domenica 22 aprile 2018

Giornata della Terra 2018

"Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. Siamo noi. Su di esso, tutti quelli che amate, tutti quelli di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L'insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di presuntuose religioni, ideologie e dottrine economiche, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e suddito, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni "superstar", ogni "comandante supremo", ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì su un granello di polvere sospeso dentro ad un raggio di sole. La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica. Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria ed il trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un punto. Pensate alle crudeltà senza fine impartite dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti i loro malintesi, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto ferventi i loro odii. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l'illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell'Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c'è nessuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.
La Terra è l'unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c'è nessun altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Abitare, non ancora.

Che vi piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l'astronomia è un'esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c'è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l'uno dell'altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l'unica casa che abbiamo mai conosciuto."

Carl Sagan

mercoledì 11 aprile 2018

Un pipistrello per amico!

Cari amici, questa primavera è stata finalmente per me ricca di progetti "all'aria aperta", tante "idee" da piantare tra terriccio e zolle, semi da interrare, alberi da spostare in posizioni più propizie, bulbi da sotterrare, nuove piante da mettere a dimora, nella speranza che nel futuro io possa godere di fiori e frutti più vari, stagione dopo stagione. Uno dei tanti progetti che avevo nel cassetto da diverso tempo, ma che sono riuscita a realizzare solo qualche settimana fa, è il posizionamento di una BAT-BOX, un'installazione adatta per diventare la tana estiva per i pipistrelli!



Per fortuna, con o senza bat-box, d'estate dalle mie parti non è insolito avvistare un pipistrello che svolazza a zig-zag tra il tetto della casa e i campi, ma rispetto a quando ero bambina la quantità di chirotteri osservabile è diminuita drasticamente, a causa di un ambiente sempre più compromesso da pesticidi e sostanze chimiche. I pipistrelli, come le farfalle e le rondini, sono infatti "sentinelle ecologiche" e ci dicono molto, con o senza la loro presenza, sulla qualità dell'ambiente in cui viviamo.  Un ancora più grave fenomeno di spopolamento si osserva nelle città e nelle periferie, un tempo abbastanza frequentate dai pipistrelli: oggi questo curioso mammifero non riesce più a sopravvivere nei centri abitati, dove mancano i rifugi adeguati e dove l'illuminazione artificiale è completamente incompatibile con il suo benessere. Guardate invece che spettacolo questa bat-box felicemente colonizzata!




Già alcuni anni fa, è nata la campagna "Un pipistrello per amico" dell'Università e del Museo di Scienze Naturali di Firenze, i quali hanno ideato e reso disponibili (per comuni, enti e privati cittadini) le bat-box, incoraggiandone l'installazione per dare più chances ai chirotteri d'Italia. Anche Coop ha aderito alla campagna ed infatti io sono andata lì a comprare la mia bat-box, costruita in materiali naturali e atossici. Ho installato la mia casa per pipistrelli seguendo alcuni semplici consigli...
  • Posizionarla ad almeno 4 m di altezza (irraggiungibile dai predatori), su un palo, un tronco o sulla parete di casa (nel mio caso, il lato della mia abitazione ad ovest), relativamente riparata dal tetto. Evitare tassativamente di fissarla a supporti metallici.
  • Installarla in maniera tale che l'imboccatura della tana non sia coperta da rami o altri ostacoli. La presenza di vegetazione, alberi e fonti d'acqua nelle vicinanze rende comunque più appetibile la casetta ai pipistrelli.
  • Scegliere una collocazione tranquilla (no al via vai, no alle serrande elettriche, no a rumori molesti) e soprattutto che non sia illuminata artificialmente durante la notte (no a lampioni o faretti vicini).
Nonostante queste accortezze, non è detto che la mia bat-box venga scelta a breve come dimora dai simpatici pipistrelli: prima di tutto dovrà perdere "l'odore di nuovo" e soprattutto gli svolazzanti mammiferi dovranno apprezzarne la collocazione per i loro scopi, in base alla stagione e al momento dell'anno. Insomma, ora si tratta solo di attendere e di osservare l'eventuale presenza di inquilini, inequivocabilmente confermata dal guano di pipistrello (ottimo concime!) sotto l'installazione... sapendo però che potrebbe volerci tanta pazienza e dando periodicamente un'occhiata per evitare che la bat-box diventi piuttosto un nido di vespe o altri insetti non proprio amichevoli!
Naturalmente non mancherò di tenervi aggiornati, per il momento non mi resta altro che lasciarvi l'opuscolo della campagna "Un pipistrello per amico" con tante informazioni utilissime sui chirotteri italiani e anche sulle bat-box!

martedì 3 aprile 2018

Aria di primavera (2018 - 1)

Cari amici, presa dal tanto lavoro, ma anche dalla voglia di dedicare il mio (poco) tempo libero ad occupazioni famigliari, casalinghe e giardiniere, mi sono assentata un po' dal blog... ne approfitto oggi per condividere qualche scatto primaverile. Mentre gli alberi sono ancora tutti spogli e le foglie tardano a spuntare, i frutteti sono già in fiore e le api all'opera!








