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mercoledì 4 marzo 2020

"Cat people" di Asako Ushio

Di gattofili è pieno il mondo, lo sono io e anche tanti di voi che mi leggete, ma cosa spinge un'amante dei gatti a diventare una vera e propria gattara (o gattaro)? E chi sono davvero queste persone che dedicano il loro tempo libero e tante delle loro energie al recupero, alla sterilizzazione e alla salvaguardia dei gatti liberi sul territorio? Questa è la domanda a cui l'originale film "Cat People" (traducibile in italiano come "gattari") vuole rispondere. 
La pellicola è un vero e proprio documentario sulla vita dei gattari che si prendono cura di gatti domestici e selvatici, tra il Giappone (nella famosa isola Tashirojima) e i quartieri di Los Angeles, dove lavorano i volontari di Luxe Paws. Nel mostrare le attività quotidiane di cattura, cura e sterilizzazione dei gatti randagi, con lo scopo poi di re-immetterli in salute sul territorio frenando al contempo la sovrappopolazione felina, ci si può immaginare che un "gattaro" sia solo questo: una persona un po' bizzarra, con scarsa vita sociale e famigliare, che preferisce il duro lavoro fatto sul campo (spesso nelle ore notturne), rapportandosi meglio ai felini piuttosto che agli umani. Eppure "Cat People" è un eccellente documentario perchè va ben oltre questo, indagando cosa si nasconde nell'animo umano dei gattari e altrettanto cosa possiamo cogliere nell'animo dei felini di cui si occupano. E le riflessioni che nascono dal nostro rapporto con i gatti (che siano domestici o randagi) sono assolutamente esistenziali e profonde.



Ad esempio: un gattaro è necessariamente una persona che ha voluto/dovuto incanalare il suo mancato istinto genitoriale nella cura dei felini? E davvero si può (o invece non si può proprio) paragonare l'amore per i gatti a quello per i propri figli? Mi è piaciuto tantissimo il modo, delicato, aperto e onesto, di rispondere a questa domanda... perchè non esiste un'unica verità: ciascuno ha la propria e ci possono essere mille sfumature e forme di quel sentimento atavico e potente che è l'amore, ciascuna degna di esistere e co-esistere, senza classifiche. 
E ancora: la sterilizzazione, mostrata in "Cat People" senza alcun filtro edulcorante, è davvero un bene assoluto per i gatti? Il fenomeno del randagismo felino, preoccupante e importante in molte zone del mondo, è contrastabile effettivamente solo con campagne di sterilizzazione a tappeto e senza dubbio questo protegge e tutela la salute delle popolazioni feline... eppure, presa singolarmente, una gatta incinta non suscita forse in ciascuno di noi uno spontaneo sentimento di tenerezza e protezione?
E infine, forse il tema più spinoso e complesso su cui getta luce il documentario: stiamo offrendo davvero la giusta vita ai gatti, rispettosa della loro natura più intima? I mici domestici spesso sono confinati in case e appartamenti che li proteggono certo dai pericoli del mondo, ma sottraggono loro la possibilità di manifestare i loro istinti esplorativi e cacciatori. I gatti randagi, al contrario, si vedono spesso negati cibo sicuro, un tetto sopra la testa e la difesa da pericoli tutti umani (incidenti stradali, ma anche torture e maltrattamenti), ma possono esprimere i loro impulsi felini più vitali. 




Il film, per la regia della nippoamericana Asako Ushio, è disponibile sottotitolato in italiano sulla piattaforma UAM.TV, dedicata ai temi della consapevolezza, del benessere, dell'economia sostenibile, dei diritti dell'uomo e della madre terra... oltre a "Cat People" ci sono un sacco di altri film interessanti, vi consiglio davvero di darci un'occhiata!
"Cat People" è un documentario pieno di sostanza, che suggerisco a tutti coloro che vogliano dare uno sguardo non solo alle vicende dei gattari ma anche porsi qualche domanda su come si è evoluto - nell'ultimo secolo - il nostro rapporto con i gatti. Perchè se è indubbio che tutti noi li amiamo, è allora ancora più importante capire in che modi e maniere quest'amore può concretizzarsi nella nostra e nella loro vita.

