sabato 15 aprile 2017

Buona Pasqua!

Il periodo che precede la Pasqua è il periodo in cui la vita si muove nuovamente verso la sua pienezza e, con questa sua forza oggi così poco compresa, spinge anche noi a rinnovarci, ad abbracciare con una nuova visione lo scorrere incerto della vita. 
Susanna Tamaro

Pecore e agnelli nel sottomura di Ferrara: sono tornate anche quest'anno!
Ancora una volta, come già qualche anno fa, prendo in prestito le parole di Susanna Tamaro per augurarvi buona Pasqua! E vi suggerisco nel frattempo un interessante articolo del Fatto Quotidiano, a proposito del "tradizionale" massacro degli agnelli in occasione di questa festività. La sensibilità degli italiani per fortuna sta cambiando e il consumo di carne d'agnello diminuisce ad ogni nuova Pasqua, anche se non mancano polemiche, strumentalizzazioni e banalizzazioni attorno a queste tematiche. Possiamo domandarci se è giusto continuare a mangiare maiale e manzo, risparmiando un agnellino di poche settimane; possiamo chiederci anche se è giusto boicottare il lavoro (o almeno una sua parte) dei pastori italiani; possiamo altrettanto riflettere sui tempi che cambiano e le tradizioni che vale la pena conservare. Per come la vedo io, abbraccio in pieno il pensiero espresso dall'articolo: il mondo è cambiato, così come la nostra alimentazione e sta trasformandosi anche la nostra sensibilità, i mestieri si adeguano pur sempre alle richieste del mercato e non è sacrilegio pensare di risparmiare la vita di creature venute al mondo da pochi giorni. Che poi questo non conduca immediatamente ad abbracciare una dieta interamente vegetariana, è pur sempre qualcosa, è pur sempre un inizio. Non credete anche voi? Buona Pasqua a tutti!

giovedì 6 aprile 2017

"L'ombra del gattopardo" di Giuseppe Festa

Ormai lo sapete, adoro la penna di Giuseppe Festa, già autore de "Il passaggio dell'orso" e "La luna è dei lupi". I suoi romanzi sono tutti ambientati in Italia, nella nostra natura meravigliosa che tanto spesso sottostimiamo proprio in quanto così vicina, pensando che l'Amazzonia da salvare si trovi - appunto - solo in Amazzonia. In realtà esistono tante piccole Amazzonie proprio qui in Italia, e Giuseppe Festa ce lo ricorda con storie semplici, lineari, credibili, ma anche toccanti, emozionanti e poetiche. Come già per le vicende narrate ne "Il passaggio dell'orso", anche in questo caso lo scenario è il Parco Nazionale d'Abruzzo, ma protagonista indiscusso del libro non è necessariamente un animale, piuttosto un mistero da chiarire: tutto ruota attorno alla mitologica figura del "gattopardo" o "lupo cerviero", felino selvatico leggendario che abiterebbe da secoli i boschi abruzzesi, senza essersi mai fatto avvistare abbastanza chiaramente da uscire dai detti popolari, per entrare a pieno diritto nella scienza. E così, quando si iniziano a rinvenire macabri ritrovamenti di animali sbranati e decapitati, insieme ad alcune orme fresche di un felino di grossa taglia, l'impossibilità di spiegare gli accadimenti e una buona dose di suggestione portano i responsabili del Parco ad avviare una caccia (fotografica) al gattopardo, tra perlustrazioni nel bosco e ricerche nelle credenze popolari.