Se mi riesce, spero di condividere su questo blog, nei prossimi mesi, i frutti dei lavori in giardino che stiamo mettendo avanti in queste settimane...  per ora chiudo con le mie violette spontanee, già sulla via della sfioritura, nell'attesa che la primavera scoppi definitivamente! Un saluto da me e Paciocca!

giovedì 15 marzo 2018

L'affascinante e complesso linguaggio dei gatti

Siamo abituati ad attribuire "un verso standard" agli animali: il cane abbaia, il gatto miagola, il cervo bramisce, il lupo ulula... eppure non è esattamente così, se fossimo migliori osservatori/ascoltatori del mondo animale che ci circonda, scopriremmo che ciascuna creatura possiede tutto un repertorio linguistico ricco, vario e adeguato alle situazioni. Il gatto non fa eccezione ed anzi sono sicura che se ciascuno di voi pensasse ai vari modi di "interloquire" del vostro micio, potrebbe quanto meno individuare tre o quattro "voci" del gatto, ben distinte e circostanziate. Ho scovato in internet un paio di video molto interessanti a tal proposito, nei quali emerge quanto affascinante e variegato sia il modo di comunicare del gatto... ancora una volta mi meraviglio di quanto unico, speciale e complesso sia il nostro amato felino domestico!
Avvertenza: se state per avviare questo video a volume elevato e c'è il vostro gatto nei paraggi, attenzione che potrebbe inquietarsi... abbassate il volume o allontanate il micio!


 Ed ecco il mio commento al video, seguo i numeri proposti per comodità:
10. Le fusa di solito sono una manifestazione di felicità e di profonda soddisfazione, ma possono corrispondere anche al bisogno di conforto quando il gatto sta vivendo un fortissimo shock psicofisico, dopo un incidente stradale, un'operazione o in un momento critico.
9. Miagolio durante il pasto: non so darvene una precisa interpretazione, ma in questo caso credo sia un segnale di fastidio del gatto in un momento in cui vorrebbe "privacy". 
8. Grida di "confronto" tra maschi in lotta per il territorio: sembrano quasi urla umane, entrambi i gatti sembrano voler avere "l'ultima parola" e restare in silenzio mentre l'altro miagola, verrebbe interpretato come un segno di debolezza. 
7. Miagolio "richiesta di attenzione", o più probabilmente "richiesta di entrare" da un ambiente a un altro della casa. 
6. Miagolio acuto del micino neonato che vuole chiamare a sè la mamma micia. Che tenerezza! Una vera e propria richiesta del tipo: "Non lasciarmi solo! Dove sei?"
5. Come lo chiamo io, lo "schiocco" da caccia! Il verso tipico del gatto che ha individuato una preda e la sta puntando con decisione. 
4. Il miagolio affamato, probabilmente quello più "classico" e che comunemente sentiamo pronunciare dal nostro gatto prima dei pasti!
3. Il richiamo di mamma gatta ai suoi gattini. Questo tipo di miagolio non a caso assomiglia parecchio ai suoni brevi e partecipati che ci rivolge il nostro gatto nel salutarci o nel rispondere a una nostra frase chiaramente rivolta a lui. In pratica è la "conversazione" felina per eccellenza, e il gatto adulto la riserva solo a noi, eventualmente ai suoi piccoli quando li sta svezzando. 
2. Il richiamo della gatta in calore, un verso che dovrebbe comunicare al mondo intero (e ai gatti maschi nei paraggi) che lei è pronta ad accoppiarsi. Ci tengo a far notare la nota "dolente" nel miagolio della gatta: il calore per gli animali non è esattamente questa favola d'amore, anzi si tratta di un periodo di profonda irrequietezza e di disagio psicofisico, che spesso li conduce a esporsi a pericoli anche mortali. 
1. Il soffio e il ringhio dei gatti maschi durante il combattimento: arrivare ad azzuffarsi per i felini, pure se randagi, è sempre "l'ultima spiaggia", quando nessuno dei due contendenti ha accettato di tirarsi indietro. Questo accade soprattutto tra maschi interi (non sterilizzati) e ancora più di frequente durante il periodo degli amori. I gatti sono animali estremamente territoriali, ma non amano le lotte sanguinose e, prima di arrivare davvero a picchiarsi c'è tutto un lungo momento di "trattative" (vedi al punto 8). Sterilizzare il proprio gatto riduce i vagabondaggi, le lotte nel periodo degli amori e rende il temperamento dell'animale meno aggressivo e "rampante", sebbene resti la vocazione al controllo del proprio territorio. Ricordo che molto spesso le lotte tra gatti interi, conducendo a morsi e ferite profonde, sono la principale occasione di trasmissione di malattie quali la FIV e la FELV, patologie ad oggi ancora incurabili.