venerdì 9 agosto 2019

"Micio e i suoi a-mici" di Antonella Tomassini

Le favole, adatte da sempre a grandi e piccoli, hanno un grande valore: grazie alla loro trama e ai loro personaggi possono farsi portatrici di messaggi importanti e universali. Se poi la favola in questione, unitamente alla sua buona morale, riesce anche a concretizzare un progetto di beneficenza per i gatti abbandonati delle colonie feline di Roma, cosa volere di più?
Il libro è intitolato "Micio e i suoi a-mici", nato dalla fantasia di Antonella Tomassini, arricchito dalle illustrazioni di Alice Cumbo e presentato da Enzo Salvi. Lo scopo primario di questa pubblicazione è fondamentale: aiutare concretamente i gatti dell'Associazione onlus D.I.A.N.A., che si occupa di colonie feline a Roma, ma anche divulgare l'importanza della sterilizzazione per tutti i gatti, randagi e non. 
Certamente una cucciolata di gattini è tra le cose più belle del mondo, ma che succede quando i teneri micetti crescono e nessuno vuole adottarli? O ancora peggio, che succede quando chi li adotta, credendo di sapersene occupare, magari poi non li sterilizza e li lascia liberi di girare sul territorio? Succede che si moltiplicano esponenzialmente le cucciolate randagie, gli incidenti stradali e le morti penose per malattie, intemperie e carenze di cure primarie. 
E Micio, il protagonista della nostra storia, lo sa bene: lui stesso, randagino di colonia, è morto in strada e si ritrova a fare da "angelo custode" ai compagni rimasti sulla Terra.



Il racconto è fantasioso e scanzonato, a tratti divertente e a tratti più riflessivo e commovente. Gli spunti per sviluppare argomenti importanti sono disseminati come bricioline di pane, mentre la favola si sviluppa anche attorno a gatti realmente esistiti, come Isidoro l'amante delle scamorze.
Per toni, personaggi e trama è una storia molto adatta ai più giovani lettori, ma come tutte le favole che si rispettino risulta apprezzabile anche dagli adulti, soprattuto in relazione al tema di fondo: l'importanza della sterilizzazione e del non chiudere gli occhi davanti ai bisogni dei gatti randagi, che in alcune città sono un fenomeno endemico e massiccio. Non lasciamo da soli i volontari che si curano delle colonie feline: le spese sono tante, le emergenze ancora di più... e se volessimo regalare una scatoletta, una piccola offerta o ancora meglio qualche ora del nostro tempo per aiutarli noi stessi, sarebbe un gesto d'amore unico.
"Micio e i suoi a-mici" ha anche una pagina facebook dove potete seguire tutti gli aggiornamenti, mentre su Amazon trovate l'ebook subito scaricabile (ma anche il cartaceo) e i cui proventi andranno, come detto, a sostegno dell'operato dell'Associazione D.I.A.N.A. 
Una bella storia di umanità e gatti!

"L’Amore è una carezza sfuggevole,
che rimarrà sempre
nel cuore di chi la riceve
e di chi la dà."
 
Antonella Tomassini

venerdì 1 dicembre 2017

Regali sotto l'albero? Sì, ma amici di animali e ambiente!

Cari amici: buon dicembre! Con questo mese iniziano a tutti gli effetti - anche sul mio blog - l'attesa e i preparativi per il prossimo Natale, ecco quindi che partiamo subito con un post ad hoc! Già in passato vi ho parlato di regali "buoni per davvero", pensieri che fossero non solo utili concretamente ma che avessero soprattutto una ricaduta positiva verso animali e ambiente. Anche quest'anno propongo quindi qualche ideuzza che potrebbe fare al caso vostro, alle prese con la scelta dei doni per parenti, amici e colleghi, badando a non spendere troppo ma soprattutto... a spendere bene, aiutando le associazioni di volontariato locali, nazionali o le organizzazioni mondiali che si occupano di salvaguardia del pianeta e benessere animale.

Partiamo con un oggetto essenziale, semplice e ben augurale come... un'agenda per il prossimo 2018! Tantissime associazioni la propongono, ma quest'anno vi suggerisco in particolare quella del WWF, creata appositamente con... residui di lavorazione degli scarti di mela! Ci credereste? Bella ed ecologica, utile a voi e al WWF per proseguire il suo grande impegno in tutto il mondo a favore del pianeta vivente. Se vi interessa, vi rimando alla pagina PandaGift, dove tra l'altro potrete trovare mille altre idee per regali solidali, aiutando il World Wildlife Found.