Le vicende proseguono veloci, tra gli scenari mozzafiato della nostra bellissima Italia e i paesaggi solitari, quasi alieni, della Finlandia, dove uno dei protagonisti si reca per fare pratica di fotografia naturalistica. L'idea sarebbe infatti di appostarsi nel Parco Nazionale d'Abruzzo per scattare una foto al felino imprendibile e dimostrare così la sua esistenza, avviando quindi una seria ricerca scientifica su di esso. Ma il gattopardo esiste davvero o è solo una leggenda? E gli orrori dei quali viene considerato responsabile saranno davvero suoi, o piuttosto è diventato un capro espiatorio per vicende di ben diversa natura? 
Il lettore sa che il gattopardo esiste davvero, e anzi si tratta di una "gattoparda" con cucciolata al seguito, per la quale caccia ed uccide le sue prede: per tutto il libro quindi, sappiamo che la felina può essere rintracciata davvero. Eppure non riusciamo a provare un reale desiderio che il gattopardo possa essere trovato, nonostante la ferinità delle sue azioni, così cruente  ma anche così giuste e appropriate, in una natura selvatica. E alla resa dei conti, a fronte di una natura da tutelare e un'ambizione umana che spesso non conosce limiti, il libro risolve tutti gli interrogativi tranne uno, il più importante: il gattopardo resterà nell'ombra, resterà mistero, resterà al sicuro. Una storia meravigliosa, ancora una volta. Grazie Giuseppe Festa.

sabato 1 aprile 2017

Manuale di istruzioni per il tuo gatto!

Buon primo aprile! Oggi, per rispettare lo spirito goliardico che tradizionalmente dovrebbe animare questa giornata, ho pensato di proporvi un video tutto scherzoso dedicato al nostro simpatico felino domestico. "Manuale di istruzioni per il tuo gatto" infatti è un piccolo condensato di battute ma anche grandi verità su com'è la vita con un micio...  tra gioie, contraddizioni e qualche inevitabile difficoltà!


Che ne dite, possiamo considerarlo un inoffensivo "pesce d'aprile" per i noi e i nostri gatti? In ogni caso, buon inizio di aprile a tutti e buon fine settimana!

mercoledì 29 marzo 2017

Adottare animali a beneficio dei propri bambini: una scelta su cui riflettere

I tempi cambiano, le idee mutano e così anche le consuetudini nel nostro rapporto con gli animali domestici, nel bene e nel male. Circa venticinque anni fa ricordo ancora mia madre che, alle mie richieste da bambina sull'adottare un gatto, mi rispondeva "No, sporca troppo" (naturalmente poi abbiamo adottato più di un gatto, in barba alle sue scuse). Conosco famiglie che per anni hanno evitato di accogliere un micio, per timore che questo fosse fonte di germi o allergie per i bambini; oppure casi in cui, dopo aver introdotto un gatto nel nucleo famigliare, questo non fosse poi ammesso in casa proprio in quanto considerato "sporco" e veicolo di microbi. Negli ultimi decenni queste convinzioni sono mutate radicalmente e anzi, dopo un periodo di vera e propria demonizzazione del cane e del gatto quali fonti di potenziale pericolo, germi e sporcizia, si è passati forse all'estremo opposto. Oggi i cani dormono con noi nella nostra camera da letto e i gatti zampettano tranquillamente sui ripiani della nostra cucina: è sparita completamente la preoccupazione per la loro "sporcizia" e si è passati alla visione dell' "animale-vaccino", soprattutto in relazione a bambini piccoli e piccolissimi. Secondo alcuni studi infatti, tenere un cane o un gatto stimolerebbe in modo blando il sistema immunitario e preserverebbe così dallo sviluppare le allergie, in particolare in certe fasi dello sviluppo. E da qui siamo passati quindi a tutta una corrente di pensiero che vede il cane o il gatto adottati quasi solo per questo scopo: "perchè fanno bene" al neonato o al bambino, così come a noi. 


