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giovedì 9 gennaio 2020

Il "Crazy Cat Cafè" a Milano, una bella esperienza!

Durante le feste natalizie ho fatto una "toccata e fuga" a Milano, città bellissima ma affollatissima, che si fa senz'altro ricordare non solo per le sue più celebri attrazioni turistiche, ma anche per le sue mille opportunità in più, rispetto a tante altre città italiane. Oggi infatti vi voglio raccontare del "Crazy Cat Cafè", il primo "bar dei gatti" della Lombardia! L'idea arriva dal Giappone, dove i locali che abbinano consumazioni al bar alla compagnia dei gatti sono già diffusi da tanti anni... però c'è modo e modo di importare e sviluppare lo stesso concetto, e devo dire che i gestori del "Crazy Cat Cafè" a mio parere hanno fatto centro al 100%!

Mina, la micia-diva sempre in vena di farsi fotografare, sulla sua poltrona!

Come vi dicevo, l'idea è nota: un bar (dove è possibile gustare dolci, caffè, cioccolata calda, ma anche pranzi veloci, brunch e aperitivi, negli orari giusti), nel quale la sosta ristoratrice viene allietata dalla presenza felpata ed elegante di ben nove gatti.
Primo punto azzeccato: i nove felini del "Crazy Cat Cafè" sono tutti rigorosamente trovatelli, adottati da alcune associazioni di volontariato che si occupano di gatti abbandonati e in cerca di famiglia. Tant'è che abbiamo ad esempio Joey, panterino tripode (ha perso la zampa in una tagliola), oppure Freddie, che ha perso un occhio per un'infezione.
Ma la cosa più bella è vederli in azione nel locale: sono tutti nove micioni che scoppiano di salute, dal manto folto e lucente, in grande forma e con un temperamento perfetto per essere le star incontrastate del bar... socievoli e disponibili al contatto umano quel tanto che basta per sentirsi pienamente a loro agio in un locale che si riempie ogni giorno di sconosciuti, ma senza risultare ovviamente troppo invadenti (quale gatto lo sarebbe?). 

Ecco Joey, panterino (o panterone!) tripode
E lui è Jimmy, sembra un certosino in realtà è un europeo trovatello come tutti gli altri!

Nessuno di loro mendica apertamente cibo dai clienti, nè coccole... eppure passeggiano tranquilli tra le sedie e gli avventori, non disdegnano una grattatina sulla schiena, si acciambellano nei posti a loro dedicati, scorrazzano e giocano tra loro (o con i gestori del bar, con cui hanno evidente affiatamento), esplorano il locale grazie a un arredamento estremamente curato e "cat-friendly": cucce, graffiatoi, poltroncine, ceste, ma anche scalette ovunque e mensole appositamente fissate perchè i felini possano usare l'intero locale come fosse una "giungla". E ovviamente, non c'è miglior gioco di questo! E siamo a due punti azzeccati!


Freddie ci osserva dall'alto della sua mensola...
...e non perde occasione per giocare con l'arredamento!

Arrivo subito al terzo punto pienamente conquistato: anche se i gatti hanno pieno accesso al locale dal pavimento al soffitto (ma non alla cucina, dove vengono preparati gli ordini), l'igiene è costante e garantita. Il bar è davvero pulitissimo, merito anche della continua attenzione dei gestori e dei camerieri, e i gatti - avendo tantissime zone a loro consentite - non sentono certo l'esigenza di saltare sui tavoli mentre i clienti bevono la loro cioccolata calda. Al limite, si siedono sulla sedia accanto a voi, come perfetti gentil-gatti!

Ecco Elton che si siede composto ad uno dei tavoli!
 

Infine, ultimo punto completamente a favore del "Crazy Cat Cafè" è il loro "regolamento", che viene lasciato sul tavolo insieme al menù: si tratta di regole di buon senso che ogni vero amante dei gatti conosce bene. Il tutto per assicurare completa sicurezza e benessere ai gatti, che sono sì i padroni incontrastati di questo bellissimo locale, ma vanno anche tutelati da rumori molesti, folle eccessive (infatti nel locale si entra "di numero", o si aspetta che si liberino posti), approcci troppo insistenti che non rispettino la natura del gatto, predatore crepuscolare e grande dormitore per il resto del giorno. Noi ci siamo fermati in questo bar verso le 18.00 di sera e abbiamo trovato i mici tutti piuttosto svegli e vispi, mentre sorseggiavamo la nostra cioccolata calda (in una tazza a forma di gatto!) e un succo di frutta. Probabilmente anche l'orario era propizio per vedere i gatti in attività!

Freddie e Jimmy
Bowie ben acciambellato, osserva sognante le luci di Natale
Credo comunque che nessun vero amante (e conoscitore) dei gatti possa trovare una sola pecca nell'impostazione, nella gestione e nel servizio offerto da questo locale. In internet si leggono alcune recensioni negative o deluse dall'esperienza, ma onestamente mi fanno sorridere quando le aspettative sono di avere gatti a disposizione a tutte le ore del giorno, sempre coccoloni, attivi e disponibili al gioco. Nessun gatto adulto lo è! Del resto è pure legittimo che un locale "innovativo" come questo attiri clienti gattofili così come semplici simpatizzanti, curiosi di vedere com'è un bar dei gatti, ma non necessariamente in grado di apprezzare la vera natura felina.
In conclusione faccio sinceri e profusi complimenti ai gestori del Crazy Cat Cafè, perchè non solo ci hanno fatto trascorrere tre quarti d'ora di vero relax e ristoro, ma anche perchè sono la dimostrazione di come mettere passione, competenza e vero amore nel proprio lavoro faccia la differenza! Se passate a Milano, non perdete occasione di fare un salto in questo locale!

martedì 15 ottobre 2019

La teoria popolare delle bottiglie d'acqua per allontanare i gatti

Popolarmente si dice che i gatti (e pure i cani) sarebbero spaventati o comunque disturbati dalla presenza di bottiglie piene d'acqua esposte lungo i muri, sui davanzali delle finestre o nei giardini e orti: questo semplice rimedio dovrebbe impedire al nostro felino (o canide) di fare i suoi bisogni nelle zone suddette. E così non è infrequente notare, anche nelle città, bottiglie d'acqua in fila esposte fuori dalle saracinesche degli esercizi commerciali, nelle nicchie dei muri, o vicino a vasi e fioriere. Allo stesso modo, in campagna, si possono avvistare le bottiglie negli orti, o vicino ad aiuole fiorite che si vorrebbero proteggere dal gatto di casa, quando alla ricerca di una lettiera all'aperto. 
Le spiegazioni, come in ogni buona credenza popolare, sono le più pittoresche: il gatto sarebbe disturbato dalla luce del sole riflessa nell'acqua, o addirittura dal proprio stesso riflesso che lo farebbe sentire "osservato" e quindi lo farebbe sentire a disagio... quanto ai cani non è dato sapere il tipo di disturbo arrecato, ma di certo una fila di bottiglie impedisce fisicamente di urinare direttamente contro il muro, questo va detto!

