giovedì 26 gennaio 2012

Una stagione: l'inverno (2012-2)

Intrecci.
Un sole affonda nella foschia

Gelo sui rami del vecchio fico

Trame nere
Cieli.

Scie nel cielo

Un cielo di carta da zucchero

Luci di paese in lontananza

 Nuvole al vespro
Suggestioni.
Un sole spettrale

Al chiaro di luna

domenica 22 gennaio 2012

La Torta Paciocca, l'originale!

Ebbene sì: l'ho fatta davvero!
Correva lo scorso novembre, quando una mia cara amica (Anna, grazie!) mi suggeriva di inventare la “Vera Torta Paciocca”. Ci ho pensato su in questi mesi, sapevo bene le caratteristiche che avrebbe dovuto avere una torta ispirata alla mia micia: doveva essere anzitutto rotonda, morbida e soffice come lei, possibilmente bianca e nera, dolce il giusto ma con un pizzico di originalità. E doveva profumare di buono, proprio come lei. Insomma, non un dolce qualsiasi. E, un po’ per assonanza con il suo nome, un po’ perché adoro questi due ingredienti, sapevo che dovevano esserci sia cioccolata, sia cocco. Fin qui, tutto chiaro, solo che la mia testa non era riuscita a mettere insieme tutto questo in modo produttivo. Finché… finché l’altra sera, l’illuminazione: sapevo ESATTAMENTE come doveva essere la ricetta della mia Torta Paciocca. Ed eccola a voi!

Vi presento l'originale Torta Paciocca!

Anzitutto, per un impasto soffice e morbido, ecco gli ingredienti (somiglia a un maxi-muffin, ma la forma è rigorosamente classica e rotonda, semplice come le cose migliori):
  • 150 g di farina;
  • 110 g di fecola;
  • 60 g di cocco rapè;
  • 160 g di zucchero;
  • 1 bustina di lievito;
  • 220 ml di latte;
  • 90 ml di olio di semi;
  • 1 bicchierino da liquore di liquore al cocco;
  • 2 uova;
  • Qualche biscotto secco;
  • 2 Bounty (114 g in totale).
 Ingredienti per la copertura, ovviamente bianca e nera:
  • 250 g di cioccolata fondente;
  • Coccò rapè.
Ecco come si presenta prima della copertura!
Procedimento: in una ciotola riunite gli ingredienti solidi, ovvero farina, fecola, lievito e zucchero setacciati insieme, infine il cocco rapè. In un dosatore a parte, riunire gli ingredienti liquidi: latte, olio, liquore al cocco, uova, mescolarli con la frusta. Imburrare e infarinare una tortiera a cerchio apribile di 24 cm di diametro, porre sul fondo qualche biscotto secco ridotto in briciole. A questo punto mescolare ingredienti solidi e liquidi: vi verrà un impasto piuttosto fluido (ma non proprio liquido), che verserete nella tortiera. Ed ora la parte migliore: spezzate i Bounty in tocchetti, senza sbriciolarli troppo (con 2 Bounty io ho fatto circa 24 tocchetti in totale), e metteteli sull’impasto. Affonderanno nell’impasto solo un po’ e il resto lo farà la cottura! Infornate in forno preriscaldato per 40-45 minuti a 180° C. 

Il dettaglio dei pezzetti di Bounty
Una volta sfornata, fate raffreddare la torta e toglietela dalla tortiera a cerchio apribile capovolgendola su due piatti e aiutandovi con un coltello lungo, per staccare bene il fondo della torta dalla tortiera (attenzione perchè sul fondo ci sono i pezzi di Bounty!). A questo punto preparate la copertura, sciogliendo a bagnomaria la cioccolata fondente, che verserete poi sulla torta raffreddata. Mentre il cioccolato si solidifica, con il cocco rapè completate la decorazione a vostro piacimento.
Grazie al liquore al cocco la Torta Paciocca profuma di buonissimo, la fecola la rende particolarmente soffice e morbida, e il Bounty nell’impasto la rende… maculata, golosa e deliziosa! Inoltre è rotonda, dolce e bianca e nera. Insomma, questa è proprio la mia micia trasformata in una torta!