Concludo il post con una nota più simpatica, nonchè immancabile: un video dedicato alle inconfondibili "chiacchierate" con cui i nostri mici ci deliziano quotidianamente, dandoci la prova di comprendere il senso delle nostre frasi, dei nostri saluti, dei nostri commenti a loro indirizzati!



Ciascuno di noi conosce bene tutte le varianti dei "purr", dei "meow", dei "brum", degli "miao!" con cui il nostro micio dialoga con noi a seconda delle situazioni, e in realtà basta questo per farci capire che.. eh no, il gatto non "miagola" semplicemente, ha tutto un suo particolare, ricco e inconfondibile linguaggio che usa con grandi competenze comunicative, empatia e intelligenza! E voi cosa mi raccontate del modo di comunicare del vostro micio?

sabato 3 marzo 2018

Atmosfere d'inverno: la neve marzolina (2018 - 1)

Attesa e puntuale come da previsioni, un'eccezionale nevicata ha imbiancato tutto il paese, fino in pianura... è il colpo di coda di questo inverno 2017-2018, che ha portato anche nella mia città abbondanti nevicate, freddo intenso e venti gelidi. Con le scuole chiuse a causa del maltempo, ho potuto godermi qualche giorno di tranquillità casalinga, trascorso in realtà tra malanni stagionali e necessità di riposo...




  


Il paesaggio innevato, di per sè sempre estremamente affascinante, dalle mie parti non è stato mai illuminato da nessun raggio di sole... e questo, passata l'euforia e l'entusiasmo del primo giorno, ha reso l'atmosfera glaciale un po' troppo grigia e cupa, per i miei gusti. Anche la pioggia, gelida e costante, non ha migliorato il panorama... sciogliendo a poco a poco la neve, mescolandosi a ghiaccio e terra congelata.






Le gemme dell'albicocco, pronte a sbocciare... in fondo, tra poche settimane è primavera!

Io e Paciocca siamo riuscite a goderci la neve brevemente, giusto una passeggiata giovedì scorso, quando appena finita la nevicata abbiamo esplorato il giardino. E' sempre una gioia per Paciocca correre nella neve, per me altrettanto lo è guardarla e vedere come si diverte a zompare nel manto nevoso. Purtroppo poco dopo ha ricominciato a nevicare, in seguito a piovere, e non abbiamo più potuto fare grandi giri.



Ad ogni modo la nevicata eccezionale mi ha dato modo di godere ancora di più di quella straordinaria "voliera a cielo aperto" che diventa la mia lagerstroemia con appese le "palle di grasso" per gli uccellini. Cince, fringuelli, gazze, ghiandaie, l'immancabile pettirosso si sono turnati costantemente in queste giornate gelide, beneficiando del cibo esposto.


Una coppia di fringuelli, la femmina a sinistra e il maschio a destra.
Cince e fringuella sulla lagerstroemia
Inoltre, una piccola-grande sorpresa: un avvistamento quasi casuale di un picchio rosso maggiore! Fotografato per miracolo, quasi non me ne sarei accorta se non avessi notato il rosso della sua livrea!

So che non dovrei neppure pubblicarla... ma è l'entusiasmo di aver avvistato il picchio rosso maggiore!