Immagine di Ravitave, tratta da Wikipedia.

Vi posso raccontare che un'estate avevamo deciso di impedire alla nostra gatta di saltare su una specifica finestra a piano terra (avevamo appena sostituito la zanzariera e non volevamo "sorprese"), per cui abbiamo avuto la geniale idea di occupare il davanzale esterno (uno dei suoi posti preferiti) con una bella fila di bottiglie. Anche in questo caso devo confessare che l'idea ha avuto successo... certo, ma solo perchè per la mia gatta non c'era più lo spazio fisico dove saltare e appollaiarsi! La felina non ha infatti avuto problemi a posizionarsi sulla parte fissa dello stesso finestrone, proprio accanto alla parte mobile e "zanzarierata" dell'infisso: esattamente accanto alle minacciose bottiglie d'acqua.
Quindi insomma, si tratta in larga parte di una credenza popolare che non ha fondamenti scientifici... ammessa eventualmente anche una vaga diffidenza dell'animale alla prima comparsa delle bottiglie, questa si dissolverà ben presto in una ferma indifferenza in pochi giorni...  e il nostro gatto continuerà a comportarsi esattamente come prima. 
A ulteriore riprova di quanto sia campata in aria questa sorta di "teoria", vi mostro un video che unisce utile e dilettevole: per tutti coloro che avessero voglia o necessità di arricchire la routine del loro micio, ecco un'idea magnifica per stuzzicare il suo bisogno di esplorare l'ambiente... costruire un labirinto con bottiglie piene d'acqua! 


A parte che questo micio bianco e nero è strepitoso, l'ho davvero trovata un'ottima "invenzione" riciclosa che può aiutare il gatto (soprattutto d'appartamento, che non ha la possibilità di uscire e sfogare in natura i suoi istinti) ad annoiarsi meno e tenersi attivo! E... come avete visto, direi che tra gatti e bottiglie d'acqua non c'è poi tutta questa diffidenza! 
Voi che ne pensate? Avete esperienze in merito da raccontarmi? Vi aspetto nei commenti!

sabato 15 settembre 2018

Un micioscoiattolo irresistibile!

Buon sabato a tutti! Oggi un post velocissimo su un video che, in pochi secondi, vi conquisterà: esiste un gatto più sorprendente, tenero e puccioso di questo? Si tratta di un micio, di uno scoiattolo o di un volpino? Non è dato sapere... la cosa importante è che è fenomenale!




Non mi pronuncio sulle caratteristiche così "vaporose" della sua coda, quanto alla posizione di essa, ben eretta e dritta, insieme a tutto il resto della postura, esprime un chiaro interesse... forse per l'arrivo imminente delle proprie crocchette preferite? Anche questo non possiamo dirlo con certezza, ma noi ci accontentiamo di questi pochi secondi per goderci la sua bellezza e simpatia, e vivere il nostro weekend con un sorriso in più!

giovedì 8 febbraio 2018

Lurvig: la collezione di IKEA per cani e gatti!

Torno volentieri a parlarvi di IKEA per segnalarvi la novità con cui l'azienda svedese ha aperto questo 2018: la linea Lurvig, interamente dedicata a cani e gatti! Ideata dalla designer Inma Bermudéz, la serie offre piccoli divanetti per cani, ciotole, cucce, cuscini e irresistibili "scatole" per gatti, da posizionare nelle zone della casa più ambite dal felino (anche sulla libreria, o fissate al muro ad una certa altezza!). Tutti i prodotti sono stati progettati e realizzati per offrire all'animale il massimo comfort, anche in base alle sue esigenze etologiche: troviamo ad esempio la fodera riempibile con nostri vestiti vecchi (così da creare un cuscino con il nostro odore, super-confortevole per il nostro animale), oppure il tiragraffi per gatti, da arrotolare e fissare alla gamba del tavolo sul quale il nostro micio già tenta di affilarsi le unghie.

La linea Lurvig: foto di IKEA.
Il tiragraffi Lurvig: foto di IKEA.

Tutti i prodotti della linea Lurvig sono caratterizzati dagli ingredienti tipici dell'azienda IKEA: un costo ragionevole, un design essenziale e gradevole, la garanzia di praticità all'uso, un pizzico di genialità. Dal canto mio sono super curiosa di fare presto un giretto all'IKEA per vedere la nuova linea, sono sicura che porterò a casa qualcosa per Paciocca! E voi, avete già visto dal vivo qualche prodotto Lurvig? Concludo con una bella dichiarazione della designer Bermudéz: "Sento che i miei animali domestici sono gli unici che riescono a farmi vivere il presente. Quando trascorriamo del tempo insieme, la mia mente si libera da ogni pensiero e le preoccupazioni e lo stress scompaiono. Gli animali ci rispettano e il loro amore incondizionato è impagabile". Brava Bermudéz e brava IKEA!

martedì 9 gennaio 2018

Ogni gatto ne va matto: l'aspirapolvere, odio o amore?

Come si comportano i vostri felidi in presenza dell'aspirapolvere in funzione? Per quanto mi riguarda, di tutti i gatti che ho avuto, nessuno ha mai manifestato nè confidenza, nè il più minimo apprezzamento per questo molesto e rumoroso apparecchio domestico... al limite, raggiungevano una rassegnata abitudine al fastidio e arrivavano a comportarsi in maniera dignitosa ma decisa: "o me, o l'aggeggio". Infatti Paciocca, non appena ci vede armeggiare con l'aspirapolvere nelle sue vicinanze (il che significa: sullo stesso piano della casa), se ne va altrove, costernata. Non bastasse il trambusto, va detto che spesso il malefico strumento va a colpire proprio laddove il gatto dorme: poltrone, divani, cuscini, tappeti... quindi per forza, i gatti non lo amano. 