Cambiamo totalmente genere e andiamo sui regali gastronomici. Un classico dei classici, che non mi stancherò mai di comprare per me e di regalare per i miei cari, sono i prodotti della LIPU: lenticchie, pasta e vini biologici, tra l'altro venduti in confezioni natalizie davvero accattivanti. Non perdetevi le lenticchie e gli altri prodotti che LIPU vende - a sostegno delle sue attività - proprio questo weekend (domani e domenica!) nelle principali città italiane... e se ve le perdete, ricordatevi che c'è sempre il fornitissimo Emporio LIPU, con una sezione dedicata anche al Natale, oppure le sedi LIPU sul territorio.



Un regalo perfetto per amanti dell'abbigliamento, nonchè per "gattofili DOC", è quello proposto da OIPA sul suo shop online: una maglietta (disponibile rossa e nera, modello donna o uomo) con una frase davvero speciale sui nostri amati piccoli felini domestici! Sullo shop online di OIPA troverete molto altro, oltre all'abbigliamento... motivo in più per darci un'occhiata, che ne dite?


Un altro "classico dei classici" è il calendario 2018, sempre ben augurale e soprattutto un oggetto utile, da poter usare in casa come al lavoro. Ben sapendo che quasi tutte le associazioni locali (compresa la mia "A Coda Alta") hanno il loro calendario da proporre ai loro concittadini, quest'anno vi segnalo però il calendario del Centro Fauna Selvatica "Il Pettirosso", centro di recupero che sta diventando sempre più famoso in Italia per l'abnegazione dei suoi volontari, che stanno dedicando davvero l'intera esistenza al salvataggio e recupero degli animali selvatici. Credo si meritino tutta l'attenzione e il supporto possibile, perchè persone che nel cuore della notte lasciano la loro casa per accorrere ad una segnalazione di un capriolo incidentato, o di una volpe ferita, sono Persone con la "P" maiuscola. Il calendario si vende nella zona di Modena, ma è pronto per arrivare a casa vostra in tutta Italia tramite spedizione. QUI tutte le informazioni.


Il bellissimo calendario de "Il Pettirosso"

Un'idea morbida e calda, simpatica e accattivante anche per i bambini, sono le nuovissime "Mascottine" di ENPA: due cuscini artistici, a forma di cane e gatto, dipinti dall'artista Luciana Tonetto. I cuscini sono a grandezza naturale di cagnolino e micetto, sono bellissimi, made in Italy e soprattutto hanno un grande valore: adottare una "mascottina" significa aiutare ENPA ad accogliere, salvare e nutrire le migliaia di animali di cui si prende cura in tutta Italia. Che ne dite, non è una bellissima alternativa rispetto a un peluche acquistato in un negozio di giocattoli o al supermercato? Tutte le info nel link sopra riportato!


Se siete invece alla ricerca di un regalo originale per ragazzi già più grandi e consapevoli, meno attaccati al valore materiale di un oggetto, l'idea giusta potrebbe essere un'adozione a distanza di un animale abbandonato, che sia un cane, un gatto, un cavallo o un animale selvatico. Già il WWF propone da sempre l'adozione con bellissimi peluche di specie in pericolo, ma se invece volete sottolineare l'importanza del gesto a sé stante, dando l'occasione di svincolarsi da un "oggetto" per sottolineare invece il valore ben più concreto delle vite degli animali in difficoltà, LAV propone tutta una varietà di adozioni a distanza, per grandi e piccoli (c'è la speciale "Adozione Junior" per chi ha meno di 18 anni). Forse oggi è una sfida, per Natale, regalare qualcosa di "simbolico" come un'adozione a distanza (tramite la quale si ricevono comunque un certificato d'adozione e regolari aggiornamenti e foto dell'animale), ma potrebbe essere una bella sfida educativa, oltre che a sostegno delle associazioni che la propongono.




Infine, cerchiamo qualche buona lettura per appassionati e voraci lettori! Sto per riciclare un consiglio dello scorso anno, ma ne vale davvero la pena, anche perchè il loro progetto è "in crescere" e più persone acquisteranno il libro, più loro saranno in grado di aiutare sempre più ricci in difficoltà! Di chi sto parlando? Del Centro di Recupero "La Ninna" e del toccante romanzo "25 grammi di felicità" di Massimo Vacchetta e Antonella Tomaselli. Potete scegliere il formato che preferite: con copertina rigida, formato economico e perfino in ebook, acquistabile in libreria o sui principali siti online. Inoltre avverto chi lo avesse già letto (e amato!) che nei prossimi mesi uscirà un secondo romanzo, sempre sui ricci salvati dal dott. Massimo Vacchetta e dalla sua squadra... non perdiamo l'occasione di fare conoscere questo libro ancora a tante persone, Natale è l'occasione giusta!



