mercoledì 27 giugno 2018

Le gioie e i dolori dell'allevare macaoni

A inizio maggio, dopo ben quattro anni dalla mia prima e indimenticabile esperienza, sulle mie piante di ruta e finocchietto ho finalmente rintracciato nuovi bruchi di macaone! Da settimane avevo avvistato già un minuscolo ovetto giallo ma - non essendo certa fosse "lui" - ho aspettato di vedere eventualmente i bruchi, inconfondibili... e che gioia quando ne ho trovati ben sei, sparsi tra quattro piante di ruta e due di finocchietto! Li ho prontamente recuperati e così è iniziato per me un nuovo allevamento di queste simpatiche, preziose e purtroppo vulnerabili creature.
Come ho già avuto modo di raccontarvi, è importante farsi carico dell'allevamento di queste farfalle, perchè la mortalità dei bruchi in natura è altissima, non solo a causa dei numerosi predatori naturali, ma anche per via del massiccio uso di pesticidi e di prodotti chimici nelle nostre campagne, cosa che rende sempre più difficile la vita alle farfalle. Io stessa sono testimone di uno spopolamento sensibile: quando avevo 10 anni, d'estate il mio giardino pullulava di macaoni, Vanesse Io, Vanesse Atalanta, nonchè le comuni cavolaie... ora, vedere anche un solo, sparuto macaone in un'intera stagione è una rarità. Perciò trovare ben mezza dozzina di bruchetti per me è stata una vera benedizione e mi sono lanciata nell'avventura di allevarli piena di entusiasmo e felicità.


Purtroppo, va anche detto che l'allevamento di macaoni riserva facilmente anche qualche delusione e dolore. I bruchi sono animali fragili e, prima di diventare farfalle adulte da liberare in natura, devono attraversare tutta una serie di "momenti critici" per il loro sviluppo. Purtroppo non è scontato che ogni bruco ce la faccia, nonostante tutte le nostre cautele e gli sforzi per garantirgli un ambiente il più possibile sano e protetto. Quello che si deve assicurare ai bruchi è:


Queste sono le regole d'oro per l'allevamento dei bruchi di macaone, ma nonostante ciò potrà comunque capitare che qualche bruco non ce la faccia. Così è stato anche per me e ben cinque dei miei sei bruchetti, non ce l'hanno fatta... inspiegabilmente: fino al giorno prima sembravano scoppiare di salute e divoravano le loro foglie, finchè non sono entrati in muta. Inizialmente ne ho perso "uno per muta", ossia uno alla prima, uno alla seconda e uno alla terza muta, senza poi riuscire a completare il passaggio fondamentale del loro sviluppo. Gli ultimi due bruchi poi, ironia della sorte, sono morti senza riuscire a completare la trasformazione in crisalide. E' sempre un dolore vedere i bruchi non farcela, apparentemente per cause inspiegabili, senza contare che mi domando sempre se ho sbagliato qualcosa io... sarebbe quasi meglio, così saprei come correggermi ed evitare che ricapiti in futuro.

Ecco le quattro mute del bruco di macaone
Se ho osservato bene, già alla fine della terza muta, prima di passare alla quarta, il bruco ha già assunto i colori tipici dell'ultima fase, ma non le sue dimensioni finali, ben più grandi di queste.

Ma l'allevamento dei bruchi riserva anche un sacco di sorprese! Oltre ad essere un'opportunità unica per chi ha l'occhio e la passione da naturalista, perchè dà modo di osservare non solo lo sviluppo ma anche le abitudini di questi straordinari animali... beh, si passa facilmente anche "dalle stalle alle stelle", nonostante tutto! Dovete sapere che uno dei momenti critici di quest'ultimo mio allevamento l'ho toccato un giorno quando, contemporaneamente alla morte del terzo bruco, anche i restanti tre bruchi (che erano già avanti di una muta, rispetto al deceduto) sono parsi morire uno dopo l'altro. Li davo già per spacciati, poichè si sono immobilizzati per un giorno e mezzo (e fin qui niente di strano, stavano preparando la quarta e ultima muta), assumendo però posizioni davvero poco promettenti: stavano completamente piegati a metà, con le zampine abbandonate e apparentemente sempre più deboli, come fossero moribondi. Giuro, li davo per spacciati e mi maledivo per aver mandato a morte sei bruchi su sei. Avvilitissima, ero già dell'idea di buttarli ma mi sono trattenuta semplicemente perchè volevo attendere l'eventuale uscita di parassiti dal corpo esanime delle povere creature, in cerca di una motivazione valida per l'ecatombe. E invece... miracolo! Tutti e tre i bruchi, nel giro di 12 ore, hanno completato la quarta e ultima muta, smentendo completamente la mia diagnosi infausta! Perciò, ora ho anche scoperto che conviene sempre attendere pazientemente il miracolo, anche quando un bruco sembra morente... come detto, "dalle stalle alle stelle"!

