giovedì 8 giugno 2017

Dalla Francia con amore: la storia vera di Maud e Dinah!

Cari amici, oggi ho il piacere di raccontarvi una nuova storia d'amore felino e umano: è il racconto di vita vissuta di Filippo e le sue tre gatte, Alice, Dinah e Maud, tra l'Italia e la Francia. Non aggiungo altro, perchè scoprirete anche voi le doti di narratore di Filippo... e vi affezionerete subito alle sue meravigliose micie, tra avventure quotidiane, traslochi, rivoluzioni di vita e meravigliosi weekend in Borgogna. Buona lettura a tutti!

Maud e Dinah

ALICE
Alice fu raccolta, ancora piccolina, dalle ragazze che abitavano accanto al mio appartamento da studente, a Siena, nel lontano 1998. Fu presto chiaro che il desiderio delle giovani vicine di avere un gatto era poco più di un capriccio: se ne occupavano poco e male, dimendicandosi di comprarle da mangiare, di darle da bere, di farla entrare o di farla uscire, sgridandola quando combinava qualche (inevitabile) pasticcio. E cosi la micina, che era di una dolcezza infinita, scavalcava spesso la rete del giardino dove era spesso confinata, per atterrare in quello confinante, dove affacciava... la mia camera. Ovviamente io fui più che accogliente con la nuova arrivata e in poco tempo Alice divenne più "mia" che delle vicine: si stabilì definitivamente da me, mi accompagnava alla fermata dell'autobus quando andavo a lezione, la sera era li ad aspettarmi, dormiva ai piedi del mio letto... e sul mio letto partorì un'unica micina, Olivia, adottata in seguito dalla ragazza del mio conquilino. Il parto di Alice, conseguenza delle poche cure da parte delle vicine (che non erano state neanche sfiorate dall'ipotesi della sterilizzazione) fu l'evento che mi fece capitolare: d'ora in avanti, sarei stato responsabile di lei a tutti gli effetti, perché non potevo sopportare che esseri viventi innocenti subissero le conseguenze della superficialità umana. Alla fine dell'anno universitario, Alice venne con me ad Arezzo, mentre sua figlia Olivia se ne andò a vivere in Puglia con la ragazza del mio conquilino.


Ecco Alice, in tutta la sua morbidissima dolcezza!

Quando decisi di trasferirmi a Parigi, laureatomi nel 2003, Alice abitava con me e mia madre da ormai 5 anni. Per settimane mi interrogai sull'opportunità di portarla via con me o no, chiedendomi se si trattasse di egoismo o senso di responsabilità... e finendo per dirmi che imporle un viaggio così lungo, e in seguito un'esistenza che si preannunciava ricca di interrogativi (dove avrei abitato? con chi? che tipo di vita avrei avuto?), sarebbe stato solo egoismo. E cosi Alice rimase ad Arezzo da mia madre, dove è vissuta felice fino alla scorsa estate (18 anni), alternando inverni nell'appartamento in città e estati nella casa immersa tra le dolci colline toscane. Quando andavo a trovare mia madre dormiva con me, abbandonando la sua posizione notturna sul letto di mia madre. Se ne è andata l'estate scorsa, quietamente, come quietamente è vissuta al nostro fianco per diciotto anni, regalandoci amore, risate e dolcezza.


 


MAUD
Dopo questa introduzione nostalgica, ma necessaria, torniamo agli inizi della mia vita parigina, che fu, come previsto, piuttosto... caotica: tra i corsi del master universitario in giornata, il lavoro al ristorante la sera e ... il divertimento la notte (dopotutto, avevo 23 anni, mica ero a Parigi solo per studiare!!!), tempo per occuparmi in maniera corretta di un gatto proprio non c'era! All'epoca, dividevo casa e spese con un amico francese che passava più tempo di fronte al computer che a studiare, lavavamo i piatti quando quelli puliti erano finiti e ci riducevamo a mangiare gli avanzi del frigo perché la spesa era l'ultima delle preoccupazioni. Quale poteva essere il risultato di tutto questo se non... i topi in casa? E cosi fu: quando vidi un topo schizzare da sotto il divano a sotto il mobile attraverso il soggiorno, decisi che :
- le pulizie andavano fatte più spesso;
- era ora di mettersi a studiare seriamente per gli esami di fine anno;
- volevo un gatto, perché nulla come un gatto combatte il problema dei topi in maniera duratura e efficace.


