domenica 16 settembre 2012

Una stagione: l'estate (2012 - 4)

Nel tardo pomeriggio di un sabato di settembre, mentre la luce si fa tagliente e l'aria diventa aguzza di fresco, qualcosa si avvista all'orizzonte...


 

Sono le mongolfiere che, ogni settembre, si alzano in volo nel cielo di Ferrara! Uno spettacolo suggestivo e allegro da vedere da vicino...  ma anche da lontano:




E noi, intanto, con la ripresa (già avvenuta) del lavoro, domani anche delle scuole e dei soliti ritmi quotidiani, ci avviamo a grandi passi...


Buona ultima settimana d'estate 2012!

giovedì 13 settembre 2012

La seconda vita di una scatola da scarpe e di un calendario "Gatteria"

Il mese scorso, approfittando dei saldi, mi sono comprata un paio di ballerine da Cinti, uno dei miei negozi di scarpe "di fiducia". Una volta arrivata a casa ho scoperto che il mio acquisto mi aveva soddisfatta non solo per la calzatura: la scatola delle scarpe era infatti fantastica, robusta, rivestita all'interno di una bellissima carta lucida color salmone e con la chiusura a calamita. Dico: quando mai una scatola da scarpe ha le calamite come chiusura? Gongolante, ho messo le ballerine nella scarpiera e riposto la scatola nella mia stanza, meditando su come trasformarla... e ci è voluto poco per decidere il da farsi!


Come premessa al mio operato sta uno degli assiomi fondamentali che regolano la vita del gattofilo: ogni oggetto targato "Gatteria - Evelyn Nicod" è praticamente sacro, dunque è assolutamente impensabile buttare un vecchio calendario, un segnalibro ormai usurato, un biglietto d'auguri vecchio di anni, un'agenda ormai logora. Il gattofilo non può separarsi da tutto ciò che è "Gatteria", non solo perchè in genere si tratta di oggetti dal costo relativamente alto, ma anche perchè è impossibile, nella mente del gattofilo, pensare di buttare i gatti ideati, disegnati e dipinti da Evelyn Nicod: sono troppo belli, deliziosi, irresistibili. Questo naturalmente vale anche per me, dunque conservavo gelosamente il calendario "Gatteria" 2009, in attesa di potervi trovare una giusta collocazione.


Probabilmente non occorre che vi stia a spiegare cos'ho fatto: ho impiegato la copertina di fronte e retro del calendario "Gatteria" per trasformare la scatola delle ballerine, dando una "seconda vita" a entrambi gli oggetti. Devo dire che il soddisfacente risultato finale è dovuto anche all'ottima qualità della scatola: l'apertura particolare e le calamite l'hanno resa fin da subito la candidata ideale a un "recupero". In particolare, cercavo da tempo una bella scatola che potesse contenere i miei bijoux "ingombranti"... perciò appena ho avuto un'oretta di calma, mi sono data da fare!



Ripulita la scatola dalle etichette del prezzo con un batuffolo imbevuto di acetone delicato, ho poi iniziato a "progettare" come disporre le immagini. Nel mio caso ne avevo una grande della misura perfetta per il lato superiore della scatola, 12 piccole immagini, una scritta "Gatteria" e un altro piccolo micio con una scritta "Welcome". Una volta deciso come suddividere in ogni lato le immagini, sono passata ad incollarle con un leggero strato di Vinavil (dato direttamente con le dita): non bisogna esagerare con la colla sennò la carta si increspa, ma bisogna avere cura di darla su tutti i lati e gli angoli, perchè l'immagine aderisca bene. 




Volendo, la scatola si può proteggere con uno strato esterno di plastica adesiva. In questo caso però, dato che la funzione "porta-bijoux" non prevede un'eccessiva usura della scatola, ho preferito evitare di ricoprirla, perchè mi piace molto la grana ruvida del cartoncino del calendario. Ho arricchito l'interno della mia scatola porta-bijoux con uno specchietto, prelevato da un vecchio porta-cipria di mia mamma. Il passaggio più difficile è stato togliere lo specchietto dalla sua originaria sede, ma con tanto acetone, pazienza e delicatezza, la cosa è riuscita perfettamente!


Come ho detto prima, per rinnovare questa scatola ho impiegato solo le illustrazioni della copertina di fronte e del retro del calendario. Il resto del prezioso cimelio "Gatteria" non ho osato toccarlo, dato che ogni immagine mensile non può essere impiegata se non "sacrificandone" un'altra sul retro, e giammai potrò scegliere di sacrificarne 6 su 12, dunque dovrò escogitare qualcos'altro per dare una seconda vita anche al resto del calendario. Per il momento, sono davvero soddisfatta di questa "operazione di recupero" sia della scatola delle mie scarpe sia del calendario!

domenica 9 settembre 2012

La raccolta delle noci

La prima pioggia di settembre, di solito, è quella giusta. Se poi arriva dopo un'estate assolutamente secca come questa (che per fortuna è ormai agli sgoccioli), allora è "ancora più giusta", ed è il segnale che è giunto il momento. Per cosa?
Ma per raccogliere le noci, naturalmente!

