giovedì 8 novembre 2018

Tutto ma proprio tutto sulle mangiatoie per gli uccellini!

L'autunno sta avanzando veloce e, anche se le temperature incredibilmente miti che avute finora (decisamente fuori norma... ma per oggi non occupiamoci del clima impazzito) potrebbero ingannarci, presto o tardi arriverà anche il freddo. Certo, a noi cambia poco: in casa siamo attrezzati con tutte le comodità, dal riscaldamento al piumone sul letto. Ma gli animali selvatici invece si troveranno in difficoltà e in particolare gli uccelli - che non vanno in letargo - dovranno resistere ai rigori dell'inverno contando semplicemente su sè stessi. Come ci spiegano bene gli esperti del Parco Natura Viva in questi interessanti video, tutti dedicati alle mangiatoie per l'inverno che possiamo costruire noi stessi, gli uccelli hanno un bisogno quotidiano e stringente di una certa quantità di cibo energetico, perchè possano continuare a muoversi sviluppando il calore corporeo che li farà sopravvivere alle basse temperature. Se ne avete voglia, seguitemi in questa panoramica di video, in pochi minuti scoprirete tutto il mondo che sta dietro alle mangiatoie per uccellini!



Possiamo aiutare gli uccelli fornendo loro cibo adatto nei nostri giardini, ma attenzione: le classiche briciole di pane o di biscotti, di solito ben gradite dai pennuti, non sono così salutari perchè difficili da digerire e poco sostanziose. Meglio costruire una bella ghirlanda di frutta secca (come le arachidi, oleose e ben energetiche) e fresca di stagione (mele e pere), oppure una "pigna farcita" con vari mangimi in patè. Due possibili mangiatoie "naturali", che verranno certamente prese d'assalto da insettivori, granivori e frugivori!



Se invece vi piace l'idea di costruire una mangiatoia più articolata, con materiale di riciclo, ecco l'idea giusta per voi: da un contenitore in tetrapak, possiamo ricavare un "punto ristoro" per tutti i pennuti. Importante è, come dice anche Ilaria del Parco Natura Viva, di inserire poco mangime alla volta e di controllarlo spesso, perchè in autunno l'umidità è tanta ed è possibile che si generino muffe.  Questo consiglio in realtà è valido per qualsiasi tipo di mangiatoia decidiamo di esporre. Io stessa, che espongo semplicemente un vassoio metallico pieno di semini e patè, ho cura di controllarlo e lavarlo settimanalmente. Questo evita non solo le muffe, ma anche l'eventuale pericolo di patologie che si diffondono in ambienti "affollati".



E per finire, qualche consiglio su come posizionare correttamente le varie mangiatoie, per evitare il pericolo dei gatti. A seconda non solo del cibo, ma anche della forma delle mangiatoie e della loro collocazione, sarà possibile attirare diverse specie di pennuti selvatici.



Allora, che mi dite? Vi sono piaciute queste tre semplici idee? Quella che a me sembra più bella e d'impatto è la ghirlanda, penso proprio di costruirla ed esporla io stessa, insieme alle solite "palle di grasso", che compro già pronte nei negozi specializzati, e al mio vassoio pieno di semi di girasole. Quest'anno ancora non ho aperto il mio "ristorante" per pennuti, aspettavo che ci fosse un po' più di freddo, ma immagino che non manchi molto e non vedo l'ora di ritrovare la mia numerosa clientela di cince, pettirossi e fringuelli... e voi avete qualche altra creazione home-made da suggerire, per aiutare gli uccelli a sopravvivere alla stagione fredda?

10 commenti:

  1. Interessante !! E' giustissimo pensare anche agli animali in difficoltà, quando l'inverno sarà rigido. Io , spesso ho lasciato briciole di pane ma, quindi, meglio la frutta secca o la frutta di stagione. Lo terrò presente. Saluti.