Ma è giusto adottare un animale in virtù di queste sue "potenzialità terapeutiche"? Ovviamente la risposta che mi sento di dare è, almeno parzialmente, negativa: non dovrebbe essere la motivazione primaria che porta una famiglia a visitare un gattile o un canile. Oltre alle ragioni più marcatamente sanitarie, ci sono poi altri motivi vagamente "di moda" che inducono una famiglia ad adottare un animale sempre "per il bene del pargolo": la presenza di un animale da compagnia sarebbe infatti importantissima per le future relazioni del bambino, il quale imparando a rapportarsi con un cane o un gatto, svilupperebbe intanto empatia, sensibilità e apertura mentale. Il che è tutto vero, naturalmente, ma andrebbero fatte alcune precisazioni in merito, per evitare di scadere in una pericolosa filosofia spicciola: non basta adottare un cane o un gatto perchè il bambino cresca magicamente empatico, rispettoso e mentalmente aperto agli altri, anzi. Adottare animali in presenza di bambini piccoli e molto piccoli implica piuttosto un serio (e meraviglioso, intendiamoci) "lavoro" con il bambino, affinchè questo non consideri istintivamente il cane o il gatto l'ennesimo gioco a sua disposizione, ma un'altra creatura con cui costruire una relazione di rispetto, affetto, complicità e responsabilità. Affiancare un animale domestico a un bambino piccolo, senza poi curarsi di "educare" il loro rapporto, potrebbe invece implicare spiacevolissime sorprese per il piccolo umano, ma anche stress quotidiano per l'animale. Consideriamo infatti che i bambini (in particolare tra i 3 e i 5 anni) possono avere comportamenti imprevedibili e sono sicuramente inconsapevoli delle esigenze reali di un animale domestico, in particolare del gatto, molto più "lunatico", indipendente e istintivo del cane. Ci vuole quindi buon senso nell'adozione e tempo a disposizione per curare i rapporti all'interno della propria famiglia "allargata", per tutelare il bene sia dei bambini che degli animali. 


Possiamo trovare molte ragioni, purtroppo non sempre valide, per scegliere di adottare un cane o un gatto: perchè ci regala affetto e gioia, perchè "fa bene" alla salute, perchè "educa" al rapporto con l'altro, perchè ci riempie una casa che sarebbe diversamente troppo vuota, perchè abbiamo bisogno di una novità nella nostra quotidianità. Ma la verità è che adottare un animale domestico deve essere una scelta dettata prima di tutto da consapevolezza e amore, in tutte le sue sfaccettature: e per questo occorre valutare la nostra famiglia e le sue possibilità di accogliere/gestire positivamente un membro "non umano". Questo vale in tutti i casi, ma ancora di più se si hanno bambini piccoli o situazioni particolari che richiedono da parte nostra cura e attenzione. La compagnia di un cane o di un gatto nella nostra vita dà innegabilmente benefici impagabili: affetto spontaneo e genuino, la sensazione piacevole data dal prenderci cura di qualcuno che ci ama e a suo modo si prende cura di noi. Vedere bambini e animali crescere insieme è meraviglioso e la presenza di un cane o un gatto in famiglia arricchisce moltissimo qualsiasi infanzia, ma non dobbiamo pensare che il rapporto spontaneo tra animali e bambini non richieda attenzione da parte nostra. Non è scontato che l'animale sia perennemente disposto ad accettare pazientemente e senza conseguenze le eventuali situazioni stressanti nella vita famigliare, così come non dobbiamo farci l'idea dell'animale come "panacea" per i nostri figli. Occorre equilibrio, consapevolezza, responsabilità, come in ogni buona scelta di vita. Altrimenti l'esperienza potrebbe rivelarsi controproducente per noi, per i nostri famigliari umani e per gli animali.

sabato 25 marzo 2017

Aria di primavera (2017 - 1)

Ufficialmente è il primo weekend di primavera, ma le temperature sono così alte che sembra di essere un mese avanti rispetto al calendario! I prati sono punteggiati di margherite, violette, “occhi della Madonna” e tanti altri fiorellini spontanei… gli alberi da frutto sono dei veri e propri bouquet, totem floreali che richiamano a danzare attorno a loro api e bombi… gli uccellini indaffarati riempiono di cinguettii l’aria, mentre i raggi del sole scaldano di nuovo...





I bulbi stanno sbocciando uno dopo l’altro: ormai sono già sfioriti i narcisi, è il turno di mughetti e giacinti, ma si allungano sempre di più anche gli iris, per il prossimo maggio. Io attendo speranzosa che spuntino anche gli amarillys che ho messo a dimora in autunno, sono tra i miei fiori preferiti e spero che mi diano una spettacolare fioritura per il mio compleanno. 





