mercoledì 30 aprile 2014

La storia di Gigia: speranza, amore e consapevolezza per una nuova vita

Questa è una storia vera che non manca di commuovermi profondamente... e credo che per voi miei affezionati lettori, sarà lo stesso. Oggi vi racconto di Gigia, questa bellissima micia tigrata e bianca di tre anni, dall'indole naturalmente molto dolce ed affettuosa. All'epoca della nostra storia, la tigrata viveva con un'anziana signora, accudita come si merita ogni gatto domestico. Purtroppo la sua mitezza caratteriale non l'ha tenuta in salvo da un gravissimo incidente stradale: destino di molti sfortunati gatti, che vengono letteralmente travolti da un mondo nel quale fanno sempre più fatica ad essere al sicuro. Ma Gigia almeno sopravvive, anche se con pesanti conseguenze: resta paralizzata agli arti posteriori in modo permanente e, purtroppo, perde anche il controllo degli sfinteri. E' una situazione da gestire con delicatezza e cure quotidiane.

Ecco Gigia, quando era al gattile di Ferrara

Poco tempo dopo l’incidente di Gigia, la sua anziana proprietaria viene a mancare e il figlio della signora, pur facendo di tutto per tenere la micia con sé e gestirla al meglio, alla fine è costretto a malincuore a cederla al gattile di Ferrara. Qui la gatta si inserisce senza alcun problema rispetto agli altri mici ospiti e, nonostante tutto, è serena e sempre affettuosa con i volontari. A tutti si stringe il cuore nel vedere una gatta così buona e mite nonostante gli shock vissuti, temiamo che sia condannata a restare in gattile per sempre. Nessuno avrebbe mai creduto in un adozione lampo... ma si decide di mettere sul web un suo video, che è stato condiviso e commentato da tantissime persone. Ve lo ripropongo, perchè tocca il cuore:

video

Pochi giorni dopo la pubblicazione del video ci contatta Giulia, chiedendo di venire a conoscere Gigia. E non appena la vede, rimane folgorata dalla sua dolcezza! Le spieghiamo che la nostra tigratona è incontinente, ma Giulia ci racconta che ha già avuto una micia con disturbi neurologici e che quindi saprebbe gestire la situazione. A noi non sembra vero! Sarebbe straordinario poter assicurare a Gigia una nuova famiglia fermamente decisa a darle affetto e cure, ma al tempo stesso ben consapevole delle necessità di un gatto disabile.

Gigia dolcemente addormentata
Passano alcuni giorni, finché Giulia non torna in gattile insieme al suo compagno Andrea ed ecco la straordinaria notizia: Gigia sarà adottata proprio da loro! Oggi la nostra micia ha una nuova casa e una famiglia meravigliosa, grazie alla quale sta anche intraprendendo un percorso di fisioterapia specifica. La storia di Gigia, Giulia e Andrea è una storia di speranza, di amore incondizionato e di consapevolezza, i tre ingredienti fondamentali per ogni reciproca adozione davvero felice. 

Gigia in braccio a Giulia: una foto da sciogliere il cuore!
Spesso i gatti in gattile, e in particolar modo quelli con difficoltà fisiche, tendono ad abbandonare ogni speranza chiudendosi in un silenzio rassegnato e diffidente. Qualche volta, poi, le persone in visita al gattile tendono a prediligere gatti in perfette condizioni, magari tassativamente cuccioli (i quali, spesso, sono meno "gestibili" di quel che si pensa)... quanto amore e consapevolezza c'è in questo tipo di scelta preventiva? Ma per Gigia, Giulia e Andrea le cose non sono andate così: la micia non ha mai perso la speranza, Giulia e Andrea hanno preso una decisione d'amore fortemente voluta e consapevole... e insieme hanno realizzato un piccolo e perfetto miracolo.

P.s. Un plauso speciale alla mia omonima Silvia G. di "A Coda Alta" per la realizzazione del video di Gigia in gattile!

sabato 26 aprile 2014

Toxoplasmosi: una corretta informazione contro ignoranza e falsi allarmismi!