Che altro dirvi? Come vedete ce n'è per tutti i gusti, per tutte le età, ma soprattutto c'è sempre tanto bisogno di contribuire con un piccolo gesto al benessere, alla salvaguardia e alle emergenze che affliggono animali e ambiente sul nostro territorio locale e nel nostro intero pianeta. Comunque scegliate, gli auguri e i regali di Natale varranno doppio per voi e per i vostri cari, se avrete nel frattempo aiutato chi ha bisogno di tutela, di rispetto, di cure e di protezione! Voi che regali metterete sotto l'albero?

lunedì 22 dicembre 2014

I miei migliori auguri di buone feste e... grazie a tutti!

Cari amici, nel farvi i miei migliori auguri affinchè le prossime festività portino a voi e alle vostre famiglie momenti felici e rilassati, divertimento e soprattutto buone prospettive per il nuovo anno, oggi voglio anche condividere con voi questo meraviglioso video! E' stato realizzato da Silvia G., mia omonima nonchè socia attiva di "A Coda Alta", la nostra associazione ferrarese che dal 2013 gestisce il Gattile Comunale. Ormai mancano pochi giorni alla fine del 2014, un altro anno è volato e tante, tantissime sono state le occasioni da ricordare per "A Coda Alta": tutte le iniziative realizzate e a cui la cittadinanza ha partecipato con grande entusiasmo, i banchetti e i mercatini di beneficenza, ma soprattutto, uno per uno, i mici e micetti di cui ci siamo presi cura. Che fossero micini orfani ancora da svezzare, o micioni anziani abbandonati proprio nel loro momento di maggior debolezza per tutti abbiamo cercato una nuova famiglia e soprattutto a tutti abbiamo dato l'amore che meritavano. Alcuni di loro purtroppo non ci sono più, altri hanno invece ricominciato a vivere in una nuova famiglia, tanti ancora aspettano nel nostro Gattile, del quale vi facciamo vedere qualche scatto...  un video per ricordarci di quanto straordinario sia un anno passato a prenderci cura degli animali, che nulla ci chiedono salvo di amarli, rispettarli e accoglierli nella nostra vita.



Per questo 2014 è tutto... ed è tutto anche per Rumore di Fusa: perdonatemi se nelle ultime settimane sono stata meno assidua sui vostri blog e anche il mio è stato un pò trascurato, gli impegni di lavoro si sono intensificati e il mio tempo libero è calato drasticamente. Vi saluto con affetto e auguro a voi e ai vostri pelosi davvero il meglio. Vi aspetto qui il 1 gennaio 2015 per iniziare insieme un nuovo anno!
Auguri di cuore a tutti, tutti voi!

martedì 23 luglio 2013

A cosa serve un gattile? (L'importanza dei rifugi per animali abbandonati)

Questa domanda a molti sembrerà una provocazione... eppure è una domanda che altrettante persone si pongono, e in buona fede: forse per superficialità e un pizzico di ignoranza, ma proprio non riescono a cogliere la necessità di una struttura come il gattile, che viene vista come inutile attività, spreco di tempo, di risorse umane e soprattutto di soldi. Ebbene, dal momento che una delle prime armi per combattere il pregiudizio è l'informazione, ecco un post che vuole rispondere in modo accurato (e il meno polemico possibile) alla domanda.


Che cos'è un gattile?
Un gattile è una struttura chiusa dotata di più stanze, tra cui un'infermeria e una cucina, solitamente provvista anche di uno o più giardini recintati dove i gatti possono circolare liberamente, ma non uscire e scappare. Il gattile ospita gatti abbandonati e randagi con accertate abitudini domestiche; mici ceduti dai proprietari (per morte, malattia, problemi personali di vario tipo); gatti smarriti in attesa di ritrovare il proprietario; mici incidentati o gravemente malati, dei quali non è possibile risalire al proprietario. Le funzioni principali di un gattile sono la cura e il ricovero temporanei di tutti questi gatti, fino ad una loro adozione, che si auspica sia più la veloce possibile e resta l'obiettivo primario

Il gattile di Ferrara - gestione di "A Coda Alta"
Al Gattile Comunale di Ferrara, ad esempio, in un anno transitano circa 300 gatti: la maggior parte di questi trova famiglia solo grazie alle adozioni promosse dagli operatori del gattile, la cui struttura riesce a ospitarne indicativamente solo 80 (quindi ben più del triplo dei gatti “passati” per il gattile, trova casa!). Un gattile, in sintesi, non è una prigione per gatti, nè un luogo dove vengono portati indiscriminatamente tutti i gatti "liberi": non si pensi che esista un servizio accalappia-gatti che non vede l'ora di catturare ogni gatto libero sul territorio per "imprigionarlo" in gattile! Solo i mici abbandonati, smarriti o randagi vengono ospitati nella struttura e si tratta di un ricovero temporaneo, che spesso salva loro la vita.


