sabato 28 aprile 2012

Una stagione: la primavera (2012-2)

Oggi un post dedicato alle nuvole che ci hanno accompagnato per tutto questo insolito e fresco aprile, con piogge, scrosci temporaleschi, perfino qualche manciata di grandine, vento e soprattutto... cieli suggestivi!

Il panorama a nord, dietro casa mia... un dipinto mozzafiato.


Il lato ovest: temporale in arrivo!




Un altro temporale, stavolta a nord



Purtroppo queste foto non rendono giustizia alla reale bellezza dei cieli e delle nuvole che ho potuto ammirare in questo mese. I prossimi post sulla primavera saranno dedicati ai fiori... in attesa di maggio e delle sue rose!

mercoledì 25 aprile 2012

Il gatto e l'istinto della caccia

Un gatto ben nutrito caccia meglio di uno smagrito. Benvenuto Cellini

Questa sacrosanta citazione sarebbe da tenere ben presente sempre! Per fortuna oggi il gatto non è più accolto nelle nostre case solo in funzione "cacciatopi", ma proprio in quanto animale al quale volere bene in sè... Tuttavia, uno dei tanti miti che tuttora circolano sul gatto, è che questo cacci meglio (o solo) se gli è rimasta un pò di fame da soddisfare. In realtà questa credenza è assolutamente infondata: la caccia per il gatto è un istinto primordiale, non necessariamente un semplice bisogno da soddisfare.

Foto dal web

Il gatto affamato che cacci per necessità tenderà a cacciare con meno pazienza, concentrazione ed efficienza, spesso spingendosi ad allargare il suo territorio di caccia, con conseguente aumento del rischio di finire nei guai. Il micio libero dalla "preoccupazione" di alimentarsi, tenderà invece a cacciare con maggior tenacia e pazienza, aspettando tutto il tempo necessario per avventarsi sulla sua preda. Insomma, sarà "cacciatore per professione" e non per urgenza, frustrato dalla fame.
Spesso vedo la mia gatta ferma seriamente per ore, accanto a un punto ben preciso nel giardino. Dopo un'intera mattinata passata ad attendere il momento propizio, spesso torna, fuseggiante, con un povero topo le fauci.


Ecco Paciocca nel tipico atteggiamento del gatto in caccia:
postura furtiva e classico verso "schioccante", molto diverso dal miagolio.

La mia gatta in inverno tende a diventare ben pasciuta, ma questo non le impedisce di essere una brava cacciatrice: oltre ai regolari topi e lucertole, caccia tutto quello che può. L'unico animale che ignora è la gazza, probabilmente per reciproca antipatia (le gazze, tra l'altro, in gruppo tendono ad essere pericolose per molti animali, inclusi i gattini piccoli). Paciocca ama cimentarsi nella caccia di prede di qualsiasi tipo e in qualsiasi stagione: oltre alle suddette lucertole e topi tutto l'anno, caccia i serpentelli e le libellule a fine estate, poveri pettirossi e cince in inverno, malcapitati uccellini in primavera, cicale e rospi in estate. Come sapete, Paciocca è un'ottima arrampicatrice sugli alberi, ma le danno grande irritazione una coppia di tortore sui pini. Questi volatili fanno un gran chiasso e le permettono di avvicinarsi moltissimo sul ramo, per poi volare via all'ultimo, soddisfatti: credo sinceramente che in quel momento la mia gatta inveisca contro di loro. (Io ovviamente parteggio per le tortore, ma Paciocca non deve saperlo!).

Paciocca alla prese con un buco nel terreno: sarà la tana di qualche animale?

I gatti amano anche le sfide e Paciocca tra la fine dell'estate e il primo autunno si appassiona alla caccia al fagiano: credo che sappia che non riuscirà mai ad acciuffarne uno, ma la grande disponibilità di grasse fagianelle nel campo circostante e nel giardino (ehm, ho un giardino un pò boscoso...) le impone di provarci assolutamente. In passato ho avuto perfino una gatta, Mica (la gatta della mia infanzia), che ci ha portato a casa una civettina e diversi leprotti... purtroppo tutti morti.
Naturalmente mi dispiace molto nel vedere le prede della mia gatta, ma non sarebbe giusto punirla o sgridarla: in generale il gatto che porta a casa una preda va coccolato, perchè lui ci sta portando quel "bottino" proprio per dimostrarci il suo affetto e la sua stima nei nostri confronti. Non scherzo: il gatto che vedrà poco apprezzamento per la sua arte venatoria, si sentirà piuttosto ferito nella sua sensibilità e frustrato, non potrà capire in nessun modo la nostra disapprovazione.


