sabato 29 marzo 2014

Una stagione: la primavera (2014 - 1)

Quest'anno è arrivata "ufficiosamente" già da fine febbraio, ma ora che è ufficialmente qui, in questo primo weekend.. festeggiamo la primavera tuffandoci in un mare di margherite!








Sole e cielo azzurro, aria tiepida, tappeti floreali, le prime verdissime chiome degli alberi appena spuntate, gatti e margherite... cosa volere di più? Buon weekend a tutti!

martedì 25 marzo 2014

La storia di Piero e Annamaria: dopo le sofferenze, finalmente la felicità

E' un pò che non vi racconto una storia vera a lieto fine! Oggi allora ho il piacere di raccontarvi di Piero, questo bel micio rosso che purtroppo ha patito tanto, prima di trovare la felicità. All'epoca della vicenda Piero ha poco più di dieci anni, vissuti sempre da gatto di strada. Ma un giorno accade il dramma: viene investito da una mietitrebbia e portato al gattile di Ferrara dai soccorritori. I veterinari riscontrano gravi ferite da taglio e fratture; viene operato e la prognosi di cura è molto lunga, solo il tempo potrà dire se e quanto Piero si riprenderà.
Il povero Piero è depresso e apatico, il suo sguardo sempre rivolto al muro, sembra preferisca morire piuttosto che combattere per tornare alla vita… ma in realtà è solo un’estrema timidezza, che lo porta a non reagire neppure al dolore. I volontari gli dedicano ogni giorno coccole e attenzioni, ma lui resta sempre acciambellato su se stesso.


A distanza di un mese, Piero zoppica in modo grave e, se nessuno lo adotta, da regolamento andrebbe re-immesso nella sua colonia. Le volontarie di "A Coda Alta" allora decidono di fare un appello disperato per la sua adozione: dopo tanta sofferenza, il suo destino non può essere ancora la strada!
A distanza di pochi giorni, veniamo contattate da Morena… che vuole venire a conoscere proprio Piero! Ci spiega che purtroppo si sta spegnendo la sua gatta Diamante, una micia anziana che soffre di insufficienza renale. L'idea è che Piero potrebbe entrare a far parte della sua famiglia, una volta che Diamante fosse andata sul ponte dell'arcobaleno.
 

L'anziana micia si spegnerà il 30 Dicembre e Annamaria, la mamma di Morena, decide il giorno stesso di portare a casa Piero, a tre mesi esatti dal suo brutto incidente. Quest'adozione, che noi volontari chiamiamo "del cuore" perchè rivolta a un micio in particolare difficoltà, è una delle scelte più belle che le persone decidano di fare! Di solito i mici "da adozione del cuore" sono animali che hanno vissuto esperienze fortemente traumatiche, delle quali possono portarsi i segni in modo duraturo: non adottarli significa condannarli a una lenta morte nell'indifferenza e nella paura. Oggi Piero, anche se zoppica sempre, ha finalmente scoperto cosa vuol dire essere amato: fa le fusa e prende volentieri le coccole. La sua nuova vita, dopo tanto patire, finalmente è cominciata!


Recentemente "A Coda Alta" ha assegnato ad Annamaria un riconoscimento per l'adozione del cuore di Piero, "per aver saputo guardare con gli occhi del cuore e per aver colto la luce di un micio speciale, che pochi sanno riconoscere, aldilà del suo aspetto fisico e del suo stato di salute".

sabato 22 marzo 2014

La storia dell'acqua in bottiglia

Oggi ricorre la Giornata Mondiale dell'Acqua, ricorrenza fissata dalle Nazioni Unite fin dal 1992 per stimolare tutta la popolazione del mondo ad un uso più consapevole della più preziosa (e limitata!) risorsa del nostro pianeta. In particolare, quest'anno l'accento è posto sul forte legame tra acqua ed energia: la risorsa idrica è fondamentale in ogni processo produttivo, nonchè nel generare energia. Da parte mia, vi propongo questo interessante video, "La storia dell'acqua in bottiglia", dove vediamo per l'ennesima volta quanti danni possano fare il consumismo e la perenne ricerca del guadagno economico, anche ai danni di persone e ambiente:


Certo, questo video è riferito soprattutto agli Stati Uniti, ma le cose non sono molto diverse nel nostro paese: il concetto è lo stesso! Inoltre, vi invito a rileggervi i miei post su cos'è l'acqua virtuale e come possiamo capire quanta acqua davvero consumiamo con il nostro stile di vita, grazie al calcolo dell'impronta idrica. Buona giornata dell'acqua a tutti, perchè il nostro oro blu non venga sprecato e anzi possa essere disponibile per ciascuno, soprattutto pensando al dramma di chi ancora si vede negato il diritto vitale di avere l'accesso all'acqua potabile.