Ecco Paciocca che se ne va, vagamente stizzita, all'arrivo dell'aspirapolvere
Eppure... eppure internet ha il potere di svelare clamorose eccezioni alla regola, così che Youtube è pieno di video esilaranti e sorprendenti di gatti domestici non solo abituatissimi all'aspirapolvere, ma perfino amanti dell'elettrodomestico! Che dire ad esempio di questo micio tigrato che, ben lungi dall'avere problemi di tolleranza verso spazzole e cardatori, si fa addirittura aspirare il mantello? Il rimedio definitivo e assoluto al pericolo "palle di pelo", dopo un simile trattamento! Per quanto mi riguarda, è un filmato quasi fantascientifico...



Ma non è tutto, perchè i gatti apprezzano la tecnologia, lo sappiamo. E così, dopo un primo, inevitabile e comprensibile sconcerto di fronte alle aspirapolveri di nuova generazione (quelli rotanti e automatici), hanno subito capito quanto avrebbero potuto beneficiare da questi piccoli "robot" domestici. Volete mettere lo spasso di farsi trasportare per casa da queste specie di "astronavi" striscianti, supervisionando al contempo le pulizie? Ai gatti non pare vero...



E i vostri mici come si comportano di fronte all'aspirapolvere, di vecchia o di nuova generazione? Aspetto i vostri commenti in proposito, intanto buona settimana a tutti voi!

sabato 1 aprile 2017

Manuale di istruzioni per il tuo gatto!

Buon primo aprile! Oggi, per rispettare lo spirito goliardico che tradizionalmente dovrebbe animare questa giornata, ho pensato di proporvi un video tutto scherzoso dedicato al nostro simpatico felino domestico. "Manuale di istruzioni per il tuo gatto" infatti è un piccolo condensato di battute ma anche grandi verità su com'è la vita con un micio...  tra gioie, contraddizioni e qualche inevitabile difficoltà!


Che ne dite, possiamo considerarlo un inoffensivo "pesce d'aprile" per i noi e i nostri gatti? In ogni caso, buon inizio di aprile a tutti e buon fine settimana!

giovedì 9 febbraio 2017

Gatti e scale, c'è chi scende e c'è chi sale...

Quanti modi conoscono i gatti di fare la scala? Ho sempre osservato con curiosità i miei gatti alle prese con questa struttura, ma devo dire che per la maggior parte delle volte si è trattato di comportamenti ordinari... insomma, i gatti fanno i gradini, zampa dopo zampa, un po' come noi (ma con più eleganza). Sanno anche correre su e giù per la scala, all'impazzata e di solito per giocare: ma questo lo sappiamo fare anche noi (con meno grazia e di solito rischiando di romperci l'osso del collo). Le cose prendono un'altra piega quando i nostri felidi decidono di fare la scala a partire dal terzo, quarto gradino: il balzo per raggiungerlo è meritevole di una prestazione sportiva d'alto livello. Qualche gatto, a metà scala, può giocosamente decidere di appiattirsi sui gradini, schiacciandosi come una frittella (abbassando anche le orecchie), credendo probabilmente di scomparire mimetizzato. Qualche altro micio sa inseguire le palline su e giù dai gradini, qualche altro deciderà invece che la scala è un buon posto di vedetta per tenere sotto controllo quanto accade in casa. E poi ci sono quei gatti che rendono il fare le scale un vero, inimitabile spettacolo!


Questo secondo video vi mostra un irresistibile gatto ragdoll che tiene alto l'onore della sua razza, notoriamente famosa per avere il carattere e perfino la "consistenza" fisica di un peluche o di una bambola di pezza ("ragdoll" infatti significa proprio questo!). Una cosa meravigliosa!


E se la scala è a pioli? Ve ne do io stessa una dimostrazione, dal momento che Paciocca è abituata a fare tutte le notti la "scalata" di un vecchio scalone da contadini per raggiungere il soppalco, dove dorme. L'abitudine l'ha scelta da sola: fin da quando è stata sufficientemente grande per fare la scala, ha deciso di andare a dormire sul soppalco e da allora non ha passato una sola notte a terra. Antico portato dei suoi avi selvatici, le sarà rimasto l'istinto di rifugiarsi in alto per "scappare dai predatori". Ed eccola in azione, ogni mattina sa perfettamente dove poggiare le zampe per tornare a terra!


Sinceramente, prima di osservare Paciocca, non avevo idea che i gatti potessero fare anche le scale a pioli... ma inizio a credere che quasi nulla sia impossibile per i nostri amati felini domestici! E voi cosa mi raccontate dei vostri mici nel loro rapporto con i gradini? Come si comportano con le scale di casa? E a quanti tipi di scale si sono approcciati?
Raccontatemi tutto!

mercoledì 6 aprile 2016

Un mese da pecore, nel sottomura di Ferrara!

Oggi vi parlo con molto piacere e simpatia della mia città, Ferrara, che negli ultimi giorni ha ricevuto anche una certa attenzione mediatica per una curiosa scelta dell'amministrazione comunale... un'idea che, in realtà, non è esattamente una novità, eppure in Emilia Romagna è certamente il primo comune ad aver assunto un gregge di pecore per lo sfalcio di una vasta area verde pubblica! Da fine marzo, infatti, tutto il sottomura ferrarese sta ospitando centinaia di pecore, sotto l'attento controllo del pastore bresciano Massimo Freddi e dei suoi due cani Moro e Flay: il gregge stazionerà sul verde pubblico che circonda la città fino a maggio, per poi tornare nel bresciano per l'alpeggio estivo. L'idea è accattivante e vincente: le pecore "tosano" l'erba e si nutrono gratuitamente (concimando peraltro in maniera ottimale il terreno), con un risparmio economico rispetto alle normali imprese di sfalcio del verde e con un approccio certamente più ecologico. Senza contare che le pecore sono simpaticissime!


Notate la differenza tra il prato "tosato" dalle pecore e quello ancora da brucare!
 

