domenica 24 aprile 2011

Il mio augurio di Pasqua

Per augurare a tutti buona Pasqua, ripropongo uno degli articoli più belli finora scritti sul tema: "Il pianto degli agnelli e il dolore del mondo" di Susanna Tamaro, pubblicato sul Corriere della Sera lo scorso anno. Vista la sua profondità merita di essere letto, meditato e fatto proprio: leggetelo qui.
E naturalmente: buona Pasqua!

Fonte http://www.photos8.com/

Fonte http://www.photos8.com/

venerdì 22 aprile 2011

La frase del giorno... della Terra!

"La Terra non ci è stata lasciata in eredità dai nostri padri, ma ci è stata data in prestito dai nostri figli".
Antico proverbio indiano
  


Probabilmente avete già letto e riletto questa frase, perchè sta permanentemente sulla mia barra a destra... ma oggi è un giorno particolare e non trovavo citazione più adatta per ricordare che è l'Earth Day. La "giornata della terra" è una ricorrenza mondiale che le Nazioni Unite celebrano ogni anno il 22 aprile, a partire dal 1970, per sottolineare la necessità di tutelare la salute del pianeta in tutti i suoi aspetti.

La ricorrenza fornisce un'ulteriore occasione per riflettere sulle emergenze ambientali planetarie. Sono tante le iniziative in programma in Italia e in tutto il mondo, promosse non solo dalle organizzazioni che aderiscono alla giornata ma anche dei singoli privati, che possono partecipare ad esempio con "le azioni del buon senso". Si tratta di piccoli gesti quotidiani utili alla salvaguardia dell'ambiente, che è possibile raccontare sul sito dedicato alla giornata mondiale della terra e che andranno ad accumularsi a tutti i gesti "verdi" per l'iniziativa internazionale "a billion acts of green". L'idea è di stimolare abitudini maggiormente ecologiche in ogni parte del mondo.
Per conoscere tutte le iniziative dell'Earth Day 2011, potete visitare i seguenti siti:

http://www.earthday.org/  il sito ufficiale dell'evento

Di solito le ricorrenze celebrative servono ad accendere i riflettori su particolari temi che altrimenti verrebbero sottovalutati, o per festeggiare particolari "categorie"... ecco, dato che siamo soliti dire "tutti i giorni dovrebbe essere la festa della mamma/della donna/dei gatti (!)/ecc"... ricordiamoci, non solo oggi, che ogni giorno dovrebbe essere dedicato a prenderci cura del nostro pianeta. Vi lascio questo bellissimo video (fonte youtube: qui) per oggi, ma soprattutto per ogni altro giorno:

video

Traduzione delle didascalie:
"Dovunque nel mondo, ora stanno accadendo queste cose.
Fa la tua parte, perfino i più piccoli gesti importano.
Un’azione oggi e ogni altro giorno fanno un’enorme differenza.
Ciò che hai appena visto sono solo immagini, semplici fotografie, che presto se ne andranno.
Fa che non siano solo foto. Proteggi la nostra Terra."

lunedì 18 aprile 2011

"Gatto si nasce... mito si diventa": la storia vera di Benito, gatto del campanile

Una piovosa domenica di fine febbraio scorso, girando per lo sterminato mercatino di Piazzola sul Brenta insieme a Marco (il mio "moroso") e nostri amici, mi sono imbattuta in un banchetto di volontari della Lega del Cane. Oltre a dolcissimi cuccioli di cane da adottare (e non in vendita!!!), erano esposti vasini di primule e qualche libro. E così sono venuta in possesso di Gatto si nasce... mito si diventa di Patrizia Citeroni, un'incredibile storia vera che racconta di gatti e persone. E' un racconto abbastanza breve che spalanca una piccola finestra su una vicenda, in una bella città del nord Italia, che racconta di un micio abbandonato ma soprattutto della volontà di fare, tutti insieme, qualcosa di buono... e naturalmente, di come l'amore disinteressato sia la chiave che apre tutte le porte.

La copertina del libro
Benito è un micino nero di pochi mesi, vive con la mamma e i fratellini assieme alla sua numerosa colonia nei pressi della chiesa, colonia felina che è gestita da Esther, signora anziana rimasta vedova che ama davvero moltissimo i gatti. Tuttavia, a causa dell'elevato numero di mici, la situazione si fa ingestibile e il parroco decide di chiamare la protezione animali per "smantellare" la colonia. Il giorno della retata è panico e paura ovunque: ma tutti i gatti e gattini della colonia vengono presi e trasportati via... tutti meno uno: il piccolo Benito, che resta solo nel campanile. Esther è disperata, ma sentendo Benito miagolare, capisce che è ancora là (benchè non lo veda) e per anni continua a lanciargli cibo. Miracolosamente, Benito non solo sopravvive, ma fa del campanile il suo regno incontrastato: bevendo dalla grondaia e mangiando uccellini malcapitati e i bocconi lanciati da Esther, trascorre sui tetti quasi dieci anni!


