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mercoledì 6 gennaio 2016

"La grande famiglia dei gatti", uno stupendo docu-cartoon Disney!

Cosa c'è di meglio di un bel cartoon Disney per concludere il periodo di feste natalizie? Appunto per questo, oggi con vero piacere vi propongo questa chicca: "La grande famiglia dei gatti", un cartone della Disney che è anche un vero e proprio documentario sulla storia del nostro amatissimo gatto, dalla sua domesticazione al tempo degli Egizi, fino ai giorni nostri. 


Il documentario è andato in onda in America nel 1956, mentre l'edizione italiana è visionabile su Youtube, doppiata da Lorenzo Andreaggi. Come in tutti i film Disney, le animazioni sono delicate e curate, la storia piacevole e interessante per tutto il pubblico, bambini e adulti insieme: godetevelo con tutta la famiglia, dunque!


Un piccolo gioiellino animato, che vi racconta la storia millenaria del nostro micio: venerato come una divinità tra le piramidi egiziane; rubato e commerciato come merce preziosa nell'antichità; importante predatore dei ratti durante la piaga della Peste Nera; perseguitato a morte come inviato demoniaco durante il Medioevo... e fino ai giorni nostri, quando accanto alle nostre vite continua anche la sua storia di fascino, mistero e alleanza con gli uomini. Che altro dirvi? Buona Epifania a tutti e buona ripresa del tran-tran quotidiano!

martedì 1 dicembre 2015

A Verona per la mostra "Il gatto e l'uomo"

La scorsa domenica sono andata nella bella e romantica Verona (che a Natale è davvero spettacolare!) per visitare anche la mostra gattofila "Il gatto e l'uomo", che si è conclusa quel giorno stesso, nel palazzo della Gran Guardia. Che dire? È stata davvero una simpatica e interessante esperienza: la mostra era piena di curiosità sul mondo del nostro amato felino domestico, dalle cartoline d'epoca ai dipinti dove era protagonista, dalle illustrazioni della Domenica del Corriere (tra le cose più interessanti della mostra, a mio parere!) alle fotografie di guerra di soldati con gatti-mascotte, dalle opere d'arte contemporanea ai francobolli dedicati ai mici... insomma, chi più ne ha, più ne metta, il tutto corredato con pannelli di approfondimento sull'importanza del gatto e del suo rapporto con l'umanità, nei secoli e secoli della nostra comune storia.

 




Gatti in simpatiche cartoline illustrate francesi, gatti dell'antico Egitto adorati come dei e gatti - altrettanto adorati oggi - star del web, su video che spopolano su youtube, in tutte le lingue del mondo... perchè, a quanto pare, l'amore gattofilo non conosce confini nè geografici nè storici!

Simpatiche cartoline dell'illustratore francese Biz (1960)

Non mancava la sezione dedicata ai gatti e alla musica, ma anche al gatto nella pubblicità e nei film (e il suo rapporto con tante attrici famose, in particolare quelle di altri tempi... forse oggi vanno più di moda i chihuahua, per accompagnare le starlette?).



La raffinata pubblicità Rolex "Non era femminile conoscere l'ora, prima di avere un Rolex"
Infine interessante è stata anche la conferenza su "Pet therapy e Art therapy", sempre organizzata nell'ambito della mostra, tenuta dalle psicologhe Alessandra Chinaglia, Anna Negrini e dall’artista veronese Luigi Scapini (esperto di Art Therapy). I relatori hanno spiegato al pubblico l'importanza del rapporto uomo-animale per migliorare la qualità della vita di persone affette da depressione, autismo, malattie cardiocircolatorie, disturbi dell'umore o da vere e proprie psicosi. In Italia la pet therapy è ancora tutta da tutta da valorizzare: purtroppo un grosso ostacolo è costituito dall'eccessiva "paura dello sporco" che si attribuisce agli animali, i quali invece si rivelano essere veri e propri co-terapeuti in determinate circostanze. In America e in Gran Bretagna, infatti, la presenza di cani, gatti e cavalli come supporto fondamentale di specifici percorsi terapeutici o di determinate condizioni patologiche (anche irreversibili) degli esseri umani, è più che mai considerata e impiegata (vi ricordo, a tal proposito, il bel libro "Le fusa di Oscar" del medico David Dosa, su un gatto speciale in una clinica di pazienti malati di Alzheimer).