Ecco Maud!

E cosi, tramite un'amica di un'amica della ragazza di Bastian, mio conquilino francese, Maud arrivò tra noi (Natacha, la ragazza di Bastian, contagiata dall'entusiasmo generale, adottò Opium, il fratellino di Maud). Inizialmente Maud doveva essere "la gatta della casa", ma ancora una volta, fu evidente che era la mia gatta, e che Bastian si limitava a giocarci un po' quando i videogiochi non lo distraevano troppo. Natacha e il suo Opium eranio spesso da noi, e cosi, tre giovani e due gattini si preparavano alla vita adulta nella Parigi dei primi anni 2000.
Intanto i miei buoni propositi avevano dato i loro frutti: gli esami del master alla Sorbona erano stati superati, e lo stage nella società di produzione TV si era trasformato nel mio primo lavoro, cosa che mi permetteva di :
- dire addio al lavoro serale nel ristorante italiano;
- avere più soldi;
- cercarmi un appartamento per conto mio.


Maud in treno!

In realtà ero stato un po' troppo ottimista (ah... la gioventù!) perché ci sono stati un po' di appartamenti, un po' di passaggi intermedi, altri conquilini, altri lavori in per altre produzioni TV (e anche un momentaneo ritorno alla casella "cameriere al ristorante") prima di approdare alla stabilità odierna, e prima che riuscissi a diventare proprietario, con un colpo di fortuna di cui ancor oggi mi stupisco, di questo piccolo ex-atelier nel cuore di Parigi, che affaccia su una corte alberata cosi propizia ai gatti che ogni abitante (o quasi) ne ha almeno uno. 



Ma in tutto questo, Maud è sempre stata con me: ha sopportato traslochi, coabitazioni con cani, altri gatti, domicilii temporanei, vacanze in ogni dove, con una calma stoica, chiedendo solo di essermi accanto. Con la sua voce possente e roca (la madre di Maud è una gatta siamese, e i siamesi sono dei gran chiacchieroni) fa capire benissimo cosa vuole e non vuole, dove le piace stare, chi sono le persone che approva e quelle che proprio non sopporta, ma la nostra amicizia non è mai stata messa in discussione: dove sono io, sta lei. Punto. E' una gatta straordinaria, i vicini la conoscono bene e dicono che ha "una forte personalità". La mattina si mette sulla soglia di casa e osserva chi va al lavoro, salutando a gran voce quando le si rivolge la parola. La macchia nera sul naso le dà un'espressione arcigna, un po' da persona anziana e inacidita, ma è una gatta dolcissima.



 

DINAH
L'arrivo di Dinah si collega ad un periodo molto triste: era il 2013 e mi stavo separando dal mio compagno di allora. Mi ricordo i pomeriggi e le sere passati in camera mia, disteso sul letto a guardare il soffitto, pensando a cosa fosse meglio fare e non fare: lascio? Non lascio? E se poi sto peggio? E se poi sto meglio? E se rimango solo? E se soffre per colpa mia? In questi momenti, per pensare ad altro e per rinfrescarmi le idee... guardavo su internet foto di gatti. C'è chi si rifugia nella droga, chi nell'alcool, chi nella pornografia, chi si dà ad acquisti smodati o mangia troppi dolci... Io guardo gattini su internet. C'è di peggio, no ?
E un giorno mi dissi: ma cosa c'è di più c’è di più bello, che mette più di buon umore, che solleva più il morale di… un micino?


Ed ecco Dinah!