Uno dei cortili interni del gattile di Ferrara
Che differenza c’è tra il gattile, la colonia e l’oasi felina?
Il gattile, come già detto, è una struttura che ospita temporaneamente gatti randagi con accertate abitudini domestiche o privi di padrone: questi mici sono tenuti all’interno di stanze, spesso comunicanti con giardini esterni dotati di recinti e reti, dai quali gli animali non possono uscire. La colonia felina invece è composta da un gruppo più o meno consistente di gatti liberi sul territorio, tutti concentrati in un solito posto, dove generalmente una “gattara” porta con regolare frequenza cibo e acqua. La colonia felina di solito si forma in modo spontaneo e viene dotata di casette per riparare gli animali dalla pioggia. Per approfondire, si veda anche la legge regionale n. 27del 2000. L’oasi felina è una struttura come un gattile, dal quale però è possibile per i gatti entrare e uscire liberamente. Le oasi feline sono ambienti ideali se e solo se collocate in una zona lontana dal traffico e dai predatori naturali dei gatti: ecco perché oggi come oggi è difficile trovare le condizioni giuste per un’oasi felina.

Rita, una dei mici fiv+ del gattile di Ferrara

Come faccio a riconoscere un gatto di proprietà libero sul territorio da un gatto randagio bisognoso di aiuto?
Prima di tutto vanno osservate le condizioni del gatto: se sembra complessivamente in buona salute (pelo lucido, assenza di ferite visibili, occhi e orecchie sani senza parassiti o infezioni), anche se magari è magro, non necessariamente si tratta di un gatto randagio. In tale caso si può aspettare qualche giorno, osservando se il micio continua ad aggirarsi da solo, smarrito e affamato (probabile abbandono) oppure se sembra a suo agio (probabile gatto di proprietà “in libera uscita”). Un gatto che invece riporti ferite, evidente stato di denutrizione, eventuali infezioni o zoppie, miagoli in modo insistente e disperato, è probabile che sia un gatto randagio o abbandonato, o eventualmente un gatto di proprietà smarrito che non riesce a ritrovare la strada di casa. In tale caso, piuttosto che lasciarlo in strada, il gatto va soccorso il prima possibile e portato in gattile. Il gattile, tra le altre cose, raccoglie gli annunci di gatti smarriti e li diffonde sui canali web: è buona regola consultare sempre questi avvisi, capita spesso che i proprietari ritrovino il loro micio smarrito tramite questi canali.

Due miciotti un pò diffidenti del gattile di Ferrara
Perché i gatti randagi o smarriti vanno portati in gattile? Non se la cavano da soli?
Il gattile ha un’importanza fondamentale per salvare la vita agli innumerevoli gatti che vengono abbandonati o smarriti sul territorio: diversamente da quanto si può pensare, un gatto non ha sette vite, né è un animale in grado di “cavarsela da solo”. Un gatto abbandonato (che sia ferito o meno) ha scarse possibilità di sopravvivenza senza l’aiuto umano: rischia continuamente di essere investito dai veicoli creando pericolo anche per le persone in transito, ha difficoltà a reperire cibo e acqua, nonché un riparo dalle intemperie, rischia di essere ferito da altri animali, contraendo anche malattie mortali. I gatti randagi che girano per strada, a cui spesso erroneamente si fa poca attenzione, certamente non se la passano bene: spesso sono in stato di denutrizione, non è insolito che abbiano in corso malattie più o meno gravi e rischiano ogni giorno di restare feriti o uccisi. Il gattile, accogliendo e curando questi gatti in difficoltà, non solo li salva, ma dà loro la possibilità di essere adottati e di ricominciare una “vera” vita. Quanti adotterebbero un gatto randagio che gira per strada con aria selvatica, malridotta e sofferente? Magari è lo stesso gatto che, se rimesso in sesto e curato in gattile, verrebbe adottato senza problemi dopo qualche mese.

