sabato 29 settembre 2012

Giuggiole, giuggiole, giuggiole!

Quando si inizia a parlare di "frutti dimenticati", io vado in brodo di giuggiole, appunto. 
Sarà che sono sensibile a tutti quei temi intrisi di nostalgia per i tempi che furono... come "i frutti dimenticati", quei preziosi prodotti della nostra terra che stanno scomparendo, sostituiti da varietà più da "grande consumo". La giuggiola è un frutto diffuso in Italia solo in alcune zone (specialmente il Veneto), che sta scomparendo forse perchè considerato "povero"... ecco perchè può venir classificato come "frutto dimenticato". Bene, oggi ve lo faccio riscoprire!

Le mie giuggiole
Il giuggiolo è un albero a crescita lenta, che può essere tenuto anche come un cespuglio, bello da vedere grazie alle sue numerose foglioline verde brillante (può essere usato come pianta ornamentale, più o meno come un olivo). Non ha particolari esigenze (il mio, perfino dopo l'estate africana scorsa, non ha patito!) ed è dotato di spine che rendono più... interessante la raccolta delle giuggiole, a inizio autunno.
Il sapore della giuggiola varia molto dal suo grado di maturazione. A me piace quando è marroncina ma ben croccante, acidula, dal vago sentore di mela, ma più intensa. C'è chi invece la apprezza quando è molto matura, con la buccia già grinza e la pasta dolcissima, zuccherina e morbida, assomigliando vagamente a un dattero. Ed infatti un altro nome della giuggiola è proprio "dattero cinese", essendo la pianta di origini asiatiche.

Giuggiole in corso di maturazione
Il giuggiolo, non appena è sufficientemente grande, produce tanti polloni radicali dai quali si possono ricavare nuove piante... l'unica questione è che ci vuole parecchio tempo perchè una piccola pianta di giuggiolo cresca fino a fare i suoi frutti! La pazienza: una qualità che oggi il mercato (anche alimentare) non apprezza.
Del resto il giuggiolo si lega anche ad altri valori importanti, talvolta dimenticati: presso i romani simboleggiava il silenzio e, in base ad alcune credenze, è proprio con gli spinosi rami di questa pianta che venne intrecciata la corona di spine di Cristo. Se dal Cristianesimo ci spostiamo all'Islam, troviamo il "Loto del Limite", che significa l' "Albero di Giuggiole", simboleggiante il limite estremo oltre il quale la conoscenza umana non può andare.

Un bel giuggiolo. Fonte foto: QUI
Ma torniamo a cose più prosaiche: il cibo! Le giuggiole (che peraltro possiedono una leggera qualità lassativa) sono ottime mangiate così, sgranocchiate dopo cena o come spuntino, ma possono essere impiegate anche per preparare marmellate e il famoso "brodo di giuggiole", un liquore estremamente zuccherino, dalle origini antiche, ancora diffuso in Veneto. "Andare in brodo di giuggiole" vuol dire appunto provare un enorme piacere e contentezza, paragonabile al gusto intenso del liquore a base di giuggiole appassite.

Il brodo di giuggiole, fonte foto: QUI
La ricetta del brodo di giuggiole (tratta da Wikipedia):
  • 1 chilo di giuggiole
  • 1 chilo di zucchero
  • 2 grappoli di uva Zibibbo
  • 2 bicchieri di vino bianco
  • 2 mele cotogne
  • buccia grattugiata di 1 limone
  • acqua quanto basta.
Lasciare appassire le giuggiole (ci vogliono un paio di giorni); non sbucciare. Pesare e mettere in una pentola, ricoprire d'acqua. Pulire ed aggiungere l'uva e lo zucchero. Cuocere per un'ora a fuoco dolce. Aggiungere le mele e il cabernet. Alzare la fiamma e far evaporare il vino. Verso la fine della cottura (quando si sta gelificando) aggiungere la buccia del limone grattugiato. Portate a ebollizione fino a ottenere uno sciroppo cremoso: passatelo (le giuggiole hanno il nocciolo), fate raffreddare e sigillatelo in bottiglie sterili lasciandolo al fresco e al buio.
Le giuggiole sono il frutto tipico di uno dei borghi medievali più belli d'Italia: Arquà Petrarca (provincia Padova).

Arquà Petrarca, fonte foto: QUI
Passeggiando d'autunno per le suggestive viuzze di Arquà Petrarca non solo potrete visitare la casa del Petrarca (e vedere, ehm, la "mummia" della sua amata gatta, come vuole la tradizione!), ma potrete anche acquistare tanti prodotti tipici e rari a base di giuggiole. Vi consiglio davvero di visitare questo borgo tra i colli euganei, non solo per le giuggiole, ma proprio perchè è un posto che merita, dove si respira un'atmosfera d'altri tempi. Ad Arquà Petrarca si svolge anche la tradizionale "Festa delle giuggiole".
Infine, vi lascio un'altra ricetta, un mio esperimento culinario: i muffins alle giuggiole... una rivisitazione moderna di un frutto antico, che non dovrebbe essere dimenticato!


Muffins alle giuggiole:
  • 270 g di farina autolievitante;
  • 130 g zucchero;
  • 20 giuggiole grosse (quantità variabile a piacere);
  • 250 ml di latte;
  • 90 ml di olio di semi;
  • 1 uovo.
Setacciare la farina con lo zucchero; lavare le giuggiole e privarle dei noccioli, tagliandole a pezzi non troppo piccoli. Mescolare il latte, l'uovo e l'olio insieme, aggiungere velocemente il composto liquido alla farina+zucchero e le giuggiole tagliate a pezzetti. Versare il composto negli stampi e infornare per circa 20 minuti in forno caldo a 180° C.