Nel frattempo, con l’arrivo della bella stagione tornano anche i lavori in giardino: piantare nuove piante, seminarne altre, tagliare l’erba che sta già crescendo rigogliosa. Solo gli alberi, in tutto questo tripudio di gemme, boccioli e petali, se la stanno prendendo comoda: che diffidino di questa primavera dirompente e temano un colpo di coda del freddo? Il loro verdeggiare è ancora un po’ indietro, ma sono convinta che tra una sola settimana i giardini prenderanno tutte le sfumature più smeraldine, tra foglie e foglioline appena spuntate. 






Paciocca si gode il sole, la campagna e il giardinaggio in compagnia: si vede quanto anche i gatti amino la bella stagione! E inizia già a perdere il pelo… quanto a me, vivo sempre il passaggio tra inverno e primavera con un po’ di indolenza, che talvolta diventa vera e propria spossatezza psicofisica: dormirei sempre e anche le comuni azioni quotidiane mi paiono più faticose del normale! Figuriamoci quindi il blog, che mi piacerebbe fosse aggiornato con più assiduità e impeto: resta invece una delle ultime (pur sempre piacevoli) cose da fare, al termine della settimana. 



Questo primo fine settimana di primavera vede anche il ritorno dell’ora legale: questa notte si dorme un’ora in meno (povera me!). Concludo questo post con una bella citazione di Fabrizio Caramagna dedicato a questa nuova stagione appena iniziata: "Questo mi dice un campo luminoso di primavera: semina la gentilezza, cogli il rispetto, coltiva la serenità".
Buona primavera a tutti!

lunedì 13 marzo 2017

La frase del giorno: (in ricordo di) Danilo Mainardi

"Occorre, per cercare di penetrare in quel mistero che è l'animo di un gatto, tornare indietro alla sua primitiva storia naturale. [...] Mi riferisco al suo modo di cacciare, notturno, d'agguato. Il gatto, è stato detto, è un gufo senza ali, e in effetti quella del gatto selvatico e dei rapaci notturni è davvero, per molti aspetti, una vita parallela. Da ciò la straordinaria somiglianza, quei grandi occhi gialli soprattutto, ma molto di più se ve li immaginate appostati su un ramo, in attesa della preda su cui piombare".
Danilo Mainardi

Kenta, Gattile di Ferrara - foto di Danila Tappi per A Coda Alta

Vorrei ricordare con questa suggestiva citazione il grande Danilo Mainardi, uno dei maggiori etologi italiani nonchè presidente onorario della LIPU, che è venuto a mancare proprio la scorsa settimana. Mi è dispiaciuto molto leggere della sua scomparsa, se ne va una grande personalità che ha dedicato la sua vita alla scoperta, alla divulgazione e soprattutto alla difesa della natura... leggevo sempre con piacere la sua rubrica sul periodico della LIPU "Ali" ed infatti l'organizzazione di cui era presidente lo ricorda con commozione e gratitudine. Nel mio piccolo, lo saluto così e intanto auguro a tutti voi buona settimana, sperando che sempre più persone possano interessarsi al mondo animale e naturale, con curiosità e rispetto.

domenica 5 marzo 2017

"Il paradiso dei gatti" di Émile Zola

Un racconto brevissimo, da leggersi in pochi minuti, magari davanti al caffè della domenica, per riflettere su questa vicenda felina tra il fantasioso e l'assolutamente realistico, firmata Émile Zola. Il protagonista è un pigro e paffuto gatto d'Angora, stanco di vizi e stravizi assicuratigli da una vita d'appartamento, un'esistenza agiatissima ma anche vagamente soffocante. Il nostro felino osserva infatti dalla finestra, con crescente frustrazione, le mirabolanti avventure dei gatti di strada che balzano sui tetti, zampettano sui cornicioni e dormono sotto il cielo stellato... fino a sentirsi una vera tigre in gabbia, stomacato dall'abbondanza di soffici cuscini dove riposare, dai succulenti pranzi di carne, dalle amorevoli coccole della sua padrona. Il gatto d'Angora anela ad assaggiare invece quella pura libertà, quell'avventura apparentemente così eccitante, per poter sfogare la sua naturale selvatichezza che non può esprimere tra le quattro mura domestiche. E allora, non appena arriva l'occasione propizia, ecco che il nostro amico felino scappa di casa e, al settimo cielo, si unisce a una "banda" di gatti di strada, buttandosi entusiasta nella vita del randagio. 

