di terra, poi potete affettarli in fette sottili sottili (anche senza sbucciarli), posti in una padella antiaderente con un goccio d'olio e un goccio d'acqua, chiudere il coperchio e far cuocere a fuoco vivo, controllando di tanto in tanto che l'acqua di cottura non si esaurisca troppo. Al termine della cottura non dovrebbe restarci liquido e i topinambur vanno conditi con sale e pepe.
Ed eccoci qui, anche questa volta ce l'ho fatta a partecipare alla bellissima iniziativa di Francesca, volta a sottolineare il valore di preparare cibo in modo autonomo, slegato dei prodotti industriali e in linea invece con la stagione e la natura che ci circonda! Per me è sempre una grande soddisfazione farmi ispirare dai prodotti della mia terra, per portare in tavola piatti sani, genuini e anche davvero deliziosi! E voi cosa preparate con le vostre mani in queste giornate d'autunno?

mercoledì 27 maggio 2015

Quattro passi al mercato contadino...

Guardare al proprio territorio con occhi diversi, più attenti alle opportunità uniche che offre e alla ricerca di prodotti locali della mia meravigliosa campagna: questo è uno dei grandi meriti dell'Independence Day, ottima iniziativa che si propone di valorizzare l'alimentazione consapevole, nonchè i prodotti locali e di stagione, cercando di preparare per un giorno un menù il più possibile sostenibile e a km 0. Aderisco con entusiasmo a quest'iniziativa e vi aspetto tutti il 31 maggio qui sul blog per scoprire quali ricette preparerò, da colazione a cena... ma oggi vi porto con me ai tanti e ricchi mercati contadini di Ferrara, che si svolgono con cadenza settimanale o bimensile nella mia città. Qui, tra le bancarelle, si respira un'aria speciale: oltre al rapporto di fiducia tra produttore-consumatore e all'indubbia qualità dei prodotti (spesso si possono anche fare assaggi, tra fragole, mieli e tocchetti di formaggio), i colori e i profumi inimitabili rendono palese quanto l'uomo con le proprie mani, il proprio impegno e la propria passione professionale, possa ricavare dalla terra... qualcosa di prezioso e unico, di tipico e di genuino che va ben oltre la spesa frenetica e spesso impersonale che si fa nei grandi supermercati.

Mercato delle Erbe, uno dei tanti mercatini di Ferrara. Foto da web, QUI
Abitando in campagna, per me è usuale rifornirmi di frutta e verdura dai contadini che vendono sulla strada i prodotti della loro azienda agricola... ma non tutto si trova: a pochi km da casa mia riesco ad acquistare frutta e verdura, uova e ottimi formaggi di bufala. Mi sono posta il problema di rintracciare anche ulteriori prodotti, come farina e riso IGP del Delta del Po, tipico della mia provincia, che volevo proprio sfruttare per l'Independence Day. E così, complice qualche mattinata libera, mi sono fatta un giretto, scoprendo che si può acquistare di tutto ai mercati contadini di Ferrara: non solo prodotti ortofrutticoli, ma anche farina e riso, carne, miele, formaggi e addirittura prodotti ittici come le vongole di Goro! E, vi dirò, una tale abbondanza di prodotti mi ha quasi commossa, perchè davvero ogni terra ha le sue ricchezze che, grazie al lavoro dell'uomo, diventano alimenti preziosi e di grande valore.

Il mercato contadino del venerdì, a Porta Paola (FE)
A Ferrara le possibilità di acquistare ai mercati contadini sono molte: per i lavoratori, ogni sabato mattina è infatti presente il "Mercato della Terra" Slow Food, mentre ogni due settimane in piazzetta Municipale ogni domenica (per tutto il giorno) si svolge il Mercato Contadino. Per chi avesse invece maggiori possibilità durante la settimana, ogni venerdì mattina in coincidenza del mercato generale vi è il "Mercato contadino del venerdì", sempre in città. Nei paesi della provincia di Ferrara non mancano iniziative analoghe, nonchè la possibilità di acquistare frutta e verdura dalle aziende agricole sulla strada. Vale la pena prendersi il tempo per visitare questi mercati e comprare qui i prodotti? E' chiaro che i mercati contadini, per chi lavora e chi ha ritmi di vita molto frenetici, non possono sostituire totalmente la più veloce spesa al supermercato... ma prendersi il tempo e la cura di acquistare, almeno qualche volta al mese, i prodotti al mercato contadino è un'esperienza che consiglio a tutti, perchè rivoluziona lo stile di vita fin dal modo di pensare alla spesa. Non una corsa tra gli scaffali, ma una passeggiata tra colori e profumi... non una semplice questione di praticità e sopravvivenza, ma anche un modo di meravigliarsi ed essere grati per la ricchezza del nostro territorio e delle nostre tradizioni alimentari.