Un micio nero come Benito
Fonte http://www.petsblog.it/

Quando però Esther viene a mancare, per Benito si fa dura: sopravvivere sul campanile solo cacciando piccioni e uccellini non è facile. E qui entra in scena Graziella, un'altra vera amante degli animali, che avendo sentito Esther parlare di un gatto sul campanile, decide di crederle e di non giudicarla una fantasia delirante. Ben presto Graziella, andando sul campanile, si accorge che effettivamente Benito esiste! Inizia quindi a portargli regolarmente cibo e acqua, finchè non vengono avviati lavori di ristrutturazione al campanile: Benito va sfrattato. Con pazienza, Graziella riesce a recuperare il diffidentissimo micio e portarlo a casa sua. Qui per il gattone nero inizia la sua nuova vita: viene a contatto con tutti i numerosi pelosi di Graziella (sia cani che gatti), ma non vuole ancora farsi avvicinare dagli umani. La magia, infine, la compie non solo l'amore di Graziella, ma anche la musica: sulle note della Passacaglia di Bach, Benito si avvicina curioso al pc dove Graziella sta ascoltando la bella melodia... il micio, dopo tanti anni sul campanile, riconosce come famigliare e rassicurante quella musica per organo, che tante altre volte aveva sentito suonare nella "sua" chiesa. E Graziella riesce infine a sfiorargli la coda... un gesto delicato e discreto, dopo tante avventure, per un rinnovato patto di amore e alleanza tra animali e uomini.

Un intenso primo piano di un micio nero.
Fonte foto http://www.photos8.com/
Il librino mi è piaciuto davvero molto, non solo per l'incredibile avventura di Benito, ma anche per le tante buone persone che intervengono nella sua storia. Una di queste è la fornaia Monica, detta "Tichina", famosa per le sue prelibatezze tra cui una fantastica torta di mele. E dato che il libro termina proprio con la ricetta della torta "Profumata delizia di mele" di Tichina, ne ho approfittato per rifarla. Eccola, confermo che è ottima:



Ingredienti: 700 gr di mele (non sbucciate), 3 uova, 70 gr di burro, 300 gr di farina, 250 gr di zucchero, 1 bustina di lievito per dolci, 1 bicchiere di latte, succo di limone.
Procedimento: Sbucciare e fare a pezzetti le mele (tranne circa 150 gr, da fare a fettine sottili per la decorazione), irrorarle con il succo di un limone e metterle da parte. Montare gli albumi a neve ferma, a parte sbattere i tuorli con lo zucchero fino a ottenere una cremina, unire i due composti incorporando gli albumi con delicatezza, mescolando dal basso verso l'alto. Aggiungere la farina setacciata e il burro ammorbidito a bagnomaria, continuare a mescolare. Versare il bicchiere di latte e infine il lievito setacciato, mescolare fino ad ottenere un impasto omogeneo. Aggiungervi le mele a tocchetti, continuando a tenere da parte la mela a fettine. Versare il composto in una tortiera da 26 cm imburrata e cosparsa di zucchero e decorare la torta con le fettine di mele, sistemandole fino a formare dei raggi; spolverare la superficie con un po’ di zucchero di canna. Infornare in forno preriscaldato a 180°C per 40-50 minuti (valutare la cottura con il metodo dello stecchino, io gliel'ho lasciata quasi un'ora, perchè le mele erano molto sugose e rilasciavano umidità!). Con questa ricetta partecipo al contest di Laura di Zampette in pasta, Finalmente è primavera e al contest di Anna di Ultimissime dal forno, Cuochi da biblioteca!



giovedì 14 aprile 2011

"Ecouniamoci", un'iniziativa ferrarese per aiutare insieme animali e ambiente

Ecco un'iniziativa che mi fa essere orgogliosa della mia città: si tratta del sito http://www.ecouniamoci.it/ , un utile strumento per la cittadinanza ferrarese che ha a cuore la salute di ambiente (ed animali) del suo territorio. Da questo sito, infatti, il cittadino "virtuoso" può fare segnalazioni di diverso tipo: emergenze di degrado ambientale ma anche ritrovamenti di sospetti bocconi avvelenati. Il sito è nato da un intelligente ed importante progetto che vede coinvolti: Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato, Capitaneria di Porto, Vigili del Fuoco, Polizia Provinciale, Polizie Municipali, ARPA e le società di gestione dei rifiuti.