Ecco i bruchi come si presentavano prima dell'ultima muta... non proprio fiduciosa che ce la facessero!


Ed ecco invece il bruco uscito alla sua quarta e ultima muta! Vedete anche la vecchia "pelle" ancora sul rametto.

Questa volta ho allevato i bruchi in maggior parte utilizzando il "metodo della bottiglia", un semplice espediente casalingo per tenere le foglie di pianta nutrice fresche più a lungo, con minor "spreco" di pianta e per garantire ai bruchi cibo di qualità più costante nei vari momenti della giornata. Si taglia una bottiglia conservando il fondo e il collo: il fondo si riempie di acqua, il collo si rovescia si infila nel fondo a mo' di imbuto, da riempire con rametti di ruta/finocchietto (che andranno quindi in immersione in acqua con il gambo) e cotone idrofilo per sigillare ed evitare pericoli ai bruchi, qualora dovessero mai cadere verso il fondo. La bottiglia poi si può comunque porre nel fauna box, sia per raccogliere le feci in maniera più agevole, sia per assicurare maggiore protezione ai bruchi dagli insetti aggressori che eventualmente potrebbero esserci in casa.



Nel mio primo allevamento invece, cambiavo le foglie una volta al giorno (alla mattina), depositandole semplicemente nel fauna box dei bruchi, al momento della pulizia quotidiana dalle feci. Grazie al metodo della bottiglia si riduce anche il tempo da dedicare ai bruchi, poichè i rametti (specialmente di ruta) restano assolutamente freschi anche per un'intera settimana, quindi non c'è bisogno di cambiarli tutte le mattine... tutto quello che si deve fare è assicurare che vi siano sempre foglie a sufficienza e che le feci eventualmente precipitate sul cotone (che tende a inumidirsi) non restino troppo a lungo, poichè ammuffirebbero e creerebbero un ambiente non sano per i bruchi. Meglio quindi cambiare il cotone e pulire dalle feci almeno ogni due giorni.
Consiglio: quando si devono recidere la ruta e il finocchietto, scegliere sempre rametti abbastanza spessi (se fossero lunghi, si possono dimezzare) e non solo le foglie esterne dal gambo sottile, poichè se si immerge in acqua il ramo di un certo spessore, oltre ad essere più solido anche per il bruco, dura anche molto di più e alimenta meglio tutte le foglie.
Il metodo della bottiglia è validissimo secondo me fino all'ultima muta, quando i bruchi sono molto grandi e sempre più voraci: a quel punto conviene passare direttamente al fauna box con le foglie cambiate quotidianamente, si tratta di pochi giorni prima della crisalide.

Ecco il brucone poco prima della crisalide, grosso e pasciuto.

Come dicevo, purtroppo il bilancio finale di quest'allevamento è comunque molto duro e amaro: solo un bruco è stato in grado di sfarfallare e, se è abbastanza fisiologico che qualche bruco non completi le varie mute, è ancora più avvilente vederli morire quando avrebbero dovuto trasformarsi in crisalide. Questa volta hanno avuto tutti dei problemi: il bruco di macaone, dopo aver espulso le feci verdi e molli, solitamente si prepara ad "agganciarsi" in posizione con uno speciale cordoncino che tesse lui stesso. Nessuno dei miei tre bruchi è riuscito a tessere il cordoncino (uno non ci ha neanche provato), cosa che ha inficiato la trasformazione in crisalide.

