Cari amici, oggi vi propongo un'intervista che è insieme un autentico racconto di vita e pure una piccola guida da cui prendere spunto, per affrontare positivamente l'adozione di un cane, introducendolo in una famiglia in cui è già presente un gatto. La voce è di Filippo, affezionato e storico lettore di questo blog, nonché amico, che avete già conosciuto grazie ai post dedicati alle sue gatte Alice, Maud e Dinah, ma anche ammirando le sue splendide foto della Borgogna, dal momento che vive in Francia.
Filippo e il suo compagno Olivier hanno da poco adottato il cucciolone Archibald, facendo del loro meglio perché fosse accettato anche dalla loro micia Dinah (e dalla tartaruga Platone!).
Che altro dire? Vi lascio alle sue parole e spero apprezzerete come me la sua onestà, sensibilità e giudizio nel affrontare una situazione potenzialmente delicata e destabilizzante quale l'introduzione di un cucciolo di cane in una famiglia già "dotata" di gatto. Buona lettura!
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| Dinah la gatta e Archie il cucciolo! |
Come è maturata la decisione di
adottare un cane, dopo tanti anni passati solo in compagnia di gatti?
Io sono un gattofilo, da sempre e per sempre, ma i cani mi sono sempre
piaciuti. Quando ero studente ho fatto un po’ il dog sitter, e inoltre mio zio
aveva un border terrier (si chiamava Jim) di cui mi sono spesso occupato.
Mi è sempre piaciuto fare trekking e da quando ho la fortuna di avere una casa
in campagna (cinque anni) faccio anche lunghe passeggiate nei boschi nei fine
settimana. L’idea di un cane che mi accompagnasse in queste escursioni mi
piaceva, ma avevo paura che fosse un impegno troppo grande per me nel mio
quotidiano in città. È inconcepibile immaginare la mia casa e la mia vita senza
un gatto, ma il cane mi pareva una sorta di “bonus” da aggiungere a tempo
debito. Sapevo che un cane sarebbe un giorno arrivato ma non sapevo quando. Due
anni fa ho incontrato il mio attuale compagno, anche lui amante degli animali e
della vita all’aria aperta. Era d’accordo sull’adozione di un cane “più tardi”,
ma con i nostri tre gatti (due mie e uno suo) che viaggiavano con noi tra
Parigi e la campagna e una tartaruga (che è in pianta stabile in campagna) non
ci sembrava davvero opportuno per il momento. Purtroppo, l’inverno scorso una
delle mie gatte è morta di vecchiaia, e il micio del mio compagno è stato
portato via da un tumore. Siamo rimasti con la mia gatta Dinah e la tartaruga
Platone e abbiamo iniziato a riparlare del cane. E una volta che un’idea entra
in testa, è davvero difficile buttarla fuori, almeno per me! Il mio compagno lavora spesso da casa, e
comunque il suo ufficio è a cinque minuti da casa nostra. Io lavoro più lontano
ma ogni tanto anche io sto a casa a lavorare. Ci siamo informati sulla
possibilità di muoversi con un cane nei mezzi pubblici e abbiamo entrambi
parlato con i nostri rispettivi colleghi chiedendo se fossero stati d’accordo
con la saltuaria presenza di un cane in ufficio. Erano tutti entusiasti.
Superati questi scogli organizzativi, abbiamo deciso di lanciarci nell’avventura,
approfittando del fatto che l’isolamento avrebbe permesso di dedicare molto
tempo all’educazione di un cucciolo.