Graffio, accoccolata nel giardino esterno della sua stanza, al gattile.
 Oltre ad accogliere e salvare i gatti randagi, quali altre funzioni svolge il gattile?
Una delle funzioni più importanti è il tamponare il problema del randagismo, accogliendo un certo numero di gatti abbandonati ma anche operando le necessarie sterilizzazioni su questi e sui gatti di colonia (che vengono poi re-immessi nell’ambiente originario). Si tratta non solo di una questione di igiene ambientale, ma anche di responsabilità e rispetto per gli animali. Esistono leggi e regolamenti che impongono l’obbligo della sterilizzazione dei randagi, unico strumento efficace per contrastare non solo il randagismo, ma anche il deplorevole fenomeno dell’abbandono.
Il gattile naturalmente promuove le adozioni responsabili di tutti i gatti che ospita: questo è, come già detto, lo scopo prioritario della struttura. Le adozioni di questi gatti sono assolutamente gratuite e questo contribuisce a diffondere anche la cultura del rispetto dell’animale come soggetto di cui prendersi cura in modo gratuito, piuttosto che come oggetto avente valore commerciale.

Tiramisù, aspetta adozione al gattile di Ferrara
Naturalmente il maggior beneficio delle adozioni viene tratto dal gatto, che è un animale domestico e per questo non in grado di vivere dignitosamente senza una propria casa e persone che si prendano cura di lui. Il micio adottato in gattile spesso sa ricambiare le cure con un affetto straordinario e una consapevolezza sorprendente di essere stato tratto “in salvo” da una situazione difficile.
Il gattile, infine, offre occasioni alla cittadinanza di svolgere volontariato a contatto con gli animali, attività educativa per eccellenza, capace di trasmettere l’inesauribile meraviglia del rapporto con un animale sensibile, intelligente e comunicativo come il gatto.

domenica 30 giugno 2013

"La sedia di Lulù" di Marina Casciani e Alessandra Santandrea

Ci sono storie che colpiscono dritte al cuore perché sono positive, piene di vita, ricche di emozioni e pregne di valore... soprattutto  perché sono vere. Così autentiche che faresti fatica ad immaginarne di migliori, così speciali da essere qualcosa di prezioso e unico, d’ispirazione per tante altre persone. Quella di Alessandra e di Lulù, e di tutte le persone che fanno parte della loro vita, come Marina, Mauro e Daniela, è proprio una di queste storie.
Più di dieci anni fa, l’11 settembre 2002, Alessandra ha un incidente stradale in seguito al quale perde l’uso delle gambe: deve reinventarsi tutta la sua vita, da seduta in carrozzina. La forza di volontà e soprattutto la voglia di trovare il lato positivo non le mancano: fin da subito reagisce bene e si impegna nella riabilitazione. Tuttavia abituarsi a vivere “da seduta” è difficile, soprattutto perché il mondo non è a misura di disabile: le barriere grandi e piccole si trovano ovunque, nell’ambiente come negli sguardi delle persone. Allora, come rinascere a nuova vita dopo il dramma?


Ed ecco irrompere nella vita di Alessandra e di suo marito Mauro una piccola rivoluzione, nera, pelosa e adorabile: Lulù, cucciola di labrador incrociata con un pastore tedesco. E da qui, giorno per giorno, mentre si cementa il rapporto speciale con la cagnolina, nasce una nuova Alessandra: “Lulù più di chiunque altro cominciò a conoscere i miei segreti, le mie giornate buie, i miei pianti e i miei sorrisi. (…) Fu l’inizio di un legame intimo ed esclusivo. (…) Io avevo fatto enormi progressi, mi sentivo più padrona di me e anche la capacità di prendermi cura di Lulù lo confermava agli occhi di tutti. Mi resi conto che, in qualche modo, quel cane stava diventando lo specchio di alcune mie capacità  che avevo creduto perse. La guardavo e ne ero fiera. Ci stavamo prendendo cura di noi. Vicendevolmente. Ma non potevo ancora rendermi conto di dove mi avrebbe portata, quanto veramente sarebbe stata in grado di fare per me” (La sedia di Lulù, pp.57-59).

