Qualche anno fa sui giornali impazzava la vicenda di Oscar, il gatto-angelo custode dei malati terminali della clinica Steere (Stati Uniti) che, sentendo l'avvicinarsi dell'ora più difficile per i pazienti, si accoccolava sul loro letto e, facendo le fusa, stava loro vicino fino all'ultimo respiro. Piuttosto che come "angelo della morte", visto come presagio cattivo, il micio veniva accolto dai malati e dai loro famigliari con un senso di rassegnazione e di gratitudine, perchè la presenza dell'animale stemperava di un poco il dolore del momento e rendeva quasi meno sofferto il trapasso. Di questa storia vera, diventata un vero e proprio caso scientifico, è stato scritto anche un libro: Le fusa di Oscar di David Dosa, medico inizialmente molto scettico e poco gattofilo, poi diventato il primo testimone della vicenda.
Si legge in un'intervista all'autore del libro (e di un articolo sul New England Journal of Medicine), che "Quando il gatto sensitivo si accoccola accanto a un paziente significa che la morte è vicina, non più di quattro ore. Oscar ha già previsto in questo modo la morte di 25 pazienti". Il fenomeno è stato spiegato come una sensibilità straordinaria dell'olfatto felino, che sarebbe in grado di avvertire particolari cambiamenti biochimici che un corpo subisce poco prima di morire. Quale che sia la spiegazione scientifica che rende Oscar capace di avvertire l'avvinarsi della morte, resta commovente la sua ferma (talvolta insistente) presenza accanto alla persona al termine ultimo della sua vita.
Sono stati dedicati diversi articoli anche sui giornali italiani alla storia di Oscar, ve li propongo qui di seguito (si tratta di stralci dal Resto del Carlino del 2007).
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Le fusa di Oscar è una lettura che consiglio non solo agli amanti dei gatti, ma a tutti, perchè in realtà è un libro soprattutto sul mondo dei malati di Alzheimer e sulle loro vicende famigliari. Non aspettatevi una storia che rasenta il drammatico o il patetico: è tutto descritto con lucidità, realismo e delicatezza, mentre diversi passaggi sono resi commoventi dalla presenza del gatto, che intuisce l'importanza del suo piccolo contribuito di fronte all'ombra cupa della morte. Ricordo che le fusa dei gatti, oltre che segnale di felicità, sono anche un modo per rassicurarsi e trovare conforto in una situazione difficile: non è raro trovare mici che fanno le fusa di fronte al veterinario, visibilmente spaventati (io per prima l'ho visto fare a Paciocca), oppure addirittura in punto di morte o dopo uno shock.
Con la dolcezza delle sue fusa e la rassicurante limpidezza del suo sguardo, Oscar accompagna nel viaggio più buio chi in quel momento ha bisogno, più di ogni altra cosa, di non sentirsi solo. Concludo con una citazione del retro-copertina: "Il piccolo Oscar sa insegnarci qualcosa su come affrontare la dipartita di una persona cara. E ci ricorda ancora una volta che i nostri gatti hanno qualcosa di magico".
E' molto di più di una semplice "storia di gatti": leggetelo, ne vale la pena.



