lunedì 14 settembre 2015

"La diversità della vita" di Edward Wilson

Di biodiversità vi ho già parlato in passato e penso che ve ne parlerò ancora in seguito, dal momento che sarà il tema centrale della mia nuova tesi di laurea! Anche di Edward Wilson vi ho già parlato in precendenza: oltre che biologo, entomologo e saggista vincitore di due premi Pulitzer, si è anche cimentato con la narrativa, pubblicando l'appassionante romanzo Anthill, da me divorato in pochi giorni e consigliatovi caldamente in questo blog. Oggi quindi è con piacere che vi propongo un nuovo testo di Wilson, uscito nel 1992 ma ancora assolutamente attuale, nonchè affascinante e coinvolgente come pochi altri saggi sanno essere: "La diversità della vita. Per una nuova etica ecologica".
Il saggio, chiaramente appetibilissimo per biologi, ecologi e scienziati, è alla portata di tutti. Wilson parte da esperienze di vita vissuta da lui in prima persona per spiegarci cos'è la "diversità della vita", ossia la biodiversità, e soprattutto qual è la sua importanza per l'ecosistema planetario. E così ci troviamo sotto un maestoso temporale in Amazzonia, oppure assistiamo ad eruzioni vulcaniche così distruttive da azzerare la vita su un'intera isola, ma diventiamo anche gli incantati testimoni della magia della vita che si ricrea, a partire da un ambiente distrutto e desolato. 


Larga parte del libro è dedicata a spiegarci, con esempi a non finire (tanti dei quali sono meravigliosamente sorprendenti, come la natura stessa), come la biodiversità si manifesti, cresca e si riproduca con infinite possibilità, deviazioni e percorsi, sul nostro pianeta. Wilson ci racconta, con la maestria di un sapiente narratore, di una Terra viva, continuamente in evoluzione, ricca di specie viventi così come di incredibili opportunità anche per noi uomini, che ci ostiamo sempre più a crederci "emancipati dalla natura". Niente di più sbagliato! Pensiamo anche solo da un punto di vista limitatamente "materialistico" quanto di buono traiamo dalla biodiversità: sapevate ad esempio che l'anticoagulante irudina, fondamentale per la cura di tante condizioni patologiche del sangue, proviene dalla saliva delle sanguisughe? Oppure ancora, sapevate che dalla pervica rosea, pianta del Madagascar, si ottengono due alcaloidi capaci di salvare da due forme tumorali terribili, come il linfoma di Hodgkin e la leucemia linfocitica acuta? Sono solo due esempi di un'infinità di casi, che ci dovrebbero rendere consapevoli di quanto l'uomo abbia bisogno della natura (letteralmente!) e di quanto ancora possa imparare da essa... a livello materiale, ma anche spirituale. E così il libro di Edward Wilison si conclude con un accorato (e documentato) appello: l'umanità sta letteralmente provocando una "sesta estinzione di massa", la biodiversità sta calando ad un ritmo mai visto prima, a causa dell'impatto umano. "L'uomo non è ancora riuscito a capire se stesso, e sarà ancora più confuso se dimenticherà quanto significhi per lui il mondo della natura. Sono moltissimi i segnali che indicano come la perdita di biodiversità metta a repentaglio non solo la sicurezza fisica dell'uomo, ma anche la sua stabilità spirituale. E se ciò è vero, i mutamenti in corso oggi non potranno portare altro che danni a tutte le generazioni venture. (...) Un'etica ambientale destinata a durare sarà un'etica mirata a preservare non solo la salute e la libertà della nostra specie, ma anche l'accesso a quel mondo in cui lo spirito umano vide la luce" (E. Wilson, La diversità della vita, BUR, pp. 482-483). E lo spirito umano vide la luce nel bel mezzo di una natura viva, fertile e ricca di diversità.

2 commenti:

  1. Grazie Silvia, le tue proposte di lettura sono sempre molto interessanti! E poi come non essere d'accordo con te e con il messaggio del libro: l'esistenza e la sopravvivenza dell'uomo dipendono dalla natura!

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  2. Adoro Edward Wilson, ma questo non lo conoscevo! Finisce subito in lista, mi ispira proprio!

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