mercoledì 22 aprile 2015

La frase del giorno: Nazim Hikmet

Non vivere su questa Terra come un inquilino o in villeggiatura nella natura.
Vivi in questo mondo come se fosse la casa di tuo padre.
Credi al grano, alla terra, al mare
ma prima di tutto credi all'uomo.
Ama la nuvola, il libro, la macchina,
ma innanzitutto ama l'uomo.
Senti in fondo al tuo cuore il dolore del ramo che secca,
della stella che si spegne, della bestia ferita,
ma prima di tutto il dolore dell'uomo.
Godi di tutti i beni terrestri,
del sole, della pioggia e della neve,
dell'inverno e dell'estate,
del buio e della luce,
ma prima di tutto godi dell'uomo.
 
Nazim Hikmet
 
Fonte immagine: QUI
 
Una poesia per accompagnare la 45° "Giornata della Terra" che oggi ricorre, per farci riflettere sulla bellezza del mondo naturale che ci circonda, sulla responsabilità che è nelle nostre mani e anche sullo sforzo che dobbiamo fare per dare fiducia all'umanità, nel suo compito di diventare custode (e non più sfruttatore) dell'ambiente. Ne saremo in grado? Io penso che prima ancora di chiedercelo e dubitare, prima ancora di osservare e discutere su cosa facciano (o non facciano) "gli altri", abbiamo il dovere e la responsabilità di agire noi stessi in prima persona, ponderando ogni nostra scelta quotidiana in una direzione di "sviluppo sostenibile". Che la nostra azione sia efficace o meno, di fronte a una collettività apparentemente indifferente, è l'unico primo passo doveroso e possibile, fosse anche solo per dare un esempio diverso a chi ancora non ha la giusta consapevolezza. La collettività siamo tutti noi, l'ambiente è nostro: "viviamo in questo mondo come se fosse la casa di nostro padre".

venerdì 17 aprile 2015

La pulizia del gatto: un gesto quotidiano dai molti significati

Tra i tanti pregi dei gatti c'è la loro innegabile e leggendaria pulizia: dedicarsi alla toilettatura per i nostri mici è quasi una religione, un'occupazione che svolgono con intensa convinzione e grande cura quotidiana, praticandola più e più volte al giorno. Andare ad accarezzare un gatto proprio mentre sta pulendosi significa seccarlo e infastidirlo abbastanza: state interrompendo un momento importantissimo della sua routine, rovinando peraltro il lavoro compiuto. Come mai è così fondamentale per il micio domestico avere sempre la pelliccia morbida e pulita? Dietro alla pulizia del gatto, che scientificamente si chiama "grooming", c'è tutto un mondo da scoprire: non è solo una questione di igiene, ma risponde anche ad esigenze emotive e sociali.


Osserviamo il micio durante la sua pulizia: salvo problemi specifici o zone particolarmente sporche in quel momento, di solito il gatto inizia leccandosi le labbra e, una alla volta, le due zampe anteriori, fino a bagnarle sufficientemente per usarle come "spugna" da passare su guance e mento, occhi, orecchie e testa. Terminata l'accurata pulizia del capo, il micio passa a lisciarsi meticolosamente tutto il resto del corpo, passando la lingua con calma e concentrazione  su zampe e spalle, fianchi e pancia, genitali e coda, dalla base fino alla sua punta. Durante questa attività il micio potrà poi insistere con lingua e denti su zone specifiche: tra le dita delle zampe, ad esempio, spesso lo vediamo mordicchiarsi per eliminare lo sporco più resistente, cosa che farà anche sul mantello in caso di nodi. La lingua del gatto è ricoperta da specifiche papille che la rendono particolarmente "abrasiva", in grado di rimuovere pelo morto e sporco. Dopo la pulizia infatti il manto del nostro gatto appare più liscio e morbido, più lucido: che sia solo una questione estetica? Naturalmente no, si tratta prima di tutto di un bisogno fisiologico per mantenere il mantello in condizioni ottimali: una pelliccia arruffata e sporca è prima di tutto meno isolante, sia verso il freddo che verso il caldo. L'azione della lingua sul manto inoltre svolge l'importante compito di stimolare le ghiandole sebacee, affinchè queste rendano sempre impermeabile il mantello. Lisciarsi il pelo serve quindi anzitutto per assicurare al gatto l'isolamento migliore possibile, proteggendosi dalle condizioni ambientali sfavorevoli.