Attenzione: foto puramente dimostrativa, servono sempre i guanti, le noci tingono!
Anzitutto scegliete una mattina o un pomeriggio seguenti a un giorno di pioggia continua: un acquazzone di un'oretta, di solito, non basta a dare "il la" alle noci. Spesso, infatti, dopo la pioggia il robusto mallo delle noci crepa (in quelle mature) e rende molto più agevole la raccolta di questi frutti secchi. Attrezzatevi di guanti di gomma (non usa e getta, non sono abbastanza resistenti) perchè il mallo tinge irrimediabilmente la pelle di nero (dura per settimane e non c'è solvente che serva), vestitevi comodi e munitevi di una cassetta per le noci. E approfittatene per dare un'occhiata attorno a voi... la campagna umida può essere molto affascinante!


Un noce produce una quantità di frutti molto variabile da anno ad anno e anche in base alla sua età. Io posso raccogliere le noci da due alberoni enormi e vecchi, piantati da mio nonno. Ricordo ancora che, fin nei suoi ultimi anni di vita, non ha mai mancato di passarsi le mattine di settembre a raccogliere noci, pulendole nel pomeriggio... perfino rischiando di farsi male per questo (mio nonno è vissuto fino a 91 anni, capite che a quell'età non è consigliabile andar per noci)!

Uno dei due grandi noci di mio nonno... confrontate l'albero con la mia gatta!

Raccogliere le noci non è affatto difficile, ed è un'attività assolutamente rasserenante: prima setacciate con cura il terreno circostante l'albero, diverse noci possono essere già cadute ed aspettarvi tra l'erba e le foglie. Fate attenzione che tra le noci cadute spesso si nascondono quelle "con ospiti indesiderati" (insetti e vermetti): selezionatele, controllando che il guscio non abbia buchi. Quando siete certi di aver fatto "piazza pulita" delle noci cadute e sane, passate a quelle con il mallo già crepato sull'albero, eventualmente battendo i rami più alti con un bastone per farle cadere... e attenzione se vi cadono in testa! ;-)

Ecco una noce matura, con il mallo ben crepato ma ancora sull'albero!
Una buona idea è di raccogliere noci in compagnia... naturalmente Paciocca non ha tardato a raggiungermi e a seguire tutte le mie operazioni, nonostante avesse ripreso una leggera pioggia e l'aria fosse intrisa di umidità. In lontananza si sentivano i galli cantare, la campagna coperta da nuvole e foschia, la pioggia tra le foglie, il mio adorato autunno praticamente già qui... inutile dire che io ero al settimo cielo!

Paciocca ama essere coinvolta nelle attività della sua famiglia!
Le noci raccolte, se sono molto sporche, vanno poi passate con una brusca ruvida e magari un pò d'acqua (ma non devono assolutamente stare a mollo!). In ogni caso se sono raccolte al momento giusto dal mallo, saranno pulitissime, come quella che ho in mano qui:

Ribadisco: usate sempre i guanti!! Non fate come me!!
Tutte le noci raccolte e pulite poi vanno messe in cassette da esporre al sole per un mesetto circa (di notte riponetele al chiuso, perchè non prendano umidità), in modo che si secchino al meglio e possano durare per tutto l'inverno. La noce è un frutto prezioso: dall'alto valore nutritivo, contiene grassi polinsaturi e Omega 3, utili al benessere del sistema cardiovascolare, inoltre è ricca di minerali come zinco, rame, magnesio e selenio, che sono efficaci antiossidanti. Insomma, se raccogliere noci fa bene all'umore, mangiare una noce o due al giorno fa bene a tutto il resto!

mercoledì 5 settembre 2012

Come agguantare saldamente un gatto che non vuole essere agguantato

Questo post può venirvi molto utile abbinato a quello su come recuperare il gatto quando si vuole farlo rincasare (e lui non è dell'idea). Immaginate di aver acciuffato il gatto dopo una grande caccia, che vi è costata pazienza, tempo e stratagemmi: insomma, ora l'avete in pugno... o quasi: il gatto è un abile contorsionista e non è detto che una volta agguantato egli non trovi il modo di sfuggirvi di nuovo. Ci sono alcuni modi per tenere saldamente un gatto recalcitrante senza fargli male: la forza bruta non è affatto una buona idea, anzi il gatto tenderà ad agitarsi di più (ricordatevi che ha sempre le unghie).

Foto da web: notate lo sguardo spiritato e la zampa artigliata alla spalla!

Modalità n.1 (valida solo in alcuni casi): prenderlo per la collottola. Si penserà che sia la cosa più naturale del mondo: in fondo, i gattini piccoli vengono presi così dalla mamma, con l'ottimo risultato che il micino si immobilizza e si lascia trasportare buono buono. Ora: la collottola è certamente il "tallone d'Achille" del gatto, perchè non appena lo si prende di lì effettivamente si immobilizza e non reagisce... ma se il vostro è un bel micio adulto e magari in carne, la collottola non può e non deve essere usata come un gancio con cui sollevare il povero felino, perchè il suo peso non è più quello di un tenero micino e si rischia seriamente di danneggiargli i muscoli del collo.