Vi ho già parlato in passato di toxoplasmosi, ma oggi riprendo volentieri il discorso pubblicando una pagina informativa scritta dalla mia omonima Silvia, sempre socia di "A Coda Alta". Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto una bellissima foto di un pancione vegliato da uno dei nostri mici adottati... e così approfittiamo per riprendere il discorso: purtroppo in giro è ancora molto diffusa la credenza che in gravidanza sia necessario allontanare il proprio gatto, cosa non solo falsa ma anche inutile per prevenire davvero il pericolo toxoplasmosi, che spesso si "nasconde" in carne poco cotta, verdura e frutta non lavate correttamente o attività come il giardinaggio. Leggiamo insieme cosa scrive Silvia!

Fonte immagine: QUI

Valentina ci ha mandato questa splendida foto del suo bel pancione protetto e coccolato da Merlino, adottato dalla nostra associazione. Cogliamo l'occasione per fare un po' d'informazione su un argomento che non ci stancheremo mai di trattare: la Toxoplasmosi. Questa parola porta ancora con sé, purtroppo, troppa ignoranza, false credenze, ingiustificate paure e troppa superficialità. A farne le spese sono i nostri amici gatti, e lo vediamo con i nostri stessi occhi dovendo assistere ad abbandoni dovuti a questa ridicola motivazione. Facciamo informazione dunque, cosa che riteniamo l'arma migliore contro l'ignoranza.

Ecco il pancione di Valentina, coccolato da Merlino!
La Toxoplasmosi è una malattia infettiva sostenuta da un coccidio. La patologia può presentarsi in forma latente, cioè senza dare sintomi, oppure in forma conclamata. I gatti sono i primi verso cui si punta il dito in merito a questa malattia, in realtà le probabilità di contrarla tramite il gatto sono molto basse e sono facilmente evitabili seguendo norme igieniche che, comunque, il buon senso dovrebbe già suggerirci. Ciò che può determinare il contagio è lo stretto contatto (l'ingerimento del parassita) con le feci del gatto, per questo è consigliabile per la donna incinta evitare di pulire la lettiera del micio facendolo fare a terzi, oppure usando dei guanti e lavandosi accuratamente le mani. Va detto che la sporulazione del parassita avviene dopo due o tre giorni dal deposito delle feci quindi sarebbe buona norma cambiare la lettiera tutti i giorni. Nel caso in cui il micio sia abituato anche ad uscire all'esterno, e che quindi possa venire in contatto con terreno contaminato, è buona norma lavarsi spesso e con cura le mani.

Fonte immagine: QUI
E' bene non somministrare all'animale carne o verdura cruda. Per quanto riguarda il gatto, questo è tutto quello che c'è da sapere sulla prevenzione contro la toxoplasmosi. Altra causa, ben più probabile, è quella legata all'alimentazione con la quale vanno tenute certe accortezze riguardanti la carne che dev'essere cotta, la frutta e la verdura che devono essere lavate accuratamente e altre norme igieniche che potete trovare approfondite nei seguenti link di siti dedicati alla maternità, che abbiamo utilizzato come fonte per questo post:
http://www.nostrofiglio.it/gravidanza/salute-benessere/toxoplasmosi-gravidanza.html

http://forum.pianetamamma.it/animali/22762-gatti-e-toxoplasmosi-un-mito-da-sfatare.html

Come potete vedere, l'unica controindicazione riguardante il gatto e la gravidanza è questa: NON ALLONTANARE O ABBANDONARE IL PROPRIO GATTO PER STUPIDE CREDENZE E DICERIE!! Il nostro amico felino è parte della nostra famiglia ed è una gioia, per una donna, vivere questo importante periodo della propria vita insieme a lui e al suo amore incondizionato, di questo abbiamo infinite testimonianze. Inoltre, ci permettiamo di aggiungere, che sarebbe buona cosa se alcuni ginecologi, e anche veterinari, trattassero questo argomento con meno superficialità evitando di fare una scorretta informazione e creare falsi allarmismi che possono costare la sofferenza di animali che non hanno alcuna colpa.