Pensate che in estate il gatto tende a leccarsi anche di più che in inverno: cospargersi di saliva è rinfrescante, tanto più se pensiamo che i gatti hanno le ghiandole sudoripare solo tra i cuscinetti delle zampe e quindi sudano relativamente poco. Per abbassare la temperatura corporea la pulizia diventa quindi una necessità fondamentale. Desmond Morris, famoso etologo, sostiene inoltre che dopo che il gatto si è steso al sole, poi sente ancor più l'esigenza di lisciarsi il pelo anche per una questione nutrizionale: la luce solare ha infatti stimolato la produzione di vitamina D, che viene assunta dall'animale direttamente leccandosi la pelliccia.
Non è finita qui: il "grooming" del gatto è fondamentale anche per rimuovere da se stesso tutti gli odori estranei, a cui è sensibilissimo, ripristinando il proprio odore specifico. Ecco perchè non dovreste mai accarezzare il vostro micio quando è impegnato nelle proprie pulizie corporee: andrete a depositare il vostro odore sul suo manto, proprio quando lui stava cercando di eliminare le tracce odorose "estranee"!


Dietro l'abitudine di pulirsi non c'è comunque solo una motivazione di salute e di igiene: lisciarsi il pelo spesso ha anche un significato emotivo e/o sociale. Avete mai notato che, dopo che avete sgridato il vostro gatto per una marachella, lui probabilmente ha iniziato a leccarsi con concentrazione, come se fosse un bisogno impellente? Questo è un tipico caso di "comportamento sostitutivo": significa che l'animale, a disagio per una determinata situazione, decide di impegnarsi in qualcosa di rassicurante e conosciuto come la pulizia del proprio corpo. Peraltro, il "grooming" è un'azione che genera rilassamento e conforto: il gatto agitato o nervoso tenderà a sfogare il suo stress anche tramite una pulizia ripetuta. Ugualmente non è un caso se il gesto usato dai gatti per esprimere fiducia e affetto reciproco sia proprio il "lavarsi a vicenda" ("allogrooming"): non c'è dichiarazione d'amore più diretta e palese tra gatti, segno di un'intimità profonda e di un legame sociale solido.


Lisciarsi il pelo è un vero e proprio rito irrinunciabile per il micio: significa prendersi cura di sè (e dei propri compagni felini) in molteplici modi, garantendosi un'ottimale termoregolazione ma anche proteggendosi da pioggia e freddo, sfogando eventualmente anche le proprie tensioni personali in un gesto tipicamente "antistress". Ecco perchè, qualora un gatto smettesse improvvisamente di lavarsi, dovremmo intenderlo come un campanello d'allarme per la sua salute. Il gatto che trascuri la cura del proprio mantello potrebbe infatti nascondere un malessere generale che va indagato quanto prima. Inoltre non dimentichiamoci di fare attenzione durante il cambio di stagione per i gatti a pelo corto, oppure sempre se abbiamo gatti a pelo medio o lungo: durante la pulizia il micio potrebbe infatti ingerire troppo pelo morto, con la formazione delle temibili "palle di pelo" e incorrere in qualche problema intestinale. 
Infine, avete mai sperimentato quanto rilassante sia il grooming felino? Non mi vergogno nel raccontarvi che, quando ero piccola e mi sdraiavo sul divano insieme ai miei gatti, qualche volta è capitato che questi mi abbiano fatto l'onore di "pulirmi" la testa. Credetemi: è meglio di un massaggio shiatsu!

martedì 7 aprile 2015

"La meravigliosa vita delle farfalle" di Gianumberto Accinelli

"... nascoste in un prato fiorito primaverile, si trovano le storie, gli infiniti racconti offerti dalla natura in attesa di qualcuno che li traduca in parole e li renda disponibili agli altri": così inizia il libro dell'entomologo Gianumberto Accinelli dedicato agli insetti più belli della terra, le farfalle, di cui ci svela vita, morte e miracoli. Grazie ad una rara dote di divulgatore e una genuina passione per il proprio lavoro, il suo "La meravigliosa vita delle farfalle" è molto di più di un libro sugli insetti: è una specie di romanzo scientifico, che appassiona e stupisce. Tra le pagine scopriamo l'origine e l'evoluzione delle farfalle: avreste mai pensato che discendono dai vermi? Ma scopriamo anche che i bruchi mangiano una quantità di cibo pari a 20 volte il loro peso corporeo... o, ancora, che alcune farfalle "annusano" con le antenne, mentre assaggiano con le loro zampette. Accinelli ci racconta di farfalle che si nutrono di sangue, ci svela l'esistenza di bruchi cannibali, ma ci spiega anche l'utilità e la simbologia di questi insetti che da sempre hanno affascinato l'uomo. 
Se le protagoniste indiscusse di questo libro sono "le perle dell'aria", le coloratissime farfalle, dopo averlo letto diventa però mirabilmente chiaro che sul nostro pianeta tutto è connesso: le montagne e i prati, le farfalle e i fiori, i bruchi e i cactus, l'agricoltura e gli uomini.