Il logo di "Ecouniamoci"

Il sito ha una duplice funzione: segnalare alle autorità competenti situazioni di pericolo per ambiente ed animali, ma anche informare gli altri cittadini di eventuali zone dove sono presenti rischi (come ad esempio bocconi avvelenati). Il sito è funzionale: si ritrova la carta geografica del territorio ferrarese e tramite pochi passi è possibile inserire una segnalazione, che poi andrà ripetuta anche telefonicamente alle autorità. E' importante la filosofia che sta a monte del progetto: l'idea che una reale salvaguardia dell'ambiente sia possibile solo grazie alla collaborazione tra autorità e cittadinanza attiva.


Foto tratta da http://www.ecouniamoci.it/

Il sito è diviso in due parti: una parte relativa alle segnalazioni ambientali e una parte per le segnalazioni di esche o bocconi avvelenati. E' del tutto condivisibile l'idea fondamentale di "Ecouniamoci", secondo cui esiste per il cittadino un vero e proprio "diritto-dovere" alla salvaguardia dell'ambiente: abbiamo il diritto di godere dell'impareggiabile bellezza della nostra natura e di conseguenza abbiamo anche il dovere di impegnarci perchè tale bellezza non venga intaccata o rovinata da comportamenti sconsiderati.


Foto tratta da http://www.ecouniamoci.it/
Se quest'iniziativa aiuta a diffondere una giusta coscienza civica ed ecologica, incoraggia anche il diffondersi di una corretta coscienza animalista. Si legge dal sito quanto segue, in merito a esche avvelenate: "Il posizionamento di esche o di bocconi avvelenati, oltre ad essere una pratica punita penalmente dalla Legge, costituisce un atto civilmente inaccettabile. Non essendo uno strumento selettivo, colpisce indistintamente qualsiasi tipo di animale domestico o selvatico, rappresentando una possibile fonte di rischio anche per gli esseri umani ed in particolare per i più piccini. Non bisogna del resto mai dimenticare che, citando il capo indiano Seath: "Se tutti gli animali se ne andassero, l'uomo morirebbe di una grande solitudine di spirito, poiché qualunque cosa capita agli animali, presto capita all'uomo"."

domenica 10 aprile 2011

Il vincitore web di "Scatti con i baffi"!!

Oggi vi presento Baffina, la bella micia che sul sito di "A coda alta" ha ottenuto il maggior numero di apprezzamenti, cosa che le ha permesso di vincere il premio-web di "Scatti con i baffi" 2011!! Ecco la foto che le ha meritatamente fatto guadagnare la vittoria, intitolata Io e te nella stessa banda:


Ecco Baffina con il suo amico umano Flavio
Baffina peraltro ha dimostrato di essere particolarmente fotogenica, eccola in altre due foto del concorso  che sono state anch'esse molto votate sul web! 

Baffina di Annalisa P. nella foto Ehi, spegnete la luce!

Relax dopo la caccia: Baffina in tutto il suo splendore,
assieme a un povero topolino...
Con la proclamazione del vincitore web si chiude definitivamente questa prima edizione di "Scatti con i baffi", che nel complesso è stata davvero una bella esperienza! Anche per la fase di votazione-web la partecipazione è stata notevole. A me non resta che mandare una coccola ad ogni micio partecipante e un saluto e un ringraziamento ai loro compagni umani che hanno deciso di iscriverli al concorso... vi aspettiamo tutti quanti alla prossima edizione!!!

martedì 5 aprile 2011

"Il giardino delle farfalle": Eugea e l'ecologia privata

Lo scorso dicembre, in occasione della mia laurea, mi sono stati regalati diversi articoli "Eugea", tra cui un bel libro di Gianumberto Accinelli, con presentazione di Giorgio Celli, intitolato Il giardino delle farfalle. Il volumetto è una ricca raccolta di informazioni e curiosità sulle farfalle: dal loro ciclo vitale alla loro utilità come insetti impollinatori, dalle varietà di farfalle più belle alle citazioni letterarie riguardanti i lepidotteri. Ma ciò che colpisce di più è l'incipit del libro: la vicenda della farfalla americana Mission Blue.