Dedico la Torta Paciocca alla mia gatta, ad Anna che mi ha dato il “la” per ideare questo dolce e all’amicizia con la “A” maiuscola.
Per coloro che, arrivando qui, si trovano un dolce anziché una torta salata genovese a base di patate (vero che cercavate quella?), vi lascio il link della torta Baciocca, probabilmente la ricetta che volevate. Buon appetito in entrambi i casi!

giovedì 19 gennaio 2012

Un aiuto per gli uccellini in inverno

Anche oggi c'è una brina compatta che riveste l'intera campagna! Lo spettacolo è bellissimo, ma agli animali selvatici rende la vita più difficile... Mi sono arrivate via mail delle interessanti informazioni su come aiutare gli uccelli selvatici a superare l'inverno. Le riporto fedelmente perchè le trovo molto utili e poco impegnative da mettere in pratica: si tratta di piccoli gesti che possono dare un aiuto concreto agli uccellini di fronte al freddo invernale e alla scarsità di cibo in natura. 
La fonte è la LAC (Lega Abolizione Caccia).


Foto da web
"Con i terreni coperti dalla neve e da uno strato di ghiaccio sia gli uccelli che i mammiferi faticano moltissimo a recuperare quel cibo che di norma trovano a terra – ha dichiarato Andrea Zanoni presidente della Lega per l’Abolizione della Caccia del Veneto – le temperature rigide sommate alla penuria di cibo risultano spesso fatali causando la morte di molti di questi animali. Se a questa situazione terribile si aggiungano anche i cacciatori si crea una situazione veramente disastrosa oltre che vergognosa e doppiamente barbara. Proprio per questo invitiamo i cittadini a segnalare eventuali abusi al Corpo Forestale e ad aiutare gli animali selvatici fornendo a terra, su aree pulite dalla neve, del cibo come arachidi; semi vari, semi di girasole, mele e apposite tortine per uccelli” (sotto trovate la ricetta per le tortine).
La LAC invita le persone che hanno a cuore la sorte degli animali selvatici ed in particolare degli uccelli, stremati dal freddo e dall’impossibilità di reperire cibo in natura, a fornire loro degli alimenti, possibilmente naturali, come semi di girasole, semi vari come quelli messi in vendita per i canarini, riso, riso soffiato, uvetta passa, arachidi non cotti da appendere a dei rami, mele ed in mancanza di altro pane sbriciolato.


Due passeri alla ricerca di cibo. Foto dal web

Come preparare le Tortine per gli uccelli:
Ingredienti: 500 g circa di farina di frumento per dolci, 1 kg circa di farina per polenta di mais giallo, 500 g circa di zucchero (possibilmente grezzo), almeno 4 confezioni di margarina vegetale da 250 grammi. Ingredienti facoltativi: uva passa, 1 o 2 mele tagliate a cubetti, fichi secchi tagliati a cubetti o strisce, 1 etto di semi di girasole, 1 bicchiere di riso crudo, 1 o 2 bustine di pinoli, una manciata di riso soffiato (per cani).
Si mettono in una terrina tutti gli ingredienti con l’esclusione della margarina. Si mischia tutto in modo da creare un prodotto il più possibile omogeneo. A parte si mette in una pentola la margarina e la si scalda a fuoco medio fino alla sua completa fusione. Si versa la margarina fusa sopra nella terrina sopra il miscuglio. Si mescola il tutto con un cucchiaione o con le mani sino ad ottenere un impasto il più possibile omogeneo. Con le mani si formano delle tortine a forma di palla (evitare di comprimerle troppo) che si mettono a raffreddare a parte.

Foto dal web


Le tortine vanno somministrate agli uccelli in luoghi non accessibili a cani e gatti perché appetitose anche per loro. Possibilmente vanno messe su davanzali, sopra i tetti, tra i rami degli alberi, ecc. Non appena qualche Pettirosso o Cinciarella si accorgerà della leccornia non mancheranno le successive scorribande di Passeri, Storni e Merli.
Nelle giornate invernali di neve o gelo se si fornisce questo od altri alimenti per uccelli riduce o elimina la mortalità dei piccoli passeriformi che nell’arco di un inverno raggiunge anche il 70% di una sola popolazione.
Specie che si nutrono di questo alimento: Merlo, Storno, Cinciallegra, Cinciarella, Cincia Mora, Pettirosso, Passero d’Italia, Passera mattugia, Fringuello, Verdone, Ballerina bianca, Tortora dal collare orientale, Picchio rosso maggiore, Picchio verde, Codirosso spazzacamino, Gazza, Ghiandaia.

***

Naturalmente, anche la LIPU non manca di esortare tutte le persone a dare una mano nella stagione invernale agli uccellini. Nel suo emporio potrete trovare tutta una serie di mangimi specifici da esporre all'esterno per gli uccelli selvatici, nonchè appositi nidi e mangiatoie!