Ma tra i migliori risultati di quest'impresa c'è soprattutto il sollucchero dei ferraresi, che hanno incontrato il gregge in una delle zone più amate e caratteristiche della città: le mura medievali immerse nel verde, popolate di pecore belanti, agnellini e qualche capretta, per un insolito e simpatico spettacolo bucolico. Certo, andando indietro di un lustro, qualche piccolo gregge era diffuso anche nelle nostre campagne... ma ormai si tratta di un mestiere scomparso nella nostra zona. Così, poter incontrare a tu per tu animali pacifici, mansueti e candidi come le pecore, ha fatto letteralmente "impazzire" i ferraresi, che si fermano incuriositi ad osservare gli animali, scattando foto ed emettendo gridolini compiaciuti, perchè a dire il vero... il gregge nel sottomura è proprio un bello, bello spettacolo: mentre la primavera sta sbocciando, in un sottofondo di belati e campanacci, è davvero un piacere fermarsi nel prato ad osservare centinaia di pecore che brucano, alcune vistosamente gravide, mentre agnellini appena nati compiono i primi passi e i più grandicelli inseguono la mamma per una poppata. 

 
  


Io stessa non ho resistito e sono andata a vedere il gregge prima che ho potuto... sono partita entusiasta e sono tornata estasiata, perchè osservare le pecore è stata un'esperienza sinceramente rasserenante: agnelli grandicelli che si sfidavano a "testate", pecore accovacciate e pecore trotterellanti, caprette guardinghe ma molto voraci, ed infine perfino un agnellino appena nato, ancora sporco di muco, mentre veniva leccato amorevolmente dalla mamma. Vedere gli sforzi del piccolo per reggersi in piedi, ma anche la tranquillità serafica della madre mentre lo puliva e lo sosteneva con il suo stesso muso, è stata una visione pacificante. 
Iniziative come questa credo siano davvero da elogiare, al di là del vantaggio economico, perchè sono in grado di riavvicinare, con semplicità, persone di tutte le età alla natura e ai suoi cicli: in questo caso sottoforma di simpatiche e miti pecorelle! 

L'agnellino nato da poco, mentre la mamma lo accudisce e lo incoraggia nei suoi primi passi.


Gli ovini, rigorosamente controllati a livello sanitario, sono tenuti in sicurezza all'interno di un recinto che viene periodicamente spostato, in modo che gli animali abbiano costantemente erba fresca da brucare. Nelle varie interviste pubblicate sui quotidiani, il pastore Freddi esprime soddisfazione per quest'accordo con il comune di Ferrara, anche perchè non è scontato trovare luoghi adatti dove portare gli animali per la transumanza: "Per noi è importantissimo avere a disposizione spazi verdi come questi perché agricoltura e industria stanno spopolando e non è più possibile fermarsi per far pascolare i capi" (Estense.com). Nel mese di permanenza saranno organizzate anche iniziative per le scuole, magari in occasione della tosatura di qualche capo, dal momento che la pastorizia è un mestiere antico, ormai sempre meno diffuso ma per questo forse ancora più affascinante, per grandi e piccini. Insomma, un’iniziativa autenticamente sostenibile, dal momento che permette di ottenere al contempo benefici ecologici, economici ma anche sociali: ne è prova il genuino stupore dei cittadini, di tutte le età, che si fermano ad osservare le placide pecore al pascolo, nella cornice delle mura medievali della città. Del resto, con buona pace dei soliti detrattori e dei noiosissimi cinici di turno, il belante gregge è dotato di una simpatia naturale irresistibile!

mercoledì 6 gennaio 2016

"La grande famiglia dei gatti", uno stupendo docu-cartoon Disney!

Cosa c'è di meglio di un bel cartoon Disney per concludere il periodo di feste natalizie? Appunto per questo, oggi con vero piacere vi propongo questa chicca: "La grande famiglia dei gatti", un cartone della Disney che è anche un vero e proprio documentario sulla storia del nostro amatissimo gatto, dalla sua domesticazione al tempo degli Egizi, fino ai giorni nostri. 


Il documentario è andato in onda in America nel 1956, mentre l'edizione italiana è visionabile su Youtube, doppiata da Lorenzo Andreaggi. Come in tutti i film Disney, le animazioni sono delicate e curate, la storia piacevole e interessante per tutto il pubblico, bambini e adulti insieme: godetevelo con tutta la famiglia, dunque!


Un piccolo gioiellino animato, che vi racconta la storia millenaria del nostro micio: venerato come una divinità tra le piramidi egiziane; rubato e commerciato come merce preziosa nell'antichità; importante predatore dei ratti durante la piaga della Peste Nera; perseguitato a morte come inviato demoniaco durante il Medioevo... e fino ai giorni nostri, quando accanto alle nostre vite continua anche la sua storia di fascino, mistero e alleanza con gli uomini. Che altro dirvi? Buona Epifania a tutti e buona ripresa del tran-tran quotidiano!

martedì 1 dicembre 2015

A Verona per la mostra "Il gatto e l'uomo"

La scorsa domenica sono andata nella bella e romantica Verona (che a Natale è davvero spettacolare!) per visitare anche la mostra gattofila "Il gatto e l'uomo", che si è conclusa quel giorno stesso, nel palazzo della Gran Guardia. Che dire? È stata davvero una simpatica e interessante esperienza: la mostra era piena di curiosità sul mondo del nostro amato felino domestico, dalle cartoline d'epoca ai dipinti dove era protagonista, dalle illustrazioni della Domenica del Corriere (tra le cose più interessanti della mostra, a mio parere!) alle fotografie di guerra di soldati con gatti-mascotte, dalle opere d'arte contemporanea ai francobolli dedicati ai mici... insomma, chi più ne ha, più ne metta, il tutto corredato con pannelli di approfondimento sull'importanza del gatto e del suo rapporto con l'umanità, nei secoli e secoli della nostra comune storia.

 




Gatti in simpatiche cartoline illustrate francesi, gatti dell'antico Egitto adorati come dei e gatti - altrettanto adorati oggi - star del web, su video che spopolano su youtube, in tutte le lingue del mondo... perchè, a quanto pare, l'amore gattofilo non conosce confini nè geografici nè storici!