Questo racconto è un ebook pubblicato da Faligi Editore

Ci vorrà ben poco perchè il nostro micio comprenda il suo palese errore: i morsi della fame, i pericoli e le intemperie si abbatteranno su di lui che, disperato, perderà ogni illusione. La vita di strada, infatti, non è per tutti i gatti: solo i più forti sopravvivono, pagando la loro libertà spesso a caro prezzo. Fortunatamente il nostro gatto d'Angora verrà ricondotto alla sua casa, non senza una certa dose di disprezzo, da uno dei randagi. Qui, la padrona umana del gatto lo picchierà per la sua marachella, ma il racconto si conclude con una morale inequivocabile: terminata la punizione per essere fuggito, alla quale si rassegna quasi con approvazione, il gatto d'Angora già pregusta il suo pranzetto di carne che lo aspetta, di nuovo al sicuro in casa sua. E secondo Zola "il paradiso dei gatti" è appunto proprio questo, al di là della sopravvalutata libertà dei gatti di strada.

La vita del gatto randagio è durissima e piena di pericoli, ma anche ogni micio "di famiglia" che ha accesso all'esterno corre dei rischi: il mondo di oggi non è assolutamente a misura di gatto. Va fatta attenzione!

Ho apprezzato molto questa storia, che si legge in un soffio, perchè fa luce con eleganza e sintesi su una grande verità che riguarda l'animo del gatto, eternamente diviso tra l'apprezzamento delle comodità e l'affetto che prova per il mondo umano, e la sua indole atavicamente selvatica, da cacciatore. Se è vero che, per starci accanto, spesso il nostro gatto rinuncia ad una parte della sua libertà e del suo istinto naturale, è altrettanto vero che per seguire questo impulso ancestrale purtroppo rischia di finire in grave pericolo. E allora cosa è meglio, un'esistenza protetta ma limitata o una vita dove l'indipendenza implica alcuni rischi importanti? Purtroppo il vero paradiso dei gatti, probabilmente, è ciò che a pochi felini domestici è oggi concesso: un giardino sicuro e spazioso, dove poter essere una tigre in libertà quando l'istinto lo suggerisce, e una casa accogliente nella quale tornare ogni giorno, facendo docili fusa alla propria famiglia umana.

martedì 28 febbraio 2017

Atmosfere d'inverno (2017 - 2)

E con oggi si chiude anche questo febbraio, già due mesi interi del "nuovo" anno che mi sembra iniziato giusto ieri: come vola il tempo e quante cose sono già successe! Vi propongo intanto una serie di scatti delle mie passeggiate in giardino con Paciocca nei weekend di gennaio e febbraio, che mostrano il mutare della stagione da un pieno e rigido inverno che si stempera ormai in tonalità, temperature e luci primaverili... per chi aspetta con trepidazione la nuova stagione e per chi vuole ammirare ancora per un po' le atmosfere invernali...





Le potature del giardino in gennaio sono state un'occasione propizia per Paciocca per giocare e cacciare tra le sterpaglie e i tronchi tagliati: non sia mai che un gatto non ne approfitti! Ma anche lo stagno semighiacciato, che per un certo periodo è stato rifugio di una lepre adulta, è stato un buon banco di prova per la mia gatta, che non mancava mai di ispezionarlo minuziosamente, con puntigliose annusate in giro... 


 


Con l'arrivo di febbraio, giorno dopo giorno, il gelo ha allentato la sua presa e il cielo si è fatto sempre più terso... ed ecco il Calicantus fiorito, così come i primi narcisi che sbocciano timidamente, mentre fanno la loro audace comparsa perfino alcune margherite. Anche gli iris sono spuntati, per dare spettacolo puntalmente tra aprile e maggio prossimo. Insomma, un inverno che già fa intravedere molti sviluppi futuri! 