Lo so, queste foto non sono degne di una vera appassionata di bird-gardening, ma devo ancora migliorare parecchio in questo senso... e forse anche acquistare uno zoom! Buon fine settimana glaciale, sperando comunque che ritorni un po' di sole già dai prossimi giorni!

venerdì 23 febbraio 2018

"Cronache di un gatto viaggiatore" di Hiro Arikawa

Ci sono storie speciali, libri che non appena inizi a leggere fanno risuonare la tua anima, che si accorda e segue la vicenda come se fosse esistenza tua. Te ne innamori, te ne lasci colpire, ne temi la fine, ma al contempo devi urgentemente continuare a leggere, leggere, leggere, per concludere la storia e stabilire di aver letto davvero una delle storie più belle, più vere e significative, della tua vita. Questo libro difficilmente potrà essere spodestato dal podio del più bel libro da me letto in questo ancora giovane 2018, e già resterà tra le mie letture migliori in generale. Il titolo non gli rende sufficientemente giustizia: "Cronache di un gatto viaggiatore" sembra essere un romanzo gattofilo tra i tanti che già esistono, di quelli così banali che in realtà nulla aggiungono (anzi, forse qualcosa sottraggono) alla magia del nostro felino domestico. Che sia un libro speciale viene suggerito invece dalla sua meravigliosa copertina, per chi ha occhi capaci di cogliere il legame: è una rivisitazione di una delle più celebri rappresentazioni del "Piccolo principe", a cui l'autore Hiro Arikawa si ispira per temi, in profondità e in leggerezza.



La storia si apre scanzonata e insospettabilmente ordinaria: il giovane Satoru incontra Nana, gatto di strada fiero della sua "randagità", orgoglioso e indipendente. Eppure quando il gatto viene investito da un'automobile, spera con tutto se stesso di essere raccolto e soccorso dall'unico umano che l'abbia degnato di uno sguardo, e così accade: proprio Satoru lo recupera, lo cura e lo adotta. Si scoprirà che l'uomo è un grande gattofilo, e inizia quindi un'amicizia caratterizzata dalle immancabili contraddizioni a cui ci hanno abituati i nostri felini domestici: affetto, fusa e fiducia, ma anche qualche capriccio, una buona dose di orgoglio e di permalosa indifferenza nei momenti giusti. La storia viene narrata a due voci, quella del gatto e quella dell'uomo, che finalmente in un romanzo con la "R" maiuscola si intrecciano senza forzature, dialogano senza conoscere la stessa lingua, con la naturalezza che si crea tra un essere umano e il suo gatto in un rapporto d'affinità elettiva. Satoru e Nana siamo io e Paciocca, siete voi e il vostro gatto, sono tutti gli esseri umani e tutti gli animali non umani che sanno amarsi a vicenda.
Finchè... finchè Satoru non deve trasferirsi ed è costretto a cercare una nuova famiglia per l'amato Nana, il quale terrà fin dall'inizio un felino contegno alle avverse vicende della vita, come se fosse pronto a separarsi dal suo amico umano. Il "viaggio" intrapreso da Satoru e Nana percorre i luoghi più famosi del Giappone, in visita a coloro che sono stati gli amici più cari - dall'infanzia all'età adulta - dell'uomo che ora sembra dover cambiar vita e lasciare il Suo gatto. Satoru infatti va a trovare le persone a cui spera di poter lasciare in affido Nana, e le rimpatriate con gli amici diventano l'occasione per ricordare episodi di vita passata, vicende d'infanzia, di giovinezza e di prima maturità, tra le complessità dei rapporti umani, tra luci e ombre che così spesso mutano nelle relazioni con i nostri simili. E, lentamente, mentre il cuore gela, si dipana un destino per Nana e Satoru, incapaci di separarsi, ma capacissimi di portare sorrisi, riflessioni e cambiamenti nelle vite degli amici d'un tempo. Fino al finale, inevitabile, meraviglioso, potente e terribile, quando un uomo e il Suo gatto, e un gatto e il Suo uomo, giungono alla conclusione del loro viaggio, per scoprire che l'Amore in realtà è tutto ciò che resta, è tutto ciò che importa, è tutto ciò che non conosce fine. 
Un piccolo capolavoro, un romanzo delicatamente originale, capace di trasmettere emozioni universali e di far riflettere, con leggerezza ma al contempo grande profondità, sui sentimenti e sui legami d'affetto... sempre così immediati, semplici e puri verso i nostri amatissimi animali, talvolta complicati invece da incomprensioni, contrasti, rimpianti, piccole meschinità verso i nostri simili, anche quando sono genitori, parenti, amici, conoscenti. Ma l'Amore è universale e vale per gli uomini così come per gli animali, quel che resta alla fine è proprio e solo il nostro rapporto con chi abbiamo amato e ci ha amati. Un libro meraviglioso, una favola dai tratti estremamente realistici, che si legge d'un fiato ma le riflessioni che genera si conservano a vita. Se possedete un animo affine al mio, credetemi: "Cronache di un gatto viaggiatore" è ancora più bello di quanto io sia riuscita a descriverlo con queste mie parole. Leggetelo e capirete.

sabato 17 febbraio 2018

Frase del giorno: Jeffrey Moussaieff Masson

Forse i gatti sono qui per insegnarci questo: a vivere l’attimo in modo così completo, con un totale coinvolgimento, che lo faccia durare in eterno.