Fonte immagine: QUI

Ringraziamo Valentina per la splendida foto e per averci dato l'occasione di approfondire questo importante tema. Valentina ti facciamo tantissimi auguri per la tua bimba da parte di tutti noi volontari e mici!!

martedì 22 aprile 2014

La frase del giorno: Deepak Chopra

“Ogni giorno troverò il tempo per entrare in comunione con la natura e per percepire in silenzio l’intelligenza che è in ogni essere vivente. Mi siederò e, in silenzio, osserverò il tramonto, oppure ascolterò il rumore dell’oceano o di un corso d’acqua, o semplicemente sentirò il profumo di un fiore. Nell’estasi del mio silenzio attraverso la comunione con la natura godrò del palpitare eterno della vita, del campo della potenzialità pura e della creatività illimitata.”
  Deepak Chopra



Meditiamo queste bellissime parole, mentre si festeggia la Giornata della Terra... e, proprio a questo proposito, vi propongo un meraviglioso video realizzato dai ragazzi dell'istituto d'arte "Enrico Galvani" di Cordenons (Friuli). Purtroppo oggi qui spioviggina e sembra di essere piombati in autunno... ma cercherò comunque un momento per uscire in giardino: in fondo anche la pioggia fa parte del meraviglioso mondo naturale nel quale viviamo! Buona giornata della Terra a tutti.

venerdì 18 aprile 2014

Una stagione: la primavera (2014 - 2)

In questi giorni non posso fare a meno di ammirare e immergermi in questi verdi splendenti delle foglie nuove, che ormai frusciano con gioia e convinzione sugli alberi e fanno bella mostra di sè tra cespugli, piante fiorite e prati erbosi. Purtroppo per i prossimi giorni di Pasqua e Pasquetta le previsioni mettono rovesci e piogge... ma mi consolo anticipatamente con questi scatti.


Che meraviglia la primavera!
Ogni volta che penso di sapere cosa aspettarmi dalla natura nelle varie stagioni, ecco che invece colgo particolari nuovi che mi erano sfuggiti fino a quel momento... quest'anno, ad esempio, mi sono soffermata sulla rinascita primaverile dei noci: le foglie quasi trasparenti mescolano un luminoso verde con una sfumatura rossa... e i fiori sembrano di lana lavorata a ferri.



Sulle strade di campagna, pedalando in bicicletta in queste giornata sfavillanti, resto incantata ad ammirare i bordi erbosi ricchi di ranuncoli fioriti: macchie gialle lucenti che si vedono anche a grande distanza.



Che altro dirvi? Beh, questo...

lunedì 14 aprile 2014

"Nel regno dell'armonia" di Jeffrey Moussaieff Masson

Ovvero "quello che gli animali possono insegnarci sulle origini sociali della tolleranza e dell'amicizia".  Il celebre J.M. Masson, già autore di numerosi e famosi saggi sulla vita emotiva degli animali, ci narra un suo personale e ardito "esperimento": cosa può succedere se si allevano insieme e fin da piccolissimi alcuni animali "nemici per natura"? Le "naturali" ostilità possono venire appianate e sostituite da una pacifica (o quantomeno indifferente) convivenza, grazie all'abitudine quotidiana a "frequentare" le rispettive diversità? Gli istinti predatori possono venire "dominati" in nome di un riconoscimento reciproco come componenti di una stessa famiglia? E, se gli animali dovessero riuscire proprio in questo, perchè per noi esseri umani è così difficile evitare i pregiudizi, le ostilità, perfino le guerre e i genocidi? Queste le domande a cui questo interessante libro cerca di dare una risposta, partendo proprio dall'esperienza dell'autore nell'allevare insieme un gatto, un cane, due polli, due ratti e un coniglio.