La copertina del libro
La sopravvivenza di questa bellissima farfalla dalle ali blu, autoctona della California, è legata alla disponibilità di un tipo particolare di pianta (anch'essa autoctona della zona): il lupino californiano. I bruchi della Mission Blue infatti si nutrono solo ed esclusivamente di questo tipo di lupino, che cresce unicamente sulle coste californiane: in mancanza di questo cibo, i bruchetti muoiono. La Mission Blue si trovò davvero a rischio estinzione quando, una volta introdotto nella flora californiana il lupino europeo, molto più "prepotente" ed "aggressivo" rispetto al lupino californiano, i bruchetti non ebbero più il loro cibo preferito a disposizione. Infatti il lupino californiano aveva perso troppo terreno (letteralmente) a favore del parente europeo e sul finire degli anni '70 la Mission Blue stava inesorabilmente estinguendosi, non trovando più sufficiente lupino californiano per nutrirsi.


Le stelle e la farfalla Eugea: tutte contengono semi di piante
appetibili per farfalle e insetti utili come le coccinelle.

Cosa fecero allora i ricercatori americani per salvare la bella farfalla blu? Pensarono di ricorrere a una particolare modalità di coltivazione, per far sì che tornasse a diffondersi il lupino californiano: la tecnica degli hot spot di biodiversità. In pratica, vennero creati numerosissimi piccoli punti di coltivazione a lupino californiano, dove i bruchi della Mission Blue potessero rifocillarsi. Il trucco stava nel coltivare pochi metri quadrati a lupino californiano, in modo che l'esiguo spazio fosse difficilmente "colonizzabile" da altre piante (compreso il lupino europeo), ma allo stesso tempo si dovevano diffondere in modo capillare sul territorio queste mini-colture di lupino californiano. Così le Mission Blue, trovando tante piccole oasi tutte per loro, tornarono ad essere una folta popolazione di farfalle e il rischio estinzione fu brillantemente superato!


Uno dei prodotti Eugea, la farfalla Gea

Eugea (Ecologia Urbana Giardini E Ambiente) è un'idea tutta italiana (nata all'università di Bologna), che ha ben pensato di sfruttare la tecnica degli hot spot di biodiversità anche qui sulla nostra penisola. E ce n'è bisogno: "Uno studio europeo ha decretato che il 40% delle farfalle nostrane è a serio pericolo di estinzione. E anche il popolo della api non se la passa bene: nel 2008 circa il 50% degli alveari si sono svuotati" (da G. Accinelli, Il giardino delle farfalle, Eugea Edizioni, p.5). Questi dati devono preoccupare molto, perchè le farfalle non sono solo belle, ma anche utili. Infatti circa un terzo dell’alimentazione umana proviene da piante impollinate da oltre centomila specie di impollinatori selvatici (pipistrelli, api, mosche, farfalle, coleotteri e uccelli). Che fare dunque? Eugea ha ideato una serie di bellissimi articoli (sono perfetti come regali per tutte le occasioni!) contenenti i semi delle piante di cui vanno più ghiotte le farfalle nostrane (e altri insetti utili): ognuno di noi, grazie agli articoli Eugea, può creare un piccolo "hot spot" per le farfalle in balcone, in terrazzo, nel proprio giardino.

Le stelle natalizie Eugea: in fibra di cocco, dopo averle appese
all'albero di Natale, si conservano per piantarle in primavera.

 A parte lo spettacolo meraviglioso di poter ammirare sul proprio balcone un vaso fiorito con tante farfalle (anche per chi abita in città!), la cosa migliore è che grazie a Eugea ogni privato cittadino può fare concretamente qualcosa per la natura. "Tanti piccoli ecosistemi fanno un grande ecosistema, e se veramente tante persone coltiveranno queste piante, potremo, per esempio, uscire di casa il lunedì mattina per andare a lavorare e assistere a un volo di farfalle sullo sfondo del cielo grigio delle nostre città. Sogno o realtà? Questo dipende dal numero di persone che saremo in grado di coinvolgere nel nostro progetto" (da G. Accinelli, Il giardino delle farfalle, Eugea Edizioni, p.6).

I segnalibri Eugea
A me sono stati regalati segnalibri, le bellissime stelle natalizie in fibra di cocco, una farfalla di cartone e il libro Il giardino delle farfalle: tutti contenevano semi di zinnia, finocchio selvatico, facelia, calendula, cosmos. Li ho piantati qualche giorno fa e non vedo l'ora che germoglino! E in attesa di vedere le farfalle posarsi su questi fiori, invito tutti ad andare a visitare il bellissimo sito di Eugea, dove potete trovare anche lo shop-on-line per acquistare i prodotti. Fateci un pensiero la prossima volta che volete fare un regalo bello, originale ma soprattutto davvero utile, l'ecologia privata è una delle strade che dovremo abituarci a percorrere giorno per giorno tutti quanti... perchè, come dice Giorgio Celli, "dal piccolo possono nascere grandi cose"!

Volete vedere i fiori di Eugea sbocciati? Andate a scoprire la loro meravigliosa fioritura, dopo che li ho piantati!!