Mamma micia trasporta il piccolo per la collottola, ma con i gatti adulti ci vuole cautela (immagine da web)
Tenere un gatto per la collottola è un metodo fantastico per il veterinario che, appoggiato il gatto sul tavolo, vuole tenerlo fermo per visitarlo e magari fargli un'inizione. Questo è il solo caso in cui è ottimo "usare" la collottola, che ripeto NON è un gancio di trasporto per gatti adulti e pasciuti (così come non lo sono le orecchie per i conigli). Al limite, prendetelo per la collottola ma abbiate cura anche di sostenergli il bacino con l'altra mano, in modo che tutto il peso non gravi sul collo. Come potete vedere dalla foto, il gatto comunque non gradisce molto di essere preso così.

Immagine da web: tenerlo per la collottola e sorreggere il bacino

Modalità n. 2 (sconsigliata): prenderlo in braccio in modo non strategico, ossia come capita. Qui riuscirete a tenerlo fermo solo in due casi: o il gatto è talmente buono che non reagirà nonostante il malcontento, o voi siete stoici e sopporterete le sue unghie. Insomma, questo modo è altamente sconsigliato per tenere un gatto recalcitrante, e comunque anche se siete più forti del micio, lui sa saltare come una cavalletta e sgusciare tra le vostre braccia come un viscido pesce. Credetemi, può cogliervi di sorpresa... e se vi sfugge, auguri a prenderlo la seconda volta!

Immagine da web. Questo gatto è fin troppo contento di essere preso in braccio!

Modalità n.3 (sperimentalmente valida!): prenderlo in braccio in modo strategico, ovverosia impedendogli di puntellare sul vostro torace le zampe anteriori e soprattutto quelle posteriori, con cui può fare forza e balzare via. Il gatto dovrà sopportare l'umiliazione di essere trasportato come fosse un sacco di patate: cingetelo con un braccio sotto le ascelle e uno sotto l'attaccatura delle cosce, lasciando penzolare all'aria tutte le zampe. Abbiate cura di tenerlo comunque il più possibile lontano dal vostro corpo: se gli date la possibilità di appoggiare una zampa, vedrete che troverà il modo di liberarsi. Lui cercherà comunque di divincolarsi, dibattendosi a mò di anguilla, ma ben presto si stuferà. Se farete tutto ciò, il gatto sarà agguantato saldamente e nessuno di voi si farà male.

Foto dimostrativa: Paciocca agguantata senza possibilità di scampo!
Precisazione importante #1: tali suggerimenti valgono unicamente per gatti domestici e abituati al contatto con l'uomo, per i mici randagi più selvatici (spesso talmente spaventati dall'uomo da rispondere in modo aggressivo) ci sono altri modi di "cattura" e trasporto.
Precisazione importante #2: chi non conosce i gatti, leggendo questo post potrebbe credere che siano animali demoniaci. No, sono animali dolcissimi che spesso non vedono l'ora di saltarvi in braccio spontaneamente, facendovi le fusa per poi acciambellarsi per ore sulle vostre ginocchia. Solo che, ecco, lo fanno quando vogliono loro. E non sempre è quando voi avete bisogno di prenderli!

sabato 1 settembre 2012

"La gatta che amava le acciughe" di Detlef Bluhm

Finalmente è arrivato settembre! E con lui è arrivato anche un pò di fresco, che spero si mantenga per qualche giorno ancora... oggi vi parlo di una delle mie letture estive: La gatta che amava le acciughe. Già autore di Impronte di gatto, Detlef Bluhm ci regala stavolta una bella raccolta di "storie curiose di gatti insoliti", come da sottotitolo. Lo scrittore prende spunto da articoli di cronaca reale, notizie web (che si cura di verificare o smentire), trasmissioni televisive che abbiano riportato notizie sui nostri felini domestici, per poi approfondire ogni argomento con leggerezza e cura. 



Abbiamo quindi capitoli sui gatti "volanti" (che si sono ritrovati loro malgrado a transitare per settimane su un aereo), sui quelli "astronauti", sui gatti clonati, su quelli che hanno avvertito l'arrivo di uno tsunami, sui mici che sono stati i veri compagni di vita di personaggi celebri (ad esempio la scrittrice Patricia Highsmith), su gatti golosi e ghignosi, su quelli che hanno intrecciato un'amicizia indistruttibile con un'orsa dal collare di diversi quintali. Insomma: tante storie ma anche tante notizie curiose che vale la pena di sapere sui nostri fidati  mici di casa. Ad esempio: sapevate che i gatti non sentono il sapore dolce e che quindi quando leccano il gelato non sono attratti dallo zucchero, bensì dalla componente grassa? Oppure: sapevate che in caso di stress, una persona si ritrova ad agire meglio se in presenza del proprio gatto, piuttosto che in presenza di un proprio famigliare o amico umano? Queste e tante altre notizie "gattose" in questo libro che sicuramente piacerà agli amanti dei mici: io l'ho letto con piacere il mese scorso, sotto l'ombrellone, restando sempre ammirata e affascinata dalle centinaia di sorprese che ancora il mondo dei gatti sa riservarci!