Ecco le due crisalidi "non riuscite"... ancora mi domando quale sia stato il problema.

Ho anche cercato informazioni su cosa può essere capitato, dal momento che fino a poche ore prima i bruchi sembravano scoppiare di salute, ma purtroppo non sono riuscita ad arrivare a nulla... è stata la natura? O forse questa volta non sono riuscita io a garantire loro le condizioni migliori? Ad ogni modo cinque bruchi su sei non ce l'hanno fatta, cosa che mi ha fatta scoraggiare parecchio... fino a questa mattina. Anche il sesto e ultimo bruco ha avuto serie difficoltà al momento di impuparsi, ma è stato l'unico a riuscire a fare la crisalide completa e apparentemente sana, anche se non agganciato tramite il cordoncino (al momento di liberarsi della vecchia pelle, scuotendosi è caduto sul fondo del box). Però insomma... già negli ultimi giorni avevo notato cambiamenti, in trasparenza era apparso il magnifico disegno delle ali del macaone e... stamattina è nata una bellissima farfalla!!!  Prontamente liberata, ha spiccato il volo nell'aria di giugno, in una bella giornata di sole e cielo azzurro. L'emozione nel vederla volare è sempre unica, una gioia semplice, delicata e intensa, che fa sperare nel meglio per quella farfalla così bella.

Il meraviglioso macaone che alla fine è nato, questa mattina, dalla sesta e ultima crisalide!

Adesso sul finocchietto e sulla ruta, da ormai una settimana, ho individuato altri due bruchi, un'insperata seconda generazione di macaoni! Per il momento - anche scoraggiata dall'esito del mio ultimo allevamento - penso di lasciarli lì, monitorandoli ogni giorno per intervenire qualora dovessi vedere un'emergenza. Vedremo se la natura questa volta sarà più clemente. Ad ogni modo, che si intenda o no allevare queste magnifiche creature, sarebbe già molto se ciascuno di noi piantasse un piccolo angolo nel suo giardino con ruta e finocchietto: un'oasi per accogliere le uova di questa sempre più rara farfalla, per darle qualche opportunità in più di riprodursi con successo e continuare a volare nei nostri giardini.

13 commenti:

  1. Cara Silvia in questo post c'è tutto il tuo amore per la natura, quanta passione e quanta pazienza....seppure a fatica sei stata premiata e quel volo spiccato in tutta la sua bellezza non ha prezzo!!!
    Baci

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  2. La prossima volta che vado al vivaio cerco la ruta e il finocchietto,è da una vita che non vedo una farfalla così.

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  3. @ Laura: hai ragione, sono stata premiata almeno con un macaone nato e liberato, anche se permane la mia perplessità e tristezza di fronte alle altre "perdite"... comunque che fatica, quando osservo la natura mi rendo conto che per ogni piccolo miracolo che si compie, c'è davvero dietro una lotta e un fatica immane! La vita che nasce e si conserva non è mai scontata!

    @ Kilara: bravissima!! Ti capisco sai, io sono anni che spero di riavvistare una "Vanessa Io" ma niente... e ormai anche i macaoni sono una rarità, perfino nelle campagne! Tra l'altro ruta e finocchietto le puoi usare anche tu in cucina ;-)

    Un abbraccione ragazze, grazie di aver commentato!

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  4. Ciao Silvia, innanzitutto ti ringrazio per i post sui macaoni che mi sono stati molto utili :)
    Vorrei chiederti un consiglio:
    Un bel Macaone che si cibava della mia Lantana che ho sul balcone ha deciso di deporre i suoi ovetti sulla piantina di Aneto (anche questa sul balcone)
    Sono nati un bel po' di bruchini, per ora credo siano tutti sull'aneto e misurano dai 3mm ad 1cm, inoltre c'è ancora qualche ovetto nello stadio iniziale, giallo.
    Ho letto però che i macaoni non amano la vita gregaria e vogliono una pianta tutta per sè, quindi penso di seminare oggi stesso finocchi e carote (non ho semi di aneto ma credo vadano bene anche queste piante) in modo che si possano "distribuire".
    Però, quando saranno grandi, non vorrei perdermi il momento della nascita della farfalla...
    D'altra parte non vorrei sottrarli ad un ambiente in cui evidentemente si stanno trovando bene per metterli in casa, insomma, nonostante sia riuscita già a far "schiudere" un macaone, non vorrei fare pasticci!
    Ad ogni modo mi preoccupa il fatto che i bruchini possano essere parassitati o che si disperdano, e io non possa vedere la farfalla.
    Cosa posso fare? ne porto qualcuno in casa o proteggo le piante con una zanzariera ampia? ti ringrazio in anticipo :)