Simpatiche cartoline dell'illustratore francese Biz (1960)

Non mancava la sezione dedicata ai gatti e alla musica, ma anche al gatto nella pubblicità e nei film (e il suo rapporto con tante attrici famose, in particolare quelle di altri tempi... forse oggi vanno più di moda i chihuahua, per accompagnare le starlette?).



La raffinata pubblicità Rolex "Non era femminile conoscere l'ora, prima di avere un Rolex"
Infine interessante è stata anche la conferenza su "Pet therapy e Art therapy", sempre organizzata nell'ambito della mostra, tenuta dalle psicologhe Alessandra Chinaglia, Anna Negrini e dall’artista veronese Luigi Scapini (esperto di Art Therapy). I relatori hanno spiegato al pubblico l'importanza del rapporto uomo-animale per migliorare la qualità della vita di persone affette da depressione, autismo, malattie cardiocircolatorie, disturbi dell'umore o da vere e proprie psicosi. In Italia la pet therapy è ancora tutta da tutta da valorizzare: purtroppo un grosso ostacolo è costituito dall'eccessiva "paura dello sporco" che si attribuisce agli animali, i quali invece si rivelano essere veri e propri co-terapeuti in determinate circostanze. In America e in Gran Bretagna, infatti, la presenza di cani, gatti e cavalli come supporto fondamentale di specifici percorsi terapeutici o di determinate condizioni patologiche (anche irreversibili) degli esseri umani, è più che mai considerata e impiegata (vi ricordo, a tal proposito, il bel libro "Le fusa di Oscar" del medico David Dosa, su un gatto speciale in una clinica di pazienti malati di Alzheimer).

Che altro dire? Sono stata ben felice di visitare "Il gatto e l'uomo", una mostra ben organizzata e capace di offrire al pubblico svariati spunti, essendo stata corredata nel corso del mese da diverse conferenze su temi importanti per chi è interessato al mondo dei gatti. La mostra è stata patrocinata dal comune e dalla provincia di Verona, da Anfi e realizzata dall'associazione di protezione ambientale Movimento Azzurro e Cats Museum di Cattaro, con il sostegno di Prolife, Italpet, Consorzio Tutela Vini Soave e Consorzio Tutela Vino Lessini Durello... e io posso solo augurarmi che sia la prima di tante altre iniziative culturali dedicate al gatto e al nostro rapporto con esso!

giovedì 26 novembre 2015

"Caro gattino...", lezioni di vita da un gatto adulto

Caro gattino, dal momento che ti ho soffiato almeno 437 volte, è ora mio dovere, come capo famiglia, a malincuore, darti il benvenuto. Inizia così l'accattivante video, già campione di visualizzazioni negli Stati Uniti, creato da BuzzFeed, in collaborazione con Purina Friskies, che arriva in Italia con il titolo “Caro Gattino”. Questo è il primo di una vera e propria "saga", dove un saggio micio adulto istruisce un giovane gattino sui misteri e i piaceri della vita da gatto domestico. Io l'ho trovato di una tenerezza e una simpatia uniche, veramente fatto con garbo e dolcezza... che ne dite, lo guardiamo insieme?


Caro Gattino // Presentato da BuzzFeed & Friskies GattoScopri Il Mondo Purina Friskies su https://www.friskies.it/gatto
Posted by BuzzFeed Partner on Mercoledì 4 novembre 2015


Chissà se anche in Italia arriveranno tutte e sette le puntate dell'intera saga, diventato in America un "fenomeno mediatico" con ben 50 milioni di visualizzazioni in poche ore. Io spero proprio di sì, perchè vorrei ancora conoscere le lezioni esistenziali di questo bel tigratone, che ci fa riflettere sul mondo a misura di gatto, sulle sue opinioni e su una felina quotidianità che tutti i gattofili hanno sognato di sperimentare, almeno una volta nella vita!

martedì 1 settembre 2015

Una sfinge in giardino!

Ogni giardino brulica di vita ed è il luogo giusto per fare incontri straordinari, che potremmo quasi definire "incontri ravvicinati del terzo tipo"... il giardino è il primo posto, accanto a noi, dove possiamo scoprirci molto, molto vicini alle altre forme di vita, più di quanto pensiamo. Ed ecco che, lo scorso sabato, mentre stavo sistemando alcune piante di lavanda, sul marciapiede ho avvistato un bruco enorme, lungo più di 10 cm e grosso quanto il mio dito medio, che passeggiava tranquillo. Prontamente fotografato per poterlo poi identificare, sono rimasta affascinata dalle sue dimensioni ma anche dai suoi particolari quasi alieni: una specie di "codina" ricurva nella parte posteriore. Il bruco si è infilato con calma nell'aiuola delle erbe aromatiche, restandovi per tutto il pomeriggio... e io ho scoperto che si tratta di un bruco all'ultimo stadio, pronto per diventare pupa e poi "sfarfallare", di una delle più grandi e suggestive falene: la celebre "sfinge testa di morto" (Acherontia atropos).
La "sfinge testa di morto" adulta - immagine da Wikipedia
Ed ecco il "mio" bruco che passeggia sul marciapiedi!
Ecco il particolare della sua "codina" ricurva
L'incontro ravvicinato con questo gigantesco e pacifico bruco è stato per me un'occasione imperdibile per documentarmi su questa falena e sui vari stadi che passa il suo bruco prima di sfarfallare. Dopo essere cresciuto su uno dei miei cespugli di ligustro, (dato che si nutre di questa pianta, come di stramonio o di pianta di patata) il mio "brucone" probabilmente si è infilato nella terra dell'aiuola, ad una profondità considerevole, per diventare crisalide. Ricordate il processo di metamorfosi del macaone? Ecco, non tutte le farfalle nascono "all'aperto": alcune devono interrarsi per diventare crisalide e poi "rinascere" come insetti adulti. E' proprio il caso della "sfinge testa di morto", il cui bruco si interra per diventare crisalide e dopo un tempo variabile (da 20 a 60 giorni), riemerge dal terreno come falena adulta, una farfalla notturna che durante il giorno riposa tra le piante e di notte si nutre di miele, saccheggiando gli alveari delle api.
Ecco la crisalide di sfinge testa di morto, immagine da Wikipedia
Un'altra foto del "mio" bruco, prima che si infilasse nell'aiuola
Ho avuto qualche difficoltà ad identificare la specie, perchè in internet si trovano tante foto spettacolari di questo incredibile animaletto, ma con la sua livrea più bella: quella coloratissima, nelle tonalità del giallo, del verde e dell'azzurrino. Il bruco di sfinge, prima di impuparsi, passa tramite diverse mute, ma l'ultima può essere o coloratissima, oppure nei toni del marroncino e bianco come quello da me incontrato. Non è una meraviglia la versione colorata? 