Inizia la battuta di caccia e Paciocca pensa:
"Chissà che non riesca a prendere qualche fagiano, oggi"...

Questo non significa che quando vedo la mia gatta alle prese con un uccellino io la lasci fare liberamente: cerco sempre di intervenire, portandola in casa con delicatezza e senza rimproveri, dando intanto modo all'uccellino di fuggire. Detto questo, sgridare il micio cacciatore o cercare di sottrargli "la preda" con la forza e brutalità, sarebbe una cattiva idea: non si può insegnare al gatto qualcosa di contrario al suo istinto, antico di secoli e radicato nella sua natura. Bisogna cercare di rispettare questo suo istinto, compatibilmente con la vita degli altri animali: per questo io consiglio, se trovate il vostro gatto alle prese con un animaletto che non volete che faccia una brutta fine, di agire con tranquillità e semplicità, spostando il felide in casa, dove gli farete molte coccole.

sabato 21 aprile 2012

Nevicata di primavera

In occasione della “Giornata Mondiale della Terra” (ricorre domani), vi lascio queste foto e un video su uno degli spettacoli più originali che la primavera offre a chi abita dalle mie parti… la nevicata di pappi!



Lo spettacolo meraviglioso che ogni anno mi offrono i pioppi con i loro pappi è sempre mozzafiato. Una vera e propria tormenta di neve primaverile... mi sento veramente privilegiata per poterla ammirare ogni anno. 


Le cime dei pioppi, piene di sofficissimi pappi
Ecco un dettaglio dei pappi
Ed eccovi il video, che vi mostra il "fioccare" in cielo di questa insolita neve:

video


Passate una domenica all’insegna della calma, della riscoperta della natura e dei cicli meravigliosi delle stagioni… passate una buona “Giornata della Terra”!

sabato 14 aprile 2012

"Liberazione animale" di Peter Singer

Questo è un post che ho meditato, pensato, fortemente voluto fin dall'apertura di questo blog. Per questo mi auguro di riuscire a suscitare in voi qualcosa: curiosità, inquietudine, voglia di sapere che vi spingano a leggere il libro di cui vi sto per parlare.
Soprattutto se, come me, non siete vegetariani.
Il libro in questione viene considerato uno dei più lucidi manifesti del pensiero animalista e della scelta vegetariana: "Liberazione animale" del filosofo australiano Peter Singer. Dico subito che, invece, io penso che questo sia un testo fondamentale non tanto per i vegetariani e gli animalisti: oggi, a loro dirà davvero poco di nuovo. Men che meno si rivolge ai filosofi colleghi di Singer. Questo, piuttosto, è un libro che si rivolge a tutti gli altri: alla gente che, fosse anche solo per pigrizia, non riflette e non si pone domande sulla realtà in cui vive. E, quindi, non è neppure davvero libera di scegliere. Singer dice il vero, quando sostiene che "liberazione animale è anche liberazione umana".


"Liberazione animale" è un testo facilissimo da leggere e molto più difficile da digerire. Facilissimo da leggere perchè il suo stile e la sua impostazione non hanno nulla di accademico, ostico, noioso, anzi le pagine scorrono veloci, quasi piacevoli. Eppure è un libro duro, difficilissimo da digerire perchè mette a nudo agghiaccianti realtà. La realtà "nuda e cruda" nel senso letterale: quella che si trova nei laboratori di ricerca e nei macelli industriali, e da lì arriva direttamente nelle nostre case e cucine. Conigli su cui vengono testati prodotti ustionanti, topi esposti a scariche elettriche, scimmie sottoposte a vessazioni psicologiche: gli animali in laboratorio vengono considerati come fossero materiali da laboratorio, alla stregua di ampolle, vetrini, microscopi. Tutti ugualmente “strumenti di ricerca” e il peggio è che “tra le decine di milioni di esperimenti eseguiti, pochi soltanto possono forse venir considerati in grado di contribuire ad importanti ricerche di carattere medico” (P. Singer, Liberazione Animale, p. 53).