Con stile personale e appassionante, Masson ci racconta di come ha scelto e individuato gli animali che avrebbero fatto parte della sua famiglia per questo "esperimento"... e, pagina dopo pagina, ci narra di come sia complesso, ma anche sorprendente e straordinario il processo che porta diversi animali a riconoscersi a vicenda come parte di una stessa famiglia, superando anche gli istinti primordiali. Uno dei tratti migliori di questo libro è l'obiettivo puntato su ratti e polli, animali di solito bistrattati e disprezzati, che qui dimostrano di avere una personalità e una capacità comunicativa eccezionali. Per non parlare dell'affetto che tutti manifestano verso gli uomini, considerati "i punti di riferimento" della loro piccola ma eterogenea comunità: che si tratti dei "soliti" cani e gatti, oppure degli inusuali ratti, conigli e polli, è all'uomo che tutti guardano come il loro benefattore, il loro capofamiglia, il loro protettore. E' qualcosa che fa riflettere: la fiducia che i nostri animali domestici ripongono in noi ci investe di una grande responsabilità. Ma ancora di più fa riflettere il fatto che gatti e ratti, cani e polli possano trattenere i propri istinti predatori e la propria aggressività nel momento in cui si riconoscono membri di una stessa famiglia. E l'umanità, da sempre attraversata da sanguinosi conflitti, scontri e prevaricazioni di ogni genere, quanta strada ha ancora da fare prima di riconoscersi come un'unica famiglia? Eppure, "contatto, familiarità, conoscenza ed educazione, sotto forma di esperienza diretta, possono racchiudere il segreto della coesistenza pacifica - anche per gli umani" (J.M. Masson, Nel regno dell'armonia, Tropea, p. 126).

domenica 6 aprile 2014

Le api e "Un mondo in pericolo: molto più del miele"

Negli scorsi giorni ho avuto modo di vedere questo film-documentario: "Un mondo in pericolo, molto più del miele", che mi ha spalancato gli occhi sull'apicoltura e i problemi connessi ad essa. Sapevo già da tempo che la produzione agricola mondiale dipende per ben 1/3 dal "lavoro" degli impollinatori spontanei, come api, farfalle ed altri insetti... sapevo già da tempo che purtroppo gli sciami di api allevate nel mondo (soprattutto in Europa e Nord America) stanno godendo di pessima salute (si stima che lo spopolamento degli alveari sia del 20-50%)... ma non sapevo molto altro! Ad esempio non immaginavo che in America gli apicoltori trasportino le loro centinaia alveari via TIR, spostandoli per tutti gli Stati Uniti a seconda della stagione, "inseguendo" le fioriture sulle quali le api andranno a svolgere la loro indispensabile azione impollinatrice.


Le api infatti, come altri insetti come i bombi e le farfalle, passando da fiore a fiore e "sporcandosi" di polline, riescono a fecondare i fiori delle piante: da ciò dipende in maniera consistente non solo la nostra produzione agricola, ma anche la riproduzione della maggior parte delle piante selvatiche. Capite quindi che, nel momento in cui le api diminuiscono drasticamente, non solo ne risentono le coltivazioni umane, ma scricchiola anche tutto l'equilibrio di un certo ecosistema, dove ogni pianta svolge un suo ruolo.
Si può allora ben capire perchè Einstein abbia detto che: "Se un giorno le api dovessero scomparire, all’uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita".

Immagine tratta dal sito ACREMAR
Per realizzare il film "Un mondo in pericolo", che consiglio a tutti sia per le immagini spettacolari delle api ma anche per l'approfondimento dei questi temi, il regista Markus Imhoof ha viaggiato per cinque anni, dal Nord America all’Europa, dalla Cina all’Australia. Il risultato è il racconto non solo dello straordinaria società nell'alveare, ma anche delle vite, vicende e punti di vista di diversi apicoltori nel mondo. C'è ad esempio un apicoltore svizzero che cerca di salvaguardare un particolare tipo di ape autoctona, l'ape nera, che sta scomparendo perchè soppiantata da quella "a righe", meno pungente (letteralmente). Poi vediamo due enormi TIR trasportare per tutti gli Stati Uniti centinaia di alveari: l'apicoltore americano non si vergogna a dire che si tratta di business e poco importa se questo stressa le api e conduce un alto numero di sciami alla morte. Vediamo anche apicoltori austriaci che vendono e spediscono per via postale pacchettini contenenti api regine (appositamente allevate per questo) con un ristretto numero di operaie.

