giovedì 25 agosto 2016

Tutti pazzi per le upupe!

In questa lunga e felice estate, tra i vari momenti speciali che ho vissuto, ricorderò sempre un incontro inaspettato e prezioso, uno di quegli avvenimenti che mi entusiasmano e mi emozionano con semplicità... a metà giugno scorso infatti, per una decina di giorni, una coppia di upupe ha fatto visita al nostro giardino. L'upupa è un uccello inconfondibile e meraviglioso, con un volo "a farfalla" e un'elegante cresta che si alza ad ogni atterraggio... nella mia campagna ferrarese sapevo della presenza delle upupe, ma mai ero riuscita a vederle così da vicino e così a lungo: la coppia ha deciso proprio di venire a rifocillarsi nel giardino dei miei genitori e in particolare sotto la finestra della cucina. Vedere questa coppietta al tramonto, volare e planare per più di un'ora tra il campo di grano dorato, l'erba verde del giardino e il cielo sfumato, è stato qualcosa di unico.


L'upupa si nutre a terra, prevalentemente di insetti e larve sotterranee: infila il suo lungo becco nel terreno per sondarlo, finchè non trova un malcapitato "bocconcino". Le due upupe del mio giardino hanno fatto un vero e proprio banchetto con le forme giovanili delle cicale, ancora sottoterra, e ho potuto osservare chiaramente le upupe, dopo essersi rifocillate, alzarsi in volo con l'insetto nel becco per portarlo evidentemente al loro nido. Dopo qualche giorno una delle due upupe non si è più vista, mentre l'altra ha aumentato sensibilmente le sue incursioni nel nostro giardino (dal mattino a sera era sempre da queste parti, alla ricerca di cibo) e non faceva altro che planare, catturare cicale (tenendole nel becco, senza mangiarle) e ripartire in volo verso la stessa direzione. Siti e manuali di ornitologia confermano che, al momento della schiusa delle uova, la madre resta sempre nel nido e sta all'upupa maschio il compito di sfamare tutta la famiglia. Bravo papà!


L'upupa emette il tipico suono "hup-up-up" da cui deriva il suo nome, oppure in caso di pericolo un verso sgradevole e gracchiante, facilmente confondibile con il verso delle cornacchie. Penso proprio di averlo sentito! Dopo una decina di giorni gli avvistamenti delle upupe sono scemati sempre più, fino a scomparire di nuovo nella regolare "invisibilità" che le contraddistingue. Sappiate che, in 25 anni che abito da queste parti, quest'anno è stato il primo in cui mi sia capitato il privilegio di osservare per giorni le upupe, nelle loro abitudini quotidiane... è stato davvero bello e, anche se le foto che sono riuscita a fare non rendono giustizia a questo meraviglioso uccello, è stato un incontro speciale.


Il profilo crestato e il piumaggio tipico dell'upupa l'hanno resa un uccello celebre in tutte le culture, protagonista di miti, racconti e leggende. In Italia, dal 1971, è diventata il simbolo famoso e inconfondibile della LIPU. Ed è proprio la LIPU a consigliare di impiegare l'estate come periodo strategico per il birdwatching, in vacanza come a casa propria, perchè in questa stagione gli uccelli sono impegnati nella loro routine più intensa dell'anno: il periodo riproduttivo e di accudimento del nido. E nel vademecum del birdwatching estivo, si legge proprio che è l'occasione per "osservare specie rare. Gli uccelli migratori come il gruccione o la bellissima upupa (simbolo della Lipu) sono specie che non vivono in Italia tutto l'anno, ma sono qui da noi solo di passaggio o per nidificare".