Jeffrey Moussaieff Masson

 



L'attenzione a ogni più piccolo dettaglio, il massimo coinvolgimento nell'istante presente e l'inossidabile curiosità felina rendono effettivamente il gatto un ottimo insegnante di vita! Buon sabato e buona festa del micio a tutti!

mercoledì 14 febbraio 2018

"Dove batte il cuore" di Satoe Tone

Nero, gattone color corvino, cerca un regalo speciale per la sua amata Bianca, gattina dal manto candido. I due mici si amano e Nero vuole assolutamente dimostrare alla sua compagna il suo affetto; così non si perde d'animo e va alla ricerca di qualcosa di prezioso e unico, un dono che possa dare prova dei suoi sentimenti più profondi. Nero va a caccia di luci in fondo al lago: il riflesso delle stelle sarebbe qualcosa di così magico da conquistare, per la sua Bianca! Ma, dalla riva del laghetto, riesce ad acchiappare solo foglie, conchiglie, creature acquatiche... caparbio, Nero non si arrende, e decide allora di tuffarsi nelle profondità del lago. Quanta pena, per Bianca, in quel momento! Dov'è finito il suo amato Nero, in fondo all'acqua scura, dove le stelle non brillano più? Ma il lieto fine è assicurato, perchè Nero riemerge e il regalo più bello, per entrambi e a vicenda, sarà poter ammirare insieme le stelle in cielo, vicini e innamorati.




Un albo illustrato firmato dall'artista giapponese Satoe Tone, dai toni delicati e su un tema profondo, che forse solo un adulto può comprendere a pieno, con un messaggio finale importante: l'amore non ha bisogno di regali vistosi, nè di gesti plateali, nè di prove e dimostrazioni, ma solo di essere vissuto, nei momenti quotidiani come negli istanti speciali. E se anche noi, come Nero e Bianca, abbiamo una persona con cui ammirare le stelle nel cielo, allora avremo già avuto il regalo più unico e prezioso.

giovedì 8 febbraio 2018

Lurvig: la collezione di IKEA per cani e gatti!

Torno volentieri a parlarvi di IKEA per segnalarvi la novità con cui l'azienda svedese ha aperto questo 2018: la linea Lurvig, interamente dedicata a cani e gatti! Ideata dalla designer Inma Bermudéz, la serie offre piccoli divanetti per cani, ciotole, cucce, cuscini e irresistibili "scatole" per gatti, da posizionare nelle zone della casa più ambite dal felino (anche sulla libreria, o fissate al muro ad una certa altezza!). Tutti i prodotti sono stati progettati e realizzati per offrire all'animale il massimo comfort, anche in base alle sue esigenze etologiche: troviamo ad esempio la fodera riempibile con nostri vestiti vecchi (così da creare un cuscino con il nostro odore, super-confortevole per il nostro animale), oppure il tiragraffi per gatti, da arrotolare e fissare alla gamba del tavolo sul quale il nostro micio già tenta di affilarsi le unghie.

La linea Lurvig: foto di IKEA.
Il tiragraffi Lurvig: foto di IKEA.

Tutti i prodotti della linea Lurvig sono caratterizzati dagli ingredienti tipici dell'azienda IKEA: un costo ragionevole, un design essenziale e gradevole, la garanzia di praticità all'uso, un pizzico di genialità. Dal canto mio sono super curiosa di fare presto un giretto all'IKEA per vedere la nuova linea, sono sicura che porterò a casa qualcosa per Paciocca! E voi, avete già visto dal vivo qualche prodotto Lurvig? Concludo con una bella dichiarazione della designer Bermudéz: "Sento che i miei animali domestici sono gli unici che riescono a farmi vivere il presente. Quando trascorriamo del tempo insieme, la mia mente si libera da ogni pensiero e le preoccupazioni e lo stress scompaiono. Gli animali ci rispettano e il loro amore incondizionato è impagabile". Brava Bermudéz e brava IKEA!

venerdì 2 febbraio 2018

Costruiamo un "Cat Puzzle", per movimentare la routine del nostro micio!