Il mio bottino? Verdure e frutta di stagione: piselli, fragole, asparagi, ma anche zucchine e fave. Inoltre farina integrale e riso carnaroli IGP del Delta del Po, insieme a formaggi di bufala (ricotta, caciotta, taleggio e scamorza) prodotti giusto a cinque km da casa mia, dove è possibile visitare anche l'allevamento di questi mansueti ruminanti. Direi che, aggiungendo qualche uovo biologico e sfruttando anche il mio giardino delle erbe aromatiche, tutto è pronto in vista di domenica prossima. Vi lascio suggerendovi un'interessante intervista sul radicamento dei mercati contadini nella mia bella città... e voi, vi siete mai informati su questo tipo di iniziative nelle vostre città?

domenica 22 giugno 2014

Una stagione: l'estate (2014 - 1)

E anche quest'anno, dopo un giugno iniziato sotto il segno del grande caldo africano e poi di una fresca parentesi di perturbazioni, l'estate è arrivata!


E cosa c'è di più estivo dei covoni gialli, del cielo azzurro e dei verdi alberi che frusciano nel vento (quando non c'è afa)? Sono perfino gli stessi colori della bandiera brasiliana che in quest'estate del mondiale stiamo vedendo spesso....


Ma dove si troveranno questi covoni? In piena campagna, una zona solitaria e lontana dal caos cittadino, dove passa solamente uno sparuto trattore e una rumorosa mietitrebbia, mentre per il resto è solo un frinire di cicale? 


Ebbene no, esattamente il contrario! Questi covoni si trovano in piena città, esattamente di fianco delle mura di Ferrara (le vedete nella prossima foto, a sinistra)... proprio ad un passo dalle strade trafficate e dal brulicare della vita cittadina. Questo sminuisce la loro bellezza?


Secondo me no, anzi danno un motivo in più per amare Ferrara: quadri di aperta campagna ad un passo dalla città. Qui i rumori del traffico arrivano attuttiti, per un attimo sembra di essere davvero tra i campi in compagnia delle cicale, sotto il sole cocente di un'estate che è appena partita e chissà quante giornate caldissime ci farà vivere. 


E certo, poterle vivere immersi in questi paesaggi, è certamente una valore aggiunto! Buona estate a tutti!

mercoledì 6 giugno 2012

Ferrara

Quando Robin ha indetto il suo contest, nel quale si deve raccontare di un luogo che amiamo, ero molto felice, perchè avrei potuto parlare di Ferrara. Ancora non c'era stata nessuna scossa... ormai sembra una vita fa.
Avevo preparato questo post poche ore prima del terremoto del 20 maggio scorso ma, sinceramente, non me la sono mai sentita di pubblicarlo, perchè la tensione di questi giorni non me l'ha permesso. Ma la tensione rimane, aggiunta a un senso di impotenza e di depressione per tutta un'Emilia in ginocchio.  Nessuno sa prevedere cosa accadrà nei prossimi mesi, ma tutti qui iniziamo a temere che le scosse ci accompagneranno non solo per settimane... ma molto più a lungo. Comunque vada, questo è un modo per esorcizzare la paura: una dichiarazione d'amore per la mia città.

Il sottomura di Ferrara... trovo che questa foto riassuma lo spirito della mia città

Ferrara ad oggi non è distrutta, ha solo riportato diversi danni e la paura ha serpeggiato in ogni casa. Ma a parte questo, dopo quello che è successo e le morti tragiche che ci sono state, complessivamente possiamo reputarci fortunati. Se non avessi scattato questa foto proprio un giorno prima del terremoto, non potrei mostrarvi il castello estense così, perfetto e maestoso:

La torretta in alto a destra è crollata...
In ogni caso anche se ci sarà da ricostruire... per Ferrara, città piccola, pulita, ordinata e splendida, l'amore resta intatto. Così come resta intatta la suggestione del suo centro città...

Il campanile

La statua del Savonarola

Il duomo, dopo una nevicata

Il palazzo ducale, sotto il quale sta uno dei bar storici di Ferrara, il "Leon d'oro"

Una delle cose che più mi fanno apprezzare Ferrara è la presenza di tante zone verdi attorno e dentro la città stessa... come il parco urbano, sede di due manifestazioni europee di aquiloni (in aprile) e di mongolfiere (in settembre).