E mentre quest'estate è ormai giunta alle sue ultime settimane, ricorderò sempre con piacere e gratitudine come è iniziata: con una coppia di upupe affiatate e indaffarate, al tramonto nel mio giardino. L'upupa è monogama solo per una stagione e, terminato il periodo riproduttivo, in autunno migra verso regioni più calde, tornando a cercare un nuovo partner solo nell'anno successivo... chissà se la "mia" coppietta si è già salutata, apprestandosi a migrare, o se stanno ancora svolazzando insieme, da qualche parte oltre gli alberi del mio giardino!
Cogli l'occasione di osservare specie rare. Gli uccelli migratori come il gruccione o la bellissima upupa (simbolo della Lipu) sono specie che non vivono in Italia tutto l'anno, ma sono qui da noi solo di passaggio o per nidificare. - See more at: http://www.lipu.it/articoli-natura/8-oasi-e-centri-di-recupero/428-fare-birdwatching-in-estate#sthash.YHPIj7XE.dpuf
Cogli l'occasione di osservare specie rare. Gli uccelli migratori come il gruccione o la bellissima upupa (simbolo della Lipu) sono specie che non vivono in Italia tutto l'anno, ma sono qui da noi solo di passaggio o per nidificare. - See more at: http://www.lipu.it/articoli-natura/8-oasi-e-centri-di-recupero/428-fare-birdwatching-in-estate#sthash.YHPIj7XE.dpuf
Cogli l'occasione di osservare specie rare. Gli uccelli migratori come il gruccione o la bellissima upupa (simbolo della Lipu) sono specie che non vivono in Italia tutto l'anno, ma sono qui da noi solo di passaggio o per nidificare. - See more at: http://www.lipu.it/articoli-natura/8-oasi-e-centri-di-recupero/428-fare-birdwatching-in-estate#sthash.YHPIj7XE.dpuf
Cogli l'occasione di osservare specie rare. Gli uccelli migratori come il gruccione o la bellissima upupa (simbolo della Lipu) sono specie che non vivono in Italia tutto l'anno, ma sono qui da noi solo di passaggio o per nidificare. - See more at: http://www.lipu.it/articoli-natura/8-oasi-e-centri-di-recupero/428-fare-birdwatching-in-estate#sthash.YHPIj7XE.dpuf

mercoledì 17 agosto 2016

La divertente eccentricità dei nostri mici!

Ritorno, con passo felpato, a scrivere sul mio blog, dopo una meravigliosa luna di miele trascorsa sulle paradisiache spiagge di Minorca... e ritorno quindi con un post leggero e divertente, irresistibile e buffo... come può esserlo solo se ha per protagonisti i nostri mici, fiere tigri in miniatura ma anche domesticissimi amici pelosi che condividono con noi i momenti più quotidiani della giornata! Sbocconcellando con appetito una banana o restando immobili in pose incredibili sul nostro divano...! Vedere per credere, i mici più eccentrici del web!



Sono sicura che questi micioni vi avranno messo di buon umore, o quanto meno strappato un sorriso! Vi auguro un buon proseguimento di settimana e di agosto, godiamoci l'ultimo scampolo di estate!

sabato 30 luglio 2016

Un giorno speciale!

La felicità nel matrimonio non è qualcosa che semplicemente accade, un buon matrimonio deve essere creato. In un matrimonio le piccole cose sono le più grandi… e non si è mai troppo vecchi per tenersi mano nella mano. È ricordarsi di dire “ti amo” almeno una volta al giorno. Non è mai andare a dormire arrabbiati. È mai darsi per scontati l’un l’altra; perché le attenzioni non finiscano con la luna di miele, ma continuino giorno dopo giorno, negli anni. È avere in comune valori e obiettivi. È stare in piedi insieme di fronte al mondo. È formare un cerchio d’amore che accoglie in tutta la famiglia. È fare le cose l’uno per l’altro, non per dovere o sacrificio, ma con spirito di gioia autentica. È apprezzare con le parole, dire grazie con modi premurosi. Non è alla ricerca della perfezione nell’altro.
È coltivare la flessibilità, la pazienza, la comprensione e l’ironia. È avere la capacità di perdonare e dimenticare e creare un ambiente in cui ciascuno può crescere. È trovare spazio per le cose dello spirito e della ricerca comune del bene e del bello. È stabilire un rapporto dove l’indipendenza, la dipendenza e l’obbligo sono alla pari.
Non è solo sposare la persona giusta, è essere la persona giusta. 
È scoprire ciò che il matrimonio può essere, nel meglio.

"L'arte del matrimonio" di Wilferd A. Peterson



Ebbene sì, oggi è stato il nostro giorno speciale, pieno di tante emozioni e grande gioia!

sabato 16 luglio 2016

Tempo d'estate (2016 - 1)

Esiste qualcosa di più bello dei covoni e dei girasoli d'estate? A mio parere, niente... e mi entusiasmo ancora come una bambina, non appena li avvisto per le strade che costeggiano i campi nei dintorni di casa mia. Così ecco a voi qualche scatto di covoni e girasoli, in giornate piene di luce e di aria, mentre il canto delle cicale risuona ovunque...





L'afa che ci ha presi di mira per diverse giornate nelle scorse settimane, in questo momento ha allentato la presa e questo metà luglio sta regalandoci alcuni giorni di sole e aria fresca, piacevolissimi davvero... il momento giusto per concludere il trasloco e iniziare ad abitare nella nuova casa, finalmente pronta!




Andare in bici per queste strade è una vera fortuna, passano poche auto e si possono fare scoperte interessanti, come alcuni "incontri sonori"... ad esempio in questo canale il concerto delle cicale ha duettato con un assolo forte e potente, quasi un muggito appunto, di una rana toro. Ho provato ad avvicinarmi per individuarla tra le canne, ma non ci sono riuscita... mi resta il ricordo del sole sulla pelle, la limpidezza della giornata e questo suono così inconfondibile del grosso anfibio. Voi l'avete mai udito?