19 commenti:

  1. Io li chiamo "frutti anticapitalisti" perché non sono compatibili con la grande distribuzione, il trasporto, la conservazione ecc. Hai provato a fare il liquore di giuggiole? Non sapevo di tutte queste preparazioni, le ho sempre staccate dall'albero e mangiate all'istante! :-)

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  2. Oohhh, quante sorprese qui: non sapevo che il brodo di giuggiole fosse un liquore (me lo immaginavo come una zuppa ^^') nè che nella casa di Petrarca ci fosse la mummia del suo gatto! A dire la verità non ho mai neanche assaggiato una giuggiola ;)

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  3. @ Anna: Fantastica la definizione "frutti anticapitalisti"!!! E' perfetta direi :-) Non ho mai fatto il brodo di giuggiole in realtà, anche perchè le giuggiole mi piacciono così tanto "da sole" che anche io le mangio praticamente appena colte e non ne restano per altre preparazioni!

    @ Robin: Sii la casa del Petrarca offre la visione di una gatta in una teca, si dice fosse la sua micia adorata ma in realtà credo sia stato dimostrato che non è "autentica". Ad ogni modo resta lì nella casa a ricordo dell'amore di Petrarca per i gatti. Sono contenta che questo post sia pieno di sorprese, volevo proprio far conoscere di più la giuggiola!!

    Buon weekend a entrambe!!!

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  4. Un suggerimento per il prossimo frutto anticapitalista: le nespole! Se le ricorda ancora qualcuno? L'ultima volta che ne ho mangiata una avró avuto 8 anni! :-)

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    1. Pensa che riesco a mangiarne qualcuna tutti gli anni io... Marco ha la pianta in giardino e me ne passa qualcuna ogni autunno!! :-))

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  5. Sto andando in un brodo di giuggiole al pensiero dei tuoi buoni biscottini accompagnati da un bicchierino del prezioso liquore!! Mi prenoto per la merenda ;-)
    a presto cara, buon fine settimana!!

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  6. mi credi se ti dico che fino all'anno scorso non sapevo cosa fossero?
    Appena assaggiate,mi piacqueo subito,adesso nel mio giardino ho una piccola pianta!
    baci

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  7. Ohh, quante notizie interessanti su questo frutto!!! Mia madre ne ha un'esemplare in giardino, sempre generoso di frutti tranne quest'anno...

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  8. @ Dany: sei la benvenuta per la merenda!!! Tra l'altro in un pomeriggio piovoso come questo sarebbe l'ideale, dolcetti e chiacchiere!!

    @ Lu: non faccio fatica a crederti!! In tante zone d'Italia le giuggiole sono praticamente sconosciute e introvabili!! Hai fatto bene a piantarne una pianta!!

    @ Lolle: pensa che da me, con l'estate secca e infernale che c'è stata, hanno sofferto tanto tutte le piante... tranne il giuggiolo, che invece ci ha regalato un abbondante raccolto! A volte ho il sospetto che ogni albero abbia una volontà propria e ci diverta a stupirci con produzioni scarse o abbondantissime a seconda del suo umore :-))

    Buona domenica a tutte voi!!!

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    1. Ne avrei veramente bisogno in questo momento..
      Si, ero io al castello, ci voglio tornare ancora, era un momento di solitudine, ma pieno di magia e pensieri positivi.Sono felice di averlo potuto trasmettere.

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  9. Dai che illiminazione,esiste il brodo di giuggiole!!!Io proprio questo frutto non lo conosco,forse in sardegna non c'era!Chissà se prima o poi riuscirò ad assaggiarle!!

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  10. Mai mangiate le giuggiole... e non riconosco nemmeno l'albero!
    Non so se ci sono nella mia zona ma ne conosco solo il nome.
    Che mancanza!
    A proposito di piante dimenticate pensa che non sono riuscita ad andare alla Fiera di Guastalla perchè non sto bene.
    Che sfortuna...
    Un bacione

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  11. Le mie origini venete, fanno sì che nel mio giardino cresca rigoglioso un alberello di giuggiole!!
    E' l'orgoglio di mio papà!!!
    Anche qui in piemonte è conosciuto pochissimo!!
    Le mie sono ancora verdi, non vedo l'ora di preparare i biscotti!!!!!! Buonissime anche gustate così!!!!
    Un bacione enorme e felice settimana!!!!

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  12. io nn sapevo nemmeno che aspetto avessero e poi ho scoperto che a due passi da me ce n'erano due piantone!

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  13. Mi sono deliziata di notizie preziose per le mie due piante di giuggiole, in compagnia dei miei fiori hibiscus, glicine e rose, trasformati in ottime pietanze floreali dal nome gusto romantico. Amo il creato e i suoi preziosi frutti per tutti gli esseri della terra. Grazie per avervi conosciuto. Buon fine settimana in brodo di giuggiole. Un saluto, Aurora Marino facebook

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  14. Bellissimo post sulle giuggiole... una precisazione... la bottiglia in foto del liquore non corrisponde al Brodo di Giuggiole di Arquà Petrarca... se passa da queste parti la invito da noi per provare L'elisir del Borgo... ( www.brododiarquapetrarca.it) saluti Alessandro

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  15. Mi scusi Alessandro, alla festa della giuggiola anno scorso oltre al vostro prodotto ho assaggiato anche un'altro brodo di giuggiole in un banchino coperto molto rudimentale imbottigliato in una bottiglia trasparente con su scritto "Elisir di Giuggiole", lei sicuramente conosce la persona di cui sto parlando potrebbe dirmi come si chiama o come posso contattarlo? anche privatamente la mia mail è lunderperzo@hotmail.it
    La ringrazio è un po' che lo cerco!

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