Il bruco della sfinge, nella versione colorata - immagine da Wikipedia
Vi invito inoltre, se siete interessati, a sfogliare le pagine di questa discussione in un forum di appassionati, dove hanno pubblicato delle incredibili macro riferite a tutti gli stadi di questo bruco dotato di "codina", dall'uovo alla falena. Inoltre vi propongo un video dove potete ammirare in tutta la sua straordinaria "cicciosità" (perdonatemi, lo so che a molti i bruchi incutono un pò di disagio, ma per me sono bellissimi) questo brucone colorato:


La "sfinge testa di morto" è una delle falene più grandi e più famose, che deve il suo macabro nome al disegno a forma di teschio presente sulla sua schiena. Proprio per questo, nella cultura popolare la sfinge è associata a superstizioni, detti e pregiudizi simili a quelli che circolano sui gatti neri: sventura, morte e presenze demonianche sono associate a entrambi questi animali. Se poi pensiamo al cinema e alla letteratura, che hanno sfruttato più e più volte la sfinge testa di morto come simbolo per incutere paura, terrore o mistero, il gioco è fatto: oggi questa falena ha una "carriera folkloristica" al pari dei pipistrelli. 

Particolare del "teschio" sulla schiena della sfinge - immagine da Wikipedia
In realtà la sfinge testa di morto è un insetto straordinario, l'unico al mondo in grado di emettere un verso con la faringe: il comportamento si osserva quando la falena è in pericolo e vuole scoraggiare i predatori. Inoltre, manco a dirlo, anche la sfinge in Europa è diventata un insetto molto raro, minacciato dai pesticidi e dall'inquinamento luminoso: un altro esempio di come l'impatto dell'uomo stia rendendo l'ambiente sempre meno ospitale per le altre creature viventi, la cui sopravvivenza è continuamente più a rischio. Anche per questo mi sento più che fortunata ad aver incontrato uno di questi bruchi, nato e cresciuto nel mio giardino, dove spero che potrà avere anche una bella vita notturna da falena. Ed è l'ennesima conferma di come passare del tempo nel nostro giardino diventi l'occasione per lanciare uno sguardo approfondito sul mondo che ci circonda, addentrandoci in percorsi inaspettati e incontrando creature straordinarie.

mercoledì 8 luglio 2015

Rimedi curiosi per aiutare i gatti che soffrono il caldo

Temperature elevatissime, afa e umidità insopportabili, vento caldo come fossimo nel deserto o, in alternativa, un'aria ferma e rovente: sempre più di frequente ci troviamo a patire a causa della calura estiva e i nostri animali non fanno eccezione. I gatti tendono a soffrire parecchio il caldo, specie se hanno il pelo lungo e folto, ma in generale tutti i nostri piccoli felini sono spossati da afa ed alte temperature anche perchè possono sudare solo tramite i cuscinetti delle zampe: una superficie davvero piccola, se paragonata al resto del corpo! Già in passato, in uno dei post più letti di questo blog, vi ho parlato delle regole d'oro e dei piccoli accorgimenti che è necessario mettere in pratica per aiutare il micio a superare le ondate di caldo africano, che vi invito sempre a tenere presente. Ma c'è di più: leggendo in internet si incontrano una serie di pittoreschi "rimedi casalinghi" che potrebbero essere graditi ai mici in cerca di refrigerio... vediamoli insieme!

Che caldo, che fiacca, che afa...
Il gatto molto accaldato cercherà in modo naturale di abbassare la sua temperatura corporea, andando a distendersi nei luoghi più freschi del suo territorio: un cespuglio molto fitto e ombroso all'aperto, oppure un pavimento freddo in casa, o ancora un balcone ventilato e ombreggiato. Quindi inizierà a leccarsi con cura il mantello, per rinfrescarsi il più possibile in tutto il corpo. E' a questo proposito che si leggono i più disparati consigli per aiutare il micio in questo compito, tamponandolo delicatamente con un asciugamano umido e fresco o con un batuffolo di cotone appena strizzato dall'acqua. Posto il fatto che, generalmente, il gatto odia intensamente essere bagnato e la sensazione di acqua sul suo mantello, va però detto che in caso di caldo estremo come quello di questi giorni, un tentativo molto discreto può essere fatto. L'ho sperimentato anche con Paciocca, messa seriamente alla prova da queste temperature (Ferrara ha registrato un record per il caldo percepito): ho bagnato due fogli di scottex ripiegati, strizzandoli bene, fino ad ottenere una piccola pezza fresca e umida. Le ho tamponato il musetto e le orecchie, poi delicatamente ho fatto qualche passaggio anche sulla schiena e i fianchi: lei mi ha guardata in cagnesco (si può dire di un gatto?), ma mi ha lasciata fare, intuendo che forse poteva trarre giovamento dalle mie cure. Per i gatti che dimostrano di gradire apertamente questo trattamento (che peraltro ricorda le cure materne, di quando erano cuccioli), potete usare anche un piccolo asciugamano bagnato e ben strizzato, avendo cura di passarlo in particolare sul collo e sul capo, sul musetto e sotto le zampe.