Inoltre vi invito a dare un'occhiata a queste idee S T R E P I T O S E  della mitica Valentina che, con oggetti semplici e una creatività da ammirare, ci propone di costruire con i bambini piccole e funzionali mangiatoie per gli uccellini!

lunedì 16 gennaio 2012

Quando il gatto è un pretesto: "Amore in minuscolo" e "Le sette vite dell'amore"

Due libri dal titolo simile, due copertine accattivanti, due storie che, in realtà, con i gatti non hanno molto a che fare ma che, curiosamente, impiegano il gatto come pretesto che rivoluziona le vite dei personaggi. In entrambi casi, infatti, vediamo persone intente a vivere le proprie monotone giornate, con le proprie scelte sbagliate alle spalle, le proprie tristezze e qualche rimpianto... finchè una presenza felina non fa capolino nelle loro vite, scatenando una serie di cambiamenti, nuovi inizi, decisioni importanti.
In realtà, mi ha stupito proprio la scelta letteraria di usare il gatto come "miccia" che fa accendere, scoppiare i cambiamenti: per il resto della storia (in entrambi i libri), il micio è meno di una comparsata, una presenza quasi inutile per il procedere dell'intreccio.

La copertina
Dal retro-copertina di "Amore in minuscolo" di Francesc Miralles: "Il giorno di Capodanno un gatto randagio gratta alla porta di Samuel, solitario professore trentenne, insinuandosi in casa sua e nella sua vita appartata. È la prima di una serie di inaspettate coincidenze. Il gatto porterà Samuel a conoscere il vecchio Titus, autore di libri su commissione, e Valdemar, uno strambo individuo che non si separa mai dal suo manoscritto sul lato occulto della Luna. Soprattutto, attraverso l'insolita amicizia, Samuel ritroverà Gabriela, il primo amore mai dimenticato, riapparsa nella sua esistenza come per magia. Quella magia del quotidiano sulla quale Titus sta scrivendo un libro che sarà Samuel a dover completare, scoprendo quei piccoli gesti di ogni giorno capaci di scatenare conseguenze imprevedibili. Gesti d'amore in minuscolo, come offrire un piattino di latte a un gatto randagio...".
Il libro è carino, leggero, niente di molto impegnativo, si legge bene e fa riflettere come ciascuno sia "strano" a modo suo e che sia importante cercare di cogliere ogni "segnale" che ci viene dalla vita: che sia una persona, un gatto, un incontro fortuito.

La copertina
Dalla copertina di "Le sette vite dell'amore" di Carla d'Alessio: "Tutto ha inizio con un gatto. Mancano sette giorni alla vigilia di Natale quando, mentre snocciola a don Luigi i suoi peccati e la sua insoddisfazione, Ada incrocia lo sguardo ambiguo del persiano nero ai piedi del sacerdote. I suoi occhi verdi hanno qualcosa di demoniaco, e forse per questo la tentazione è troppo forte: il prete non ha ancora finito di ammonirla, che Ada, una pacifica maestra in pensione con la passione per la storia dell'arte, per tutta risposta gli ruba il gatto. Bemot, il felino (quasi) parlante rubato in sagrestia, è destinato a osservare divertito il dipanarsi (e l'ingarbugliarsi) dei fili di vita delle protagoniste del romanzo, che si trovano in difficoltà e sono costrette a tuffarsi nelle acque fredde e profonde del passato. Accade così a Ada, che cerca il coraggio di volersi bene e abbandonare anni d'indifferenza di sé, e forse anche a Gilda, perennemente all'inseguimento di qualcuno che la risarcisca della maternità mancata; a Nina, che ha il corpo sicuro di un atleta ma le paure di un'adolescente, e a Mara, avvocato grintoso che però incespica in amore; alla frivola Bea e infine a Zoja, che dall'Ucraina è giunta in Italia per provare a sistemarsi la vita. Sul palcoscenico di una Napoli lontana dai cliché, Carla D'Alessio mette in scena una commedia di coincidenze dal ritmo serrato, amara eppure sorridente, perché l'amore di vita non ne ha una sola, ma almeno sette".

foto dal web
Non leggete questi libri se vi aspettate storie di gatti, leggeteli se avete voglia di una storia "leggera", con qualche riflessione su come la vita possa essere insolita, ricca di intrecci di persone e di coincidenze. Personalmente trovo che sia azzeccata (anche se avrei preferito maggior presenza felina, nei libri) la scelta di mettere il micio come "simbolo" di qualcosa che irrompe nella nostra vita e riesce, partendo dal piccolo, a rivoluzionarla in grande... ed è la prova che il gatto è un proficuo ispiratore letterario!

sabato 14 gennaio 2012

La frase del giorno: Vittorio G. Rossi

I gatti sono gli inquilini del sole. Dove c'è il sole, c'è un gatto.
Vittorio G. Rossi


E Paciocca non fa eccezione, si gode gli ultimi raggi di questo assolato pomeriggio invernale.