Vita da gatti di casa: tante coccole, ancor più croccantini, pulizie del mantello certosine e beati sonnellini in ogni dove, più volte al giorno, ripetutamente. Cosa manca a questa perfetta routine quotidiana? Sinceramente: un po' di moto e qualche evento che stuzzichi la felina curiosità! Nello scorso post ho avuto modo di parlare del "rischio noia" per i mici d'appartamento che vivono da soli, ma in generale tutti i gatti domestici - specie se sacrosantemente sterilizzati - rischiano di impigrirsi e di ingrassarsi, se non possono sfogare la loro energia all'aperto e se non si impegnano in attività esplorative/ludiche/venatorie, almeno in qualche momento della giornata. Anche per questo nei negozi specializzati si trovano tutta una serie di ninnoli e costruzioni "di svago" felino: tiragraffi, palestre per gatti, piste per palline scorrevoli, ecc. 
Ma volete mettere la soddisfazione di costruire con le vostre mani un bel gioco per il vostro micio, anche per spezzare la sua monotona routine casalinga? A tal proposito, youtube è pieno di tutorial davvero originali, capaci di conquistare ogni gatto e gattofilo!
Il primo tutorial che vi propongo è questa "scatola-puzzle per gatti interattiva": con pochi materiali, una buona manualità e la voglia di creare qualcosa di intrigante per il vostro felino, ecco realizzata questa bella idea, che sicuramente sarà apprezzata dalla vostra tigre domestica:



Una seconda possibilità è costruire un "Cat puzzle"  dall'altisonante nome "Colosseo per gatti":  fatto interamente da tubi di carta igienica esaurita, va a sollecitare non solo la curiosità felina degli spazi ristretti, ma anche la voglia di guadagnarsi una leccornia con una simpatica "caccia alla crocchetta". Ricordo che questo tipo di attività (il dover escogitare strategie per garantirsi il cibo quotidiano) è importantissima per gli animali in cattività e viene realizzata tramite "arricchimenti" predisposti dall'uomo in quei luoghi dove - per motivi validi o meno - devono restare animali selvatici o in via di re-inselvatichimento. Non è male calare questo approccio anche nel contesto casalingo dei nostri gatti d'appartamento, soprattutto se non hanno la possibilità di cacciare (topi, mosche o foglie che siano) su un terrazzo o in un giardino. Va considerato che i nostri felini domestici non sono abituati a dover cacciare per sopravvivere, quindi predisporgli percorsi o situazioni di "caccia alla crocchetta"  va fatto solo per una piccola porzione del suo cibo quotidiano: la quota più importante deve restare disponibile a richiesta, senza che il gatto debba sforzarsi per ottenerlo!


Che ne pensate, vi solleticano queste due possibilità per movimentare la routine del vostro amato felide domestico? Raccontatemi le vostre impressioni o esperienze, intanto vi aspetto anche su Truefelinegoodblog, con altre sette belle idee da costruire con i tubi di cartone, sempre per il vostro micio! Buon weekend a tutti, magari da sfruttare per preparare al vostro gatto una giocosa sorpresa con cui divertirsi!

giovedì 25 gennaio 2018

L'adozione singola: considerazioni per chi vuole adottare un solo gatto

"I gatti sono come i pasticcini. È difficile fermarsi a uno solo."

Oppure ancora: "I gatti sono come le ciliegie... una tira l'altra!", ma la sostanza non cambia: chi vive con un gatto, non vede l'ora di averne almeno due! Perchè, come abbiamo già detto a proposito dell'adozione di coppia, nel momento in cui si decide di adottare un micio, accoglierne due cambia ben poco in termini di "impegno", mentre aggiunge solo il doppio dello spasso, dell'amore e delle fusa alla vita condivisa!

Sheila e Kelly, adottate al Gattile di Ferrara

Frasi scherzose e giochi di parole a parte, va detto che oggi è necessario fare qualche considerazione specifica in merito alle adozioni singole, soprattutto a partire dalle nostre abitudini (o obblighi) di vita. Spesso chi si informa per adottare (magari alla sua prima adozione), parte dalla ferma convinzione che sia meglio "iniziare" con un solo gatto, per poterlo gestire nel migliore dei modi. Eppure... eppure le variabili da valutare sono tante, lo sappiamo: l'età e il temperamento del gatto, così come le caratteristiche della famiglia umana in cui si introdurrà il felino, ma soprattutto le abitudini quotidiane degli adottanti e le possibilità che si offrono all'animale in termini ambientali. Il micio avrà a disposizione un appartamento con balcone, un bilocale, una casa, o ancora una villetta con l'accesso ad un giardino "sicuro"? Avrà la possibilità di "svagarsi", ossia di vivere una vita propria con stimoli che soddisfino la sua intelligenza e curiosità, indipendentemente dalla presenza dei suoi umani di riferimento nel corso della giornata? Questa è la domanda fondamentale da porsi, per decidere se l'adozione migliore sia singola o di coppia.