 






E intanto Paciocca sta più a lungo in giardino, in quest'ultima decina di giorni: si scalda la folta pelliccia al sole e sorveglia che nessun invasore entri nel suo territorio... infatti nelle scorse settimane ha avuto qualche spiacevole incontro con un gatto alla ricerca di "avventure"... e così ora la mia micia, inquieta, sorveglia spesso l'orizzonte, nel caso si palesasse di nuovo l'imprudente felino (il quale, ahimè, è aitante e grosso ben più di lei...!). 




Con oggi, "martedì grasso", si conclude anche il Carnevale: una duplice conclusione che, da domani, ci proietta direttamente verso Pasqua e la primavera piena. Voi la attendete con ansia oppure restereste volentieri nelle atmosfere invernali ancora un po'? Io, forse per la prima volta in vita mia, quest'anno non ho particolari preferenze... spero solo, nella prossima stagione, di avere un po' più di occasioni e di tempo per stare all'aperto con la mia micia! Buona fine di febbraio a tutti!

venerdì 17 febbraio 2017

Frase del giorno, per la festa del gatto: Desmond Morris

Il gatto, compagno pigro e sfuggente, 
elettrico e carezzevole 
è una fonte inesauribile di 
enigmi, delizie e tormenti. 
Desmond Morris

Penelope, micia del Gattile di Ferrara

Che io adori Desmond Morris non è un mistero: la sua competenza scientifica di etologo va di pari passo alla sua capacità letteraria di descrivere al meglio le meraviglie del mondo animale. E in questo caso è riuscito a dipingere il gatto nei suoi tratti più caratteristici: la paciosità e la sfuggevolezza, la sofficità tutta da accarezzare ma anche quel che di... elettrico, quel guizzo imprendibile tra pelo, vibrisse e sguardo scintillante che tutti i nostri amati felini domestici hanno. Enigmi, delizie e tormenti: tre parole per descrivere il rapporto tra uomo e gatto, e direi che è proprio così! Ogni gatto conserva gelosamente una quota di mistero, almeno in parte... mentre la sua mite compagnia ci delizia il quotidiano, con affetto, simpatia, curiosità e piccoli rituali condivisi. E i tormenti? Beh, ahimè, ci sono anche quelli: i nostri amati gatti qualche volta fanno i capricci, qualche volta devono essere portati dal veterinario e curati, qualche volta ci fanno preoccupare come tutti gli altri componenti della famiglia. Ma chi li cambierebbe mai o farebbe a meno di una vita in loro compagnia? Nessuno! Ed è per questo che oggi tutti noi li celebriamo nella "Festa nazionale del gatto": auguri a tutti i nostri felini domestici e anche a noi che li amiamo!

giovedì 9 febbraio 2017

Gatti e scale, c'è chi scende e c'è chi sale...

Quanti modi conoscono i gatti di fare la scala? Ho sempre osservato con curiosità i miei gatti alle prese con questa struttura, ma devo dire che per la maggior parte delle volte si è trattato di comportamenti ordinari... insomma, i gatti fanno i gradini, zampa dopo zampa, un po' come noi (ma con più eleganza). Sanno anche correre su e giù per la scala, all'impazzata e di solito per giocare: ma questo lo sappiamo fare anche noi (con meno grazia e di solito rischiando di romperci l'osso del collo). Le cose prendono un'altra piega quando i nostri felidi decidono di fare la scala a partire dal terzo, quarto gradino: il balzo per raggiungerlo è meritevole di una prestazione sportiva d'alto livello. Qualche gatto, a metà scala, può giocosamente decidere di appiattirsi sui gradini, schiacciandosi come una frittella (abbassando anche le orecchie), credendo probabilmente di scomparire mimetizzato. Qualche altro micio sa inseguire le palline su e giù dai gradini, qualche altro deciderà invece che la scala è un buon posto di vedetta per tenere sotto controllo quanto accade in casa. E poi ci sono quei gatti che rendono il fare le scale un vero, inimitabile spettacolo!