Che altro dire? Sono stata ben felice di visitare "Il gatto e l'uomo", una mostra ben organizzata e capace di offrire al pubblico svariati spunti, essendo stata corredata nel corso del mese da diverse conferenze su temi importanti per chi è interessato al mondo dei gatti. La mostra è stata patrocinata dal comune e dalla provincia di Verona, da Anfi e realizzata dall'associazione di protezione ambientale Movimento Azzurro e Cats Museum di Cattaro, con il sostegno di Prolife, Italpet, Consorzio Tutela Vini Soave e Consorzio Tutela Vino Lessini Durello... e io posso solo augurarmi che sia la prima di tante altre iniziative culturali dedicate al gatto e al nostro rapporto con esso!

mercoledì 29 aprile 2015

Operazione Cat Drop: l'ecologia dei gatti paracadutati sul Borneo

Oggi vi racconto una storia vera che, nel mondo, è ormai celeberrima: sia per la sua morale "ecologica", sia perchè nei decenni è diventata una sorta di leggenda, arricchendosi di ricami e dettagli che non necessariamente rispondono a stretta verità. Sto parlando dell'Operazione Cat Drop, passata alla storia per l'aver paracadutato sul Borneo una grande quantità di gatti. Ma vediamo di capire cosa può essere davvero successo in quest'isola del sud-est asiatico, negli anni '50 del secolo scorso, quando l'Organizzazione Mondiale della Sanità decise di spruzzare massicce dosi di DDT per debellare le zanzare, al fine di contenere una grave epidemia di malaria. 


Come nelle più esemplari vicende ecologiche, succede che intervenendo in modo brusco su una popolazione, nell'ecosistema si rompe l'equilibrio con effetti imprevisti. Ed infatti il DDT, se effettivamente debellò le zanzare e quindi la malaria, produsse anche altri significativi cambiamenti che l'uomo non aveva valutato: mentre quasi tutte le popolazioni di insetti (non solo le zanzare!) calarono decisamente, una in particolare sopravvisse e si moltiplicò nettamente. Si trattava dei "bruchi mangia paglia", insetti che proliferarono indiscriminatamente (non trovando più in natura altri competitori o predatori, morti per l'effetto del DDT) nei tetti di paglia delle case, iniziando a rovinarli irrimediabilmente. E così nel Borneo iniziò a verificarsi un incontrollabile decadimento dei tetti delle case. Ma non è tutto! Proliferarono anche i ratti, in maniera altrettanto incontrollabile e irrimediabile, perchè si verificò anche una grave morìa di gatti. Le varie versioni della storia si dividono sulle ragioni di questa ecatombe felina: alcune (le più "ecologiste") sostengono che i gatti morirono perchè nella loro catena alimentare erano entrati i residui del DDT spruzzato nell'ambiente, altri ritengono che i felini morirono perchè si contaminarono leccandosi il pelo e strusciandosi nell'ambiente, impregnato di insetticida.

Uno schema delle possibili interazioni DDT-popolazioni (cliccando si ingrandisce): fonte QUI
Quale che sia la ragione più fondata, il fatto incontestabile è che morirono anche i gatti a seguito della "spruzzatura" in grandi dosi di DDT in Borneo, lasciando la possibilità di moltiplicarsi alla popolazione di ratti. Un tale aumento demografico di ratti comportò un pericolo pari alla malaria: questi roditori sono infatti i vettori di tifo e peste, due malattie che diventarono una seria minaccia per la popolazione umana. Che fare, dunque? L'Operazione Cat Drop fu proprio ideata per ristabilire l'equilibrio ecologico tra gatti e ratti: la Royal Air Force inglese paracadutò quindi una grande quantità di felini domestici sul Borneo; addirittura alcune versioni della storia ritengono che i mici paracadutati siano stati ben 14.000! Ovviamente si sprecano i dettagli più fantastici in merito alle modalità di "lancio" dei gatti muniti di paracadute, con illustrazioni della vicenda poco credibili ma molto divertenti. Il fatto più probabile è che i gatti siano stati lanciati con un paracadute all'interno di grandi casse speciali, progettate apposta per resistere ad un tipo di trasporto di questo tipo. Quanto al numero di felini aviotrasportati, non è dato sapere quanti fossero in verità: resta il fatto che effettivamente l'Operazione Cat Drop si svolse davvero, al fine di "tamponare" un'emergenza venutasi a creare per uno squilibrio ecologico generato dall'uomo.