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  2. Si cara Silvia, mi sono piaciute tutte e tre le proposte che ci hai mostrato.
    Invero io spesso sbriciolo pane secco che sparisce in un nanosecondo qui in giardino, ma mi sono procurata anche tanti semini adatti proprio ai nostri amici pennuti.
    Ti saluto, a presto
    Susanna

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  3. Io ogni inverno metto fuori frutta secca e uvetta per gli uccelli ma non costruisco niente,li metto semplicemente nei vasi che ho nel davanzale (che tanto in inverno sono vuoti) e vedo che ci vengono merli e altri uccellini,credo passeri,non me ne intendo.
    Comunque interessanti le istruzioni per le mangiatoie.Una volta ho pensato di costruirne una ma di fronte a casa mia ci sono tre pini giganteschi e il ramo più basso è comunque altissimo per me.

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  4. In inverno il muretto del mio cortile si trasforma in un fast food per gli uccellini. Tutti i giorni lascio granaglie,noci,uvetta e anche qualche biscotto. Non dimentico mai neanche l'acqua che gli uccellini bevono volentieri anche durante la stagione fredda. Adoro guardarli dalla finestra della cucina con un bel caffè caldo in mano! Un abbraccio Alessandra

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  5. Buongiorno Silvia! In realtà io in inverno non metto nulla (onta su di me) perché ho sempre paura che i primi a festeggiare siano i gatti, miei o dei vicini...
    Più volte mi sono trovato indeciso se comprare o meno le famose “palline” da appendere fuori, e non ne ho mai fatto di nulla, per timore di danni più grandi dei benefici. Visto che non posso quindi raccontare la mia esperienza, “pago il mio debito” verso il blog con una... citazione letteraria sugli uccelli e l’autunno (molto malinconica in realtà) tratta dal racconto Gli uccelli, di Daphne du Maurier (da cui Hitchcock prese l’idea -ma non la trama, attenzione!- per il film omonimo). Daphne du Maurier è una grande scrittrice, oggi trascurata, maestra nel creare atmosfere di attesa, mistero e inquietudine. Hitchcock prese ispirazione da lei per ben tre film, e Gli uccelli è un racconto che tutti dovremmo rileggere in questi tempi di allerte ecologiche che pesano come un macigno sulle nostre vite...

    In primavera, gli uccelli volavano verso l'interno, seguivano la loro strada, tesi verso il loro obiettivo; sapevano dove stavano andando, il ritmo e i riti della loro vita non subivano ritardi.
    In autunno, quelli che non avevano migrato al di là del mare e trascorrevano l'inverno nei loro luoghi natii sembravano essere in preda della medesima febbre dei loro fratelli, ma vedendosi negata ogni partenza, seguivano altre regole. Arrivavano ​​a stormi sulla penisola, ansiosi, irrequieti, agitandosi per scaricare un eccesso di energie, a volte vorticando in cerchio librandosi in aria, a volte piombando su un terreno coltivato per nutrirsi, ma senza fame, senza vero desiderio; poi la loro ansia li riportava in cielo.
    Uccelli neri e bianchi, cornacchie e gabbiani, uniti da una strana alleanza, alla ricerca di una liberazione indescrivibile, mai soddisfatta, mai placata. Voli di storni filavano in un fruscio di seta verso nuovi pascoli, spinti dalla stessa necessità di muoversi, e piccoli uccelli, fringuelli, allodole, si disperdevano da un albero all'altro e da una radura all’altra con aria spaventata.
    Nella baia, gli uccelli marini aspettavano la marea. Sembravano più pazienti. Beccacce, coderosse e chiurli sorvegliavano il lungomare. Quando la marea veniva lentamente a lambire la scogliera, e poi si ritirava, rivelando una cintura di alghe e sassi, gli uccelli marini accorrevano verso le spiagge. La necessità di volare si impadroniva anche di loro. Gridando, fischiando, chiamandosi, sorvolavano il mare tranquillo e si allontanavano dalla riva. Presto, più veloce, sbrighiamoci a partire! Ma dove e perché? L'ansia furiosa dell’autunno, una nostalgia inappagabile li possedeva, radunandoli e poi disperdendoli a gran voce nel cielo. Dovevano esaurire tutta quest’energia che era in loro prima dell'arrivo dell'inverno.
    Forse gli uccelli ricevevano un messaggio dall’autunno, una specie di avvertimento : l'inverno stava arrivando; molti di loro sarebbero morti. Accade che gli esseri umani, temendo una morte prematura, si stordiscano nel lavoro o nella follia; così fanno gli uccelli.”