Questo caldo mi distrugge...
Guai assolutamente, invece, a provare a inzuppare il gatto o a fargli il bagno come fosse un cane: è chiaro che in tal modo la temperatura corporea si abbasserebbe nella maniera più rapida ed efficiente, ma per il gatto il bagno o anche essere solo spruzzato d'acqua sarebbe un affronto imperdonabile, nonchè un vero e proprio piccolo shock. Certo esistono pure gatti amanti dell'acqua, ma si tratta di casi particolari come i Maine Coon, noti per essere grandi amici di pozzanghere, laghetti e corsi d'acqua. L'acqua però, in altre forme, può essere usata come un simpatico gioco per i mici più giovani e vitali che, anche con il gran caldo, hanno sempre voglia di correre e saltare: perchè non provare a fornire al micio un cubetto di ghiaccio, che sguscia meglio di un topo sul pavimento? Ne vedrete delle belle e al contempo il micio "palleggiando" il cubetto tra le zampe, se le rinfrescherà senza neppure accorgersene!
Altri stratagemmi riguardano la cuccia del micio: un'idea abbastanza fattibile è quella di distendere un asciugamano pulito e freddo di frigo, direttamente nel suo giaciglio preferito. Il fresco sarà temporaneo e non eccessivo, pertanto si può provare... posto il fatto che non sempre il gatto gradisce "sorprese" di questo tipo. Un rimedio assolutamente creativo è poi quello dei piselli surgelati: non ci crederete, ma c'è chi ha ideato una sorta di "borsa del ghiaccio" per gatti, avvolgendo una busta di piselli surgelati in un asciugamano ben spesso (in modo da evitare il contatto con la parte surgelata), ponendo questo strano "cuscino freddo" nella cuccia del felide. A tal proposito, potrebbe essere più pratico mettere nella cuccia del micio una borsa dell'acqua calda, riempita però con acqua di frigorifero.

Tutto sommato, cercherò di prendere questo caldo con filosofia...
Voi mettete in pratica qualcuno di questi curiosi stratagemmi, oppure ne avete altri da raccontarmi? In ogni caso, a parte questi rimedi per aiutare i nostri felini domestici a sopravvivere alla calura africana, le regole d'oro da seguire sono sempre le stesse: acqua fresca sempre a disposizione, un luogo fresco e riparato dove il gatto possa rifugiarsi nelle ore più calde, pasti leggeri, attenzione ai bruschi cambi di temperatura dati dal condizionatore, applicare la protezione solare ai gatti dal manto molto chiaro e non dimenticare mai l'antiparassitario. Detto questo... speriamo anche che le temperature calino presto!

mercoledì 29 aprile 2015

Operazione Cat Drop: l'ecologia dei gatti paracadutati sul Borneo

Oggi vi racconto una storia vera che, nel mondo, è ormai celeberrima: sia per la sua morale "ecologica", sia perchè nei decenni è diventata una sorta di leggenda, arricchendosi di ricami e dettagli che non necessariamente rispondono a stretta verità. Sto parlando dell'Operazione Cat Drop, passata alla storia per l'aver paracadutato sul Borneo una grande quantità di gatti. Ma vediamo di capire cosa può essere davvero successo in quest'isola del sud-est asiatico, negli anni '50 del secolo scorso, quando l'Organizzazione Mondiale della Sanità decise di spruzzare massicce dosi di DDT per debellare le zanzare, al fine di contenere una grave epidemia di malaria. 


Come nelle più esemplari vicende ecologiche, succede che intervenendo in modo brusco su una popolazione, nell'ecosistema si rompe l'equilibrio con effetti imprevisti. Ed infatti il DDT, se effettivamente debellò le zanzare e quindi la malaria, produsse anche altri significativi cambiamenti che l'uomo non aveva valutato: mentre quasi tutte le popolazioni di insetti (non solo le zanzare!) calarono decisamente, una in particolare sopravvisse e si moltiplicò nettamente. Si trattava dei "bruchi mangia paglia", insetti che proliferarono indiscriminatamente (non trovando più in natura altri competitori o predatori, morti per l'effetto del DDT) nei tetti di paglia delle case, iniziando a rovinarli irrimediabilmente. E così nel Borneo iniziò a verificarsi un incontrollabile decadimento dei tetti delle case. Ma non è tutto! Proliferarono anche i ratti, in maniera altrettanto incontrollabile e irrimediabile, perchè si verificò anche una grave morìa di gatti. Le varie versioni della storia si dividono sulle ragioni di questa ecatombe felina: alcune (le più "ecologiste") sostengono che i gatti morirono perchè nella loro catena alimentare erano entrati i residui del DDT spruzzato nell'ambiente, altri ritengono che i felini morirono perchè si contaminarono leccandosi il pelo e strusciandosi nell'ambiente, impregnato di insetticida.

Uno schema delle possibili interazioni DDT-popolazioni (cliccando si ingrandisce): fonte QUI
Quale che sia la ragione più fondata, il fatto incontestabile è che morirono anche i gatti a seguito della "spruzzatura" in grandi dosi di DDT in Borneo, lasciando la possibilità di moltiplicarsi alla popolazione di ratti. Un tale aumento demografico di ratti comportò un pericolo pari alla malaria: questi roditori sono infatti i vettori di tifo e peste, due malattie che diventarono una seria minaccia per la popolazione umana. Che fare, dunque? L'Operazione Cat Drop fu proprio ideata per ristabilire l'equilibrio ecologico tra gatti e ratti: la Royal Air Force inglese paracadutò quindi una grande quantità di felini domestici sul Borneo; addirittura alcune versioni della storia ritengono che i mici paracadutati siano stati ben 14.000! Ovviamente si sprecano i dettagli più fantastici in merito alle modalità di "lancio" dei gatti muniti di paracadute, con illustrazioni della vicenda poco credibili ma molto divertenti. Il fatto più probabile è che i gatti siano stati lanciati con un paracadute all'interno di grandi casse speciali, progettate apposta per resistere ad un tipo di trasporto di questo tipo. Quanto al numero di felini aviotrasportati, non è dato sapere quanti fossero in verità: resta il fatto che effettivamente l'Operazione Cat Drop si svolse davvero, al fine di "tamponare" un'emergenza venutasi a creare per uno squilibrio ecologico generato dall'uomo.

