Rumore di Fusa oggi compie 7 anni: sette! Solo a dirlo quasi non mi par vero, iniziano ad essere un bel po' di compleanni festeggiati, tante stagioni vissute e rivissute, la mia vita che nel frattempo è cambiata parecchio, così come anche il mondo dei blog... e negli ultimi anni mi sono chiesta sempre più spesso quale posto occupi la mia pagina virtuale in questa "blogosfera", nella quale mi riconosco sempre meno. Nel panorama globale sono calati gli scambi personali, sono aumentati gli intenti "promozionali" dei vari blog, si è diffusa una standardizzazione delle pagine che certo le rende più professionali e patinate, ma ha anche tolto quell'atmosfera così autenticamente casalinga e improvvisata che rendeva un piacere aprire questo o quell'altro post, ritrovarsi davvero "in casa" di qualcuno, con la voglia di lasciare un commento effettivamente pensato e sentito. Ovviamente non farò di tutta l'erba un fascio, esistono (o piuttosto resistono) le eccezioni, ma credo che sia generalmente calato molto l'entusiasmo da parte di chi concepiva i blog come racconto di vita personale, condivisioni di esperienze autentiche. Su questo vince la logica di post (e blog) "belli senz'anima", così come ha la meglio la fruizione veloce tipo Facebook: un "mi piace" anonimo e quasi automatico, senza altre parole che gli diano un vero significato. Per chi scrivere e raccontare allora? Con chi riflettere, commentare, ragionare, condividere?
Il tempo e le energie da dedicare a questa pagina sono per me calati in maniera drastica, senza che però sia venuta meno la mia passione per gli animali, le tematiche ecologiche e l'attenzione ai piccoli miracoli quotidiani della natura. Oltre ai miei lettori "fedelissimi" che mi lasciano sempre volentieri un commento (ma anche quanti di questi ho perso, quante altre blogger "autentiche" che si sono ormai allontanate permanentemente dalla rete...), dalle statistiche vedo che Rumore di Fusa riscuote comunque l'attenzione di tanti internauti curiosi alla ricerca di informazioni su questo o quell'animale, o su determinati argomenti che trovano spazio nei miei interessi e quindi anche qui. Sono motivazioni valide per proseguire il mio impegno su questa pagina? Certamente sì, anche se avverto la fatica di cercare (e trovare) lo spazio per questo blog tra mille impegni quotidiani, talvolta senza la soddisfazione di uno scambio approfondito. E allora mi dico: è questo che sono diventati, in massima parte, i blog? Pagine informative impersonali, siti a disposizione di un pubblico silenzioso e onnivoro?
Poi però ho, anno dopo anno, alcune conferme meravigliose... come da parte di voi tutti, miei fedeli lettori, che al mio ultimo post avete commentato con così tanta partecipazione ed empatia rispetto a quanto mi è accaduto, condividendo i vostri pensieri e approfondendo le mie riflessioni. La mia gratitudine verso le vostre parole e la vostra presenza è grande! E poi ci sono le sorprese preziose e impagabili di lettori "occasionali", come i commenti di Tiziano che ogni anno mi racconta delle sue cicale, o come le persone che mi chiedono consigli per il loro micio prima di partire per le vacanze, o come chi mi racconta la straordinaria adozione di un gattino cieco. E allora mi dico che sì, c'è ancora spazio per gli scambi personali, le esperienze condivise autentiche, la voglia di raccontare e farsi ascoltare, reciprocamente. Vale ancora la pena sforzarsi di scrivere, ogni tanto e anche in modo più rarefatto, un post sensato e sentito per Rumore di Fusa e per tutti coloro che, venendo qui, cercano non solo informazioni, ma vita vissuta. Sono ormai diversi anni che "covo" queste riflessioni, finora sono sempre andata avanti a testa bassa, ma oggi, complice forse la "crisi del settimo anno", ho trovato giusto rendervene partecipi. Grazie a tutti voi che mi leggete con attenzione ma soprattutto con partecipazione: questo era e dovrebbe essere ancora, l'unico intento di un blog, ciò che dà significato al mio scrivere e raccontare. Per chi ci crede ancora!