In mezzo a queste canne si nasconde una rana toro...


Ma l'estate è anche tempo di frutti... ecco le nostre more, che finalmente hanno attecchito nel giardino di mia mamma, mentre stanno maturando al sole! Vere e proprie gemme dal gusto pieno, dolce e aspro allo stesso tempo, sono un dono prezioso... negli ultimi anni purtroppo i rovi spontanei che costeggiavano una vecchia strada di campagna sono stati potati a dismisura, forse perchè troppo invasivi e disturbavano il passaggio dei motori agricoli. E così non sapevamo più dove trovare le more per la nostra marmellata! Ci siamo organizzate per averle ugualmente, anche se la soddisfazione di raccoglierle in quella stradina mi mancherà... 

Da così...
... a così!
L'estate, stagione di caldo e di calma, di frutti e di riposo, dovrebbe essere il tempo ideale per assaporare un po' di lentezza e di contatto con la natura... anche per riflettere sulle cose importanti della vita e per rassicurarci di fronte alle tante notizie di attualità che stanno sconvolgendo il nostro mondo.

martedì 12 luglio 2016

"Il passaggio dell'orso" di Giuseppe Festa

Le storie di Giuseppe Festa entrano nel cuore e lì restano: racconti di animali e di uomini, di natura e di una società umana che da un lato difende e protegge, dall'altro specula, profana e distrugge, ma anche racconti di vita e di speranza, di bellezza e di libertà, di storture e di crudeltà, di coraggio e di responsabilità. "Il passaggio dell'orso" non è il primo romanzo che leggo di quest'autore, ma è quello da cui voglio iniziare per presentarvi le sue opere, che sono sì storie immaginarie, ma costruite sulla base di esperienze di vita vissuta dall'autore nei parchi naturali italiani, a contatto con gli animali che lì vivono (o sopravvivono). E così ci troviamo a leggere una storia talmente verosimile da sembrare cronaca, mentre le emozioni del lettore si fanno sempre più forti, grazie all'ottimo talento narrativo di Festa. Il Parco Nazionale d'Abruzzo è la cornice meravigliosa, al contempo accogliente e selvaggia, dove si svolgono le vicende del guardiaparco Sandro e dei volontari Viola e Kevin, due diversissimi adolescenti che vengono mandati a trascorrere la loro estate al Parco, dove impareranno ad apprezzare la forza e la fragilità della natura, in questo caso magistralmente rappresentata delle vicissitudini degli orsi bruni marsicani.


E infatti tra i protagonisti del libro troviamo Orso, orso confidente che si avvicina troppo alle case degli uomini, e tutti gli ultimi orsi marsicani, che vivono proprio nel Parco d'Abruzzo: poco più di una quarantina di animali, la cui sopravvivenza purtroppo dipende in massima parte dalle decisioni umane, nel bene e nel male. Ne "Il passaggio dell'orso" Festa intreccia abilmente la narrazione delle vicende degli orsi con temi di tutela ambientale e fatti d'ordinario squallore umano, quando politica, denaro e profitto valgono più della vita. Ma abbiamo anche motivi di speranza: la volontà e la passione dei guardiaparco, la meraviglia e la curiosità delle persone che si avvicinano al volontariato nel Parco e così scoprono una natura da conoscere, amare e custodire. Ecco un documentario in compagnia dello stesso Giuseppe Festa, che oltre a scrivere libri si occupa anche di divulgazione naturalistica e ambientalista, sul Parco Nazionale d'Abruzzo, gli orsi e i guardiaparco che hanno ispirato la storia del romanzo:



Leggendo "Il passaggio dell'orso" scoprirete moltissime cose sugli orsi (in particolare i marsicani), ma anche su uno dei nostri più suggestivi parchi nazionali, mentre la storia vi commuoverà e vi emozionerà, talvolta restando ammutoliti di fronte alla bellezza della natura, talvolta rimpiangendo di non poter fare di più, in prima persona, per proteggerla con le vostre stesse mani. I libri di Giuseppe Festa, di cui "Il passaggio dell'orso" è quello d'esordio, sono così: storie di vita umana e non umana, ma anche inni al valore impagabile della nostra natura italiana. E quando leggerete, nelle pagine finali del romanzo, del passaggio dell'orso... vi sembrerà di essere davvero lì, ad ammirare con gli occhi lucidi il passo maestoso di quell'animale pacifico e potente, meraviglioso ma così in pericolo, che chiede solo di essere rispettato. Una lettura preziosa.