Api morte, foto tratta dal sito http://salviamoleapi.org/
Si tratta veramente di un documentario insolito e interessantissimo, realizzato con professionalità e correttezza scientifica, che getta luce sul grave problema che è oggi la moria delle api domestiche (ossia quelle appositamente allevate dagli apicoltori): non solo sono più "stressate" delle selvatiche (l'esempio del trasporto via TIR è lampante!), ma sono anche più vulnerabili agli attacchi di parassiti e malattie, per questo sopravvivono solo se imbottite di antibiotici. Ma, ovviamente, la minaccia più significativa per le api è costituita dai pesticidi chimici, oggi diffusissimi nella nostra agricoltura industriale. Sembra davvero che ogni attività umana sia diventata talmente invasiva da danneggiare in maniera irreparabile gli equilibri naturali.

Immagine tratta dal sito http://salviamoleapi.org/
Cosa possiamo fare per opporci a questo andamento? Prima di tutto possiamo firmare la petizione che Greenpeace ha attivato per chiedere e ottenere l’eliminazione dei sette pesticidi più dannosi per le api: clothianidin, imidacloprid, thiametoxam, fipronil, clorpirifos, cipermetrina e deltametrina. Su www.salviamoleapi.org, oltre a poter esplorare questo sito ricco di informazioni sulle api e le minacce che stanno mettendo a rischio tutto il mondo, troverete le istruzioni per firmare la petizione: chiedo a tutti i miei lettori di fare questo piccolo gesto! 
Inoltre potete piantare nel vostro giardino o sul vostro balcone qualche pianta fiorita "amica della api": un progetto tutto italiano portato avanti ad esempio da EUGEA, ma potete anche consultare questo elenco di Greenpeace dei fiori prediletti dalle api. L'idea è di creare zone "salva-api" dove questi utilissimi e affascinanti insetti trovino polline e rifugio. Una bella idea è anche di seminarli in un parco pubblico: ravviveranno la zona e aiuteranno le api! Infine, potete scaricare il report "Api in declino" sempre di Greepeace... perchè informarsi non è solo un diritto: quando si tratta della salute del nostro pianeta, è prima di tutto un dovere.

mercoledì 2 aprile 2014

L'uovo di Pasqua per aiutare i delfini!

Cari amici, ancora poche settimane e sarà Pasqua... avete già comprato le uova di cioccolato?  Cogliete l'occasione di unire l'utile al dilettevole, andando in piazza il prossimo weekend (5 e 6 aprile) e acquistare l'uovo di Pasqua della LAV! La Lega AntiVivisezione sta portando avanti proprio in queste settimane un’importante campagna contro i delfinari, per liberare questi animali speciali, intelligentissimi e sensibili che sono i delfini, che possono vivere una vita degna solo in piena LIBERTA’.



A sostegno di questa campagna, la LAV organizza la tradizionale vendita di uova di Pasqua: costano 11 euro ciascuna e sono di ottimo cioccolato fondente. Il devoluto andrà appunto alla campagna contro i delfinari e ai banchetti potrete anche firmare la petizione (sottoscrivibile subito anche on-line, mi raccomando di firmare!): http://www.lav.it/petizioni/petizione-per-liberare-i-delfini 


Firmando la petizione, chiederemo tutti insieme una nuova legge che vieti l'importazione di delfini, altri cetacei e balene a scopo di esposizione, spettacolo e intrattenimento, nonché il divieto di far riprodurre i delfini in cattività, anche con pratiche di inseminazione artificiale e la chiusura di tutti i delfinari. PER CAPIRE DOVE SI TENGONO I BANCHETTI NELLA VOSTRA CITTA’ consultate: http://www.lav.it/lav-in-piazza . Che ne dite? Questa Pasqua festeggiamo tutti con le uova LAV!