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    1. Ciao e benvenuta sul mio blog! Per me è sempre un piacere scambiare esperienze con altri appassionati di natura! :-) E infatti grazie a te vengo a conoscenza del fatto che i bruchi di macaone si cibano anche di aneto, non lo sapevo! Dunque, venendo alla tua situazione...credo che se hai la possibilità di coprire tutta la tua pianta con un tulle/zanzariera, sarebbe certamente l'ideale, così proteggeresti i tuoi bruchi senza al contempo "sradicarli" dal loro ambiente. Quanti bruchi e uova hai? Fai benissimo a seminare altre piante nutrici, perché in effetti, potendo scegliere, i macaoni non amano la vita di gruppo...inoltre se sono tanti e il tuo aneto non è grande, è bene che tu abbia a disposizione altre piante nutrici. Se puoi, ti consiglierei anche di seminare altro aneto, in quanto non tutti i bruchi, dopo aver iniziato ad alimentarsi su una certa pianta nutrice, accettano il "cambio di gusto" di un'altra...! Infine ti direi anche, posto il fatto che se riesci a coprire tutto con un tulle vedrai in ogni caso nascere crisalidi e farfalle, se vuoi potresti prelevare qualche bruco da allevare in un box passata la quarta e ultima muta, così sono belli grandi e avranno già alle spalle alcuni dei momenti più critici. Questo dipende anche da quanta possibilità hai come tempo e spazi adatti (luce, temperatura, ecc...) per seguire i bruchi in casa. Ahimè, come avrai letto dal mio ultimo post, non sempre l'allevamento casalingo va a buon fine. Ti auguro un ottimo allevamento e comunque una meravigliosa esperienza di osservazione dei tuoi bruchi...fino al leggiadro e colorato volo dei macaoni! P.s. tienimi aggiornata, se ti fa piacere! :-)

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    2. Grazie, grazie mille!!!!! ok, allora aspetto che germoglino carote e finocchi e vedrò di procurarmi l'aneto, e poi faccio il "gonnellino"! :D i bruchi al momento sono una decina...sono carinissimi!
      Certo che ti terrò aggiornata! A presto e buona settimana :)

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    3. Benissimo, che meraviglia una decina di bruchi!!! Ti capisco bene quando dici che sono carinissimi!!! :-D A presto e buona settimana a te!

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    4. Buongiorno Silvia, mistero! I bruchi sono spariti quasi tutti, tranne due o tre piccolissimi..peccato! Spero in un'altra covata.. :D evidentemente, come avevi osservato tu, la vita dei macaoni è davvero difficile :(
      E vabè, intanto ho fatto qualche osservazione di farfalle adulte, Maconi e Podaliri, ti linko qualche foto, se ti facesse piacere ;) https://forum.giardinaggio.it/attachments/poda4-jpg.449235/

      https://forum.giardinaggio.it/attachments/poda2-png.449238/

      https://forum.giardinaggio.it/attachments/maca1-jpg.449241/

      https://forum.giardinaggio.it/attachments/maca2-png.449244/

      Buon weekend! :)