Sandra e Lulù
Ed infatti, cogliendo l’occasione di “educare” maggiormente Lulù, Alessandra conosce Daniela Scanelli, istruttrice cinofila del centro Green Paradise. La grande sensibilità ed intelligenza di Lulù suggeriscono a Daniela che la cagnona può diventare un utile “cane da supporto”, aiutando Alessandra a ridurre il suo handicap nelle attività quotidiane: riportarle oggetti caduti, aprire e chiudere le porte, chiamare i famigliari in caso di difficoltà, portarle il cellulare quando suona (e riporlo in un cassetto terminata la chiamata!), addirittura aiutare a caricare la lavatrice e stendere.
La bravura di Lulù e la sintonia con Alessandra sono tali da condurre la coppia a vere e proprie gare di “obedience”, disciplina sportiva che punta sull’affiatamento cane-uomo e sulla capacità del primo di rispondere in modo rigoroso a richieste e ordini del secondo. Alessandra, insieme a Lulù, è oggi la prima ragazza disabile in Italia a svoligere gare di obedience a livello agonistico in classe II.

Un momento della presentazione del libro: Marina, Alessandra e Lulù
Lulù “regala” ad Alessandra non solo supporto pratico, ma anche amore, dedizione e fedeltà allo stato puro: Lulù comprende in modo imperscrutabile i limiti di Alessandra e se ne fa carico, amandola con tutta se stessa. La vita di Alessandra è rinata anche grazie a Lulù, con la quale ha scoperto di nuovo la possibilità di mettersi alla prova, appassionandosi e impegnandosi per raggiungere insieme un obiettivo comune… ma non è tutto. Alessandra viene in contatto con Marina Casciani di ChiaraMilla, associazione di promozione sociale sportivo diletantistica, che si occupa di Pet Therapy.  Marina chiede ad Alessandra di scrivere la sua storia in un libro, credendo che possa essere d’esempio per tante altre persone e pensando anche ad un progetto concreto: i fondi del ricavato del libro dovranno servire a rendere “a misura di disabile” la struttura di ChiaraMilla, oltre che per addestrare altri cani da supporto per disabili.
E continua così la meravigliosa avventura di Alessandra e Lulù, che grazie al libro cominciano a girare per scuole, città, eventi, incontri, addirittura studi televisivi Rai. Ho incontrato Alessandra, Marina e Lulù proprio venerdì scorso in una serata di presentazione del libro… inutile dire che sono rimasta senza fiato nel conoscerle, il cuore gonfio di commozione e gratitudine, un incontro che continua ad emozionarmi ed ispirarmi leggendo le pagine del loro libro “La sedia di Lulù”.


Alla presentazione del libro ho anche assistito di persona a una “dimostrazione” del legame straordinario che ha Alessandra con Lulù: al di là dei sorrisi spontanei che nascono vedendo questa cagnolona svolgere esercizi complessi (talvolta buffi, come aiutare Alessandra a stendere i panni!), passa un dirompente amore che è impossibile non cogliere… un sentimento capace di rivoluzionare davvero la vita.
Vorrei chiudere questo post con alcune frasi tratte dal libro, invitandovi però ad andare sulla pagina facebook di “La sedia di Lulù” e quella dell’associazioneChiaraMilla e cliccare un bel “mi piace”. Se voleste acquistare il libro, che è un concentrato di emozioni, forza di vivere e amore allo stato puro tra uomo e cane, potete andare sul sito: http://www.itacaedizioni.it/catalogo/la-sedia-di-lulu-2013/

“I cani hanno il potere di dimostrare con assoluta e ingenua purezza tutto ciò che sentono senza alcun condizionamento. (…) Lei non ti parlava di amore, era amore e basta, non ti parlava di felicità, era felicità e basta. (…) A volte si dice che i cani, al contrario degli umani, non vedono la differenza tra le persone; io invece vi dico che non è questo il miracolo di quelle menti straordinarie. Ciò che è soprendente, invece, è il fatto che i cani la vedono perfettamente e miracolosamente la comprendono senza spiegazione né giudizio, ecco ciò che più li distingue dall’essere umano” (La sedia di Lulù, pp. 46-61).

domenica 16 giugno 2013

Quattro anni "A Coda Alta"... fino al gattile!

Le mie colleghe di "A Coda Alta" lo sanno: io sono fissata con il "compleanno" della nostra associazione, che ricorre proprio oggi per il quarto anno. Trovo importante festeggiare ogni anno di "vita" della nostra associazione, perchè in fondo non è un organismo impersonale, ma è fatta di persone... grazie alle quali "A Coda Alta" è cresciuta sempre più, in termini di impegno, credibilità e risultati seri... fino a vedersi attribuire per un anno (tramite regolare concorso pubblico) la vera e propria gestione del Gattile Comunale di Ferrara. Era un sogno che accarezzavamo da tempo, speravamo davvero di poter fare quest'esperienza... che è per noi sia una grande soddisfazione, ma anche un bell'impegno e una notevole responsabilità.