Fonte immagine: QUI
Tralasciando la paura mortale e gli eventuali danni subìti dai malcapitati gatti, lanciati da un aereo con un paracadute, questa storia ha molto da insegnarci: oggi come oggi, anche quando si agisce a fin di bene (debellare la malaria non era certo uno scopo negativo!), è quasi impossibile prevedere davvero tutti gli effetti delle nostre azioni... e, soprattutto, non possiamo dimenticarci la prima regola dell'ecologia: siamo tutti interconnessi e ogni ecosistema resta in equilibrio grazie ai rapporti esistenti tra tutte le sue componenti, animate (vive, la parte "biotica") e inanimate (la parte "abiotica"). Intervenire in modo massiccio e brusco in un ecosistema lo metterà necessariamente in crisi, alterandone il delicato equilibrio, e a farne le spese saremo anche noi esseri umani, pienamente inseriti nelle dinamiche naturali e ambientali, anche se molto spesso agiamo come se così non fosse.

giovedì 14 febbraio 2013

"I 100 gatti che hanno cambiato la storia" di Sam Stall

Ecco un libro che mi ha dato un sacco di spunti che vi proporrò prossimamente qui sul blog! Già il titolo curioso fa sorgere la domanda: può un gatto cambiare addittura la Storia? Certamente sì, dato che il micio ha vissuto e ancora vive a stretto contatto con noi, condividendo attività, idee, eventi, fatti fortuiti capitati a uomini e donne che hanno fatto la storia nel loro campo, fosse politica, scienza, letteratura, musica. Questo originale libro si occupa proprio di questo: indaga, tra realtà e un pizzico di leggenda, su quei gatti che hanno ispirato o comunque segnato (forse dovrei dire "graffiato") la storia dell'umanità.


Leggendolo ho sorriso molto spesso, oppure i miei occhi si sono spalancati per lo stupore e, in alcuni casi, per indignazione... ad esempio: avete mai saputo di un progetto della CIA (fortunatamente fallito!) di trasformare i gatti in "spie" viventi, all'epoca della guerra fredda, impiantando loro sottopelle un sistema di microfoni? Roba da non credere! Altra vicenda "bellica" è quella del gatto "di mare" Oscar che, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, sopravvisse a ben tre affondamenti (rispettivamente di una nave da guerra, un cacciatorpediniere e una portaerei)... certo questo non gli valse una gran fama di porta fortuna, anzi. Un'impresa memorabile la compì Felix nel 1963, primo gatto "spaziale" che entrò in orbita su un missile francese, tornando sulla Terra sano e salvo: è il caso di dire "una piccola zampata per un gatto, un grande balzo per tutti i felini". Ma a proposito di imprese, che dire del micino di quattro mesi che seguì una spedizione di scalatori sul Cervino, conquistandone la vetta? I gatti sono stati importanti anche per scrittori, artisti, musicisti e scienziati. Il famoso ed enigmatico scienziato Nikola Tesla, solo per citarne uno, ebbe una vera e propria "illuminazione" vedendo il suo micio Macek "accendersi" al buio, dopo essersi caricato di elettricità statica.
Intendo approfondire alcuni episodi raccontati in questo libro, per parlarvene meglio nei prossimi mesi qui su "Rumore di fusa". In ogni caso, se ben ci pensiamo, non è così straordinario pensare che i gatti lascino un segno nella storia del mondo. Tutti noi possiamo testimoniare che il nostro stesso gatto ha cambiato (e continua a cambiare, in piccolo e in grande) certamente almeno una storia... la nostra.  Che mondo sarebbe senza gatti?

giovedì 17 novembre 2011

"All'ombra del gatto nero" di Marina Alberghini

Oggi vi presento una lettura perfetta per celebrare la "Giornata del gatto nero", che ricorre in tutta Italia proprio stamani. Il libro in questione è All'ombra del gatto nero, edito da Mursia, di Marina Alberghini. Ho avuto anche il piacere di scambiare una serie di mail con l'autrice e di conoscere in foto alcuni dei suoi bellissimi gatti neri (partecipano tutti al nostro concorso!)... Marina è laureata in Storia dell’Arte e in Pittura, è incisore e storica felina. Vive a Fiesole con ben tredici gatti e due cani ed è Presidente dell'Accademia dei Gatti Magici, libera associazione internazionale senza fini di lucro, e riconosciuta legalmente, che si propone di approfondire e diffondere la Cultura del Gatto e vuole riunire tutte le persone che amano i gatti, compagni e ispiratori di opere e di vita.

