sabato 31 dicembre 2016

"Il gatto che venne per Natale" di Cleveland Amory

Oggi vi parlo della mia ultima lettura dell'anno: "Il gatto che venne per Natale", nato dalla penna del giornalista e attivista animalista Cleveland Amory. Se il titolo può far pensare a una delle odierne e zuccherose storie aventi per protagonista un felino domestico, a garantire la qualità e l'originalità di questo libro vi è prima di tutto l'epoca della sua pubblicazione: in Italia era il 1988, anno in cui la standardizzazione dei libri era ancora fortunatamente lontana e chi scriveva lo faceva perchè aveva davvero qualcosa da dire. E Amory aveva tanto, tantissimo da dire: il tutto parte dal salvataggio, proprio la vigilia di Natale, di un gatto randagio malconcio e scontroso dalle strade di New York. Il micio, magrissimo e così sporco da sembrare grigio, si rivelerà essere un gatto bianco che verrà poi ribattezzato (non senza difficoltà) Polar Bear. Adottato da Amory, il libro ne racconta le vicissitudini con piglio umoristico e tanta ironia: il bianco felino si rivela essere - come ogni buon micio che si rispetti - un compagno indipendente, cocciuto, talvolta ghignoso e indisponente, ma pur sempre un amore di gatto! Amory approfondisce lo spassoso racconto della sua vita di Polar Bear con notizie storiche sui gatti, curiosità di vario tipo ma anche riferimenti letterari, ad esempio il "Sermone sui gatti" di Aldous Huxley.


Ma non finisce qui: il romanzo intreccia le classiche vicende quotidiane di uomo e gatto, nel loro appartamento newyorkese, con le avventure di Amory come attivista in giro per il mondo (egli era infatti a capo del "Fund for Animals", a protezione di animali domestici e selvatici). E così ci troviamo a compartecipare alle più famose azioni animaliste che vennero effettuate alla fine degli anni '70 a bordo della nave Sea Shepherd, contro il massacro di foche e balene: lo speronamento della baleniera pirata Sierra e la "tinteggiatura" dei cuccioli di foca per impedirne l'uccisione a bastonate sui ghiacci del Canada (la loro candida pelliccia, imbrattata di vernice, non sarebbe stata più appetibile per i cacciatori). Ma in questo romanzo trovano posto anche salvataggi ben più domestici, e Polar Bear sarà suo malgrado costretto a dividere il suo appartamento talvolta con cani, gattini abbandonati e perfino con il piccione Herbert.
"Il gatto che venne per Natale" non si legge tutto d'un fiato, ma si apprezza pagina per pagina: sorridendo per la personalità felina di Polar Bear e i tentativi di Amory di imporsi come "padrone"; facendo il tifo per le imprese dell'autore a favore degli animali; restando affascinati dalle tante notizie gattofile di cui è disseminata la storia. Ennesima nota di pregio: il libro non termina affatto con la morte di Polar Bear (ancora vivo e vegeto all'epoca della pubblicazione), bensì con l'augurio dell'autore: "... spero ancora di più che quanti di voi non hanno mai avuto un animale si rivolgano al più vicino rifugio e ne adottino uno. Se lo farete, scoprirete sicuramente che vi darà, ogni giorno della sua vita, non soltanto gioia e compagnia, ma anche quello speciale tipo di affetto che può essere compreso, come ho detto all'inizio, solo da quanti hanno avuto la fortuna di possedere, cioè... di essere posseduti da un animale". E io non potrei farvi auguri migliori per l'anno che verrà.

martedì 20 dicembre 2016

Auguri di buone feste natalizie a tutti!

Cari amici: mancano ormai solo cinque giorni a Natale! Mentre le feste si avvicinano, tra frenesia da ricerca dei regali e scadenze lavorative, voglia di riposo e casa, preparazione di cene e pranzi conviviali... il mio pensiero va a voi lettori, alle vostre famiglie ma anche ai vostri animali, così come a tutti gli animali selvatici e a quelli abbandonati che aspettano di trovare famiglia in un rifugio. Perchè quest'anno non dedicare almeno mezza giornata delle feste a queste creature? Potreste portare a passeggio un cane del canile, o andare a coccolare i mici di un gattile, oppure ancora informarvi sui CRAS (Centro recupero animali selvatici) della vostra città per lasciare a loro una piccola offerta in cibo o in denaro. Senza dimenticare che per accorgersi degli animali che ci circondano e aiutarli basta poco: anche solo lasciare le briciole di pane e di panettone in giardino, a beneficio degli uccellini


In questo dicembre avrei voluto essere molto più presente qui sul mio blog, con post natalizi ad hoc, riflessioni e spunti per idee regalo utili anche agli animali, qualche foto della mia micia in versione "invernale"... e invece, complici i miei pressanti impegni lavorativi, ho trascurato quest'angolino ancora di più! Del resto, si deve anche dire che fintanto che i motivi della mia assenza riguardano il lavoro e il tran-tran famigliare, si può solo esserne grati: meno male che il lavoro c'è! Eccomi quindi a farvi direttamente i miei più cari e sinceri auguri di buon Natale, a tutti voi che mi leggete assiduamente, a spizzichi e bocconi o addirittura solo casualmente... che siano buonissime feste per tutti! Auguri di cuore!

lunedì 5 dicembre 2016

La tentazione degli addobbi natalizi, per tutti i gatti del mondo!

Buona settimana a tutti! Avete già fatto l'albero di Natale? C'è chi lo prepara a fine novembre, chi invece aspetta religiosamente la "scadenza ufficiale" dell'8 dicembre per addobbare a festa la propria casa, con tanto di abete decorato, palline e ghirlande... e chi più di noi aspetta con ansia questo momento? Probabilmente i nostri amati gatti, per i quali il Natale è un periodo di grazia, dove tutto sembra fatto apposta per il loro sollazzo: festoni, palline, nastri, lucine e fiocchetti... non c'è che dire, un vero parco giochi straordinario! E su questa idea è stato realizzato lo spot natalizio di Temptations: un villaggio natalizio dei sogni che viene completamente distrutto da una folla di giocosi gatti!


Ma davvero i nostri mici sono così CATastrofici, nel periodo delle feste, per addobbi, alberi decorati, tavole imbandite e quant'altro? No, non ci credo! In fondo, basta dedicare loro la giusta attenzione, "tenerli occupati" (come dice lo spot)... e sì, magari può essere una buona idea tenere chiusa a chiave la stanza dell'albero. Ma tant'è: è Natale anche per loro!