Questo secondo video vi mostra un irresistibile gatto ragdoll che tiene alto l'onore della sua razza, notoriamente famosa per avere il carattere e perfino la "consistenza" fisica di un peluche o di una bambola di pezza ("ragdoll" infatti significa proprio questo!). Una cosa meravigliosa!


E se la scala è a pioli? Ve ne do io stessa una dimostrazione, dal momento che Paciocca è abituata a fare tutte le notti la "scalata" di un vecchio scalone da contadini per raggiungere il soppalco, dove dorme. L'abitudine l'ha scelta da sola: fin da quando è stata sufficientemente grande per fare la scala, ha deciso di andare a dormire sul soppalco e da allora non ha passato una sola notte a terra. Antico portato dei suoi avi selvatici, le sarà rimasto l'istinto di rifugiarsi in alto per "scappare dai predatori". Ed eccola in azione, ogni mattina sa perfettamente dove poggiare le zampe per tornare a terra!

video

Sinceramente, prima di osservare Paciocca, non avevo idea che i gatti potessero fare anche le scale a pioli... ma inizio a credere che quasi nulla sia impossibile per i nostri amati felini domestici! E voi cosa mi raccontate dei vostri mici nel loro rapporto con i gradini? Come si comportano con le scale di casa? E a quanti tipi di scale si sono approcciati?
Raccontatemi tutto!

venerdì 3 febbraio 2017

"La luna è dei lupi" di Giuseppe Festa

Proprio in queste ultime ore si sta festeggiando, con sollievo ma anche una certa cautela, il rinvio del cosiddetto "Piano Lupo" (un programma di abbattimento controllato di questa specie protetta)... e io dunque oggi vi propongo una lettura ad hoc, perfetta per conoscere questi animali meravigliosi ma ancora più azzeccata se si vogliono comprendere davvero le dinamiche di una corretta convivenza tra uomo e lupo, considerati tutti gli interessi in gioco (nostri, dei lupi e della natura). La penna è ancora di Giuseppe Festa, di cui ho decantato le doti di narratore già con "Il passaggio dell'orso", e anche in questo caso non delude: "La luna è dei lupi" è una storia che colpisce al cuore, oltre ad insegnare davvero moltissimo sul lupo che abita i nostri boschi italiani. La storia è ambientata sui monti Sibillini, ampiamente omaggiati dall'autore con magnifiche descrizioni mozzafiato: è qui che il lupo Rio e il suo branco devono conquistarsi ogni giorno la sopravvivenza e un posto sicuro.


Le cose non sono affatto semplici come potrebbero sembrare: la sopravvivenza di un lupo adulto, così spesso dipinto come un predatore crudele e inarrestabile, non è mai scontata e anzi si traduce in una lotta quotidiana contro la fame e il freddo, in competizione con altri branchi di lupi e con lo stesso essere umano (avido di tutto, lui sì crudele e inarrestabile) per garantirsi un po' spazio vitale. Le vicende di Rio e dei lupi si intrecciano e si susseguono veloci, non c'è un attimo di respiro tra pericoli, imprevisti, vicissitudini che rendono ardua la vita di un lupo nel mondo di oggi. Ma al contempo, sullo sfondo, troviamo un respiro più ampio, potente, calmo e continuo: quello della natura selvaggia che, pazientemente, continua a esistere anche ai margini delle nostre città, negli spazi che le restano, pronta a riconquistare terreno e ad accogliere animali e uomini (almeno quelli che sanno ascoltarla). In tutto ciò, aggiuntiva nota di merito è data da alcune informazioni scientifiche sui lupi, sulla vita del branco e sui metodi per studiarli e aiutarli da parte dell'uomo che abbia a cuore le sorti di questa specie. Romanzo consigliato anche dal WWF Italia (il quale non manca di occuparsi della sorte dei lupi italiani), "La luna dei lupi" è un libro al contempo semplice e profondo, favolistico e realistico, emozionante ma anche estremamente ragionevole, che fa venir voglia di entrare in quei boschi, su quelle montagne e in quei territori dove vivono Rio e i suoi compagni, sperando di vederli magari correre liberi, finalmente al sicuro. E ci auguriamo che anche nella realtà i lupi continuino a venir compresi, rispettati e tutelati il più possibile.