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  6. Ciao Silvia, adoro gli uccellini liberi, un tempo avevo un amico pettirosso che mi veniva a trovare ed entrava anche in cucina a beccare quello che gli preparavo ma...da quando c'è Minoù non è più possibile!

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  7. ... utilissima idea ...
    ... che non vedo l'ora di mettere in atto...

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  8. Cari amici, grazie di cuore per i vostri graditi e bellissimi commenti! Scusate anzi per il ritardo della mia risposta, ho avuto una settimana impegnativa e sono riuscita a trovare un momento per il blog solo ora…!

    @ Mirtillo: è vero! Molto meglio frutta secca a pezzetti per gli uccellini, una vera riserva energetica che permette loro sopravvivere! Un saluto a te!

    @ Susanna: hai fatto bene a procurarti i semini adatti! Un tempo si davano il pane agli uccellini e il latte ai gatti, credendo che fossero entrambi due alimenti adatti… c’era poco per tutti, anche per le persone, figuriamoci pensare agli animali! Ma oggi che, per fortuna, possiamo permetterci un po’ più di accortezza e di scelta, è bene rivedere le nostre consuetudini. Un abbraccio Susanna!

    @ Kilara: anche l’uvetta è una vera delizia per i nostri amici pennuti!! Puoi approfittare delle visite degli uccelli alle tue mangiatoie per cercare di fotografarli e classificarli in seguito… io mi sono così appassionata facendo “bird gardening”! Un abbraccio!

    @ Alessandra: come mi ritrovo nelle tue parole!! Anche io adoro guardarli dalla finestra della cucina, faccio colazione con gli occhi puntati verso l’albero a cui appendo le palle di grasso ed è una visione così rasserenante… il modo più giusto di cominciare la giornata! Da quando ho scoperto quanto bello è, non potrei più fare a meno di allestire il “fast food” per uccellini, per loro… ma forse anche di più per me!! Un abbraccio a te!

    @ Filippo: MERAVIGLIOSO! Grazie, grazie di cuore per questa bellissima e a me sconosciuta citazione, suggestiva sia dal punto di vista naturalistico che esistenziale… certo, le cinciallegre e i pettirossi, così come i paciosi fringuelli che vengono a trovare la mia mangiatoia non mi suggeriscono magari queste riflessioni cupe sul finire della vita… anzi, nel pieno dell’inverno, mi ricordano quanto sia importante restare vitali e industriosi, proprio quando la morsa del freddo sembra voler congelare tutto. Ancora una volta, natura maestra di vita… un carissimo saluto, la tua presenza sul mio blog è sempre preziosa!

    @ Carmen: che spettacolo, un pettirosso “quasi domestico”! Girellando in internet mi ero già imbattuta in storie di questo tipo, pettirossi così confidenti da diventare abitudinari frequentatori di mani umane e finestre aperte… che bello! Magari, se puoi, lascia comunque qualche leccornia per gli uccellini, all’esterno… all’interno della tua casa si sa, dominano indisturbati i tuoi due bellissimi gattoni! Un abbraccio Carmen!

    @ Semola: siii anche io non appena ho visto i video ne ero entusiasta! Per ora ho messo fuori semini e palle di grasso che resteranno fino a febbraio, ma la ghirlanda di arachidi, magari per le feste di Natale, mi sembra un’idea in più! Un caro saluto!

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  9. Sono d’accordo con te sull’importanza del restare vitali e fiduciosi. Il racconto citato (di cui non ti dico la trama) è senz’altro molto malinconico e pessimista, ma può essere letto come una sorta di allegoria, la natura che si ribella all’uomo e per questo lo ritengo interessante da leggere di questi tempi. Un caro saluto

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    1. Caro Filippo, penso proprio che lo inserirò nella mia già nutrita lista di letture future! Grazie per il suggerimento, un abbraccio!

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