Ingrid e Isabella, micie in attesa di adozione per "A Coda Alta"

Non è un fatto secondario il nostro vivere sempre più spesso fuori casa, uscendo al mattino e rientrando solo alla sera... immaginate allora di adottare un solo gatto che, nonostante sia dormiglione e pigro, non passerà propriamente la sua intera giornata a dormire. Per quanto possano apparire indolenti, i gatti sono animali istintivamente cacciatori, curiosi, con un gran bisogno di sfogare le loro energie in determinati momenti della giornata. Immaginate di adottare un solo micio, convinti che sia più "responsabile" l'adozione singola proprio perchè state fuori casa tutto il giorno. Ebbene, è esattamente il contrario! Il gatto (in particolare se adulto e ancora nel pieno delle sue energie), chiuso da solo in un ambiente domestico privo di stimoli "vivi", senza la possibilità di uscire in natura, svilupperà in breve tempo un senso di noia mortale. La noia quotidiana nel gatto giovane e adulto è un fatto da non sottovalutare, poiché negli anni può trasformarsi in aperta frustrazione e in comportamenti devianti (aggressività inspiegabile, episodi di "marachelle" come escrementi in giro per casa, ecc.), ma anche in problemi più comuni come l'obesità e le patologie connesse. Credetemi: un appartamento "disabitato" per tutto il giorno, per un gatto sarà sempre più piccolo, avvilente e opprimente che non lo stesso identico appartamento, da condividere con un altro gatto. Li avete mai visti due gatti insieme, infatti? Corse a perdifiato, giochi, finte liti, battaglie e sessioni di nascondino, così come dolcissimi momenti di reciproche coccole e "grooming", per poi riaddormentarsi accoccolati insieme.


Quanto all'impegno e ai costi necessari per il "doppio" dei gatti, ribadisco quanto ho già avuto modo di dire più volte: se si è disponibili e seriamente intenzionati ad adottare un solo gatto (con tutto ciò che questo comporta), adottarne due non implica certo dover aprire un mutuo, nè scombinare le finanze famigliari solo perchè si aggiunge un felino in più. Anzi, adottandone due, darete la possibilità al vostro iniziale "gatto unico" di vivere una vita più piena e salutare, meno monotona e a rischio di frustrazioni. La vita contemporanea spesso è una grande ruota "macinatutto", nella quale rischiamo di essere stressati, nevrotici, incapaci di seguire le nostre naturali inclinazioni a fronte di obblighi lavorativi, economici, sociali. Che ne dite allora di risparmiare almeno ai nostri gatti questa tendenza, se possibile? Ecco allora che la frase d'apertura non vuole essere semplicemente una battuta spiritosa: in determinati casi, due gatti vanno davvero immaginati come due pasticcini o due ciliegie! 
E voi cosa mi raccontate? Tanti dei miei lettori hanno due gatti: lascio a voi la parola, perchè mi raccontiate come siete arrivati alla decisione di adottare una coppia, invece di un micio singolo!

mercoledì 17 gennaio 2018

"Senzaparole" di Roger Olmos

Per presentarvi quest'albo illustrato per adulti (o per ragazzi, certo non per bambini), bisognerebbe evitare di scrivere: andrebbe direttamente sfogliato con le proprie mani, per capirne davvero l'impatto e il valore, la novità e la forza. "Senzaparole" colpisce subito allo stomaco e al cuore, con tavole illustrate sorprendenti, crude, violente, talvolta apertamente disgustose, disturbanti, avvilenti. Ed è giusto così, è apposta così: perchè abbiamo già capito che le parole non servono, ci riempiamo la testa di parole e di finta consapevolezza, ma intanto le nostre azioni continuano ad essere le stesse. Siamo troppo abituati alla "banalità del male", pure se scritta nero su bianco; infatti ben sappiamo, a parole, che il nostro mondo è storto e che siamo i carnefici di milioni, miliardi di altre creature viventi. Lo sappiamo? Certamente. Fa differenza? Quasi mai. 





E allora arriva l'artista catalano Roger Olmos e il suo "Senzaparole", un'opera d'arte che svela con immagini forti, durissime, sintetiche e universali, la sofferenza di un mondo animale completamente piegato e piagato dal nostro volere, dal nostro capriccio, dalla nostra abitudine. Alimenti, cosmetici, abbigliamento e anche intrattenimento: la maggior parte dei nostri gesti quotidiani, come il consumare distrattamente in pausa pranzo un panino al prosciutto, ha arrecato e sta arrecando una sofferenza indicibile ad altre creature viventi. Ma basta parole, meglio guardare con i propri occhi, aprendoli finalmente sulla realtà che ci circonda, ben nascosta sotto le nostre consuetudini...