Foto da web

La situazione non migliora nella "fattoria industriale" dove i polli, (prendiamoli ad esempio ma teniamo presente che simili o peggiori sofferenze sono inferte anche agli altri animali destinati al consumo alimentare), sono rinchiusi in gabbie sovraffollate fin da pulcini, vivono in un ambiente malsano che provoca loro piaghe, malformazioni e propensione al cannibalismo. Lo stesso momento dell’uccisione non brilla per metodi che minimizzino il dolore e “gran parte della sofferenza inflitta nei mattatoi è una conseguenza del ritmo frenetico a cui deve lavorare la catena di uccisione. La concorrenza economica fa sì che i mattatoi si sforzino di uccidere più animali all’ora dei loro concorrenti” (P. Singer, Liberazione Animale, p. 163).

Riusciremmo a pensare a tante sofferenze su un pulcino? Foto da web

Per combattere quest'orrore, Singer propone la conversione (graduale e maturata in modo personale) del regime alimentare da onnivoro a vegetariano, nonché il cambiamento di determinate abitudini di consumo (acquistare solo prodotti cruelty-free, evitare pellicce, evitare articoli in pelle o cuoio, ecc.). Il vegetarianismo singeriano è boicottaggio economico e culturale di un sistema, votato alla legge del puro profitto, che è cieco e sordo alla sofferenza animale, e considera gli esseri viventi non umani come semplici mezzi per i nostri fini. “La domanda che dobbiamo porci non è: E’ giusto mangiare carne?, ma: E’ giusto mangiare questa carne?” (P. Singer, Liberazione Animale, p. 171). A monte della scelta vegetariana sta anche un’accurata indagine scientifica, economica e sociale, che oltrepassa il discorso prettamente animalista. Singer considera quanto le abitudini alimentari delle società industrializzate incidano sulle condizioni dei popoli del Terzo mondo; considera anche i cambiamenti climatici e l’inquinamento dovuti alle attività umane, compresa l’industria alimentare.

Un altro libro di Singer sul tema
Nel 1975 Singer scrive, esponendo un’argomentazione divenuta oggi estremamente diffusa: "Supponiamo di avere un acro di terreno fertile. Possiamo usare questo terreno per coltivare (…) piselli o fagioli. Così facendo, ne ricaveremo dai 135 ai 225 chili di proteine. Oppure possiamo usare il nostro acro per produrre un raccolto con cui alimentare gli animali, e quindi uccidere e mangiare gli animali. In questo caso avremo alla fine tratto dallo stesso acro dai 18 ai 25 chili di proteine. (…) Le implicazioni di tutto ciò per la situazione alimentare del mondo sono impressionanti. Nel 1974 Lester Brown dell’Overseas Development Council calcolò che, se gli americani riducessero il loro consumo di carne del solo 10% per un anno, si disimpegnerebbero almeno 12 milioni di tonnellate di cereali per il consumo umano – vale a dire una quantità bastante ad alimentare 60 milioni di persone" (P. Singer, Liberazione Animale, pp. 176-177).

Mappa della fame nel mondo. Immagine da web. Cliccate sopra per ingrandire

Ma Singer parla anche dell'Italia: "Gli italiani non sprecano i combustibili fossili quanto gli americani, eppure un bambino nato in Italia contribuisce al consumo delle risorse e all’inquinamento del pianeta più di 15-24 bambini dei paesi meno sviluppati. Anche una dieta basata sul consumo di quantità elevate, per altro inutili e malsane, di prodotti animali ottenuti con metodi intensivi aumenta considerevolmente lo sfruttamento delle risorse e l’inquinamento, e altera il clima della terra. È, dunque, tempo di modificarla: per il bene degli animali, ma anche dei nostri simili" (P. Singer, Liberazione Animale, pp. 7-8).