lunedì 16 gennaio 2017

L'inverno, il lago gelato e l'incanto dei gatti sul ghiaccio

Ghiaccio, vento, neve e gelo! Oggi soffia da nord un vento rabbioso che rende l'aria fredda ancor più gelida e penetrante. L'acqua nei fossi e nei canali è gelata da giorni, la brina ci sveglia ad ogni mattino per sciogliersi solo verso mezzogiorno... peccato che io non abbia tempo per godermi come vorrei questo spettacolo naturale! Ma, a proposito di spettacoli naturali... ho appena scovato un video imperdibile, per tutti gli amanti dell'inverno, dei gatti e della buona musica! 
Cosa fanno i gatti alle prese con il ghiaccio invernale? Perchè, la neve sì, in fondo è una soffice coltre bianca nella quale tuffarsi... ma di fronte ad un laghetto ghiacciato, i nostri felidi come reagiscono? Eccovene un esempio, che vi conquisterà: il micio sullo specchio d'acqua cristallizzato non perde l'occasione per un'eccitante caccia alternativa, seguendo le sagome dei pesci che nuotano sotto lo strato di ghiaccio. E vogliamo parlare della possibilità di pattinare sul ghiaccio? Guardate, guardate, resterete incantati...


E i vostri gatti hanno mai potuto vivere un'esperienza come questa? Come vi ho già mostrato tempo fa, Paciocca si è divertita in più occasioni a giocare con la neve, mentre invece Romeo (il gatto di mio marito, ora rimasto dai suoceri) ha avuto una lezione di vita sul canale ghiacciato di casa sua, quando ha ceduto improvvisamente sotto il suo peso! Poverino, per fortuna l'acqua era poca e più che il pericolo Romeo ha vissuto un brutto spavento e l'umiliazione di una pelliccia fradicia! In effetti, il ghiaccio è infido e bisogna assicurarsi che i nostri mici possano approcciarsi ad esso in sicurezza.
Ma fatemi sognare ancora un po', mi riguardo ancora una volta questo video e queste scene dove felinità fa rima con eleganza, arte e vero divertimento sul ghiaccio... e vi auguro a questo punto una buona, gelida e ventosa nottata!

martedì 10 gennaio 2017

Atmosfere d'inverno (2017 - 1)

Durante le ormai passate vacanze natalizie, approfittando dei tanti giorni di gelo e sole, sono riuscita a fare tante passeggiate nei miei dintorni, scattando alcune foto a testimonianza di un inverno freddo come deve esserlo questa stagione, ma anche ricco di suggestioni e di vita che resiste alle temperature più basse... l'erba brinata ha sempre il suo fascino, mentre il sole tra i suoi ciuffi scioglie il ghiaccio, trasformandolo in rugiada:





Paciocca mi accompagna ben volentieri in queste passeggiate, sembra anzi non aspettare altro! Peccato non poterla accontentare di più, ora che è ripreso il lavoro... del resto, questi giretti in campagna, a contatto con la natura, piacciono a lei come a me: si ammirano paesaggi sempre diversi, si respira aria pulita, si ascoltano le auto in lontananza come se fossero una seccatura lontana, dando la precedenza invece a fruscii tra le foglie, il vento tra i rami spogli, gli uccellini indaffaratissimi. Un altro mondo, quasi, rispetto al tran tran frenetico di tutti i giorni.




 
Dicevo, c'è chi resiste con il freddo e anzi, forse meglio vive: il muschio a nord non è mai stato così verdeggiante e folto, quasi vellutato al tocco. E anche una curiosa serie di funghi (non ne sono certa), dalla consistenza secca e coriacea, è comparsa su un vecchio tronco.






La passeggiata è quasi finita... ancora un attimo per ammirare la quiete all'orizzonte, rendendosi conto dei dettagli vicini e del panorama lontano...

 


...e poi si rientra in casa, a godersi un pomeriggio di sole alla finestra, dormicchiando e lisciandosi il pelo cangiante. Oh, come vorrei essere un gatto!



Buona ripresa a tutti e buon inverno!