martedì 1 settembre 2015

Una sfinge in giardino!

Ogni giardino brulica di vita ed è il luogo giusto per fare incontri straordinari, che potremmo quasi definire "incontri ravvicinati del terzo tipo"... il giardino è il primo posto, accanto a noi, dove possiamo scoprirci molto, molto vicini alle altre forme di vita, più di quanto pensiamo. Ed ecco che, lo scorso sabato, mentre stavo sistemando alcune piante di lavanda, sul marciapiede ho avvistato un bruco enorme, lungo più di 10 cm e grosso quanto il mio dito medio, che passeggiava tranquillo. Prontamente fotografato per poterlo poi identificare, sono rimasta affascinata dalle sue dimensioni ma anche dai suoi particolari quasi alieni: una specie di "codina" ricurva nella parte posteriore. Il bruco si è infilato con calma nell'aiuola delle erbe aromatiche, restandovi per tutto il pomeriggio... e io ho scoperto che si tratta di un bruco all'ultimo stadio, pronto per diventare pupa e poi "sfarfallare", di una delle più grandi e suggestive falene: la celebre "sfinge testa di morto" (Acherontia atropos).
 
La "sfinge testa di morto" adulta - immagine da Wikipedia
Ed ecco il "mio" bruco che passeggia sul marciapiedi!
Ecco il particolare della sua "codina" ricurva
L'incontro ravvicinato con questo gigantesco e pacifico bruco è stato per me un'occasione imperdibile per documentarmi su questa falena e sui vari stadi che passa il suo bruco prima di sfarfallare. Dopo essere cresciuto su uno dei miei cespugli di ligustro, (dato che si nutre di questa pianta, come di stramonio o di pianta di patata) il mio "brucone" probabilmente si è infilato nella terra dell'aiuola, ad una profondità considerevole, per diventare crisalide. Ricordate il processo di metamorfosi del macaone? Ecco, non tutte le farfalle nascono "all'aperto": alcune devono interrarsi per diventare crisalide e poi "rinascere" come insetti adulti. E' proprio il caso della "sfinge testa di morto", il cui bruco si interra per diventare crisalide e dopo un tempo variabile (da 20 a 60 giorni), riemerge dal terreno come falena adulta, una farfalla notturna che durante il giorno riposa tra le piante e di notte si nutre di miele, saccheggiando gli alveari delle api.
 
Ecco la crisalide di sfinge testa di morto, immagine da Wikipedia
Un'altra foto del "mio" bruco, prima che si infilasse nell'aiuola
Ho avuto qualche difficoltà ad identificare la specie, perchè in internet si trovano tante foto spettacolari di questo incredibile animaletto, ma con la sua livrea più bella: quella coloratissima, nelle tonalità del giallo, del verde e dell'azzurrino. Il bruco di sfinge, prima di impuparsi, passa tramite diverse mute, ma l'ultima può essere o coloratissima, oppure nei toni del marroncino e bianco come quello da me incontrato. Non è una meraviglia la versione colorata? 

Il bruco della sfinge, nella versione colorata - immagine da Wikipedia
Vi invito inoltre, se siete interessati, a sfogliare le pagine di questa discussione in un forum di appassionati, dove hanno pubblicato delle incredibili macro riferite a tutti gli stadi di questo bruco dotato di "codina", dall'uovo alla falena. Inoltre vi propongo un video dove potete ammirare in tutta la sua straordinaria "cicciosità" (perdonatemi, lo so che a molti i bruchi incutono un pò di disagio, ma per me sono bellissimi) questo brucone colorato:


La "sfinge testa di morto" è una delle falene più grandi e più famose, che deve il suo macabro nome al disegno a forma di teschio presente sulla sua schiena. Proprio per questo, nella cultura popolare la sfinge è associata a superstizioni, detti e pregiudizi simili a quelli che circolano sui gatti neri: sventura, morte e presenze demonianche sono associate a entrambi questi animali. Se poi pensiamo al cinema e alla letteratura, che hanno sfruttato più e più volte la sfinge testa di morto come simbolo per incutere paura, terrore o mistero, il gioco è fatto: oggi questa falena ha una "carriera folkloristica" al pari dei pipistrelli

Particolare del "teschio" sulla schiena della sfinge - immagine da Wikipedia
In realtà la sfinge testa di morto è un insetto straordinario, l'unico al mondo in grado di emettere un verso con la faringe: il comportamento si osserva quando la falena è in pericolo e vuole scoraggiare i predatori. Inoltre, manco a dirlo, anche la sfinge in Europa è diventata un insetto molto raro, minacciato dai pesticidi e dall'inquinamento luminoso: un altro esempio di come l'impatto dell'uomo stia rendendo l'ambiente sempre meno ospitale per le altre creature viventi, la cui sopravvivenza è continuamente più a rischio. Anche per questo mi sento più che fortunata ad aver incontrato uno di questi bruchi, nato e cresciuto nel mio giardino, dove spero che potrà avere anche una bella vita notturna da falena. Ed è l'ennesima conferma di come passare del tempo nel nostro giardino diventi l'occasione per lanciare uno sguardo approfondito sul mondo che ci circonda, addentrandoci in percorsi inaspettati e incontrando creature straordinarie.