"SENZAPAROLE vi invita ad ampliare la prospettiva, a guardare oltre, a pensare fuori dai limiti che ci hanno imposto, dal mondo in cui ci sentiamo comodi e a nostro agio. Vi invitiamo a fare un passo indietro e allontanare l'obiettivo per adottare una visione più globale di ciò che ci circonda, delle cose che usiamo, di quello che ci diverte e di cui ci alimentiamo. (...) Le illustrazioni del libro vogliono portarci a riflettere su questi animali e su come li trattiamo, e a domandarci: cosa direbbero se avessero voce, se potessero esprimersi a parole? Ma il libro si propone anche di aprire una porta alla speranza. Convivere nel rispetto degli altri esseri viventi con cui condividiamo il Pianeta è possibile, e insieme possiamo farcela" (J. Berengueras - FAADA.org in "Senzaparole").
Ed infatti meravigliosa e colma di speranza è l'ultima tavola dell'albo, a tutti gli effetti un capolavoro, che merita di essere sfogliato e vissuto da tutti coloro che si sentano disposti ad intraprendere questa presa di consapevolezza, senza il bisogno di altre parole.

martedì 9 gennaio 2018

Ogni gatto ne va matto: l'aspirapolvere, odio o amore?

Come si comportano i vostri felidi in presenza dell'aspirapolvere in funzione? Per quanto mi riguarda, di tutti i gatti che ho avuto, nessuno ha mai manifestato nè confidenza, nè il più minimo apprezzamento per questo molesto e rumoroso apparecchio domestico... al limite, raggiungevano una rassegnata abitudine al fastidio e arrivavano a comportarsi in maniera dignitosa ma decisa: "o me, o l'aggeggio". Infatti Paciocca, non appena ci vede armeggiare con l'aspirapolvere nelle sue vicinanze (il che significa: sullo stesso piano della casa), se ne va altrove, costernata. Non bastasse il trambusto, va detto che spesso il malefico strumento va a colpire proprio laddove il gatto dorme: poltrone, divani, cuscini, tappeti... quindi per forza, i gatti non lo amano. 

Ecco Paciocca che se ne va, vagamente stizzita, all'arrivo dell'aspirapolvere
Eppure... eppure internet ha il potere di svelare clamorose eccezioni alla regola, così che Youtube è pieno di video esilaranti e sorprendenti di gatti domestici non solo abituatissimi all'aspirapolvere, ma perfino amanti dell'elettrodomestico! Che dire ad esempio di questo micio tigrato che, ben lungi dall'avere problemi di tolleranza verso spazzole e cardatori, si fa addirittura aspirare il mantello? Il rimedio definitivo e assoluto al pericolo "palle di pelo", dopo un simile trattamento! Per quanto mi riguarda, è un filmato quasi fantascientifico...



Ma non è tutto, perchè i gatti apprezzano la tecnologia, lo sappiamo. E così, dopo un primo, inevitabile e comprensibile sconcerto di fronte alle aspirapolveri di nuova generazione (quelli rotanti e automatici), hanno subito capito quanto avrebbero potuto beneficiare da questi piccoli "robot" domestici. Volete mettere lo spasso di farsi trasportare per casa da queste specie di "astronavi" striscianti, supervisionando al contempo le pulizie? Ai gatti non pare vero...



E i vostri mici come si comportano di fronte all'aspirapolvere, di vecchia o di nuova generazione? Aspetto i vostri commenti in proposito, intanto buona settimana a tutti voi!

lunedì 1 gennaio 2018

Buon anno nuovo!

Un augurio semplice per questo nuovo 2018, perchè sia un anno ricco di vita buona, gesti di gentilezza, attenzione e apertura verso il prossimo... fosse anche un piccolo pettirosso caduto dal nido!


Insieme a questa bellissima poesia, vi propongo un brevissimo corto altrettanto poetico, sul coraggio e la tenacia con cui gli animali selvatici affrontano i mille pericoli del mondo, fino ad arrivare a casa.


Una casa che è la nostra, come la loro, degli animali selvatici... un luogo che se è condiviso è ancora più bello... sapendo che il potere di rendere più ospitale il mondo, per tutti, è solo in mano nostra.

Buonissimo anno nuovo a tutti !
Benvenuto 2018!