L'enorme parco urbano
Uno degli aquiloni più originali al festival della "Vulandra"

Per tacere del fascino che hanno le stradine medievali, con i loro volti e le luci aranciate sul fare della sera, le vie ciottolate, le vecchie chiesette ancora bellissime (oggi è triste vederle inagibili e transennate)... Inoltre, a Ferrara è facile girare per le strade e vedere angoli del genere:


Robin mi chiede anche un suggerimento "libresco", ma per questo posso solo dire che nel centro di Ferrara ci sono due grosse librerie di conosciute catene, purtroppo non c'è più nessuna libreria indipendente... anche se, ad essere sinceri, proprio di fronte alla famosa biblioteca Ariostea, c'è un mercatino stabile di libri usati, dove da adolescente passavo interi sabato pomeriggi.
Uno degli aspetti più caratteristici della mia bella città sono sicuramente le sue celebri mura, che abbracciano il perimetro cittadino regalando a ferraresi e turisti una passeggiata che mozza il fiato... in ogni stagione, in ogni circostanza, con ogni temperatura... e anche oggi, mentre tanti pensieri inquieti si affollano nelle nostre menti, una passeggiata sulle mura non può che fare bene.





Se venite a Ferrara non dimenticatevi di fare una sosta davanti al mastodontico acquedotto, attorno al quale ci sono graziosi giardinetti fioriti, con panchine, giostre per bambini ma soprattutto... la gelateria artigianale più buona della storia: "Tutto gelato". Il loro gelato è indimenticabile. Ogni volta che entro in questa gelateria torno bambina e mi sento nel paese dei balocchi: vasche di gelato colme fino all’orlo di ogni gusto che si può desiderare, dai più classici a quelli più innovativi (ad esempio "mon-cheri", cioccolata extrafondente con ciliegie sottospirito, oppure "ciocco-crocco", cioccolata fondente con mandorle caramellate, oppure "crema-ciock", crema deliziosa con ricche variegature alla cioccolata al latte)… e la cosa migliore è che, se manca un gusto che si desiderava, quasi si ringrazia perché così si ha modo di assaggiarne un altro.

L'acquedotto di Ferrara

Le meraviglie di Ferrara non sono finite, e non basterebbe un blog intero per descriverle: il Palazzo dei Diamanti, la zona della Certosa, i negozi "storici" (che purtroppo stanno avendo vita difficile con la crisi), le tante biblioteche sparse per le vie... per questo venite a visitarla.
Ma c'è una cosa che mi fa capire che Ferrara, a prescindere da dove potrò mai abitare nel corso della mia vita, sarà sempre e solo la mia città, il mio vero nido. Ditemi: in quale altra città potreste mai ammirare un campo di papaveri, fiordalisi e camomilla, a pochi metri dal traffico cittadino?


Notate la strada, sulla destra

Con questo post partecipo al contest di Robin, che ringrazio per avermi dato uno spunto per un argomento così bello come la mia città, in un momento così difficile come questo.

Festeggiate un anno nel nido con me

Vi invito anche a leggere questa lettera piena di commozione ma anche di amore per la nostra Emilia.

domenica 20 maggio 2012

La frase del giorno: Charles Darwin

E’ crudele ed umiliante constatare che le opere umane, costate tanti anni di lavoro e sacrificio, possano venir distrutte in pochi secondi… la Terra, simbolo stesso di solidità, può muoversi sotto i nostri piedi come una sottile pellicola su un liquido. Charles Darwin


A casa mia, della forte scossa di terremoto delle 4.04 è rimasta solo la pendola ferma, oltre a tanta paura... per qualche attimo (che a tutti noi è sembrato lunghissimo), è tremato tutto, con una forza incontrollabile e di fronte alla quale ci si sente completamente impotenti. Una sensazione che non siamo abituati a provare quasi mai. Nel centro città di Ferrara e in alcuni paesi in provincia ci sono stati diversi danni e purtroppo qualche vittima. Una notte che sicuramente tutti ricorderemo... con la consapevolezza che, a confronto di altri disastri sismici in Italia, possiamo dirci fortunati. Speriamo che il peggio sia passato.
Ringrazio di cuore le amiche blogger che mi hanno subito scritto una mail per sapere come stavo. Grazie davvero di cuore, mi ha fatto un piacere grande sentirvi vicine!