venerdì 14 marzo 2014

"L'uomo che piantava gli alberi" di Jean Giono

Il post di oggi è un piccolo regalo per tutti coloro che ancora non hanno avuto la fortuna di conoscere il meraviglioso racconto "L'uomo che piantava gli alberi" dello scrittore francese Giono Jean. La storia è toccante: il solitario pastore Elzèard Bouffier, contando semplicemente sulle proprie forze, un'incrollabile convinzione e un impegno quotidiano, dedica l'intera vita a piantare alberi in una regione arida vicino alle Alpi della Provenza. Elzèard parla poco ma lavora sodo; sembra vivere in uno stato di pacificazione e di serenità personale che riescono a garantirgli una determinazione ammirevole nel portare avanti la sua "missione", senza curarsi delle difficoltà presenti o degli eventuali fallimenti futuri. Ed è così che l'arida zona si trasforma, seme dopo seme, anno dopo anno, in una verdeggiante vallata dove la vita - anche umana - si manifesta con gioia e spontaneità. 


Credetemi: le mie parole non bastano per descrivervi quanto bene possa fare leggere questo meraviglioso racconto, facendone proprio lo spirito. Si tratta di una storia talmente bella, sapientemente narrata e poetica, che si spera con tutto il cuore possa essere accaduta realmente. In verità è frutto della fantasia dell'autore, una storia davvero esemplare sul rapporto uomo-natura ma anche sul rapporto di ciascuno di noi verso il resto dell'umanità: il nostro prossimo più immediato, così come le generazioni che verranno. Il libro, edito in Italia da Salani, è lungo circa 50 pagine, le quali racchiudono più e più spunti per preziose riflessioni sul nostro ruolo nel mondo e nella nostra epoca, sull'importanza di essere "gocce nell'oceano" e su quali principi dovrebbero ispirare la nostra vita. Il racconto di Jean Giono è stato poi d'ispirazione per questo cortometraggio del 1987, diretto da Fredric Back, che ha vinto meritevolmente l'Oscar nel 1988.


E io lo propongo a voi, consigliandovi davvero di cuore di prendervi una mezz'ora del vostro tempo per assaporarne la poesia e il messaggio che tutti noi dovremmo fare nostro: "gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altri campi oltre la distruzione". Buona visione, in questo ultimo weekend d'inverno!

mercoledì 12 marzo 2014

"L'educazione felina" di Bertrand Visage

Scovato sulle bancarelle, questo "romanzo di formazione felina" racconta di come il micino Nelson Olalla impara, giorno dopo giorno ed esperienza dopo esperienza, a diventare un fiero gatto di strada, capace di rubare coccole alle gattare di paese, come di trascorrere impenitenti notti selvagge al chiaro di luna. E' un libro in cui la libertà del gatto randagio si respira in tutte le sue sfaccettature, buone e cattive: dalla fame terribile che morde allo stomaco, all'ebrezza favolosa della caccia alle rondini... e con Nelson, impariamo ad essere gatti adulti, sornioni e saggi.


Nella sua prefazione, il compianto Giorgio Celli coglie in pieno il merito principale di questo libro: Nelson Olalla, così come tutti gli animali che partecipano alla sua storia, è ben poco "umanizzato". Lea, la gatta randagia che ha partorito Nelson e i suoi fratelli in una condizione di estremo pericolo, mostra tutta la ferocia necessaria all'animale che vuole sopravvivere, a tutti i costi. E gli uomini, che spesso restano solo sullo sfondo delle vicende, non ci fanno una figura più caritatevole: tante volte sono percepiti come lunatiche creature capaci di fare il bello e il cattivo tempo, con gravi conseguenze per tutti gli altri animali. Tuttavia "L'educazione felina", che è stato ripubblicato anche sotto il titolo di "La storia di Nelson Olalla" sempre da Franco Muzzio Editore, non è un libro triste o sofferto... semplicemente molto realistico.


A sorpresa, i capitoli che più mi hanno colpita sono quelli dedicati alla rondine Edith, che deve farsi forza e spiccare il volo dal suo nido... per poi lanciarsi nell'impresa della vita di ogni rondine: migrare, con l'arrivo dell'inverno, dall'Europa all'Africa. La delicatezza e la veridicità con cui Visage racconta di Edith, delle sue pene e del suo coraggio durante quel lungo e disperato viaggio, mi è davvero rimasta nel cuore... e mi ha fatto sognare, per la durata di qualche pagina, di essere veloce, leggera e determinata come una piccola rondine.