Ed è questo il miglior pregio di questo libro: parla essenzialmente di farfalle, ma per farlo non può fare a meno di parlare anche dell'uomo e della Terra, delle città e della natura che fatica a conservare i propri spazi vitali. Tra le campagne impestate dai pesticidi, dove sopravvivono solo le coltivazioni umane e non le piante spontanee necessarie alla sopravvivenza delle farfalle, e le città dove regnano cemento e asfalto, sembra che il 45% delle farfalle europee sia in crisi. Con una sorpresa: se volessimo aiutare questi meravigliosi insetti a sopravvivere, fornendo loro un habitat più adeguato alle loro esigenze, sarebbe più opportuno creare piccole "oasi" e corridoi ecologici in città, piuttosto che in campagna. Allo stato attuale delle cose è ancora difficile eliminare tutti i pesticidi dall'agricoltura e dalle campagne: meglio allora trasformare le città a misura di farfalla, coltivando su balconi, terrazzi, orti, cortili e giardini pubblici tutta una varietà di piante e fiori graditi a questi insetti multicolori. È questo il senso del progetto "Effetto farfalla": "Se tante persone curassero queste piante si creerebbero dei veri e propri corridoi ecologici che percorrerebbero la città unendo i parchi periurbani, spesso ricchi di biodiversità e quindi di farfalle, con quelli urbani trasformando la città in un unico grande parco" (G. Accinelli, La meravigliosa vita delle farfalle, p. 116). Per farlo, possiamo ad esempio informarci e acquistare i semi di piante e fiori da Eugea, spin off dell'Università di Bologna fondato proprio dallo stesso Accinelli... per creare tutti insieme città più a misura di farfalle e forse anche di noi uomini.

giovedì 2 aprile 2015

Auguri di buona Pasqua

Questo è un periodo in cui "Rumore di Fusa" non può occupare troppo il mio tempo e i miei pensieri, ma ci tenevo a lasciarvi i miei auguri per queste imminenti festività pasquali... chiaramente fatti a tutti voi insieme alla mia inseparabile gatta Paciocca, che ora si gode il giardino primaverile!

lunedì 23 marzo 2015

Una stagione: la primavera (2015 - 1)

Dall'ultima volta, torno a pubblicare che è già primavera! Con lo scorso venerdì, un equinozio che è stato particolarmente affascinante per l'eclissi di sole che abbiamo potuto ammirare in cielo, è iniziata infatti questa nuova stagione... l'albicocco è fiorito anche quest'anno e sono subito arrivate le api ad approfittarne, inaugurando a tutti gli effetti la rinascita della natura e dei suoi cicli. I prati si coprono di colori e profumi, grazie a margherite, tarassaci, viole, non ti scordar di me ed altri fiori spontanei... Le foto che oggi vi mostro documentano i primi passi di questa nuova stagione appena cominciata, talmente graduale ed equilibrata per temperature e manifestazioni naturali che sembra davvero "da manuale", come non se ne vedevano da tempo.




Questa primavera è arrivata in punta di piedi, intervallando miti giornate di sole a cupe piogge, mentre di notte le temperature hanno iniziato ad innalzarsi solo molto gradualmente. Basta ancora un soffio di vento più freddo per ricordarci che l'inverno è passato da giusto una manciata di giorni! Inoltre, mentre le magnolie, i frutteti e le forsizie sono già uno spettacolo di fioritura, le foglie degli alberi indugiano ancora, pronte ad esplodere nelle prossime settimane.  E, devo dire, è meglio così: apprezzo di più il passaggio graduale da stagione a stagione...


 


Paciocca è ancora molto dormigliona e passa gran parte della giornata sul divano, come faceva d'inverno... ma non appena esce in giardino si perde tra i rinnovati profumi, i voli industriosi di farfalle e api, il cinguettìo indaffarato degli uccelli che ora non hanno più come preoccupazione la sopravvivenza invernale, bensì la stagione degli amori e della riproduzione. Ogni giorno ammiro cince, merli, fringuelli... ed è tornata anche una bella coppia tubante di tortorelle.

 

 

Paciocca non si può far scappare tanto ben di Dio e si tuffa nell'erba, si arrampica sugli alberi, oppure si stende pacificamente per scaldarsi sotto i raggi del sole primaverile... beata lei che, in ogni stagione, si gode sempre la vita! E voi come state vivendo questo inizio di primavera?