La copertina del libro

Nei libri di Marina Alberghini il suo amore per i gatti si intreccia indissolubilmente con un grande interesse per la Storia e tutto ciò che riguarda le tradizioni, i miti, le leggende, gli aneddoti riguardanti il gatto. In particolare, nel suo ultimo libro All'ombra del gatto nero ricostruisce con minuzia e passione le vicende e l'alterna fortuna del nostro panterino domestico, dagli egizi fino a oggi. Si tratta di una lettura colta, approfondita e veramente appassionante per qualsiasi gattofilo, che penetra nel cuore delle tradizioni e delle dicerie legate al micio nero... ma non solo: il libro è anche una galleria di affascinanti ritratti di artisti, intellettuali, scrittori, forti personalità che hanno sempre vissuto "sopra le righe", affezionandosi, guardacaso, a un gatto nero. Nella lettura del libro incontriamo Manet, Lovecraft, Baudelaire, Kirchner, Salis, Steinlein, Gautier... e i loro compagni a quattro zampe, che condividono con questi grandi personaggi tormenti, passioni, talenti, successi, sconfitte, follie, anni interi di vita.
Il gatto nero, dal canto suo, sopravvive alle tenebre più cupe e persecutorie del medioevo, per rientrare con grande stile sotto le luci soffuse di "Le Chat Noir", celeberrimo locale parigino fondato nel novembre del 1881.

Fonte foto: Wikipedia

Uno dei capitoli più suggestivi del libro è proprio quello dedicato a "Le Chat Noir", dove viene raccontato come nasce l'idea nella mente di Rodolphe Salis... il quale, mentre si chiede quale nome possa essere più adatto per il suo locale, ha l'illuminazione: "Il Gatto Nero! Le Chat Noir! Che cosa di meglio? E di colpo il lampo di genio: sarà un locale nuovo, in barba alla superstizione, e in omaggio alla libertà di pensiero! Un locale di artisti, per artisti e per chi ama gli artisti!
«Le Chat Noir» è nato, segnerà un’epoca e sarà un qualcosa che non si era visto mai, in armonia col nome di una creatura libera, fantasiosa, indipendente (…)” (M. Alberghini, All'ombra del gatto nero, p. 116).
In realtà, ogni capitolo è un piccolo gioiello per gli appassionati: si trovano citazioni rare, descrizioni d'autore del proprio amato felino (indimenticabile la descrizione di Gautier della sua gatta Eponina), aneddoti di vita davvero forti ed emozionanti (come non commuoversi di fronte il legame d'affetto tra il tormentato Lovecraft e il suo nero felino "Old Man"?).


Matisse e il suo gatto nero.
Foto gentilmente messa a
disposizione da Marina Alberghini.

Concludono il libro due belle appendici: la prima di poesie sul gatto nero, la seconda di cartoline augurali dove il micio nero è indiscusso portafortuna. Questo è un libro non solo per amanti dei gatti (neri e non), ma anche per tutti gli appassionati di storia, cultura, pittura, letteratura... per tutti i cultori dell'Arte con la "A" maiuscola, della quale il gatto nero è un piccolo capolavoro vivente: "...una creatura superba e inaddomesticabile, ammaliante e bellissima, misteriosa e sprezzante di ordini e divieti, con occhi fosforescenti e con la pelliccia che faceva scintille..." (M. Alberghini, All'ombra del gatto nero, p. 25).