Fonte immagine: QUI
Tralasciando la paura mortale e gli eventuali danni subìti dai malcapitati gatti, lanciati da un aereo con un paracadute, questa storia ha molto da insegnarci: oggi come oggi, anche quando si agisce a fin di bene (debellare la malaria non era certo uno scopo negativo!), è quasi impossibile prevedere davvero tutti gli effetti delle nostre azioni... e, soprattutto, non possiamo dimenticarci la prima regola dell'ecologia: siamo tutti interconnessi e ogni ecosistema resta in equilibrio grazie ai rapporti esistenti tra tutte le sue componenti, animate (vive, la parte "biotica") e inanimate (la parte "abiotica"). Intervenire in modo massiccio e brusco in un ecosistema lo metterà necessariamente in crisi, alterandone il delicato equilibrio, e a farne le spese saremo anche noi esseri umani, pienamente inseriti nelle dinamiche naturali e ambientali, anche se molto spesso agiamo come se così non fosse.

venerdì 17 aprile 2015

La pulizia del gatto: un gesto quotidiano dai molti significati

Tra i tanti pregi dei gatti c'è la loro innegabile e leggendaria pulizia: dedicarsi alla toilettatura per i nostri mici è quasi una religione, un'occupazione che svolgono con intensa convinzione e grande cura quotidiana, praticandola più e più volte al giorno. Andare ad accarezzare un gatto proprio mentre sta pulendosi significa seccarlo e infastidirlo abbastanza: state interrompendo un momento importantissimo della sua routine, rovinando peraltro il lavoro compiuto. Come mai è così fondamentale per il micio domestico avere sempre la pelliccia morbida e pulita? Dietro alla pulizia del gatto, che scientificamente si chiama "grooming", c'è tutto un mondo da scoprire: non è solo una questione di igiene, ma risponde anche ad esigenze emotive e sociali.


Osserviamo il micio durante la sua pulizia: salvo problemi specifici o zone particolarmente sporche in quel momento, di solito il gatto inizia leccandosi le labbra e, una alla volta, le due zampe anteriori, fino a bagnarle sufficientemente per usarle come "spugna" da passare su guance e mento, occhi, orecchie e testa. Terminata l'accurata pulizia del capo, il micio passa a lisciarsi meticolosamente tutto il resto del corpo, passando la lingua con calma e concentrazione  su zampe e spalle, fianchi e pancia, genitali e coda, dalla base fino alla sua punta. Durante questa attività il micio potrà poi insistere con lingua e denti su zone specifiche: tra le dita delle zampe, ad esempio, spesso lo vediamo mordicchiarsi per eliminare lo sporco più resistente, cosa che farà anche sul mantello in caso di nodi. La lingua del gatto è ricoperta da specifiche papille che la rendono particolarmente "abrasiva", in grado di rimuovere pelo morto e sporco. Dopo la pulizia infatti il manto del nostro gatto appare più liscio e morbido, più lucido: che sia solo una questione estetica? Naturalmente no, si tratta prima di tutto di un bisogno fisiologico per mantenere il mantello in condizioni ottimali: una pelliccia arruffata e sporca è prima di tutto meno isolante, sia verso il freddo che verso il caldo. L'azione della lingua sul manto inoltre svolge l'importante compito di stimolare le ghiandole sebacee, affinchè queste rendano sempre impermeabile il mantello. Lisciarsi il pelo serve quindi anzitutto per assicurare al gatto l'isolamento migliore possibile, proteggendosi dalle condizioni ambientali sfavorevoli.


Pensate che in estate il gatto tende a leccarsi anche di più che in inverno: cospargersi di saliva è rinfrescante, tanto più se pensiamo che i gatti hanno le ghiandole sudoripare solo tra i cuscinetti delle zampe e quindi sudano relativamente poco. Per abbassare la temperatura corporea la pulizia diventa quindi una necessità fondamentale. Desmond Morris, famoso etologo, sostiene inoltre che dopo che il gatto si è steso al sole, poi sente ancor più l'esigenza di lisciarsi il pelo anche per una questione nutrizionale: la luce solare ha infatti stimolato la produzione di vitamina D, che viene assunta dall'animale direttamente leccandosi la pelliccia.
Non è finita qui: il "grooming" del gatto è fondamentale anche per rimuovere da se stesso tutti gli odori estranei, a cui è sensibilissimo, ripristinando il proprio odore specifico. Ecco perchè non dovreste mai accarezzare il vostro micio quando è impegnato nelle proprie pulizie corporee: andrete a depositare il vostro odore sul suo manto, proprio quando lui stava cercando di eliminare le tracce odorose "estranee"!


Dietro l'abitudine di pulirsi non c'è comunque solo una motivazione di salute e di igiene: lisciarsi il pelo spesso ha anche un significato emotivo e/o sociale. Avete mai notato che, dopo che avete sgridato il vostro gatto per una marachella, lui probabilmente ha iniziato a leccarsi con concentrazione, come se fosse un bisogno impellente? Questo è un tipico caso di "comportamento sostitutivo": significa che l'animale, a disagio per una determinata situazione, decide di impegnarsi in qualcosa di rassicurante e conosciuto come la pulizia del proprio corpo. Peraltro, il "grooming" è un'azione che genera rilassamento e conforto: il gatto agitato o nervoso tenderà a sfogare il suo stress anche tramite una pulizia ripetuta. Ugualmente non è un caso se il gesto usato dai gatti per esprimere fiducia e affetto reciproco sia proprio il "lavarsi a vicenda" ("allogrooming"): non c'è dichiarazione d'amore più diretta e palese tra gatti, segno di un'intimità profonda e di un legame sociale solido.


Lisciarsi il pelo è un vero e proprio rito irrinunciabile per il micio: significa prendersi cura di sè (e dei propri compagni felini) in molteplici modi, garantendosi un'ottimale termoregolazione ma anche proteggendosi da pioggia e freddo, sfogando eventualmente anche le proprie tensioni personali in un gesto tipicamente "antistress". Ecco perchè, qualora un gatto smettesse improvvisamente di lavarsi, dovremmo intenderlo come un campanello d'allarme per la sua salute. Il gatto che trascuri la cura del proprio mantello potrebbe infatti nascondere un malessere generale che va indagato quanto prima. Inoltre non dimentichiamoci di fare attenzione durante il cambio di stagione per i gatti a pelo corto, oppure sempre se abbiamo gatti a pelo medio o lungo: durante la pulizia il micio potrebbe infatti ingerire troppo pelo morto, con la formazione delle temibili "palle di pelo" e incorrere in qualche problema intestinale. 
Infine, avete mai sperimentato quanto rilassante sia il grooming felino? Non mi vergogno nel raccontarvi che, quando ero piccola e mi sdraiavo sul divano insieme ai miei gatti, qualche volta è capitato che questi mi abbiano fatto l'onore di "pulirmi" la testa. Credetemi: è meglio di un massaggio shiatsu!