13 commenti:

  1. Ma che post interessante! Ma la testa di morto non era la farfalla de Il silenzio degli innocenti? Brrr. Concordo con te che la metamorfosi è un processo molto affascinante da osservare: pur cresciuta nel verde i bruchi mi schifano un po', quasi tutti, ma quel morire per rinascere sotto diversa forma mi stupisce ogni volta.

    RispondiElimina
  2. Ciao bellissimo post e anch'io concordo sul mistero affascinante della metamorfosi ma purtroppo sono fra le "mammolette" terrorizzate dagli insetti!
    Il bruco che rinasce farfalla è una delle meraviglie della natura!
    Anch'io adoro la campagna dove sono sempre vissuta da piccola ed ora vivo in citta', ma una citta' immersa nel verde.Il mio viale è un tripudio di tigli ed io in questo periodo combatto contro le cimici verdi! Non le voglio uccidere le allontano con mezzi della nonna, tipo acqua e sapone sulle zanzariere!:))
    Buon Settembre!

    RispondiElimina
  3. Silvietta entra qui in casa tua e mi sento come in Quark! :D
    Catapultata in un meraviglioso documentarti sulla natura! Ed io sono una appassionata del genere, mi nutrirei di documentari se potessi! XD
    omplimenti davvero per questo incontro e per avercelo così ben descritto! Ciò che ne resta allafine, il sapore dolce dopo la lettura di un'altra meraviglia del mondo animale non è che lo stupore che incutono!

    RispondiElimina
  4. Mamma mia, che articolo pieno di interessanti informazioni! Certo che la tua passione per la natura e gli animali emerge in modo evidente anche da come ti documenti prima di scrivere sul blog, accipicchia!
    Bellissimo e molto interessante l'articolo, splendida la falena ed incredibili i diversi stadi che attraversa prima di divenire un esemplare adulto.
    Che altro dire? Che è sempre un piacere - oltre che molto istruttivo - passare da te! Brava!

    RispondiElimina
  5. Non ho mai visto questo bruco dalle mie parti... o forse non ci ho mai fatto caso. però ho visto spesso quelli della farfalla macaone, che hanno dei colori incredibili!!!
    Grazie per queste informazioni.
    Un bacio
    Francesca

    RispondiElimina
  6. @ Letizia: esatto era proprio la falena del "Silenzio degli innocenti"! Pensa che io non riesco a sopportare i vermi, mentre invece i bruchi mi affascinano tantissimo... e sì che, mi rendo conto, non c'è molta differenza almeno a livello visivo. Sarà che i bruchi mancano di quella viscidezza tipica dei vermi? Mah... Ciao e a presto!

    @ Rita: hai proprio ragione, la metamorfosi e pensare che da un bruco nascerà una farfalla è qualcosa di unico. Anche io cerco sempre di non uccidere mai le cimici e così le rincorro per le stanze finchè non riesco a catturarle e a buttarle fuori!

    @ Roby: eh eh, mi hai fatto ridere con il paragone a SuperQuark! Magari!! ;-) Comunque hai ragione: lo stupore generato da questi incontri è impagabile.

    @ Viviana: ma grazie per il tuo commento e le cose che mi dici!! Non sai quanto mi fa piacere! In realtà il mio documentarmi è indipendente dal blog, parte dalla mia necessità di approfondire le mie "scoperte" in giardino... e solo dopo arriva l'idea del post e quindi di mettere "nero su bianco" quello che ho scoperto! :-)

    @ Francesca: beata te, ti invidio molto per i bruchi di macaone! Quest'estate, nonostante io avessi piantato appositamente ulteriori piante di ruta e di finocchietto selvatico, neppure l'ombra di un bruchetto... sigh. Un abbraccione

    Grazie a tutte voi per essere passate e per avermi lasciato i vostri preziosi commenti!

    RispondiElimina
  7. Complimenti, la tua passione per la natura ti porta ad essere così attenta ed esauriente anche su argomenti così particolari, così i tuoi post diventano delle belle perle di conoscenza!
    Non amo molto i bruchi, ma sicuramente il loro percorso di trasformazione è molto affascinante!!!
    Baci

    RispondiElimina
  8. ieri nel mio cortile ho trovato una sfinge testa di morto non avevo mai visto una falena così grande purtroppo era morta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Mariapia! E' vero, le sfingi testa di morto sono GIGANTESCHE!!! Abituati come siamo agli insetti "microscopici", vedere una falena così grande fa impressione... in realtà nel mondo ci sono veri e propri giganti tra gli insetti, e la falena testa di morto è tra questi!

      Elimina
  9. Ne ho trovato uno uguale oggi... stupendo... ciccione

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che meraviglia! Era la variante grigia o verde?

      Elimina
    2. Che spettacolo! Beata te, io dal vivo quello verde non l'ho mai visto, dev'essere bello come fosse un gioiello... grazie per essere passata e aver commentato!

      Elimina