A Marina mando un grande saluto, con molta stima e un pò di emozione, comprendendo bene cosa significa raccontare di "...quei gatti che segnano il destino di un uomo" (M. Alberghini, All'ombra del gatto nero, p. 173).

sabato 8 ottobre 2011

"Una tigre in casa" di Carl Van Vechten

Esistono tanti libri sui gatti: libri interessanti, divertenti, piacevoli, che si leggono volentieri e fanno trascorrere ore di beata pace da gattofilo... e poi esistono I Libri Sui Gatti, quelli che, per citare The New York Times, "ogni amante dei gatti dovrebbe possedere".
Ecco, il volume di cui vi parlo oggi, Una tigre in casa di Carl Van Vechten, Elliot Edizioni, fa parte proprio di questa seconda categoria.  Un vero gattofilo dovrebbe leggerlo e possederlo perchè è uno di quei testi irrinunciabili, una delle pietre miliari della letteratura "felina", vera enciclopedia sul gatto e sulla sua storia, sul suo rapporto con noi uomini. A ragione scrive Stephen Budiansky che questo testo è un "vero e proprio tour de force di erudizione, un compendio maniacale di riferimenti letterari sui gatti che spaziano da Baudeaire a Darwin, da Mark Twain al 'British Medical Journal'." (da Una tigre in casa, p. 8). Ma è anche molto di più: è la testimonianza di quanto profondo, antico e sfaccettato sia il legame che ci lega a questi meravigliosi animali.

La copertina del libro

Mi ritengo una lettrice piuttosto esigente e devo ammettere che un libro tanto ricco, sulla storia che ci lega ai nostri mici di casa, non l'avevo ancora trovato. E' una raccolta insolita, divertente e inesauribile di curiosità, aneddoti, racconti, informazioni storiche, piccoli dettagli che vanno a descrivere quasi ogni aspetto del nostro felino domestico e della nostra vita con lui. Non si contano i modi di dire, i miti, le superstizioni e le leggende che sono legate al nostro gatto... ma Carl Van Vechten sembra essere riuscito a raccoglierli tutti, con stile ironico, in questo pregiato libro per gattofili. Diviso in tredici capitoli (corredati da svariate note), l'autore ci conduce in un incredibile viaggio, toccando l'occulto, il folklore, il teatro, la musica, la legge, l'arte, la narrativa, la poesia, uomini che odiano i gatti, ma soprattutto uomini che li amano. Ne esce una ricostruzione inimitabile, di notevole spessore letterario, della nostra storia con i gatti. Le pagine possiedono  una grande forza evocativa ed emerge, nel complesso dell'opera, il vero Spirito Felino di "tigre domestica", che nei secoli non ha mai perso smalto, mistero, perfezione.

Fonte web della foto: QUI

Il lettore gattofilo dal "palato raffinato" dovrebbe fare riferimento a questo libro anche per la sua bibliografia: ben 650 titoli, tutti posseduti da Carl Van Vechten. Recentemente leggevo che in commercio esistono circa 5000 libri sui gatti, numero in continuo aumento. Ebbene, mi è subito venuto da pensare che, se per un essere umano è ben difficile poterli leggere tutti, è pur vero che ci si può accontentare di restringere la propria "biblioteca felina" a una serie di titoli di un certo valore: Una tigre in casa dovrebbe farne parte a pieno diritto, perchè vi può dare ottimi spunti su tutto, oltre che piccole chicche difficilmente ritrovabili nei testi più moderni. Se, ad esempio, volete sapere in che modo i gatti sono legati alla musica, beh... in un certo senso, dovete iniziare la vostra ricerca da quello che diceva Carl Van Vechten in proposito. Il solo neo che si può attribuire a quest'opera, pubblicata nel 1920, sono alcune informazioni scientifiche non aggiornate, ma è davvero "l'unico aspetto datato di questo lavoro" (Una tigre in casa, p. 10).

Fonte web della foto: QUI
Scrive Van Vechten nelle pagine finali del suo libro: "Attraverso tutte le epoche, anche negli anni bui della stregoneria e delle persecuzioni, il gatto ha mantenuto la sua supremazia, ha continuato a crescere e moltiplicarsi (...), è stato nostro amico e nostro nemico, selvatico e addomesticato, ci ha fatto compagnia accanto al caminetto, è stato una tigre che vaga nelle brughiere ma è sempre rimasto libero e indipendente, un anarchico che reclama i propri diritti a ogni costo. (...) Noi esseri umani abbiamo molto da imparare dal gatto" (Una tigre in casa, p. 307).
In fatto di gatti, noi abbiamo invece molto da imparare da Carl Van Vechten e se leggerete Una tigre in casa, vi renderete conto di quanto aveva ragione Fernand Méry quando diceva che "Dio ha creato il gatto per dare all'uomo il piacere di accarezzare la tigre".