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    5. Ciao Z.Zucchi! Mannaggia, purtroppo è davvero difficile per i piccoli bruchi arrivare a sfarfallare, solo pochissimi ce la fanno... ti dirò che anche i "miei" due bruchi che avevo lasciato liberi sulle piante sono spariti. Uno sono certa sia stato predato (mancava ancora troppo alla crisalide), per l'altro voglio sperare che sia andato a impuparsi da qualche parte (era il momento giusto) ma non sono riuscita a scovare la crisalide nei dintorni. Può ben essermi sfuggita alla vista, anche se immagino che non percorrano chilometri... ma voglio sperare per il meglio. Grazie per le tue foto!! Bellissimi anche i podaliri, pensa che io purtroppo non ne ho mai visto uno dal vivo! In che zona d'Italia vivi? Ma secondo te, le farfalle che hai fotografato stanno bevendo che hanno la spiritromba ficcata nel fango?? :-D Per il resto speriamo entrambe in nuove "covate" di macaoni, mi piacerebbe tanto trovarne altri e riprovare l'allevamento! Un caro saluto e buona domenica a te! :-)

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    6. Buondì! :)
      Mi faceva piacere aggiornarti con una buona notizia....qualche giorno fa ho visto una bellissima "Macaonessa" deporre le uova, sempre sull'aneto che ha avuto il tempo di riprendersi un po'! Sono nati i bruchini e adesso osservo la crescita con la scorta dell'esperienza precedente ma anche sollevata dal fatto che ho pronte le piantine di riserva, se servissero.. ;)
      Beh, per i podaliri, non è mai troppo tardi, visto che sono diffusi in tutt'Italia!!! ;)
      ..Anche a me è venuto il dubbio che stessero bevendo!!! :D :D erano fermissime e si lasciavano tranquillamente avvicinare.. :O
      Buona domenica Silvia! :)

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    7. Buongiorno a te e scusa il ritardo! Sono stata lontana per diversi giorni dal mio blog perchè ero in vacanza :-) e ne ho approfittato per fare una bella "immersione" nella natura, lontana anche dal pc e da internet! Tra l'altro in vacanza (ero all'isola d'Elba) ho avvistato un podalirio, insieme a tante altre farfalle! :-) benissimo, sono contenta per te e che un'altra "macaonessa" abbia deciso di fare le uova, purtroppo invece ora come ora le mie piante nutrici sono sprovviste di ospiti. Buon allevamento di nuovo e grazie per il tuo aggiornamento!!!

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  5. Ciao Silvia, è bel po’ che non vengo sul tuo blog, preso come sono dagli impegni di lavoro, ma è stato molto piacevole leggere l’epilogo della tua esperienza con i macaoni, di cui mi avevi già parlato. La ruta e il finocchietto non popolano il mio giardino, per il momento, ma provvederò per l’anno prossimo. Leggo tra i commenti che anche l’aneto fa parte delle piante nutrici, e di quello ne ho!
    Spero solo che il mio tartarugo Platone non sia ghiotto di bruchi come lo è di chiocciole e lumache, perché quando ne avvista una, anche se questa è aggrappata ad un rametto, adotta un comportamento abbastanza impressionante : prima osserva la piantina come un taglialegna osserverebbe un albero che deve abbattere; poi, sempre mantenendo la solita aria flemmatica e distaccata, sposta il proprio peso sulla base della piantina, fino a piegarne il fusto. A quel punto, comincia a camminarci sopra fino a metterla in posizione orizzontale. Se la chiocciola non è stata abbastanza scaltra da lasciarsi cadere al suolo e allontanarsi nel frattempo, purtroppo la sua sorte è segnata: Platone gira il capino verso di lei e la guarda con un aria annoiata, cosa che può destabilizzare la chiocciola ancora aggrappata alla fogliolina, rendendo meno rapide le sue capacità di decisione; e poi apre la bocca e se la mangia senza troppi riguardi, addentando una qualunque parte molle della vittima. Devo confessare che questa scena mi ha un po’ impressionato la prima volta che l’ho osservata, soprattutto perché credevo le tartarughe terrestri completamente erbivore.

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    1. Filippo, non avevo idea che le tartarughe adottassero queste strategie di "caccia"!!! Tra l'altro, hai descritto la scena benissimo, leggendo mi è sembrato di vedere un documentario ;-) Devo ammettere che ignoravo la "qualità" dell'alimentazione delle tartarughe, sono inespertissima in proposito. Però... sì, se mangiano le lumache, qualcosa mi dice che non disdegnerebbero i bruchi. Comunque interessantissima la tua testimonianza su Platone... ogni animale è un universo a parte, che riserva sorprese ed eventi affascinanti da osservare!

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