E così, un po’ tanto per fare, scrissi ad un’associazione che si occupava del recupero di gatti randagi per sapere se avessero un micino disponibile. In realtà facendolo non ci credevo troppo (o sì?): mi dicevo che ci sarebbero state delle liste di attesa, delle selezioni... e due ore dopo, mi chiama una ragazza dell'associazione, che aveva in stallo da lei due micini neri, di cui uno già riservato, ma l'altro era disponibile.
Le spiegai dove vivevo (molte associazioni non affidano gattini se l'appartamento ha un accesso all'esterno), ma io spiegai le cose sinceramente: dissi che avevo scelto la mia casa anche perchè offriva alla mia gatta la possibilità di uscire in un ambiente protetto. Sono convinto che i gatti che hanno la tendenza ad allontanarsi sono spesso (ovviamente non è una regola) quelli che appartengono alle persone più ansiose: gli animali risentono moltissimo i notri stati d'animo, e di fronte ad un atteggiamento ansioso tendono a erigere barriere fisiche ed emotive. 



E così, una settimana dopo, Dinah fece il suo ingresso a casa nostra. Da subito, giurò a Maud un'amicizia eterna e infallibile, sentimento che Maud non era proprio disposta a condividere... Ma in capo a due settimane, la dolcezza di Dinah aveva conquistato anche lo spirito arcigno di Maud. Il suo carattere, timido e riservato, è all'opposto di quello di Maud: mentre Maud accoglie con entusiasmo ogni visitatore, Dinah si rifugia nell'armadio appena qualcuno bussa alla porta; la voce di Maud è quella di uno scaricatore di porto, Dinah ha una vocina flebile e delicata, che usa di rado; Maud considera tutti gli altri animali (cani, topi, farfalle, insetti...) come possibili partner di una conversazione interessante, Dinah è terrorizzata dai cani ma è una cacciatrice straordinaria. Il punto che le accomuna è l'affetto che hanno per me: mi seguono per tutta la casa e dormono con me ogni notte. 



Da due anni ho una casa in campagna, in Borgogna, a due ore da Parigi, dove trascorro i weekend e parte delle vacanze: inutile dire che neanche un momento ho pensato che le avrei lasciate a Parigi. Il venerdi sera partiamo in treno, tutti e tre, ognuna nel suo trasportino. In treno, Maud dorme sulle mie ginocchia ( o parla con gli altri passeggeri) , mentre Dinah, più paurosa, preferisce restare al sicuro nel cesto. Ma una volta arrivati a destinazione, entrambe hanno a disposizione un giardino e una vecchia, grande casa in cui correre e giocare, piena di nascondigli, travi e anfratti.
E' bellissimo vedere Dinah arrampicarsi su alberi e tetti, vederla mentre caccia topi e uccelli. E' bellissimo quando Maud mi segue in giro per il villaggio, ignorando con alterigia i cani che le abbaiano da dietro i portoni dei giardini. Quando vado a trovare i vicini, non è raro che Maud si presenti anche lei, ospite non invitata ma sempre gradita. 


Dinah sul tetto!

Ed ecco la storia delle mie gatte.
Sono gatte fortunate, credo, perché possono godere della natura e di tanta presenza umana, sempre scelta e mai imposta. 



     

Sono gatte fortunate, concludo io, soprattutto grazie al grande amore e alla dedizione di Filippo, con cui condividono una vita piena di esperienze e affetto autentico! Grazie Filippo per averci fatto conoscere la vostra storia e tante coccole per le tue gatte!

5 commenti:

  1. Ciao carissima Silvia.....sempre brava a trovare qualcosa di interessante sui gatti!!!
    Bellissima storia e bravissimo narratore!!!
    Fortunati tutti, i gatti che hanno potuto fare una vita veramente privilegiata ma anche Filippo che non è rimasto mai solo!!!
    Quanto mi piace la foto di Maud in treno e Dinah mi ricorda molto il mio Nerello.....grazie per la condivisione!!!
    Un forte abbraccio

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  2. Che bella storia,e che gatti meravigliosi!

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  3. Che dolcissima storia! è stupendo quando gatto e umano si compenetrano a tal punto da instaurare una relazione di amore felino come questa, scelta e mai imposta, come scrive Filippo. E questi tre sono davvero fortunati ad avere lui come umano.

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  4. Una storia molto bella e toccante.
    Saluti a presto.

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  5. Ho letto con piacere questo dolce racconto,tutti i miei gatti mi hanno scelto quando erano dei randagi già adulti, continuano ad essere rustici e poco affettuosi ma li rispetto per come sono , sanno che per loro io ci saro' sempre.

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