Singer nel 2011, ospite dell'Unicef: "Filantropia e povertà globale"

Ci sono libri che, in modo erroneo, vengono catalogati come letture che possono interessare solo una fascia ristretta di persone: quella fascia già interessata a trarre la lezione più alta dal messaggio contenuto nel testo. Sembrerebbe un libro per eletti. Si fa una cattiva pubblicità a presentare il libro di Singer come “il manifesto del movimento animalista”, perché l’intento dell’autore è tutto fuorché quello di essere un manifesto per un solo gruppo di persone. Il libro di Singer è per tutti, davvero per tutti, perché siano informati e arrivino a scegliere in modo consapevole, dando ciascuno una propria risposta, maturata in modo personale. C'è bisogno di sapere, c'è bisogno di scegliere sapendo. 
Non sono vegetariana, ma a maggior ragione questo libro è servito a me, che di carne mi nutro ancora (sebbene con misura e non di tutta la carne): mi è servito per dar maggior peso e consapevolezza alle mie scelte, per ponderare meglio la frequenza del consumo di carne che faccio, per non dare mai più per scontato che il cibo che mangio non abbia importanza, per afferrare bene fin dove ricade la mia responsabilità. Questo non è davvero un libro "per vegetariani". Questo è un libro per tutti gli altri, me compresa.

mercoledì 11 aprile 2012

Come vivere con un gatto nevrotico, di Stephen Baker

La cosa fantastica dei mercatini dell'usato è che spesso si trovano libri che in commercio non troveresti mai. I libri usati, meglio se ormai "datati" (anni '80 o anni '90), hanno tutto un altro fascino: formati meno standardizzati, copertine rigide, una grafica originale... e naturalmente le pagine spesse, magari un pò ingiallite. Se poi il libro in questione riguarda i gatti: beh, è il massimo! Sono particolarmente contenta di quanto sono riuscita ad accaparrarmi all'ultimo mercatino di "A Coda Alta": ben quattro libri sugli animali! 
Oggi vi parlo di uno di questi libri che, appunto, ho comprato al mercatino della mia Associazione (ero là per vendere, ma nelle pause faccio un giro da "cliente"): Come vivere con un gatto nevrotico, di Stephen Baker.


Trattasi di un libro FANTASTICO. Fantasticamente divertente e ironico, ma anche fantasticamente vero! Già ti conquista dalla prima pagina, con la narrazione della creazione del gatto da parte di Dio. Devo proprio citarvene qualche passo: "E poi Dio creò un batufolo peloso che per mancanza di un nome migliore chiamò Gatto. Il Signore guardò la sua opera e scosse il capo. Non era esattamente quello che si era proposto. Il Signore sollevò la creatura e quella pendette inerte dalle Sue mani. La lasciò andare e quella si spaparanzò a terra come una frittella. (...) Allora l'appallottolò, la torse, la piegò, la impastò. Quella non aprì neppure gli occhi. Il Signore si stropicciò la barba, incredulo. Non sapeva se piangere o ridere. Era evidente che questa Sua opera non era mirabile come le altre. (...) 'Poco male' fece con una scrollatina di spalle. 'Non tutte le ciambelle riescono col buco'. Non era passato un attimo dal suo arrivo sulla terra che il gatto si era acciambellato e si era messo a dormire". (S. Baker, Come vivere con un gatto nevrotico, p. 7).


Tutto il libro è impostato sulla tesi (ovviamente, scherzosa) che se il vostro gatto è nevrotico, dipende solo e unicamente da voi, il suo compagno umano. E da qui si parte per tutta una serie di divertentissime descrizioni della vita, del comportamento e delle abitudini del gatto di casa, vicino a noi umani. Uno dei passaggi più divertenti è una tabella comparativa tra uomo e gatto, che dimostra inequivocabilmente la superiorità del gatto rispetto all'uomo! Ingrandite per leggerla:


Un intero capitolo è dedicato alle abitudini notturne del gatto come "compagno di letto". Non manca l'assunto fondamentale che ogni uomo, che divida il proprio letto con un gatto, conosce: "I gatti aumentano di dimensioni durante la notte, o così sembra al padrone oppresso dal peso" (p. 67). Il libro è ricco di illustrazioni di Jackie Geyer, tutte funzionalissime al procedere degli argomenti trattati! Un'altra parte molto divertente sono i passatempi da proporre al gatto... tra cui, la lettura di una storia:


Per me si è trattato di un piccolo gioiellino di letteratura comica sul gatto: l'ho apprezzato moltissimo! L'edizione italiana del libro si deve a Rizzoli ed è vecchia come me: 1986. Ho fatto una veloce ricerca in internet e non l'ho trovato disponibile in commercio... magari cercatelo in biblioteca, perchè sicuramente un gattofilo si divertirà molto a leggerlo, come mi sono divertita io!

venerdì 6 aprile 2012

Buona Pasqua... con la chioccia!

La storia di questa chioccia è lunga lunga: iniziai questo sasso dipinto ben l'anno scorso prima di Pasqua, con l'intenzione di completarlo in tempo. Ma poi, si sa, il tempo è tiranno per tutti e dunque il progetto si arenò a metà, avevo dipinto solo la testa e abbozzato il piumaggio. La povera gallina mi ha guardata per un anno, con fare sconsolato, dal cesto dei sassi... finchè alla fine, nei giorni scorsi, ho deciso che era giunto il momento di finirla! Così, ecco il mio centrotavola pasquale: la mia chioccia finita, attorniata da uova di cioccolata. Naturalmente non è perfetta (potendo rifarla, già farei diversamente alcune cose), ma è anche un pò più bellina di come sembra nella foto: la luce che avevo a disposizione non mi ha aiutata negli scatti.

La chioccia cova le uova di cioccolato!
Ringrazio ovviamente l'insuperabile pittrice Ernestina, le cui dispense mi sono state fondamentali per dipingere questo sasso pasquale: grazie Erne, sia per le spiegazioni chiarissime che per la continua ispirazione che sai darci! Infine, vi lascio i miei auguri di Pasqua in tema con la chioccia!

Inoltre approfitto di questo post per ringraziare molto Sognatrice che mi ha assegnato questo premio: "Si tratta del premio “Dardos”, che riconosce i valori che ogni blogger dimostra ogni giorno, il suo sforzo per trasmettere valori culturali, etici, letterari, personali... che dimostra in ultima analisi, la sua creatività attraverso il pensiero che è viva e rimane intatto nelle sue lettere, nelle sue parole". Grazie Sognatrice, ne sono molto fiera!


 

Per questa volta giro il mio premio in modo "indifferenziato" a tutti i blog che seguo, perchè credo che ciascuno trasmetta valori importanti tramite il proprio blog, che si tratti di animali, di arte, di letteratura, di solidarietà o anche di cucina, che spesso strizza l'occhio a qualche iniziativa importante. Dunque, il premio lo giro a tutti voi!
Che altro dire? Passate un'ottima Pasqua e Pasquetta (senza agnelli in tavola per favore: è un massacro di cuccioli, crudele e inutile). Auguri a tutti voi, umani e "pelosi"!

martedì 3 aprile 2012

Una stagione: la primavera (2012-1)

Come canta Laura Pausini, quest'anno è davvero il caso di parlare di "primavera in anticipo"... sembra di stare a maggio e le piante l'hanno ben capito.

L'albicocco ha iniziato a fiorire già attorno al 10 marzo!
E' stato il primo a mostrare i suoi fiori rosa, durati poco più di tre giorni.

Una fioritura altrettanto precoce ed abbondante è stata quella del pruno.
E infine è arrivato anche il ciliegio, uno spettacolo di fiori bianchi

Nel frattempo anche gli alberi hanno messo le foglie e fatto "i gattini"

I pioppi neri presto faranno i loro "pappi", come neve di primavera

Paciocca nel grano

Oggi è una giornata meno calda rispetto alle scorse, ma di pioggia neanche l'ombra... i campi sono secchi secchi e le coltivazioni sono un pò stentate, come si vede dal grano nella foto sopra, dove Paciocca va a giocare, felice del ritorno della bella stagione.