Asia, ospite del gattile
Ottavio, in gattile sta aspettando adozione
Dal 2009, quando "A Coda Alta" è stata fondata da un gruppo di volontari del Gattile, di strada ne abbiamo fatta... e io spero che sia ancora lunga e costellata da tanti buoni risultati, come quelli ottenuti finora.


Barone, fiv+, di una dolcezza unica
Una micia delle sorelle "Cattivik", un pochino timida...

La gestione del Gattile Comunale di Ferrara affidata ad "A Coda Alta" è partita il 1 giugno 2013... vi invito ad andare a visitare la pagina FB apposita (unitevi agli amici!!)!

giovedì 24 gennaio 2013

Da Bellante con amore

Lo scorso anno vi avevo già parlato dei loro musetti e sguardi fiduciosi, delle loro code pronte ad agitarsi al primo gesto affettuoso, ma soprattutto dei loro cuori pieni d'amore. Ve li avevo raccontati qui, quando partecipai (vincendolo!) ad un contest organizzato dal blog delle volontarie che si occupano di loro a Bellante, una sezione locale della Lega Nazionale per la Difesa del Cane. Anche quest'anno la fortuna è stata dalla mia parte e ho vinto un altro contest, organizzato da Serena di Verdepomodoro, che mi ha regalato il loro Calendario 2013! E l'occasione vuole che io torni a raccontarvi di quanto sia bello vedere tanti musetti adottati, anche in segno di speranza per quelli che adesso aspettano una famiglia.

Ecco il bellissimo calendario, già appeso in casa mia!
Il calendario raccoglie tante foto di cagnoloni dolcissimi... e scalda il cuore sapere che ognuno di loro è già stato adottato e adesso sta vivendo in una casa, amato, coccolato e curato come ogni cane si meriterebbe! Il retro del calendario racconta la storia di questa sezione abruzzese della Lega del Cane, ve lo riporto qui perchè è una storia toccante nella sua semplicità e meraviglia quotidiana: "La delegazione della Lega per la difesa del Cane di Bellante ha iniziato il suo percorso circa tre anni fa. Tante cose sono cambiate dal giorno in cui trovammo i primi 9 cuccioli sotto ad un capannone abbandonato. Era inverno e noi eravamo solo due, senza alcuna esperienza se non un grande amore per gli animali. Amore che accompagna la nostra vita e che ci fa andare avanti anche quando i cuccioli abbandonati sono diventati più di cento.


Ma siamo riuscite a farli adottare tutti e questo è il nostro orgoglio e ci ha fatto capire che tanta gente ama gli animali e vuole aiutarli. I gatti ed i cani abbanonati non finiscono mai, perchè di irresponsabili che considerano l'animale un giocattolo da gettare via al primo problema, ce ne sono tanti. Ma noi volontarie (ora siamo tre) andiamo avanti perchè i cani devono mangiare con la neve come con il sole e non è possibile rimandare a domani.


Qualche numero: dal 2009 i cani adottati sono circa 100, le sterilizzazioni più di 50 fra cani e gatti. Ovviamente ci sono anche i farmaci con le relative terapie, i mangimi, le spese veterinarie, il pagamento dell'affitto per un luogo dove far vivere i cani in attesa di adozione e quindi tanti soldi e tanto tempo. Le nostre fatiche vengono ripagate dall'affetto che i cani ci dimostrano costantemente, ma per continuare ad aiutarli abbiamo bisogno anche del Vostro aiuto ed è per questo che abbiamo realizzato il calendario 2013, per farvi conoscere alcuni dei nostri amici felicemente adottati ed avere così la consapevolezza di quello che ogni giorno facciamo".


Questa sezione di Bellante della Lega Nazionale per la Difesa del Cane è coetanea di "A Coda Alta" e trovo davvero ammirevole che in tre anni e solo in tre persone abbiano raggiunto questi ottimi risultati! Chiudo il post facendo un appello a tutti voi: anzitutto unitevi al blog delle volontarie "Farsi adottare da un cane e vivere felice", in modo da essere sempre al corrente delle loro iniziative... ed inoltre, scoprite qui cosa fare per aiutare le volontarie: una mano in più significa vita per i cani abbandonati. Grazie mille Serena per il calendario, ma soprattutto per quello che fate voi volontarie per queste meraviglie con la coda!